Recensione: “I sette mariti di Evelyn Hugo” di Taylor Jenkins Reid

Genere: narrativa femminile lgbtqia+

“Nessuno è mai solo vittima o carnefice. Siamo tutti una via di mezzo.”

Credo che questa sia la citazione che meglio rappresenta la meravigliosa lettura appena conclusa e lo straordinario personaggio di Evelyn Hugo.

Il libro, ricevuto in regalo da Oscar Vault Mondadori in ebook, di sicuro finirà in cartaceo sulla mia libreria e nella top ten delle letture del 2022 e non solo.

Un viaggio affascinante, a tratti ironico, divertente, romantico ma anche doloroso, che avrei terminato in pochissimo tempo se non avessi avuto un periodo molto intenso e faticoso.

Ho adorato questa splendida donna dal primo istante e nulla di ciò che ha raccontato a Monique della sua vita me l’ha fatta amare di meno.

Incredibilmente umana, forte e fragile, determinata e capace alla fine di comprendere e accettare ogni cosa di sé, nel bene e nel male, e di crescere pur senza pentirsi delle scelte fatte (per la maggior parte, almeno) perché alla fine, se ci si ama, si sa anche di essere il risultato delle esperienze passate.

Interessantissimo anche il viaggio nella Hollywood nel corso degli anni e nella vita di chi, dagli anni Cinquanta in poi, sapeva di avere una natura “diversa”.

Ci sono stati molti passaggi che ho sottolineato e, ammetto, in alcuni ho anche ritrovato il mio stesso pensiero o sensazioni ed emozioni da me vissute.

Uno dei libri queer più belli letti e che rende al meglio cosa significhi essere bisessuale, indipendentemente dall’epoca o dal luogo.

Assolutamente super consigliato!

Recensione: “Baci sporchi – Dirty Kiss (Le indagini di Cole McGinnis Vol 1)” di Rhys Ford

Genere: MM romance/thriller

Complessivo 4 ⭐

Avevo da tempo questo romanzo sul mio kindle, consigliatomi da altri durante una promozione sul sito della ce.

Non avrei nemmeno letto la trama per la cover, non di mio gusto, e il titolo, che proprio non mi avrebbe mai fatto pensare a un thriller, invece, di tutto rispetto.

Il titolo ha un senso, ovviamente, e non solo perché è il nome di un locale, teatro di un apparente suicidio.

La trama investigativa è ben costruita, nonostante qualche piccola pecca, ma nulla che vada a inficiarne la struttura. Fino all’ultimo, non avrei saputo dire chi si celava dietro una serie di morti e attacchi.

Ho adorato entrambi i personaggi, sia Cole che, ovviamente Jae. Sono anche molto, ma molto curiosa di conoscere di più sul passato di Cole. Sono certa ci siano misteri ancora da svelare e che spero verranno affrontati nei prossimi libri.

Bella anche la situazione complicata in cui si trovano i personaggi con loro stessi: Cole alle prese con un passato ingombrante, Jae con una cultura che lo lega a doppio filo alla famiglia tradizionalista.

Ci sono alcune “semplificazioni” dal mio punto di vista, soprattutto mediche, qualche scena non molto chiara, un paio di cliché e affermazioni che avrei evitato, ma considerando quando è stato scritto (2011) ho ampiamente sorvolato.

Insomma, un discreto romance e un buon thriller che consiglio.

Recensione: “Naufraghi di un bizzarro destino” di Nunzia Alemanno

Genere: MM romance/distopico/avventura/thriller

Valutazione parte romance 4
Valutazione complessiva 3.5

Nonostante abbia letto questo romanzo in pochissimo tempo, ci sono cose che ho molto apprezzato e altre che, invece, e proprio dal 75% in poi, ho meno gradito.

La cover e la trama mi avevano attirata a suo tempo, anche se non mi aspettavo proprio il tipo di ambientazione, ovvero il mondo alle prese con un virus e diviso tra chi è a favore dei vaccini e chi no. Non è uno spoiler, perché viene detto nelle prime righe del romanzo, ma non nella trama.

Ciononostante, sono andata avanti perché Leon prometteva di essere un personaggio che avrebbe potuto fare un bel percorso di crescita… e così è stato. Il modo in cui Leon impara dai suoi errori, cambia, cresce, accetta le proprie responsabilità e le conseguenze delle sue scelte e si redime è davvero molto bello. Meriterebbe anche un 5 stelle.

Molto bello anche il rapporto che si instaura tra Leon e Noah e il modo in cui i loro sentimenti mutano con il tempo.

Accattivante e interessante tutta la parte che riguarda il loro modo di sopravvivere sull’isola, gli espedienti trovati.

Arrivata al 75% però, senza fare spoiler, alcuni accadimenti mi hanno fatto un attimo storcere il naso. Non so quando realmente sia stato scritto il libro, molto probabilmente ben prima della sua pubblicazione, quindi diciamo che ho sorvolato su alcune tesi cercando di non farmi influenzare troppo dalla realtà dei nostri tempi e sono arrivata fino alla fine.

Ecco, il finale l’ho trovato “tronco”. Mi manca un epilogo, mi manca il vedere una reale presa di coscienza di Noah. Vederlo fare una scelta consapevole. Lo immaginiamo, ma non lo sappiamo. Proprio questa mancanza mi ha fatto togliere quel mezzo punto, altrimenti almeno 4 stelle le avrei date.

Scritto comunque molto bene e senza particolari buchi di trama.

Indipendentemente da tutto e dalla mia impressione, non sono pentita dalla lettura e comunque lo consiglio.

Recensione: “Una rispettabile posizione (Consorzio di gentiluomini Vol. 3)” di K.J. Charles

Genere: Storico MM

Complessivo 4.5 ⭐

Questo terzo volume mi è piaciuto, per ciò che riguarda I personaggi, quanto il secondo.
Il contrasto tra i due mondi, il come poter conciliare un aristocratico con un valletto, è stata la parte più interessante.

Ho adorato Cyprian già dai precedenti volumi, anche se ho potuto vederlo e conoscerlo per davvero solo in questo. Ho amato il suo orgoglio per ciò che è, per ciò che fa. Mi è piaciuta la sua dedizione, quanto il suo puntare i piedi e, ovviamente, la sua mente furba e sopraffina, in grado di districare qualsiasi matassa.

Il personaggio di Cyprian da solo meriterebbe le 5 ⭐.

Bello anche il come Lord Richard sia “sceso dal piedistallo”, come gli hanno amorevolmente suggerito Dominic e il mio amato Juilius. Ha fatto un bel percorso di crescita a ostacoli anche lui, insomma.

Mi è piaciuto anche il mondo, che si intravede però solo per poco, da cui proviene Cyprian.

Rispetto al secondo, qui mi è mancato il contesto storico e quasi tutto il romanzo è incentrato su loro due e sulle questioni in sospeso con Lord Maltravers.

Quello che, comunque, mi ha bloccata nel dare le 5 ⭐ piene è una scelta di traduzione che ho trovato un po’ strana.

In inglese il “tu” e il “voi” sono la stessa parola “you”, quindi solo il contesto può essere utile a capire quale sia la giusta traduzione. In questo libro si è scelto di mantenere il “voi” tra I personaggi fino alla fine, anche nei momenti intimi.

Mi è sembrato strano, quando nei precedenti a un certo punto i personaggi tra di loro ovviamente passavano al “tu”, soprattutto in determinati momenti. Vero che rimarca di continuo le loro diverse posizioni, e che in alcuni momenti di sicuro era giusto (usando Milord o Cyprian per rivolgersi l’un l’altro, invece che i nomi Richard e David), ma in altri a parere mio andava messo il “tu”.

Ovviamente è solo una mia sensazione e non è detto che sia corretta. Una cosa di poco conto, comunque.

Per tutto il resto, questo libro come questa serie nel complesso vale sicuramente quasi 5 ⭐

Decisamente consigliato.

Recensione: “Il gioco del male” di Angela Marsons

Genere: Giallo/Thriller psicologico/poliziesco

Devo dirlo, questo secondo giallo sulla detective Kim Stone è un vero gioiello, nonostante abbia mal sopportato il personaggio di Alexandra Thorne, il che significa che l’autrice ha fatto un ottimo lavoro perché non si può che provare orrore per una mente così contorta e priva di coscienza.

La doppia indagine è stata appassionante e, allo stesso tempo, devastante per gli argomenti trattati.

In questo secondo libro vengono a galla maggiori dettagli sull’infanzia di Kim, e questo me l’ha fatta amare ancora di più.

Ottima davvero la parte investigativa. Solo un secondo prima ho capito chi si celava dietro tutto. Davvero da applauso, perché sorprendermi è quasi impossibile.

Menzione d’onore a Bryant, che si dimostra una volta di più un grande amico e uomo.

Assolutamente super consigliato!

Recensione: “Una sensuale ribellione (Consorzio di gentiluomini Vol. 2)” di K.J. Charles

Genere: MM Storico

Questo secondo libro mi è piaciuto ancor più del primo e merita tutte e 5 le stelle. Non tanto per la parte “sensuale” della storia (comunque bella e ben trattata), quanto per i contrasti tra i due personaggi e i due mondi.

Ricchezza e povertà, un reazionario e un radicale, due ideologie all’apparenza opposte che hanno continuato a incontrarsi e scontrarsi.

Ho trovato bellissimo il come siano state sottolineate sia le luci che le ombre di entrambi gli schieramenti, il modo in cui si possa trovare punti d’incontro anche se di idee diverse e, invece, l’errore di rimanere blindati sulle proprie posizioni fino a sfociare nelle violenze.

Rispetto al primo libro, in questo ho sentito e vissuto molto di più tutto il contesto storico del periodo e della Londra di primo Ottocento.

Silas lo avevo già conosciuto nel romanzo precedente, Dominic mi si è realmente mostrato solo in questo libro e ho potuto apprezzarlo davvero tanto, come non immaginavo.

Nota di merito, comunque, anche qui per Julius. Decisamente ho un debole per lui e a ogni sua apparizione sono andata in brodo di giuggiole.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Sidecar” di Amy Lane

Genere: MM romance

5 stelle super meritate!

Ho acquistato questo libro un anno fa sul sito della casa editrice attirata innanzitutto dalla cover.
Nel mucchio di copertine con “fusti” più o meno vestiti, questa decisamente risaltava agli occhi per originalità. Ho pensato da subito che potesse essere qualcosa di diverso, e quando ho letto la trama la prima impressione è stata confermata.

Poi, come sempre, i libri mi chiamano al momento giusto (mi accade anche con quelli che scrivo io) e solo adesso ho capito  che era arrivata l’ora di leggerlo.

Circondata dalla tranquillità delle colline e immersa nel verde, ho potuto godere appieno di questo che, di fatto, è di sicuro il gay romance più bello mai letto.

Questa non è una storia come le altre, ma un viaggio vero e proprio attraverso gli anni e i cuori dei due personaggi, ma anche toccando argomenti di ogni genere, alcuni dei quali tosti, ma trattati con una delicatezza incredibile.

Ho amato Joe dal primo istante. Josiah è l’orso dal cuore più saldo e grande che abbia mai incontrato.

Ho adorato Casey dal primo secondo, e ammirato e vissuto con lui ogni passo, ogni caduta e tutta la crescita incredibile. Il suo entusiasmo irruente unito alla testardaggine è veramente una miscela esplosiva.

Il percorso di questi due uomini, la trasformazione lenta dei sentimenti di Joe, il modo diverso in cui affrontano la vita e il come riescano poi ad accettare i compromessi necessari per costruire qualcosa di comune e importante, tutto ciò mi ha emozionata più volte.

Ho amato ogni cosa di questo libro, dalle ambientazioni, ai personaggi, al come interagiscono tra loro, al rapporto con le rispettive famiglie, con gli amici, con i cambiamenti personali e della società, con gli amori fugaci e non, che sono venuti e andati durante venticinque anni e che hanno permesso a entrambi di crescere e capire cosa realmente volessero.
Persino gli animali ho amato in questo romanzo e la casa, dapprima sgangherata ma sempre accogliente, in cui Joe porta Casey salvando un ragazzino dalla strada e se stesso dalla solitudine autoimposta.

Assolutamente super consigliato!

Recensione: “Hindsight” di Enys LZ

Genere: MM romance urban fantasy

Un generale 4.5 ⭐

Iniziamo con il dire una cosa: se non mi avessero detto che questo è un urban fantasy, io non lo avrei letto.

La cover, per quanto alla fine la comprendi e ha un senso, continuo a trovarla davvero inquietante e, soprattutto, fa pensare più a un horror satanico/religioso e con magari violenza domestica più che a un urban fantasy di questo genere.
Non avrei nemmeno letto la trama se non avessi conosciuto l’autrice e non avessi chiesto delucidazioni.
Ho anche fatto una prova, chiedendo ad altre persone, forti lettori, che tipo di libro pensavano fosse guardando la cover, e la risposta è stata la stessa.

Perché faccio questa premessa? Perché questo è davvero un buon urban fantasy e mi chiedo quante persone, che non frequentano gruppi e autori, abbiano guardato la cover e siano passati avanti fuorviati, senza neanche dare una possibilità a un libro che merita sicuramente di essere letto e apprezzato.

Ovviamente, ho amato Sean sin dal primo momento (anche se avrei preferito che la nota introduttiva sul personaggio fosse messa come nota finale, perché mi ha anticipato una cosa importante di Sean che avrei voluto scoprire e capire da sola leggendo.)
Un personaggio con così tante sfumature, dubbi, insicurezze e forze inconsapevoli, che non puoi non amare dalla prima all’ultima riga.

Raphael è anche più complesso, e credo meriti maggiore approfondimento. Sono certa che nei prossimi libri (di sicuro ce ne saranno, anche se è autoconclusivo. Ci sono molte cose ancora da dire) l’autrice avrà modo di parlarci ancora di lui e della incredibile dicotomia che si trova ad affrontare (ho faticato a comprendere, ammetto, in che modo riesca a conciliare le varie parti di sé.)

Bellissimo che sia un romanzo corale nel vero senso del termine. Amo i libri in cui tutti i personaggi trovano il loro spazio e non ci si sofferma solo su uno o due.

Tra l’altro, diciamo anche che, per la seconda volta, l’autrice mi ha fatta innamorare perdutamente di un personaggio secondario, di cui vediamo poco a fine libro, ma quel poco: WOW. Attendo con ansia un libro dedicato a lui.

Insomma, tirando le somme: bel ritmo, bella idea di mondo creato, bei personaggi, tutti, e bella storia d’amore.

Sicuramente consigliato.

Recensione: “Una raffinata trasgressione” di K.J. Charles

Genere: MM romance storico

Decisamente io ho una certa passione per gli uomini eleganti, aristocratici, dalla parlantina sagace, all’apparenza freddi e “debosciati” eppure letali al momento opportuno quanto una lama affilata.

Ho anche una notevole passione per gli storici, quindi capirete che non potevo non soccombere al fascino di Julius e non gradire un romanzo ambientato in una Londra di primo Ottocento.

La storia è gradevole, i personaggi ben strutturati nonostante la complessità delle situazioni in cui si trovano, la relazione tra Julius e Harry appassiona e le altre, che si immagina verranno raccontate nei successivi libri, incuriosiscono.

Peccato mi sia mancata l’ambientazione esterna. Avrei voluto “respirare” e vivere un pochino di più l’aria e l’atmosfera di quel periodo. Ben costruito invece il contesto storico e sociale in cui i personaggi si muovono, con i suoi contrasti tra ricchezza e povertà.

Un generale 4 ⭐ e un libro di cui consiglio comunque la lettura.

Recensione: “Ancora una fermata” di Casey McQuiston

Genere: romance LGBTQIA FxF

Credo che la miglior sintesi di questa recensione possa essere ciò che la editor di C. McQuiston, come raccontato nei ringraziamenti finali, disse quando le accennò la trama: “l’idea è folle. Scrivila!”

Ho acquistato questo libro senza nemmeno aver letto la quarta di copertina. Avevo adorato il precedente, sapevo solo che questa volta sarebbero state due ragazze le protagoniste e ho comprato a occhi chiusi.

Non solo non ha disatteso le aspettative, ma questo romanzo è andato oltre. Se il primo è bello, questo è un assoluto capolavoro!

New York raccontata in un modo splendido, al punto d’aver avuto la sensazione di essere lì.
Un gruppo di amici, una famiglia queer favolosa (li ho amati tutti, dal primo all’ultimo!)
Una storia pazzescamente folle!

E, soprattutto, l’Amore in ogni sua forma, nel bene e nel male, con le sue paure o la spavalderia, per ogni aspetto della vita, per ogni persona che si incontra sul proprio percorso e che ci rende ciò che siamo.
Per se stessi, per un posto da chiamare “casa”, per la voglia di vivere e andare avanti, nonostante tutto.

“A volte certe cose non possiamo fare altro che SENTIRLE. Solo perché MERITANO di essere sentite.”

È il senso del libro, è il senso del percorso di crescita che fa ogni personaggio, è il senso di un amore impossibile ma splendido, è il senso di una storia all’apparenza irreale o surreale, eppure più vera di tante altre.

È il senso della vita.

Super consigliato!

Ps: menzione d’onore alla tazza avuta in regalo con il cartaceo. Io che amo il caffè americano ho compreso il perché di queste tazze spettacolari.