Ho deciso di leggere questo libro partendo dalla cover che mi ha incantata dal primo istante, spingendomi a leggere la trama che mi ha conquistata subito… e le aspettative, alte, non sono state disattese.
L’autrice mi ha trasportata da subito nel suo mondo, fatto di streghe, negromanti e famigli di ogni genere.
Gayle ha un carattere spigoloso, ma affascinante. Arline ti avvolge con il suo grande cuore e forza. Tony lo avrei preso a sberle in un dato momento, e abbracciato per il resto del libro fino alla fine. Philip mi ha trapanato il cuore.
E, ovviamente, menzione d’onore a Nash e Snooze, i due famigli più singolari di tutti i tempi!
La scrittura è fluida, ricca di metafore, adatta al contesto senza appesantire la lettura.
Il colpo di scena finale mi ha fatto saltare sul divano e mi ha sorpresa… era del tutto inaspettato.
E adesso mi rimane una sola domanda: a quando il prossimo???
Appena concluso il libro e la serie Fallen Alphas. Di sicuro e senza alcun dubbio questi libri sono i migliori di Mary Durante per la complessa e articolata struttura delle trame, per l’idea originale di rivoluzionare e ribaltare i canoni classici degli omegaverse e, particolare più importante, per il percorso di crescita di ognuno di loro.
Derek e Ash sono personaggi tanto diversi quanto complementari, al contrario degli altri. Entrambi con le loro “colpe” da capire, superare ed espiare. Entrambi con le loro forze e fragilità.
Mai come in questo libro è stata sottolineata l’importanza dell’empatia, del mettersi al posto di un altro per comprendere i propri errori, che è il senso e la metafora di tutta la serie.
Bellissima la chiusura, che lascia un senso di pace e lancia un inno di ulteriore speranza verso il futuro, al quale devo dire darei uno sguardo con incredibile piacere.
Non potevo non dare cinque meritatissime stelline, anche perché le lacrime sono arrivate così, senza avviso e in sole due righe (benedetto Ashino).
Divertente come sempre anche questo breve romanzo di passaggio della serie THIRDS. Dex al meglio, difficilmente dimenticherò i pasticci che è in grado di combinare!
I personaggi di Austen e Zach mi incuriosiscono sempre di più e non vedo l’ora di leggere la loro storia.
Ammetto anche che trovo inquietante ma intrigante il personaggio di Wolf e mi chiedo se nei prossimi libri sarà approfondito. Credo sia particolarmente complesso e per questo molto interessante.
Consigliato come sempre anche questo e pronta a passare al prossimo.
L’intero firmamento non basta per raccontare la meraviglia di questo libro che chiude la magnifica serie Green Creek.
Klune è riuscito a rendere i quattro volumi un’escalation di emozioni e avvenimenti. Ogni libro più bello del precedente.
Questi libri, però, non sono semplici MM, non sono semplici Fantasy, ma sono una meravigliosa metafora per descrivere la vita e tutte, ma proprio tutte, le forme di AMORE possibile:
Amore per la famiglia, quella di nascita e quella rete che ci si costruisce con il tempo. Amore per i genitori, per i figli, per i fratelli. Amore per gli amici, un amore platonico ma non meno forte di uno romantico e sessuale. Amore per la tua “casa”.
E poi coppie e personaggi di ogni genere: etero, gay, lesbiche, asessuati, aromantici, pansessuali, bisessuali e tutto il mondo colorato in cui viviamo.
Qui non si parla semplicemente di lupi, licantropi e stregoni, ma di Uomini e Donne, perché non hai bisogno di essere un licantropo per far parte di un Branco-Famiglia (nel senso bello di questo termine) o per far sentire il tuo canto di vita.
Ho amato tutti, ma proprio tutti i personaggi. Sopra tutti sempre Ox, Oxnard, il magnifico placido e colmo di luce e umanità Ox. OX, OX! Joe e la sua parlantina, Gordo e i suoi mugugni, Mark e la sua forza, Kelly e la sua dolcezza, Robbie e la sua imbranataggine, il magnifico trio Rico-Chris-Tanner, personaggi che sono riusciti SEMPRE a farmi ridere come una matta nei momenti più drammatici.
E in questo quarto libro quanto ho amato Carter, “stupido Carter”, e Gavin, “bum, bum, bum,” non riesco a descriverlo a parole.
E le donne, WOW: Jessie, odiata all’inizio e poi adorata sempre più, Bambi, Dominique, e loro, le due madri Maggie e Lizzie. Quanta magnificenza in queste due mamme che hanno accolto tutti tra le loro amorevoli braccia. Ma guai a fare arrabbiare le Donne di Green Creek.
E, infine, non posso dimenticare Will e tutto il Branco-Umani che mi ha fatto piangere più volte.
Che dire di più? Niente. Credo porterò sempre nel cuore questa serie e mi rimarrà il desiderio di essere una di loro, una del favoloso Branco Bennett!
Assolutamente delizioso questo breve racconto, con l’unico difetto di essere breve, appunto.
Mi sono innamorata di questa storia dalle prime righe. Il fascino del Giappone, della mitologia ricca di creature mistiche, della saggezza intrisa in queste antiche leggende.
La Piccola Volpe e il Piccolo forgiatore di spade li si ama dal primo istante senza alcun dubbio.
Lo stile è perfetto, ricercato ma per nulla pesante, onirico quasi e ti trascina nel suo mondo in un attimo.
Anche questo viaggio nel mondo dell’Eos creato da Aurora Corsini è stato accattivante e interessante. Incontrare di nuovo Mathias e Kane mi ha fatto battere il cuore (ho un debole per Kane decisamente).
Xavier e Connell non hanno deluso le aspettative, e il loro scontrarsi continuo è stato divertente e appassionante.
In questo secondo libro il personaggio di Nael mi ha affascinata e incuriosita ancora di più, e non vedo l’ora di approfondire la sua conoscenza.
Molto belli e ben costruiti gli scorci sul passato di Xavier e Mathias che hanno regalato all’opera un pizzico di fascino maggiore.
E dopo questo nono volume posso dire che Hudson rientra tra i miei personaggi preferiti della serie.
Questo libro mi ha tenuta incatenata alle sue pagine più di molti altri. Il rapporto di Hudson e Seb è un ritrovarsi, un affermazione della propria identità di Hudson e una maggiore consapevolezza di Seb nel gestire i suoi slanci iperprotettivi.
La trama del mistero che si svolge tra queste righe mi ha fatta saltare sul divano per il colpo di scena, che solo qualche pagina prima avevo immaginato.
Ammetto anche di essermi commossa per il bellissimo rapporto di “branco-Famiglia” tra Hudson e gli Hobbs.
Insomma… prontissima per proseguire nel tunnel senza uscita!
Questo ottavo volume è un pò un libro di passaggio, come se l’autrice avesse voluto chiudere alcune questioni rimaste in sospeso senza appesantire la lettura del precedente o creare caos in quella successiva.
Ho apprezzato questa finezza, perché anche se il libro è “breve” era sicuramente necessario dipanare alcune situazioni e raccontare alcuni avvenimenti che ancora riguardano Dex e Sloane.
Ora ovviamente sono già pronta per passare al successivo, ingolosita anche dall’estratto finale del nono libro.
Questo libro è strano, ma meraviglioso. Strano perché all’inizio ti senti davvero spaesata. Il tipo di narrazione, il Mondo in cui ti trascina è qualcosa con cui devi imparare man mano a prendere confidenza.
Poi a un certo punto esplode, e tutto assume un senso nuovo trascinandoti in un ritmo che aumenta sempre più fino a farti arrivare alla fine quasi senza fiato.
Piranesi, la Casa, l’Altro, il Profeta, 16.
Un viaggio onirico e allegorico che mi ha lasciata con il desiderio di trovare un modo per entrare nel Mondo e trascorrere un pò di tempo tra le Maree, i Vestiboli, i Saloni e una famiglia di Albatros.
Ebbene sì, mi tocca dire, di nuovo, che è questo il miglior libro della serie fino a ora letto.
Ho letteralmente divorato questo volume, con l’ansia di capire cosa stava accadendo a Dex. Bravissima, come sempre, l’autrice a lasciare un piccolo segnale di pericolo in arrivo già durante il libro precedente (ancor prima del finale con cliffhanger).
Per quanto stessi immaginando cosa stava succedendo, i colpi di scena non sono comunque mancati e il ritmo è stato serratissimo fino alla fine.
Favoloso e accurato il percorso di Dex e Sloane che ho potuto seguire per ben sette volumi, e ora sono curiosa di vedere quali altri personaggi andremo ad approfondire nei prossimi, perché di storie che incuriosiscono e di cui si vuole vedere il cammino ce ne sono eccome, tra Austen (che anche per una breve apparizione, come in questo volume, rimane tra i miei preferiti) oppure Seb e Hudson.
Insomma, i THIRDS sono un tunnel assolutamente senza uscita!