Recensione: “La spedizione Donner” di Preston & Child

Genere: Thriller

Questa coppia di autori non delude e anche questo romanzo, primo di un filone spin-off della serie dell’agente Pendergast, è davvero un bel thriller che merita le 5 ⭐️.

Nora e Corrie sono due donne diverse, due personaggi straordinari che avevo già imparato ad amare nella serie principale.

Per essere precisi, il primo libro in assoluto che lessi di Pendergast fu proprio quello in cui l’agente conobbe Corrie. Non posso quindi non esserle affezionata e vederla nelle vesti di agente FBI alle prese con un primo e complicato caso è stato molto bello.

Nora mi ha stretto il cuore nella parte iniziale. Il dolore che ancora si porta dietro l’ho sentito sulla mia pelle.

La storia che si narra è incredibile (interessante che sia ispirata da un fatto tragico realmente accaduto). Il mistero da dipanare rimane tale fino alla fine e i colpi di scena non sono mancati.
Insomma, un thriller perfettamente costruito.

Menzione d’onore a Pendergast, che in una sola apparizione fugace è riuscito a farmi ridere e sorridere come una bimba felice, così da avermi dato la gioia della sua compagnia anche quest’anno.

Sicuramente consigliato.

Recensione: “Interludio & il Lascito” di Joanna Chambers

Genere: MM Storico

Questo breve racconto si inserisce tra il quarto e quinto libro, ma io ho preferito lasciarmelo per ultimo e sono contenta di averlo fatto.

Entrambe le novelle riguardano i protagonisti dei primi due romanzi della serie.

La prima, un bellissimo punto di vista di Murdo che si inserisce tra il primo e secondo libro.
La seconda è invece successiva, durante il periodo del quinto libro.

Molto bello, toccante e intenso. È stato davvero un piacere incontrare di nuovo Murdo e David.

Piccola nota: menzione d’onore per Kit. Una fuggevole apparizione che mi ha fatto battere forte il cuore. Ho decisamente un debole per lui 🥰

Assolutamente consigliato.

Recensione: “Ritorno (Enlightenment Vol. 5)” di Joanna Chambers

Genere: MM Storico

Ho iniziato questo quinto libro della serie chiedendomi se mi sarebbe piaciuto quanto i precedenti. Beh, diciamo che non sono non mi ha delusa, ma credo sia il mio preferito e si merita anche più di 5 ⭐️.

Tra l’altro, il romanzo tocca tematiche che, nella norma, mi fanno sbuffare e roteare gli occhi. Invece Joanna è stata bravissima, ha trattato con estrema sensualità e nel modo che più mi piace determinate dinamiche che si instaurano tra i due personaggi. Ogni riga era carica di emozioni e non è mai caduta di stile: erotismo allo stato puro, senza indugiare quando non necessario, tutto utile alla trama e con ribaltamento di ruoli realizzato in modo esemplare. Non posso che applaudire.

L’ambientazione storica in questo libro ha tralasciato eventi di riferimento e si è concentrata sulle dinamiche di un determinato ambiente e dei personaggi ed era giusto così. Ho amato Kit e Henry in modi inaspettati e il finale è una chicca. Ora passo subito alle novelle e già so che mi mancheranno tanto tutti loro.

Assolutamente consigliato!


Recensione: “Bear Otter e Kid (Seafare Chronicles vol 1)” di TJ Klune

Genere: MM Romance Contemporaneo

Vi è mai capitato che un autorə, un artista di qualsiasi genere, vi appaia attraverso le sue opere così vicino al vostro sentire da pensare che vi legga nell’anima?
Immaginarvi un giorno a chiacchierare insieme trovandovi d’accordo sul senso della vita fino a ora compreso?

Ecco. È così che io mi sento quando leggo un libro di Klune e, per l’ennesima volta, ho recepito forte e chiaro questo messaggio.

Sono arrivata a questo libro – precedente a tutti gli altri da me letti – al momento per me giusto. Come sempre, del resto.

Non chiedetemi di scegliere quale tra tutti i suoi libri io preferisca, ma di certo questo è assolutamente magnifico.

Lo stile è potente.

Ritmo serrato delle frasi, momenti così intensi da farti annaspare, poi scene di una tale ironia da farti ridere come una matta e due righe dopo sei lì che frigni.

Ho amato TUTTI i personaggi dal primo nanosecondo:

Bear con la sua testardaggine, il senso di responsabilità per il peso che troppo giovane si è dovuto accollare e poi tutta la fragilità nell’iniziale rifiuto della sua natura. È un lungo percorso il suo, accidentato e pieno di scivoloni, di “terremoti” e “oceani” che lo travolgono.

Otter con i suoi percorsi che lo hanno portato lontano, ma che lo hanno fatto tornare. Una roccia nelle sue granitiche scelte, che rischia di franare e sgretolarsi ma non molla mai.

E poi c’è Kid. Come si fa a non amare alla follia un bambino di nove anni, un piccolo ecoterrorista che va da un estremo all’altro, da una saggezza e intelligenza fuori dal comune, alla fragilità di un bimbo traumatizzato.

E, ovviamente, tutta, ma proprio tutta la found family che circonda, accoglie, abbraccia, sostiene o sprona questi tre personaggi.

Cosa dirvi ancora?
Ah, sì. Per fortuna ho in casa l’intera serie, perché non credo resisterò molto prima di tuffarmi sul successivo.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “La Gabbia delle Scimmie” di Victor Gischler

Genere: Thriller/Noir

Complessivo 2.5 ⭐️

Di rado assegno punteggi così bassi a un libro, ma in questo caso sarebbe disonesto da parte mia non farlo.

Avevo scelto di recensirlo perché aveva tutte le premesse per piacermi: un thriller a tinte scure.

Già da subito mi è sembrato una miscela di atmosfere tra Pulp Fiction e Billy Summers.

Peccato che non abbia, per me, nessuno dei meriti delle succitate opere.

Punti a favore:

. sintassi grammaticale e mancanza di refusi
. ritmo veloce.

Punti a sfavore:

. Narrazione in prima persona che, la maggior parte del tempo, mi è sembrata solo un elenco di azioni: “faccio questo, prendo questo ecc”

. Personaggi ai quali è impossibile affezionarsi per me e che, soprattutto, non fanno alcun percorso di crescita né tantomeno di redenzione. Nemmeno blanda e con la sensazione arrivata, invece, che sia “giusto”, che le azioni finali siano sufficienti a far meritare una redenzione. Tuttavia non è questo il caso.

. Susseguirsi di scene di sparatorie e simili, e il protagonista che riesce a rimanere attivo e vittorioso in modi poco verosimili, nonostante innumerevoli ferite di ogni genere.

Okay per la sospensione dell’incredulità, ma si è un pochino esagerato.
Rambo in confronto è un dilettante.

Insomma, ho faticato tantissimo per arrivare alla fine, al punto di tirare un sospiro di sollievo arrivata all’ultima riga e senza che la storia mi abbia regalato la benché minima emozione.

Come sempre, però, questa è una mia personale impressione sul romanzo e, quindi, è sempre giusto che vi facciate una vostra opinione che può anche essere diversa dalla mia.

Ringrazio comunque per la copia ARC ricevuta dall’editore.

Recensione: “Le notti bianche – Millenial Vol. I” di Daniela Barisone e Juls SK Vernet

Genere: MM Romance

Ci sono vari motivi per i quali avevo deciso di leggere questo libro.

Il primo è che conosco lo stile delle autrici e ne apprezzo la bravura, il secondo la bellissima cover. Questo mi ha spinto all’acquisto, come in alcuni casi mi accade, durante un’offerta senza neanche aver letto la trama. Particolare che si è ripetuto anche quando ho deciso di leggerlo senza guardare la trama (mi capita più che spesso. Di autori e autrici che conosco, in genere scelgo più che altro il genere che in quel momento voglio leggere più che la trama in sè).

Detto e premesso ciò, nonostante per certi versi questo romance MM non rientrasse nelle mie corde, l’ho apprezzato.

Ho adorato, ma davvero tanto, gli scambi via chat fra tutti, i gruppetti vari che hanno reso la storia molto realistica a attuale.

David mi ha fatto “facepalmare” più di una volta, eppure l’ho trovato di una tenerezza infinita in alcuni momenti (ho riso più del dovuto con la storia dei biscotti).

Henry ha un fascino unico, ma nonostante fosse abbastanza chiara, per chi conosce le autrici, da dove provenissero le ispirazioni di questo personaggio come di David, entrambi sono stati ben caratterizzati in ogni sfumatura, ben contestualizzati e hanno preso vita in modo del tutto originale.

I personaggi “secondari” sono favolosi, e alcuni mi hanno davvero incuriosita (uno spin-off “lellico” sulla “regina russa” sarebbe molto gradito).

Insomma, per chi ama il genere romance MM piuttosto spicy, ma per nulla scontato o banale e ben calibrato, non posso che consigliarlo.

Recensione: “Una cosa pericolosa (Adrien English vol. 2)” di Josh Lanyon

Genere: MM Thriller

Con questo secondo libro, ho decisamente fatto pace con Lanyon. Il primo per la parte Thriller non mi aveva per nulla convinta, ma in questo secondo volume la storia è stata decisamente migliore e 4 ⭐️ le assegno senza alcun dubbio.

Qualche intuizione l’avevo comunque avuta, ma la trama del giallo è costruita bene, non scontata, insomma, e in alcuni momenti mi ha anche sorpresa.

La parte romance, con questo rapporto molto conflittuale tra i due protagonisti, è appassionante, anche se non travolgente come mi attendevo.

Comunque un bel libro e adesso ho maggior desiderio di andare avanti per vedere come si evolve la relazione tra i due.

Consigliato.

Recensione: “L’elezione dell’imperatore” di Kira Inari

Genere: MM Fantasy Distopico

Parte fantasy/distopica 5+
Parte romance 3
Complessivo 4

Questa è una recensione davvero difficile da fare. Da una parte, infatti, non posso che applaudire per la struttura generale del libro, dall’altra, invece, la maggior parte dei personaggi, a parte lo Shifu’, non mi hanno convinta né coinvolta, in alcuni casi anche infastidita per taluni comportamenti.

Ho apprezzato molto la trama, davvero complessa e ricca di allegorie, dove la mitologia tipica orientale si mescola in un perfetto distopico. Ho amato molto tutta la parte relativa all’elezione vera e propria, all’uso del Drago per creare una coscienza unica e collettiva, terrificante da un certo punto di vista e metafora di ciò che accade nella realtà di molti stati solo all’apparenza democratici.

Ho apprezzato anche l’analogia con l’adorazione, che a volte sfocia nel fanatismo, degli idol, spesso “schiavi” utilizzati come prodotti da vendere.

Ho gradito anche i chiari riferimenti ad alcuni personaggi reali, così come a una specifica novel molto famosa. Forse, per i miei gusti, nonostante io ami quella storia, le analogie sono diventate anche troppe, pur essendo due storie assolutamente del tutto diverse, sia chiaro.

Quello che non mi ha convinta e coinvolta sono tutti i personaggi, principali e secondari, anche se ben caratterizzati. Nessuno di loro mi ha fatto “palpitare”.

Gli unici due che mi hanno conquistata per la loro completezza e percorso sono lo Shifu’ e il Drago.

Detto ciò, queste impressioni sono del tutto personali. Il libro è scritto bene, niente è trattato con sufficienza o superficialità.

Mi sento quindi di consigliarlo perché a conti fatti è un bel libro, e magari ciò che ha lasciato indifferente me può invece trascinare voi.

Copia ARC ricevuta dalla CE che ringrazio.

Recensione: “Contro natura (Enlightenment Vol. 4)” di Joanna Chambers

Genere: MM Storico

Ho cercato di resistere a lungo prima di continuare questa bella serie storica della Chambers e le 5 ⭐️ sono più che meritate anche con questo libro.

Immaginavo che il protagonista sarebbe stato l’aitante Iain Sinclair, uomo dell’esercito apparso nei precedenti libri, e che non mi avrebbe delusa, e così è stato.
Ma il personaggio che mi ha conquistata da subito è stato soprattutto James: datemi un nerd e io impazzisco.

Nella norma i friends to lovers non sono i miei preferiti, ma in questo caso tutto ha un senso e ho adorato ogni passaggio di questo rapporto nato quando i due erano poco più che bambini.

Molto bello, per me, l’altalenarsi tra passato e presente e perfettamente gestito. I personaggi sono diversi quanto complementari e complessi nelle loro varie sfaccettature.

James in apparenza quello più “fragile”, sia fisicamente che emotivamente, il ragazzo quasi ingenuo per certi versi, si dimostra alla fine il più forte dei due e non solo crescendo, ma per una consapevolezza interiore su chi voglia essere e cosa voglia dalla vita, che Iain non comprende pur essendo più grande di lui e smaliziato.

Ambientazione perfetta, come sempre, anche se qui mi sono mancati eventi storici di riferimento. Molto, ma molto belli e accurati i dettagli sull’attività da naturista di James. Ho imparato cose sulle farfalle che non conoscevo.

Adesso bisogna solo vedere quanto riuscirò a resistere prima di passare al successivo.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Sara al tramonto” di Maurizio De Giovanni

Genere: giallo/noir

Non sapevo cosa aspettarmi, ma immaginavo che avrei letto un bel romanzo e anche questa volta De Giovanni non mi ha delusa e si merita 5 ⭐️

Anzi, mi sono così appassionata al personaggio di Sara, con il suo inferno interiore, la determinazione, un passato a tratti oscuro, fatto di scelte difficili e non sempre dai più condivisibili, e una sensibilità che nasconde benissimo cosi quanto riesce a essere “invisibile” al mondo, da voler passare subito al successivo, se lo avessi adesso a portata di mano.

Nonostante avessi intuito alcune cose, la struttura del giallo è comunque ben costruita, perché qualche dubbio almeno fino a un certo punto me lo ha lasciato.

Ciò che comunque mi ha trascinata sono tutti i personaggi che gravitano attorno a Sara, così complessi e affascinanti: da Viola a Teresa e anche a quell’assurdo ispettore Pardo con il suo Boris, che mi ha fatto morire dal ridere a ogni apparizione.

Ho trovato in un primo momento “strano” che, nonostante i dettagli delle ambientazioni, non venisse mai nominata la città di Napoli. Avrebbe potuto essere una qualsiasi città, se non ci fossero stati alcuni dettagli o dialoghi a rendere esplicita l’ambientazione.

Credo che in questa serie De Giovanni abbia voluto dar maggiore risalto soprattutto alle vicende umane, così particolari, senza che Napoli divenisse essa stessa protagonista come lo è negli altri suoi libri. Ammetto che, dopo una prima perplessità, concordo sulla scelta.

Adesso aspetto solo di avere sotto le mani i successivi per continuare la serie.

Sicuramente consigliato!