Recensione: “Le notti bianche – Millenial Vol. I” di Daniela Barisone e Juls SK Vernet

Genere: MM Romance

Ci sono vari motivi per i quali avevo deciso di leggere questo libro.

Il primo è che conosco lo stile delle autrici e ne apprezzo la bravura, il secondo la bellissima cover. Questo mi ha spinto all’acquisto, come in alcuni casi mi accade, durante un’offerta senza neanche aver letto la trama. Particolare che si è ripetuto anche quando ho deciso di leggerlo senza guardare la trama (mi capita più che spesso. Di autori e autrici che conosco, in genere scelgo più che altro il genere che in quel momento voglio leggere più che la trama in sè).

Detto e premesso ciò, nonostante per certi versi questo romance MM non rientrasse nelle mie corde, l’ho apprezzato.

Ho adorato, ma davvero tanto, gli scambi via chat fra tutti, i gruppetti vari che hanno reso la storia molto realistica a attuale.

David mi ha fatto “facepalmare” più di una volta, eppure l’ho trovato di una tenerezza infinita in alcuni momenti (ho riso più del dovuto con la storia dei biscotti).

Henry ha un fascino unico, ma nonostante fosse abbastanza chiara, per chi conosce le autrici, da dove provenissero le ispirazioni di questo personaggio come di David, entrambi sono stati ben caratterizzati in ogni sfumatura, ben contestualizzati e hanno preso vita in modo del tutto originale.

I personaggi “secondari” sono favolosi, e alcuni mi hanno davvero incuriosita (uno spin-off “lellico” sulla “regina russa” sarebbe molto gradito).

Insomma, per chi ama il genere romance MM piuttosto spicy, ma per nulla scontato o banale e ben calibrato, non posso che consigliarlo.

Recensione: “Una cosa pericolosa (Adrien English vol. 2)” di Josh Lanyon

Genere: MM Thriller

Con questo secondo libro, ho decisamente fatto pace con Lanyon. Il primo per la parte Thriller non mi aveva per nulla convinta, ma in questo secondo volume la storia è stata decisamente migliore e 4 ⭐️ le assegno senza alcun dubbio.

Qualche intuizione l’avevo comunque avuta, ma la trama del giallo è costruita bene, non scontata, insomma, e in alcuni momenti mi ha anche sorpresa.

La parte romance, con questo rapporto molto conflittuale tra i due protagonisti, è appassionante, anche se non travolgente come mi attendevo.

Comunque un bel libro e adesso ho maggior desiderio di andare avanti per vedere come si evolve la relazione tra i due.

Consigliato.

Recensione: “L’elezione dell’imperatore” di Kira Inari

Genere: MM Fantasy Distopico

Parte fantasy/distopica 5+
Parte romance 3
Complessivo 4

Questa è una recensione davvero difficile da fare. Da una parte, infatti, non posso che applaudire per la struttura generale del libro, dall’altra, invece, la maggior parte dei personaggi, a parte lo Shifu’, non mi hanno convinta né coinvolta, in alcuni casi anche infastidita per taluni comportamenti.

Ho apprezzato molto la trama, davvero complessa e ricca di allegorie, dove la mitologia tipica orientale si mescola in un perfetto distopico. Ho amato molto tutta la parte relativa all’elezione vera e propria, all’uso del Drago per creare una coscienza unica e collettiva, terrificante da un certo punto di vista e metafora di ciò che accade nella realtà di molti stati solo all’apparenza democratici.

Ho apprezzato anche l’analogia con l’adorazione, che a volte sfocia nel fanatismo, degli idol, spesso “schiavi” utilizzati come prodotti da vendere.

Ho gradito anche i chiari riferimenti ad alcuni personaggi reali, così come a una specifica novel molto famosa. Forse, per i miei gusti, nonostante io ami quella storia, le analogie sono diventate anche troppe, pur essendo due storie assolutamente del tutto diverse, sia chiaro.

Quello che non mi ha convinta e coinvolta sono tutti i personaggi, principali e secondari, anche se ben caratterizzati. Nessuno di loro mi ha fatto “palpitare”.

Gli unici due che mi hanno conquistata per la loro completezza e percorso sono lo Shifu’ e il Drago.

Detto ciò, queste impressioni sono del tutto personali. Il libro è scritto bene, niente è trattato con sufficienza o superficialità.

Mi sento quindi di consigliarlo perché a conti fatti è un bel libro, e magari ciò che ha lasciato indifferente me può invece trascinare voi.

Copia ARC ricevuta dalla CE che ringrazio.

Recensione: “Contro natura (Enlightenment Vol. 4)” di Joanna Chambers

Genere: MM Storico

Ho cercato di resistere a lungo prima di continuare questa bella serie storica della Chambers e le 5 ⭐️ sono più che meritate anche con questo libro.

Immaginavo che il protagonista sarebbe stato l’aitante Iain Sinclair, uomo dell’esercito apparso nei precedenti libri, e che non mi avrebbe delusa, e così è stato.
Ma il personaggio che mi ha conquistata da subito è stato soprattutto James: datemi un nerd e io impazzisco.

Nella norma i friends to lovers non sono i miei preferiti, ma in questo caso tutto ha un senso e ho adorato ogni passaggio di questo rapporto nato quando i due erano poco più che bambini.

Molto bello, per me, l’altalenarsi tra passato e presente e perfettamente gestito. I personaggi sono diversi quanto complementari e complessi nelle loro varie sfaccettature.

James in apparenza quello più “fragile”, sia fisicamente che emotivamente, il ragazzo quasi ingenuo per certi versi, si dimostra alla fine il più forte dei due e non solo crescendo, ma per una consapevolezza interiore su chi voglia essere e cosa voglia dalla vita, che Iain non comprende pur essendo più grande di lui e smaliziato.

Ambientazione perfetta, come sempre, anche se qui mi sono mancati eventi storici di riferimento. Molto, ma molto belli e accurati i dettagli sull’attività da naturista di James. Ho imparato cose sulle farfalle che non conoscevo.

Adesso bisogna solo vedere quanto riuscirò a resistere prima di passare al successivo.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Sara al tramonto” di Maurizio De Giovanni

Genere: giallo/noir

Non sapevo cosa aspettarmi, ma immaginavo che avrei letto un bel romanzo e anche questa volta De Giovanni non mi ha delusa e si merita 5 ⭐️

Anzi, mi sono così appassionata al personaggio di Sara, con il suo inferno interiore, la determinazione, un passato a tratti oscuro, fatto di scelte difficili e non sempre dai più condivisibili, e una sensibilità che nasconde benissimo cosi quanto riesce a essere “invisibile” al mondo, da voler passare subito al successivo, se lo avessi adesso a portata di mano.

Nonostante avessi intuito alcune cose, la struttura del giallo è comunque ben costruita, perché qualche dubbio almeno fino a un certo punto me lo ha lasciato.

Ciò che comunque mi ha trascinata sono tutti i personaggi che gravitano attorno a Sara, così complessi e affascinanti: da Viola a Teresa e anche a quell’assurdo ispettore Pardo con il suo Boris, che mi ha fatto morire dal ridere a ogni apparizione.

Ho trovato in un primo momento “strano” che, nonostante i dettagli delle ambientazioni, non venisse mai nominata la città di Napoli. Avrebbe potuto essere una qualsiasi città, se non ci fossero stati alcuni dettagli o dialoghi a rendere esplicita l’ambientazione.

Credo che in questa serie De Giovanni abbia voluto dar maggiore risalto soprattutto alle vicende umane, così particolari, senza che Napoli divenisse essa stessa protagonista come lo è negli altri suoi libri. Ammetto che, dopo una prima perplessità, concordo sulla scelta.

Adesso aspetto solo di avere sotto le mani i successivi per continuare la serie.

Sicuramente consigliato!

Recensione: “Stirpe (Whyborne & Griffin Vol. 5)” di Jordan L. Hawk

Genere: MM Fantasy/Storico/Thriller

Questo quinto volume credo sia il più bello della serie, come storia si merita 5 ⭐️ senza alcun dubbio ed è riuscito ad appassionarmi e a sorprendermi in più modi.

Whyborne lo adoro sempre di più nella sua nerdaggine, anche se in questo libro ci sono stati momenti in cui lo avrei preso a testate. Va però detto che tutto ha un senso, anche i suoi errori che non sono stati pochi.

Il percorso di crescita emotiva e mentale di questo personaggio è straordinario.

Se nel libro precedente era stato il passato di Griffin il filo conduttore, in questo sono la famiglia di Whyborne e i segreti che vengono svelati.

I colpi di scena non sono mancati, così come l’azione e momenti in cui ho temuto per la sorte dei nostri eroi. Il tutto condito da passione, scene esilaranti, grazie alle interazioni tra la fantastica Christine e Whyborne, e personaggi vecchi e nuovi che mostrano molteplici sfaccettature.

La famiglia, comunque, è il centro di questo volume: quella di nascita, quella di discendenza, quella elettiva.

Qualche refuso di troppo nella edizione italiana, che però non toglie nulla alla magia di questo libro e della serie.

Sicuramente consigliato!

Recensione: “La Guerra dei Papaveri” di R.F. Kuang

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Genere: Fantasy Storico Orientale

Complessivo 5- ⭐️

Questo primo libro mi ha trascinata moltissimo nella prima parte, che ho trovato “frizzante” e stimolante, anche se, a essere sincera, in alcuni momenti il ritmo e le scene sembravano troppo “moderne” per l’ambientazione.

Detto ciò, quella parte comunque l’ho trovata piacevolissima.

Ho amato molto il carattere determinato di Rin, la sua volontà di non uniformarsi a ciò che la società voleva per una ragazza orfana e non di nobili nascite.

Bellissima tutta la crescita iniziale, la volontà ferrea di affermarsi, di diventare un soldato. Bellissima anche la parte con il Maestro da lei scelto.

E poi la spaccatura.
Il libro cambia totalmente tono, così come è giusto che accada quando arriva la guerra, con i suoi orrori, la realtà di scelte difficilissime e terrificanti da prendere, al punto da non sapere più chi sei.

Alla fine di questo primo libro, il cambiamento di Rin è fumoso e “oscuro” e nemmeno io da lettrice sono in grado di capire se sia quello giusto o meno.

Il libro comunque ha una struttura molto ben accurata, sia di elementi fantasy/mitologici che di quelli riguardanti le battaglie e le strategie di guerra. Crudo e terrificante in alcuni capitoli, ma non avrebbe potuto essere altrimenti.

Di sicuro proseguo con la saga per capire dove Rin arriverà.

Consigliato.

Recensione: “Nella Vita dei Burattini” di TJ Klune

Ci sono voluti un paio di giorni per scrivere questa recensione, tante le emozioni e i pensieri che hanno rimbalzato nella mia mente al termine della lettura.

Iniziamo col dire che, nella norma, adoro talmente tanto quest’autore che compro i suoi libri senza nemmeno leggere la trama. Ho scoperto quindi solo dopo l’acquisto che si trattava di un retelling di Pinocchio. Credevo sarebbe stata la volta che un suo libro non mi avrebbe entusiasmata, non essendo questa fiaba tra le mie preferite… quanto mi sbagliavo!

Qui non si tratta di un semplice retelling, ma di una magnifica e inaspettata interpretazione in un futuro distopico.

Ci sono chiari riferimenti a Pinocchio, sia la favola che la versione animata, ma volendo anche a Blade Runner, Wall-E, l’Uomo Bicentenario, Numero 5 e Matrix. Tutto perfettamente mescolato e reinterpretato, come solo un grande autore con un’immaginazione e creatività come la sua poteva fare.

Ho ritrovato il Klune divertente e ironico: quanto ho amato e riso con le interazioni tra il robottino aspirapolvere Rambo, che soffre di ansia da pulizie, e il robot Infermiera Ratched, una sociopatica favolosa.

Ho rivisto il Klune irriverente e dissacrante: in alcune scene, senza fare spoiler, sono letteralmente morta dal ridere e avrei voluto dare una pacca di consolazione al povero Victor per l’imbarazzo in cui si è ritrovato.

Ho scorto il Klune con cui tanto ho in comune: l’Amore senza limiti, quello tra un padre e un figlio, pur non di sangue, come quello tra due esseri del tutto diversi e una found family tenace.

Ho incontrato un Klune sempre più profondo: quante riflessioni sull’essenza della vita, sulla redenzione, su cosa significa davvero il “perdono”, sul libero arbitrio e sull’umanità che si possono trarre a fine lettura!

E ho pianto, ancora e di nuovo, a causa di un robottino delizioso – sì, lui aveva avvisato in un video, visto dopo la lettura, che sarebbe accaduto e aveva ragione! – di un umano fragile e coraggioso, pieno di dubbi e insicurezze costretto ad affrontare prove incredibili, e di un’intera e meravigliosa famiglia queer, nel vero senso della parola: differente, diversa dalla norma e, forse, proprio per questo unica e bellissima.

Lo consiglio? Assolutamente sì!

Recensione: “Un erede sconveniente (Sins of the Cities #3) di K.J. Charles

Acquista su Amazon

Genere: MM Storico

Ebbene, arrivata al termine di questa serie MM Storica, posso affermare senza alcun dubbio che l’ho adorata e merita le 5 ⭐️ piene.

Ogni libro è stato più bello dell’altro, in un crescendo di emozioni sia per i personaggi, così particolari e tutti diversi tra loro, sia per la trama thriller del tutto inaspettata che dal primo all’ultimo libro mi ha tenuta con il fiato sospeso.

Credetemi, non è facile sorprendermi quando si tratta di gialli, ma questa serie è davvero ben costruita.
Nonostante sia presentata solo come serie gay Romance storica, dà una pista a molti libri che vengono annunciati come thriller/polizieschi.

Questo libro nello specifico, poi, ha affrontato un argomento difficile da trattare, ma il personaggio di Pen è stato così ben approfondito da avermi fatto comprendere al meglio il suo sentire.

Allo stesso modo è capitato con Mark, così simile quanto opposto a Pen: “una stampa in bianco e nero e una dai mille colori”.

Il loro modo di capirsi, di riuscire a immedesimarsi nelle difficoltà dell’altro e di trovare un modo per amalgamarsi è stupendo. Due esseri che si sentono “imperfetti”, incompresi dal mondo che li vede soltanto in un modo, ma che hanno invece trovato la maniera di guardarsi dentro l’anima con coraggio e apertura mentale.

Tutti i personaggi risultano comunque ben curati e complessi: da Greta, fondamentale e per nulla semplice comprimaria, fino ad arrivare anche a camerieri, avvocati o maggiordomi e anche gli antagonisti hanno mostrato diverse sfaccettature.

Nota di merito: anche in questo libro una standing ovation per Justin Lazarus.
Non amarlo alla follia per me è impossibile.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Un vizio innaturale – Sin of the cities #2” di K.J. Charles

Genere: MM storico

Questo secondo libro della trilogia mm storica “Sins of the Cities” mi ha talmente travolta da averlo letto in pochi giorni, e si merita 5+++ ⭐️

Il personaggio di Justin ha avuto su di me un effetto incredibile, come se il suo essere di mestiere un “veggente”, ovvero manipolatore e incantatore, abbia funzionato così bene da essere stata una delle sue “vittime”.

Ho trovato Justin affascinante, intelligente, arguto, cinico e, allo stesso tempo, forte e fragilissimo. Quella fragilità ben nascosta dietro muri, magia e incantesimi di cui quasi mai svela i trucchi.

La chimica che scatta tra lui e Nathaniel è talmente immediata e devastante da avermi coinvolta a pieno nella loro storia.

Ho adorato ogni momento di questo libro, amato la perfetta ambientazione, ho sentito la nebbia londinese del 1873 soffocarmi per quanto è stata ben descritta.

La parte “thriller” di questa trilogia continua a tenermi con il fiato sospeso, e ora non posso fermarmi.
Mi butto subito sul terzo.

Assolutamente consigliato!