Recensione: “The Next Prince Vol. 1” di Ceo. FT. Ennice

Genere: Boyslove/romance MM

4 ⭐️

Nonostante abbia visto un discreto numero di drama boyslove thailandesi (ma anche cinesi, giapponesi, taiwanesi e coreani) questa è la prima lettura di una novel da cui molte di queste serie sono tratte.

Conosco bene le novel cinesi xianxia, ma sono tutto altro mondo e genere di storie.

Da quando avevo visto il primo trailer del drama basato su questa novel (le puntate stanno andando in onda proprio in questo periodo) mi aveva intrigata. Io amo le storie alla “young royals” e che prevedono intrighi di corte/politici, sia che siano storici o contemporanei.

In questo caso ci troviamo in un “reame” fittizio, e devo dire che la storia, tra alti e bassi, mi ha spinta a proseguire al punto da preferire come si sta sviluppando nel libro che nella serie.

Mi ci è voluto tempo per ingranare per via dello stile di scrittura, che in alcuni momenti mi è sembrato un po’ troppo “semplice”, ma è normale essendo anche una cultura (anche letteraria) decisamente diversa dalla nostra.

Ho apprezzato tutta la parte iniziale e come è stato sviluppato il personaggio di Khanin, un ragazzo cresciuto a Londra e totalmente all’oscuro delle sue origini. Il suo dramma personale, ciò che è costretto ad affrontare e come il mondo che lui conosceva da un momento all’altro viene ribaltato è stato ben approfondito.

Anche il personaggio di Charam è complesso: all’apparenza forte e sicuro di sé, ma che nasconde ombre e fragilità.

Allo stesso modo, ho molto apprezzato tutta la parte dedicata alla preparazione della competizione di scherma tra le famiglie reali.

Anche gli altri personaggi – Ramil, Pathai, Eva, il nonno e il padre di Khanin, il padre di Ramil come quello di Eva – sono abbastanza complessi e stratificati, al punto da spingerti ad avere su alcuni di loro opinioni ogni volta diverse.

Insomma, alla fine la storia ha preso il volo, è diventata man mano sempre più appassionante e ora mi sto già buttando sulla lettura del secondo!

Consigliato.

Recensione: “L’Husky e il suo gatto bianco Shizun: Sua Venerabilita si risveglia  (Vol. 2)” di Rou Bao Bu Chi Rou

Genere: DanMei/Xianxia/Bl

5+++ ⭐️

È la terza volta che leggo questo romanzo, e il secondo volume (più di 500 pagine) l’ho divorato letteralmente in pochi giorni.

È incredibile come questa storia sia devastante ancora oggi per me. Una vera e propria ossessione che mi ha impedito di rallentare il ritmo. Come se non sapessi già tutto quello che sarebbe accaduto, dovevo continuare e immergermi nel mondo incredibile costruito.

La cosa bella è che, comunque, vista l’immensità dell’opera, il numero di personaggi e le tante sottotrame, c’erano particolari che non ricordavo, e soprattutto sfumature sfuggite alla prima e seconda lettura.

L’infinito amore che provo per Chu Wanning non fa che aumentare. Ho sofferto con lui dal primo istante e continuo a farlo.

Io che so, sto vivendo Mo Ran, invece, con un sentimento decisamente diverso rispetto alla prima lettura. Se per alcune situazioni (e soprattutto per i ricordi di ciò che ha fatto nella precedente vita) l’avevo quasi odiato, adesso lo sto amando.
Il suo è il percorso di redenzione più incredibile di cui abbia mai letto… ma non solo.
Ecco perché, come nella recensione del primo libro, vi dico: arrivate fino alla fine prima di emettere un giudizio su Mo Ran.

Al secondo volume, credetemi, ancora non sapete nulla. Ci sono molteplici cose da scoprire sui personaggi e su ciò che in realtà è accaduto nella precedente vita.

Riguardo al volume in sé, il ciclo della illusione della città Lin’an mi ha devastata quanto la prima volta che l’ho letto.
Allo stesso tempo, tutta la parte con Xia Sini l’ho adorata ancora di più se possibile.

Stanno accadendo già molte cose, ma so bene cosa accadrà nei prossimi volumi e ho già fatto scorta di fazzoletti.

Unico difetto? Non avere già tra le mani tutti i prossimi libri di questa incredibile storia!

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Gli occhi di Sara” di Maurizio De Giovanni

Genere: Thriller/Noir

5+ ⭐️

Questo romanzo è il primo di Maurizio De Giovanni in cui non c’è un vero e proprio giallo da risolvere, ma una trama suspense che mi ha tenuta con il fiato sospeso tutto il tempo.

Più che nei precedenti libri di questa serie, si oscilla tra passato e presente per seguire avvenimenti che nel 1990 hanno un forte impatto e conseguenze nella vita attuale di Sara, Viola, Pardo e, soprattutto, del piccolo Massimiliano.

Nonostante amassi già ognuno di loro, in questo romanzo ho realmente sofferto per le vicende che si trovano ad affrontare.

Molto bella e accurata tutta la parte che si svolge nel 1990, con il ritmo di un thriller di spionaggio/anti-terrorismo di tutto rispetto.

Altrettanto profondo e intenso tutto ciò che i personaggi affrontano nella vita attuale.
Ognuno di loro vive una situazione difficile e delicata in modo diverso, e con ognuno di loro ho sofferto.

Per una volta, avrei voluto abbracciare Pardo invece che prenderlo ad amorevoli sberle come nei precedenti romanzi.

Questa serie si sta rivelando sempre più bella.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Una lettera per Sara” di Maurizio De Giovanni

Genere: Giallo

5⭐️

Devo proprio dirlo: questa serie mi sta davvero piacendo molto.

Questo è il terzo libro della saga thriller con Sara Morozzi, e l’ho letteralmente divorato. Non solo perché è in arrivo la serie TV su Netflix, ma proprio per il ritmo incalzante e il desiderio di scoprire i misteri che spaziano dal passato al presente.

A ogni libro, si scoprono nuove sfaccettature di questi personaggi, dalla stessa Sara a Davide Pardo, da Viola alla “bionda”, dai personaggi che vivono solo nei ricordi di alcuni di loro, a quelli nuovi.

Amo come ognuno di loro non sia mai totalmente bianco o nero, ma in un costante “limbo” di grigio. Sono umani quanto non mai, anche quando hanno talenti così particolari come quello di Sara, ma commettono errori, fanno scelte a volte discutibili che, però, non puoi non comprendere.

Empatia è la parola chiave, perché sono così reali da risultarti impossibile non soffrire con loro, gioire con loro, amare, sbagliare, rialzarsi con loro.

Il tutto, poi, condito da momenti di ironia, dovuti soprattutto all’ispettore Pardo, che da un lato prenderesti a ceffoni, ma dall’altro non puoi che volergli bene.

Se proprio devo trovargli un piccolossimo difetto, avrei gradito almeno nella parte iniziale una data o qualcosa che mi facesse capire subito che alcuni capitoli e situazioni stavano accadendo nel passato. Ma questo è solo un mio personale gusto.

Ovviamente, neanche a dirlo, mi fiondo subito sul successivo!

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Il figlio del mago” di Sandrone Dazieri

Genere: Giallo

5+ ⭐️

Posso dire che ho praticamente letto tutto di Sandrone Dazieri, tranne l’ultimo uscito da qualche mese (già in tbr) e non mi ha mai delusa.

Questo è un giallo che si appoggia su fatti che, bene o male, tutti conosciamo: il Mostro di Firenze. Non si tratta, però, di una ricostruzione di quei delitti, piuttosto di una storia molto ben congegnata attorno ad eventi dello stesso periodo in apparenza correlati alla vicenda torrida dei “compagni di merende”.

Come lo stesso autore ci dichiara, tutto è frutto della sua fantasia, ma nelle note è stato interessante leggere quali fossero i misteri reali ai quali si è ispirato.

Premetto che adoro a prescindere ciò che lui scrive, così come amo questo tipo di ambientazione e periodo storico. Comunque sia, il libro mi è piaciuto molto e non solo per il giallo.

I personaggi, le prime cotte adolescenziali e i primi approcci. Il mondo dei giostrari, i difficili rapporti tra figli e genitori, spesso fatti di amore e odio insieme. L’amicizia che resta e quella che svanisce.

Non c’è una cosa e una sfumatura che non abbia apprezzato in questa storia, che, seppur breve, mi ha incuriosita dall’inizio alla fine.

Decisamente consigliato.

Recensione: “Il libro delle cose perdute” di John Connolly

Genere: Fantasy

5+ ⭐️

Non avevo alcuna idea di cosa aspettarmi da questo libro che non avevo mai letto prima d’ora, ed è stato una bellissima sorpresa.

Un mix di atmosfere tra “La Storia Infinita”, “Le Cronache di Narnia”, “Fairy Tale” e anche uno S. King dei primi libri.

David, il ragazzino protagonista, fa un viaggio incredibile in un mondo dove le fiabe vengono rivisitate e hanno le cupezze più di quelle originali popolari che non di quelle edulcorate per bambini. In aggiunta, però, anche una vena ironica che ha alleggerito alcuni momenti (i sette nani “compagni” e da Biancaneve che si sveglia e dà un ceffone al principe molesto mi hanno deliziata dalle risate.)

Il viaggio di David, però, è fortemente allegorico, è il suo personale percorso attraverso le proprie paure e incubi, ma anche la propria parte “crudele”, quella che tutti abbiamo, chi più e chi meno.

Si tratta, insomma, del viaggio stesso della nostra vita, quello che ci porta a fronteggiare le difficoltà, a scegliere quale strada intraprendere, ad affrontare le nostre paure, spesso meschine e non sempre reali, e decidere se combatterle o leggittimarle.

Ogni personaggio, dal più puro e valido, come Rolando (mi ha spezzato il cuore) o il Boscaiolo, a quelli inquietanti, come Leroi o l’Uomo Storto, sono così complessi e tridimensionali da farti dimenticare che appartengono a un mondo fantastico.

Bellissimo il finale (di questo primo libro che, a quanto ho capito, è la seconda edizione e corrisponde alla prima parte dell’intera opera suddivisa poi in due volumi), e non nascondo di essermi commossa.

Interessante la postfazione dell’autore e due vere chicche i due racconti successivi a fine libro.

Insomma… mi butto subito sul secondo e se non lo avete letto questo ve lo consiglio senza alcun dubbio!

Recensione: “Le vite segrete di un gentiluomo” di KJ Charles

Genere: romance MM storico

5 ⭐️

Di KJ Charles ho letto molti romance MM storici e avevo, dunque, alte aspettative.

Direi che anche questo suo libro è riuscito a conquistarmi!

Gareth credo di averlo amato da subito, nonostante le sue, solo apparenti, fragilità.
Di sicuro è un personaggio con un percorso di crescita molto ben strutturato e vederlo affrontare i propri limiti, accettandosi per ciò che è, ma anche affrontando le proprie insicurezze, è stato fantastico.

Ho amato molto il modo in cui si è comportato con Catherine e Cecy, ma anche come ha smussato pian piano le sue convinzioni a volte troppo rigide.

Allo stesso modo, ho amato Joss, che porta sulle spalle pesi e responsabilità non da poco.

Le loro interazioni, nonostante la differenza di classe sociale, di carattere, di cultura come anche di provenienza le ho trovate perfette: entrambi hanno imparato dall’altro e sono migliorati.

Non c’è un personaggio che sia stato lasciato al caso, tutti, anche quelli odiosi, sono stati ben descritti e tratteggiati.

Le ambientazioni mi hanno permesso, come sempre, di immergermi in un epoca, ma anche in luoghi a me sconosciuti fino a ora.

Insomma, alla fine mi sono sentita anche io, in parte, una “donna del Marsh”.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Le sette morti di Evelyn Hardcastle” di Stuart Turton

Genere: giallo/Fantasy

3.5 ⭐️

Per questa recensione, ho bisogno di spezzare in due parti distinte la mia personale valutazione: la parte puramente thriller, che riguarda il giallo da risolvere, e tutto il resto.

Per ciò che riguarda il giallo, è davvero ben costruito, tanto che fino all’ultimo nelle varie rivelazioni navigavo nel buio assoluto. Questo è un punto estremamente a favore, e se si fosse trattato di un normale thriller, indipendentemente dell’ambientazione o dall’epoca descritta, avrei dato 5 stelle piene. Idem per i personaggi, molto ben caratterizzati e costruiti.

Purtroppo, però, l’intera storia di fonda su tutt’altro, ed è questa parte, quella puramente “paranormal-fantasy” che non mi ha coinvolta né convinta.

In teoria, era una bellissima idea, ma nella pratica è risultata, per me, confusionaria e senza una reale consistenza alla fine.

Solo per questo non mi sento di dare un voto maggiore, ma invito sempre a leggere e farvi un vostro personale parere.

Recensione: “Immortales – Libro Primo degli Immortali dell’Eterna Notte” di Lisa A. Ocean

Genere: Fantasy/Storico/MM

5++⭐️

Ho visto crescere questo romanzo in quattro anni, innamorandomi all’istante dell’idea, che l’autrice mi accennò, del prologo, la prima volta che lo lessi, e di Vergilius.

Ho pianto, davvero e non scherzo, quando arrivò mesi fa l’epilogo di questo primo volume, nemmeno l’avessi scritto io.

Ho pianto, ancora, su alcuni passaggi alla oramai sesta o settima lettura, che ho deciso di fare a pubblicazione avvenuta, dopo aver comprato sia ebook che cartaceo (perché sì, io li dovevo avere in entrambe le versioni e alla bisogna poterlo rileggere quando e come mi pare.)

Questo romanzo, l’ho pensato dal primo momento, è potente. Annalisa mi ha trasportata a spasso tra le ere e in luoghi incredibili.

Ho “visto” la meraviglia della biblioteca di Alessandria d’Egitto. Ho “sentito” l’umidità e il freddo della Londra Vittoriana.
Ho sofferto e amato con Virgil e Khan, riso con Hector.
Ho applaudito Prim e saltellato come una matta in modalità fangirl all’apparizione di un tal “Oracolo”.

Ho adorato tutti in questo romanzo (di alcuni taccio per non fare spoiler).

I dettagli di ogni cosa (mamma mia quanto studio c’è dietro!) mi hanno permesso di vivere questa avventura, tra creature sovrannaturali e magia, feste, balli e battaglie come se fossi stata lì con la Familia.

Adesso non vedo l’ora di proseguire, perché di loro non credo mi annoierei mai.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Destino e Conseguenze (I lupi del Nord vol. 2)” di Leah Weston

Genere: MM Fantasy

4- ⭐️

Ci sono alcune cose e dinamiche che, nella norma, mi farebbero storcere il naso, come l’idea che esista un fato/destino/divinità che decida al posto nostro chi sia la persona adatta a noi, la cosiddetta “anima gemella” senza lasciarci alcuna scelta.

Eppure, nel secondo volume di questa serie, l’autrice è riuscita a farmi riflettere su alcune cose proprio attraverso ciò.

Iniziamo con il dire che, trattandosi di un fantasy con lupi mutaforma, diviene tutto più credibile e che, comunque, i due protagonisti avrebbero anche potuto scegliere, volendo, di tenersi a distanza e non permettere mai che quel “legame” si concretizzasse.

Però l’autrice non si è limitata a una facile scelta, ovvero fare incontrare il protagonista con il compagno a lui destinato, ma ha rimescolato le carte in tavola creando un conflitto non indifferente nei personaggi, rendendoli quindi molto più umani e “reali”.

In fondo, siamo sicuri che non accada anche a noi in parte la stessa cosa?
Siamo davvero certi che i nostri istinti, quelli che cerchiamo sempre di razionalizzare, a volte di soffocare, non siano quella parte “animale” che tutti abbiamo e che, a volte, sa più di quanto il nostro io consapevole comprende?

E cosa conta di più? Una vita di coppia lineare e senza scossoni, o l’ignoto di un amore che ci travolge senza alcuna apparente logica?

Beh, se un libro riesce a spingermi a una simile riflessione per me vale la lettura.

Consigliato.