Recensione: Incantevole di Valentina Pangallo

Incantevole, proprio come il titolo, questo libro è delizioso e piacevole da leggere. Una dolce storia tra due ragazzi in età da diploma, diversi quanto simili.

Leggendo quest’opera vi ritroverete proprio in un cartone animato giapponese ambientato in una scuola, ed è così ben descritto nella vita scolastica e nelle dinamiche tra i protagonisti, che mi sembrava realmente di assistere a un’animazione yaoi.

Niente banalissimo bad boy, ma un bel campione di basket sempre sorridente, ammirato e desiderato da tutte le ragazze della scuola, che però non ha alcun interesse reale per loro, e quando si “scontra” con un suo compagno di scuola, silenzioso e timido che esprime la sua passione solo quando suona il piano, scocca la scintilla.

Il bello di questa storia è che il più fragile dei due è proprio Nori, l’estroverso campione di basket, e non Eric, silenzioso e solitario, ma forte come una roccia.

E poi ci sono: Tachibana, una ragazzina che vorresti ammazzare per tipo tre quarti di storia, sempre in mezzo tra i due a cercare di conquistare il cuore di Eric, e Chiba, un compagno di gioco e amico di Nori, che prenderesti a ceffoni per quasi tutto il libro.

Eppure alla fine ti affezioni ad ognuno di loro, perché in qualche modo riescono a incastrarsi, creando un piccolo gruppo, una sorta di famiglia, riportando alla memoria il tempo in cui avevi la loro età e si creavano quelle “bande” tra amici, che più diversi non potevano essere, ma che sembrava non si potessero separare mai.

Ed è così che li saluti alla fine, con quella sorta di sorriso un po’ nostalgico, mentre li vedi prendere la loro strada che li porterà verso una nuova vita.

Un piccolo romanzo di formazione, si potrebbe dire, o una storia terribilmente kawaii, direbbero altri, insomma… Incantevole.

Recensione: Gabbia – Libro primo della saga dell’Eterna notte – di Lisa A. Ocean

Ho iniziato questo libro non sapendo bene a cosa sarei andata incontro. Conoscevo già l’autrice e forse solo per questo ho deciso di leggerlo, perché in genere non sono mai attirata dagli urban fantasy, né dai romance con vampiri e licantropi. Ma sono felicissima d’averlo letto. Anzi, non letto ma letteralmente divorato!

È un’opera complessa, ricca di dettagli (i miei complimenti per l’evidente e ampio studio storico, geografico, esoterico e anche mitologico). Quello che avrebbe potuto essere un semplice romance MxM è invece un libro corposo, a tratti gotico, che ti trascina nel suo mondo con una forza inaspettata.

L’ho terminato in pochissimi giorni e nonostante i lunghi capitoli, che io in genere non amo in particolar modo. Eppure sin da subito, dalle prime righe, ho capito, percepito la forza di quest’opera.

Lean mi ha incantata, divertita, commossa, intenerita. Alexander mi ha affascinata, irretita, stupita, intimidita. Ma ogni personaggio ha un suo spessore e li amerete tutti, così come ne odierete intensamente altri.

Questo è un libro che può soddisfare qualsiasi palato, da chi ama il creepy e il gotico (alcune scene sono davvero forti ma non in maniera gratuita, esattamente come devono essere in un urban fantasy che si rispetti), da chi ama la magia, da chi ama i romance MxM, con il giusto e perfetto equilibrio tra ognuna di queste componenti.

Mi sono ritrovata catapultata in un mondo di vampiri, licantropi, fate, druidi, con cui gli umani convivono, in bilico tra nuovi tipi di discriminazioni, perché il diverso spaventa sempre, e ora, appena terminato di leggere, già mi mancano.

In attesa del prossimo libro di questa saga, non posso fare altro che ringraziare l’autrice per averci regalato quest’opera e questo mondo perché, come recita il titolo di uno dei capitoli, “siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni” W. Shakespeare – La Tempesta.

Recensione: Dietro una porta chiusa di Mary durante

Questo libro è il primo di una duologia, e il secondo “Oltre l’orizzonte” è bellissimo quanto il primo.

L’ambientazione è quella di un Omegaverse, anche questo senza creature magiche (licantropi o mutaforma). Devo dire che l’Omegaverse in ambiente “umano” lo preferisco, perché diviene una metafora della vita moderna, una denuncia contro ogni tipo di discriminazione.

Ma questa coppia favolosa di libri ha un qualcosa in più, un qualcosa di diverso che forse fa arricciare il naso ai “puristi” dell’omegaverse, e proprio per questo io li ho amati ancor di più (adoro chi va contro il coro, chi ha il coraggio di raccontare e interpretare in maniera personale uscendo dai soliti binari).

In questa storia, infatti, l’Omega Lorence è un Omega “difettato”, perché sterile. Questo permette all’autrice, bravissima, di rendere il personaggio ancor più bello e profondo, apparentemente “fragile”, in realtà forte come un leone, combattuto tra il desiderio di libertà dalla condizione di reietto e schiavo, e l’attrazione che prova per Roy, uno strano e solitario Alfa a cui viene “regalato”, che nasconde dietro fiumi di alcol e una porta chiusa un segreto e un mistero che Lorence sarà tentato di scoprire.

Il bello di questa storia è proprio la profondità dei personaggi e la loro incredibile sfaccettatura, tanto da non sapere più alla fine chi dei due sia il vero Alfa, il “forte”, e chi l’Omega, il “fragile”. Forse lo sono entrambi, fragili e forti a seconda dei momenti e delle situazioni.

Esattamente come lo siamo tutti noi.

Leggeteli, entrambi (il secondo mi ha fatto piangere per mezz’ora di fila sul finale), non ne rimarrete delusi e due libri vi sembreranno anche pochi, perché di Roy e Lorence non se ne può fare a meno.

Recensione: Tra Inferno e Paradiso di Sara Coccimiglio

Tra Inferno e Paradiso non è una storia facile, non è una storia per tutti, ma è un’opera bellissima e potente.

Di che parla? Di vita, di passioni, di emozioni primordiali, di istinti, di chimica biologica che sconvolge la mente.

Vi spiego meglio, ma faccio alcune premesse:

• Io odio le storie basate sulla banalizzazione della sindrome di stoccolma, spesso passata come cosa bella invece che condannarla
• Io odio i classici bad boy alle prese con le verginelle innocenti o i verginelli innocenti
• Io amo l’erotismo, ma odio i libri puramente erotici, ovvero dove ogni capitolo c’è una scena di sesso, ma non contestualizzata realmente e solo per far venire i pruriti… preferisco un sano porno in quel caso
• io preferisco quasi sempre i libri scritti in terza invece che quelli in prima persona

Fatte queste premesse, posso dirvi che questa storia, pur contenendo questi punti, è di una profondità incredibile. Travolgente, mai banale, scritta divinamente, dove sono le emozioni che fanno da padrone.

Il libro tratta di un mondo cosiddetto “Omegaverse”, ma non rientra in un genere puramente fantasy, come accade normalmente.
La bellezza di questa storia è proprio che non ha nessun essere mutaforma, alieno o similare. Sono tutti esseri umani e l’ambientazione è quella della terra in un mondo che potremmo dire “distopico”.

Ecco quindi che in tre giorni io ho vissuto sulla mia pelle ogni istante che il “piccolo Dane” ha vissuto, ho sentito ogni sua emozione, dubbio, paura. Ho potuto percepire quasi, insieme a lui, gli odori che lo facevano impazzire e quel voler agire secondo ragione invece che secondo la sua natura di Omega.

Un piccolo grande Omega ribelle e un Alfa, che potrete capire solo e unicamente quando avrete letto l’Epilogo dopo 39 capitoli di travolgenti montagne russe emotive.

Io sono stremata, ma felice d’aver letto forse una delle più belle storie dell’ultimo periodo, e ancora mi sto chiedendo se, in fondo, non si nasconda in ognuno di noi un Omega ribelle.

Benvenutɜ nel mio blog letterario

Scrivo per lo stesso motivo per cui respiro, perché se non lo facessi, morirei

Isaac Asimov.

Perché ho deciso di aprire un blog letterario? Perché amo leggere e scrivere, per poter condividere, con chi ama la lettura, quelle che sono le mie sensazioni, emozioni, pensieri vissuti quando leggo un libro, e anche per dare visibilità a quegli scrittori esordienti, poco conosciuti ai più, ma che meritano di essere letti.

Vivo di emozioni e sono quelle che intendo condividere con voi, dando per scontato che non leggo e non recensisco opere che non rispettano la normale grammatica di base, tranne qualche rarissimo caso in cui decido di concludere un libro nonostante gravi lacune.

E dunque, benvenutə su questo blog e… buona lettura!

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