Nel complesso è un buon libro e mi è piaciuto. Uno storico, e io amo gli storici, che presenta una discreta struttura di base, sia come narrazione che ambientazioni.
La storia è credibile e ben integrata nel periodo, anche se la parte romance è molto prevalente soprattutto nel primo 60/70% del libro, incentrata essenzialmente sui due protagonisti.
Sia Christian che William hanno un loro fascino e ho apprezzato la forza interiore del primo e la crescita emotiva del secondo.
L’epilogo non mi ha convinta. Troppi eventi narrati uno di seguito all’altro, e alcuni non necessari narrativamente dal mio punto di vista che hanno tolto sostanza proprio al personaggio di Christian.
Ciò nonostante è risultata una lettura gradevole che scivola via senza problemi e intoppi.
Divertente come sempre anche questo breve romanzo di passaggio della serie THIRDS. Dex al meglio, difficilmente dimenticherò i pasticci che è in grado di combinare!
I personaggi di Austen e Zach mi incuriosiscono sempre di più e non vedo l’ora di leggere la loro storia.
Ammetto anche che trovo inquietante ma intrigante il personaggio di Wolf e mi chiedo se nei prossimi libri sarà approfondito. Credo sia particolarmente complesso e per questo molto interessante.
Consigliato come sempre anche questo e pronta a passare al prossimo.
Cecilia, una giovane e brillante liceale bolognese, vince una prestigiosa borsa di studio che le permetterà di seguire i corsi preparativi di astronomia alla Berkeley. O almeno è quello che si augura, in quanto non è ancora sicura se questo ‘sogno americano’ appartenga a lei o allo zio, celebre astronomo che vede in Cecilia la persona a cui lasciare il suo retaggio.
Con un po’ di coraggio e voglia di superare le sue insicurezze, Cecilia accetta di indossare una nuova pelle. Si butta in questa vita nel Nuovo Mondo e, soprattutto, in un bellissimo, e anche famoso, americano dalla voce paradisiaca e gli occhi blu. Una relazione che l’attrae come un buco nero, intensa e potente, da cui è impossibile sottrarsi e prevedere come andrà a finire.
L’intero firmamento non basta per raccontare la meraviglia di questo libro che chiude la magnifica serie Green Creek.
Klune è riuscito a rendere i quattro volumi un’escalation di emozioni e avvenimenti. Ogni libro più bello del precedente.
Questi libri, però, non sono semplici MM, non sono semplici Fantasy, ma sono una meravigliosa metafora per descrivere la vita e tutte, ma proprio tutte, le forme di AMORE possibile:
Amore per la famiglia, quella di nascita e quella rete che ci si costruisce con il tempo. Amore per i genitori, per i figli, per i fratelli. Amore per gli amici, un amore platonico ma non meno forte di uno romantico e sessuale. Amore per la tua “casa”.
E poi coppie e personaggi di ogni genere: etero, gay, lesbiche, asessuati, aromantici, pansessuali, bisessuali e tutto il mondo colorato in cui viviamo.
Qui non si parla semplicemente di lupi, licantropi e stregoni, ma di Uomini e Donne, perché non hai bisogno di essere un licantropo per far parte di un Branco-Famiglia (nel senso bello di questo termine) o per far sentire il tuo canto di vita.
Ho amato tutti, ma proprio tutti i personaggi. Sopra tutti sempre Ox, Oxnard, il magnifico placido e colmo di luce e umanità Ox. OX, OX! Joe e la sua parlantina, Gordo e i suoi mugugni, Mark e la sua forza, Kelly e la sua dolcezza, Robbie e la sua imbranataggine, il magnifico trio Rico-Chris-Tanner, personaggi che sono riusciti SEMPRE a farmi ridere come una matta nei momenti più drammatici.
E in questo quarto libro quanto ho amato Carter, “stupido Carter”, e Gavin, “bum, bum, bum,” non riesco a descriverlo a parole.
E le donne, WOW: Jessie, odiata all’inizio e poi adorata sempre più, Bambi, Dominique, e loro, le due madri Maggie e Lizzie. Quanta magnificenza in queste due mamme che hanno accolto tutti tra le loro amorevoli braccia. Ma guai a fare arrabbiare le Donne di Green Creek.
E, infine, non posso dimenticare Will e tutto il Branco-Umani che mi ha fatto piangere più volte.
Che dire di più? Niente. Credo porterò sempre nel cuore questa serie e mi rimarrà il desiderio di essere una di loro, una del favoloso Branco Bennett!
Evviva! Un poliziesco vero e proprio! Non è frequente nella letteratura MM trovare un poliziesco, seppur con una parte paranormal, che abbia soprattutto una struttura thriller e non solo di sfondo alla trama romance.
Questo libro è sicuramente così e la trama poliziesca è davvero ben sviluppata, con quella giusta componente sia paranormal che romance a fare da collante e sfondo.
Il tono decisamente ironico ha reso poi la lettura piacevole e per nulla pesante, e il libro scorre fino all’ultimo senza battute di arresto.
Assolutamente delizioso questo breve racconto, con l’unico difetto di essere breve, appunto.
Mi sono innamorata di questa storia dalle prime righe. Il fascino del Giappone, della mitologia ricca di creature mistiche, della saggezza intrisa in queste antiche leggende.
La Piccola Volpe e il Piccolo forgiatore di spade li si ama dal primo istante senza alcun dubbio.
Lo stile è perfetto, ricercato ma per nulla pesante, onirico quasi e ti trascina nel suo mondo in un attimo.
Anche questo viaggio nel mondo dell’Eos creato da Aurora Corsini è stato accattivante e interessante. Incontrare di nuovo Mathias e Kane mi ha fatto battere il cuore (ho un debole per Kane decisamente).
Xavier e Connell non hanno deluso le aspettative, e il loro scontrarsi continuo è stato divertente e appassionante.
In questo secondo libro il personaggio di Nael mi ha affascinata e incuriosita ancora di più, e non vedo l’ora di approfondire la sua conoscenza.
Molto belli e ben costruiti gli scorci sul passato di Xavier e Mathias che hanno regalato all’opera un pizzico di fascino maggiore.
E dopo questo nono volume posso dire che Hudson rientra tra i miei personaggi preferiti della serie.
Questo libro mi ha tenuta incatenata alle sue pagine più di molti altri. Il rapporto di Hudson e Seb è un ritrovarsi, un affermazione della propria identità di Hudson e una maggiore consapevolezza di Seb nel gestire i suoi slanci iperprotettivi.
La trama del mistero che si svolge tra queste righe mi ha fatta saltare sul divano per il colpo di scena, che solo qualche pagina prima avevo immaginato.
Ammetto anche di essermi commossa per il bellissimo rapporto di “branco-Famiglia” tra Hudson e gli Hobbs.
Insomma… prontissima per proseguire nel tunnel senza uscita!
Un thriller molto ben strutturato e decisamente particolare. Originale nella sua narrazione in prima che si sposta sulle tre donne di questa storia.
Sono tutte donne con background particolari e difficili, fragili in maniera diversa e il loro è un percorso in salita.
Non è solo Rachel, dunque, la protagonista di questo libro, ma assieme a lei anche Megan e Anna e il loro rapporto con le difficoltà della vita, con gli uomini. Rapporti non sempre sani, anzi quasi mai e questo per la poca autostima in loro stesse, soprattutto per ciò che riguarda Megan e Rachel.
Forse questa è soprattutto una storia di rapporti malati, di colpe e redenzione, di cadute e risalite che non per tutti si conclude nel migliore dei modi.
Un thriller che ti lascia con il fiato sospeso fino alla fine.
Questo ottavo volume è un pò un libro di passaggio, come se l’autrice avesse voluto chiudere alcune questioni rimaste in sospeso senza appesantire la lettura del precedente o creare caos in quella successiva.
Ho apprezzato questa finezza, perché anche se il libro è “breve” era sicuramente necessario dipanare alcune situazioni e raccontare alcuni avvenimenti che ancora riguardano Dex e Sloane.
Ora ovviamente sono già pronta per passare al successivo, ingolosita anche dall’estratto finale del nono libro.