Che viaggio incredibile! Questo libro è stato un crescendo. Catena Fiorello mi ha presa per mano e pian piano mi ha trasportata negli anni Sessanta in quel Sud Italia così poco conosciuto, nella vita di una bambina e della sua famiglia di emigranti.
Ne abbiamo forse sentito parlare, ma vivere in prima persona, attraverso le righe di questo libro, il dramma di famiglie costrette a separarsi è stato davvero intenso.
Il dolore di una ragazzina che vede genitori e fratellino allontanarsi per andare in Germania a lavorare, il senso di abbandono vissuto, il rapporto di odio e amore con la nonna alla quale viene affidata sono descritti in modo sublime, con uno stile semplice e diretto senza fronzoli o abbellimenti inutili.
Così come il trauma, che la piccola Lucia si ritrova a vivere qualche tempo dopo, è devastante e narrato senza far sconti a nessuno, al punto d’aver sentito l’orrore sulla mia stessa pelle.
E la nonna, Donna Maria Amoroso. Un carattere che appare all’inizio duro e autoritario, ma che si svela poi a ogni pagina ben più profondo e sfaccettato di come inizialmente appare.
La vera eroina di questa storia.
Perché nel bene e nel male, a torto o a ragione, nonna Amoroso si è caricata di responsabilità e scelte dure e difficili che solo alla fine possiamo comprendere.
Un percorso illuminante che ha toccato la vita di tanti italiani del Sud Italia e un pezzo di storia che vale assolutamente la pena di conoscere.
Decisamente consigliato!
