Recensione: “Trollunters” di Guillermo Del Toro e Daniel Kraus

Ho letto questo libro dopo aver visto tutta la serie animata Trollunters ideata dallo stesso Guillermo del Toro.

La serie e tutti i suoi spin-off mi sono piaciuti molto, e il libro non è stato da meno.

Le differenze sono molte: la serie è pensata anche per un pubblico molto giovane, quindi manca di quella parte “truculenta” che si ritrova nel libro. Niente di veramente orrido, ma parliamo nel testo di troll con tutti i loro animaleschi istinti.

La lettura è stata scorrevole, divertente, avventurosa e alla fine mi sono commossa come una bambina.

In entrambe le versioni, Arghhh resta il mio personaggio preferito e le lacrime che mi ha fatto versare non si contano.

Una lettura per tutte le età e gusti, che mi sento di consigliare senza alcun dubbio!

Recensione: “Heartstopper volume 4” di Alice Oseman

Ammetto di essere meravigliata e sorpresa di come l’autrice, soprattutto in questo volume, sia riuscita ad affrontare un tema così importante e tosto, ma senza rendere la lettura “faticosa”.

I disturbi alimentari, l’autolesionismo sono argomenti difficili da trattare, eppure in questo fumetto la Oseman lo ha fatto nel migliore dei modi: in maniera non superficiale, approfondita eppure allo stesso tempo non “opprimente”.

Una lettura, questa, che mi sento di consigliare a chiunque, al contrario di altri romanzi (bellissimi per carità) che però avrei timore a suggerire.

Adesso attendo il quinto e di avere sulla mia libreria i cartacei di ogni volume!

Super consigliato!

Recensione: “Heartstopper volume tre” di Alice Oseman

Che dire. Questo terzo volume non solo ha continuato a deliziarmi, a farmi ridere e sorridere e anche ad alleggerire l’anima, ma ha anche affrontato temi per nulla semplici.

Se nei precedenti volumi l’autrice ha toccato comunque il tema del bullismo e dell’omofobia, anche quella interiorizzata, in questo terzo ha parlato di quali possono essere gli effetti “devastanti” di certi comportamenti sulle persone, soprattutto quando sono così giovani.

Il tutto però trattato con profondità e leggerezza allo stesso tempo, perché sì, possiamo parlare di temi importanti e delicati anche in modo non tragico, senza con ciò essere superficiali.

Decisamente super consigliato!

Recensione: “Heartstopper volume 2” di Alice Oseman

Anche il secondo volume mi ha deliziata per la sua freschezza e per come viene approfondito il percorso di crescita e consapevolezza di sé di tutti i personaggi, pur essendo una graphic novel e non un romanzo di 1000 pagine.

La tenerezza di questi adolescenti con le loro insicurezze, la capacità di reagire al bullismo, ognuno a modo suo, senza vergognarsi allo stesso tempo di essere anche fragili e romantici.

Uno schiaffo in faccia alla mascolinità tossica che sin troppo spesso ho visto rappresentata in molti libri facendola passare come “normale”.

Nick e Charlie mi sono entrati nel cuore ed è impossibile per chiunque non amarli 🥰🥰

Ancora grazie a Oscar Vault Mondadori per avermi dato modo di leggere il volume in pdf ricevuto in regalo a dicembre 2021 con il calendario dell’Avvento. Ovviamente, finirà in cartaceo sulla mia libreria senza alcun dubbio.

Assolutamente consigliato

Recensione: “Heartstopper volume 1” di Alice Oseman

Assolutamente delizioso questo primo volume, ricevuto in regalo da Oscar Vault Mondadori a dicembre 2021, in formato pdf, con il calendario dell’Avvento e che, come i successivi ne sono certa, finirà in cartaceo sulla libreria della mia nuova casa.

La storia è carinissima e coinvolgente, dolce e divertente. I disegni hanno quella freschezza giovanile che rende ancor più vera la grafic novel. Un viaggio nell’adolescenza che mi ha fatto sorridere per il breve tempo che mi ci è voluto per leggerla.

Di sicuro ora passo agli altri volumi, in modo da poter vedere la serie appena arrivata su Netflix.

Decisamente consigliato.

Recensione: “Urla nel silenzio” di Angela Marsons

Leggo moltissimi thriller/gialli, ne scrivo anche e, dunque, non è semplice sorprendermi.
Spesso riesco a comprendere l’assassino o il mistero celato anche ben prima della metà del libro.
A volte non ne ho la certezza assoluta, ma solo forti sospetti.
Se il libro è ben scritto, tutto ciò comunque non inficia il piacere della lettura per me. Quello che conta è il modo in cui viene svolta una trama e non conoscerla/intuirla o meno.

Detto e premesso ciò, Angela Marsons è riuscita a sorprendermi. Sono rimasta con il dubbio fino alla fine e avrei puntato più su un altro personaggio che su un altro. Per non parlare del colpo di scena finale che proprio non ne avevo avuto alcuna idea.

Il libro ha uno stile fresco, lineare e veloce. Capitoli brevi, come piacciono a me, e senza inutili fronzoli o allungamenti di brodo.

Kim Stone è un personaggio complesso e con un background di spessore, che la rende dura, all’apparenza quasi scorbutica quanto fragile e sensibile (adoro questo tipo di contrasti interni).

Ogni personaggio viene approfondito, anche quelli che appaiono solo per un breve capitolo.

Angela Marsons, insomma, è una scrittrice di thriller di tutto rispetto, e di sicuro non posso che consigliare questo suo primo libro con la detective Stone.

Recensione: “Cemetery boys” di Aiden Thomas

Ero certa che questo libro mi sarebbe piaciuto e non ne sono rimasta delusa, pur sapendo poco e niente della trama e dei protagonisti e avendo nella memoria solo che era un paranormal fantasy.

Di certo meriterebbe anche maggiore successo e attenzione e per molti motivi.

Yadriel è un protagonista eccezionale, un eroe transgender anticonvenzionale, complesso, determinato e forte quanto, allo stesso tempo, insicuro e fragile. Il suo percorso di crescita interiore, quello che lo porta a conoscere meglio se stesso e avere maggiore consapevolezza delle proprie capacità, è fantastico.

Di Julian ti innamori all’istante e per tutto il libro non fai che adorarlo e percepire allo stesso momento il cuore spezzato.

Bellissimo anche il personaggio di Maritza e coinvolgente l’immersione nella cultura spirituale e folcloristica latinx riguardo al paranormale, alla magia e a tutto ciò che gira attorno alla “Signora Morte”.

Per quanto la parte mistery l’avessi compresa ben prima della metà del libro, la storia è riuscita a coinvolgermi al punto da farmi fare una volata dal 70% in poi con il cuore a mille fino a farmi lacrimare sull’ultimo capitolo.

Insomma, non conoscevo quest’autore, ma da ora entra per certo tra i miei preferiti e questo libro, letto sul kindle grazie al regalo di Oscar Vault durante il calendario dell’Avvento di dicembre 2021, finirà ben presto in cartaceo sulla mia libreria.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “La scogliera delle Fate” di J.V. Sinclair

Questo è il primo romanzo che leggo di J.V. Sinclair, e nel complesso è una bella storia.

Un romanzo di formazione, soprattutto, che non segue quindi i classici canoni degli MM, il che lo rende più originale.
Un libro corale, dove si seguono e si intrecciano di continuo le storie e i punti di vista di molti personaggi.

L’ambiente dell’aristocrazia inglese e irlandese, pur se la storia si svolge a fine degli anni Novanta, ha il sapore di uno storico in costume e ti fa vivere questa particolare realtà sociale quasi avulsa da quella quotidiana che noi tutti conosciamo.

Ho apprezzato molto il lento e non affrettato percorso di crescita di Jim: da ragazzo fragile e insicuro a giovane uomo capace di prendere in mano la sua vita. Anche la scoperta di chi è, cosa vuole, cosa desidera è un percorso lungo, come è giusto che sia.

Quello di Jim è un percorso di consapevolezza e guarigione, fino a comprendere che “la guarigione non consiste nel non avere momenti di crisi, ma nel saperli gestire”.

Tutti i personaggi sono ben caratterizzati: da Brian al padre di Jim, da Stephanie a John o Howard. Alcuni li ho amati moltissimo, altri si sono proprio fatti odiare visceralmente.

Insomma, nulla è lasciato indietro e si nota anche quanto studio l’autore deve aver fatto.

Unica pecca, dipende da me in realtà. Ho la pessima abitudine di prendere subito i libri che voglio, per poi leggerli davvero magari dopo un anno.
Sapevo che c’era stato un aggiornamento del libro, ma Amazon oramai non invia più le copie aggiornate a chi l’ha già presa. Devo aver quindi letto una versione meno editata rispetto all’attuale. Magari è la volta buona che mi decido a leggere subito i libri o aspettare di prenderli solo nel momento in cui voglio leggerli.

Per questo motivo il mio voto è per la storia un 4.5 e non prendo in considerazione altro.

Recensione: “Finché non sei arrivato tu” di TJ Klune

Oh, io ci ho provato per un secondo a dire “dai, stavolta gli do un 4 a Klune”… e niente… è letteralmente impossibile per me dare meno di 5 a un suo libro.

Potrebbe scrivere la lista della spesa, e sarebbero sempre 5 stelle!

Che dire?

Paul mi ha fatto ridere come una matta dall’inizio alla fine.

Vince mi ha commossa in più punti.

Sandy/Helena… niente… è Sandy/Helena, non ho bisogno di aggiungere altro.

Darren, Corey/Kori, Charlie, i genitori e la nonna di Paul, Rotelle… li amo tutti!

I momenti esilaranti e assurdi in questo libro sono stati una vera boccata di aria pura e fresca.

Ma quello che, anche questa volta, ho notato e apprezzato è questo magnifico concetto di “famiglia” allargata.
Lo ritrovo in ogni suo libro, che siano romance, fantasy o sci-fi, che ci siano tre personaggi o trenta, si crea sempre questo legame, di sangue e non, che rappresenta una rete di salvezza da ogni cosa brutta, o un posto sicuro dove poter condividere se stessi ed essere capiti.

Come si fa a non amarlo?

Ps: Nonna Nana sempre THE BEST!

Recensione: “Una vita come tante” di Hanya Yanagihara

Ho scritto questa recensione appena finito di leggere il libro. Era l’una di notte e pensavo di rimandare a quando avrei avuto la mente più fredda e lucida, ma le emozioni sono state talmente tante e opposte che dovevo tirarle fuori per evitare di passare una notte insonne.

Mi è piaciuto? Beh, ho dato cinque stelle e quindi il mio giudizio complessivo è assolutamente sì.

Scritto magistralmente, con passaggi e salti di tecniche narrative (terza al passato, terza al presente, prima, seconda) che solo una gestione impeccabile ha fatto sì che risultassero spiazzanti quanto perfetti. Al punto da non farci più caso dopo la prima volta. Frasi lunghe con incisi altrettanto lunghi che scivolano via sulla lingua rendendo la lettura bella e a tratti esaltante.

Un romanzo di formazione, un romanzo corale in cui ci si ritrova ad amare alcuni personaggi in modo viscerale, a odiarne altri con la stessa potenza. Una storia in cui amore, amicizia, famiglia di nascita, famiglia acquisita si mescolano in modi incredibili e sono la vera forza di tutti loro.

È un libro che rileggerei? MAI!

Non so come spiegarvelo senza fare spoiler, ma tocca argomenti davvero tosti. Mi ha permesso di sentire sulla pelle certi dolori della mente che si trasformano in fisici, mi ha fatto capire il perché di certe azioni così lontane dal mio modo di concepire la vita. Cose che potevo comprendere fino a ora solo da un punto di vista empirico, mai così profondo.

Il male di questa “vita” mi ha scarnificato l’anima, mi ha tolto il respiro, mi ha fatto arrabbiare. Mi ha fatto piangere, anche se solo quando arrivata alla pagina 1064, il punto più bello di tutto il libro, per me.

Arrivata alla fine mi sento “sconfitta” eppure non sono affatto pentita d’averlo letto.

E forse il senso di tutto il libro, di questa “vita come tante” è proprio questo.

Mi viene in mente un paragone che faccio sempre tra due film: “Boys don’t cry” e “Schindler’s List”.

Entrambi film meravigliosi, sofferti, storie vere e tremende anche se storie diversissime. Il primo non lo rivedrei nemmeno sotto tortura, il secondo lo rivedrei sempre, anche sapendo di dover affrontare lacrime e dolore.

Questo non è un libro per tutti, avrei quasi paura a consigliarlo, eppure mi ha fatto vivere così tante sensazioni che credo non lo dimenticherò per il resto di tutta la mia vita.