Recensione: “La benedizione dell’ufficiale divino – Tian Guan Ci Fu – vol. 3 Un fiore tra le rovine” di Mo Xiang Tong Xiu

Genere: DanMei/Xianxia

5+++⭐️

Ebbene sì, se andrò avanti a leggere (rileggere anche in questo caso) tutti i volumi dei DanMei già acquistati, sarà una sfilza di stelle continue.

Terzo volume di questa storia, quarta rilettura per me e sono riuscita, di nuovo, ad emozionarmi, commuovermi o a ridere come una matta a seconda dei momenti.

Il libro inizia con un arco narrativo tosto, un lungo flashback in cui seguiamo Xie Lian durante la prima ascesa fino a scoprire cosa accadde per spingerlo a tornare sulla Terra tra i mortali.

Battaglie, povertà, ingiustizie per le quali Xie Lian deve prendere decisioni difficili, e non sempre quelle che sembrano giuste a lui, come a noi che stiamo leggendo, risultano essere le migliori.

A volte, qualsiasi cosa tu faccia, anche con le corrette intenzioni, può ritorcersi contro di te.

La cosa più incredibile di tutte è rivedere a distanza di anni analogie con la nostra vita di tutti i giorni, ma anche con ciò che nel mondo sta accadendo.

Allo stesso tempo, vediamo le interazioni, meravigliose, di un giovanissimo Hua Cheng con lui ed è bellissimo vedere il suo attaccamento crescere man mano.

Verrebbe da chiedersi come faccia Xie Lian a non ricordarselo, ma va detto che sono passati Ottocento anni da questi avvenimenti… sarà anche un ufficiale divino, ma la memoria può vacillare.

Rispetto alla prima volta in cui lessi la storia tutta d’un fiato nel 2020, noto maggiori sfumature e ogni frase, ogni momento intenso, doloroso e a volte tragico provoca in me riflessioni continue.

Ho sempre pensato che questo DanMei, tra quelli dell’autrice, è il migliore e più maturo e rileggendolo ne ho la conferma.

Tra l’altro, letto in poco tempo e spesso così presa dalla lettura da non rendermi conto delle ore trascorse.

Se questo accade alla quarta rilettura, sottolinea quanto il libro sia davvero bello, potente e meriti tutte le stelle assegnate.

Ps: voglio già il prossimo volume!

Recensione: “Il gran Maestro della scuola demoniaca (Mo Dao Zu Shi) – Coraggio – vol. 3” di Mo Xiang Tong Xiu

Genere: DanMei/Xianxia

5+++⭐️

Dal 2019 a ora questa è, credo, la decima rilettura e, arrivata al termine del terzo libro, avrei già voluto avere il quarto tra le mani per continuare.

Soltanto questi DanMei hanno su di me questa attrattiva così potente da spingermi a voler leggere e rileggere continuamente la storia.

La rilettura in questo periodo storico, comunque, ha anche dei nuovi, ahimè, risvolti: la tirannia del clan dei Wen, la rivolta degli altri ai soprusi subiti, le alleanze per abbattere una dittatura nel 2019 mi facevano pensare ad eventi storici del passato. Adesso mi sembrano sin troppo attuali.

A parte questa mia riflessione personale (e solo un grande romanzo riesce a stimolare riflessioni del genere, indipendentemente da quando lo si legge e da quante volte lo si è letto), il volume ci immerge sempre più nel fulcro della storia con flashback che iniziano a chiarire i punti focali, i motivi che hanno portato Wei Wuxian a prendere la “via corrotta”, anche se è chiaro che ancora molto abbiamo da capire e scoprire.

Il racconto, tra battaglie, demoni, stragi e vendette, si fa in più punti cupo, creepy e denso di emozioni, per poi farti rifiatare con le interazioni tra Wei Ying e Lan Zhan… e iniziamo con il voler amorevolmente prendere a ceffoni entrambi, per un motivo o per un altro. Allo stesso tempo, mi si è, di nuovo, stretto il cuoricino per la sofferenza evidente di Lan Zhan quando da ragazzo non solo non riusciva ad esternare le proprie emozioni, ma neanche ad aiutare Wei Ying a non perdersi.

Ah, il momento dolce nella grotta e quello passionale e del tutto inaspettato della “benda”.

Non dico altro per non fare spoiler, ma la prima volta che lessi questa parte ricordo che saltai sul divano per la sorpresa… proprio non me l’aspettavo.

Ora non mi resta che attendere il prossimo e buttarmi sugli altri DanMei!

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Flash Fire (The Extraordinaries vol. 2)” di TJ Klune

Genere: MM Young adult scifi

5+++⭐️

Da non molto Daniela Barisone ha scritto un articolo (lo trovate qui su Medium o su IG nella sua bio) su quanto la “voce” di chi scrive sia importante e di come, invece, la cosiddetta “scrittura trasparente” sia l’appiattimento della narrativa.

Ecco, Klune per me rappresenta la perfetta sintesi di questo discorso. Io amo il suo stile, che riconosco anche quando cambia genere o ritmo narrativo, perché sento la sua “voce”, la percepisco forte e chiara nel cuore e nell’anima.

Questo secondo volume della serie young adult scifi “The Extraordinaries” mi è piaciuto quanto se non più del primo.

C’è tutto: risate e lacrime, ironia tagliente (solo a lui poteva venire in mente una drag queen con i superpoteri), ma anche tante allegorie con il mondo che viviamo nella realtà.

La presa di coscienza di come la polizia si comporti in modo differente davanti a un bianco o a un nero. La paura che vivono le persone nere e che un bianco non vive quasi mai (a meno che non abbia qualcosa da nascondere).
Le minoranze: persone queer, nere, di altre etnie diverse da quella bianca, non americani, trattate come esseri pericolosi (“chi non denuncia è complice”) a prescindere e non in base alle loro azioni, o da “curare” (curare uno straordinario con i superpoteri non vi ricorda le terapie riparative per le persone queer?)

Si potrebbe pensare, leggendo questo libro, che non ci siano colpi di scena veri, che molto è intuibile, ed è qui, però, che interviene la “voce” di Klune:

“…non aiuta il fatto che anche il mondo sia un posto spaventoso, pieno di persone pronte a tutto per ostacolarci. Ma sono qui per dirvi che non importa quanto rumore facciano quei detrattori – non importa quanto siano arrabbiati, quanto siano aggressivi -, le nostre voci sono più forti. Noi urliamo di più. E non c’è nulla che non possiamo fare se alziamo la voce tutti insieme, se ci sosteniamo a vicenda.”

“… un mondo senza speranza non è mondo. La speranza è una benedizione. La speranza è una necessità. La speranza, quando serve, è un’4rma da brandire con mano ferma ma giusta.”

“Siamo qui, siamo queer, e vi conviene farvene una ragione.”

“Fregatevene di chiunque non vi ritenga capaci, perché renderemo questo mondo migliore, con o senza il loro aiuto. E un messaggio per tutti quelli che cercheranno di metterci a tacere: fallirete, e fallirete alla grande.”

Non conta che queste parole siano di un personaggio diciassettenne, in un libro con i supereroi più strampalati di sempre. Non conta che si senta la voce di Klune e il suo “grido di battaglia”. L’unica cosa importante, per me, è ascoltare questa voce e sapere di non essere sola.

E sì, è “politico” perché non esiste un buon libro, indipendentemente dal genere, che non lo sia!

PS: RICORDATE DI LEGGERE ANCHE L’EXTRA DOPO I RINGRAZIAMENTI!

Assolutamente consigliato!

Recensione: “La benedizione dell’ufficiale divino – vol. 2 – Fantasmi dal passato” di Mo Xiang Tong Xiu

Genere: BL Xianxia

5+++ ⭐️

Quando hai la certezza di leggere una storia pazzesca?
Quando all’ennesima Ri-lettura – (dal 2020 in poi) unita alla visione della versione animata e della lettura della graphic novel – ancora ti diverti, ti emozioni, ti arrabbi, ti si stringe il cuore e trovi sfumature sfuggite alle precedenti volte.

Parliamo adesso di questo secondo volume: i personaggi.

. Xie Lian, il nostro Principe Ereditario protagonista. In questo secondo volume, tra confessioni (sue e di altri) e il primo importante flashback iniziamo a vedere la sua complessità. Se nel primo libro poteva essere apparso una strana divinità – il dio del ciarpame – preso in giro da tutti, umile e sin troppo modesto, qui vengono svelati alcuni particolari del suo passato, alcune difficili scelte che ha dovuto fare e che ci fanno capire quanta forza celi nella sua anima. Un’anima tormentata da sensi di colpa, da errori o da decisioni tremende che ha dovuto prendere. Nel primo flashback, poi, lo vediamo giovane, conosciamo i suoi valori incrollabili, la sua innocente e giovanile fiducia nella giustizia, la sua bontà pura fino alla prima ascensione.

. Hua Cheng, il secondo protagonista di questa storia. Finalmente lo vediamo nella sua forma originale (SÌ È IL RE FANTASMA PIÙ BONO DELL’INTERO UNIVERSO). Quanto è affascinante e contraddittorio un personaggio temuto da tutti, fantasmi, demoni e ufficiali divini, che si imbarazza per un semplice tocco di mano di Xie Lian? Quanto è meravigliosa la sua devozione già palese nei confronti del Principe Ereditario? Lui è l’unico che sa ascoltarlo, che lo comprende, ma sa anche scuoterlo quando Xie Lian si tormenta per le conseguenze delle sue decisioni e gli ricorda che, per quanto fossero difficili, erano e restano comunque le più giuste.
Nel primo flashback iniziamo a capire da dove e da quanto tempo sia iniziata la sua adorazione nei confronti di Xie Lian (dai, non ditemi che non lo avevate capito già dal primo capitolo del primo libro!)

. Il Nume del Vento si conferma il mio personaggio “secondario” preferito tra gli ufficiali divini. Lui (o lei a seconda dei momenti) è purezza fatta persona, anzi divinità. Gioia quasi innocente, fiducia ed empatia, brio e una forza interiore molto più salda di tutti gli altri. Comprendere e abbracciare senza vergogna la propria parte femminile, farla sua al punto da capire che la sua forza aumenta quando si trasforma in donna e tutto questo senza preoccuparsi di ciò che gli altri pensano. Talmente saldo, e travolgente come il vento stesso, da provocare negli altri solo ammirazione o amore. Ho amato questo personaggio dalla prima volta e continuo ad amarlo ancora oggi.

Menzione d’onore per l’arco narrativo della Città del Spiriti che risulta divertente, ma che ti fa anche riflettere su come l’essere più mostruoso tra fantasmi e demoni sia un essere umano che scommette anni di vita della figlia per ottenere successo e la morte dei suoi rivali negli affari.

Insomma, nonostante sia un romanzo fantasy bl ambientato in un’antica Cina, nonostante sia stato scritto anni fa, anche in questo secondo volume le riflessioni (guerre e odi insanabili tra popoli ad esempio) sono così attuali da provocarti la pelle d’oca.

E nonostante io conosca tutto di questa storia non vedo l’ora che esca il prossimo volume!

Assolutamente consigliato!

Recensione: “L’Husky e il suo gatto bianco Shizun: Sua Venerabilita si risveglia  (Vol. 2)” di Rou Bao Bu Chi Rou

Genere: DanMei/Xianxia/Bl

5+++ ⭐️

È la terza volta che leggo questo romanzo, e il secondo volume (più di 500 pagine) l’ho divorato letteralmente in pochi giorni.

È incredibile come questa storia sia devastante ancora oggi per me. Una vera e propria ossessione che mi ha impedito di rallentare il ritmo. Come se non sapessi già tutto quello che sarebbe accaduto, dovevo continuare e immergermi nel mondo incredibile costruito.

La cosa bella è che, comunque, vista l’immensità dell’opera, il numero di personaggi e le tante sottotrame, c’erano particolari che non ricordavo, e soprattutto sfumature sfuggite alla prima e seconda lettura.

L’infinito amore che provo per Chu Wanning non fa che aumentare. Ho sofferto con lui dal primo istante e continuo a farlo.

Io che so, sto vivendo Mo Ran, invece, con un sentimento decisamente diverso rispetto alla prima lettura. Se per alcune situazioni (e soprattutto per i ricordi di ciò che ha fatto nella precedente vita) l’avevo quasi odiato, adesso lo sto amando.
Il suo è il percorso di redenzione più incredibile di cui abbia mai letto… ma non solo.
Ecco perché, come nella recensione del primo libro, vi dico: arrivate fino alla fine prima di emettere un giudizio su Mo Ran.

Al secondo volume, credetemi, ancora non sapete nulla. Ci sono molteplici cose da scoprire sui personaggi e su ciò che in realtà è accaduto nella precedente vita.

Riguardo al volume in sé, il ciclo della illusione della città Lin’an mi ha devastata quanto la prima volta che l’ho letto.
Allo stesso tempo, tutta la parte con Xia Sini l’ho adorata ancora di più se possibile.

Stanno accadendo già molte cose, ma so bene cosa accadrà nei prossimi volumi e ho già fatto scorta di fazzoletti.

Unico difetto? Non avere già tra le mani tutti i prossimi libri di questa incredibile storia!

Assolutamente consigliato!

Recensione: “L’Husky e il suo Gatto Bianco Shizun – Sua Venerabilità muore – vol. 1” di Rou Bao Bu Chi Rou

Genere: DanMei/Xianxia/Fantasy/Storico/MM

Dover recensire solo questo primo volume, senza tener conto di tutta la storia fino all’ultimo, per me è impossibile.

Senza alcuno spoiler, cercherò di trasmettervi le mie emozioni e il mio pensiero.

Questa è la terza rilettura che faccio. La prima dell’intera novel – lunga tra i 9 e gli 11 volumi – risale al 2020 e la lessi in cinque giorni in cui a stento dormii e mangiai pur di finirla.
Tra tutti i libri che ho mai letto, questo DanMei è quello che più mi ha sorpreso per l’infinito numero di colpi di scena. Rileggere questa prima parte ha per me, dunque, un sapore del tutto diverso rispetto a quando la lessi la prima volta, ma anche in confronto alla seconda rilettura.

Le sfumature che ho notato in decine e decine di frasi le ho colte come non mi era accaduto prima.

Sono rimasta assolutamente incantata da come i personaggi e le vicende mi sono apparsi: consapevole delle loro reali anime, e del tutto nuovi ai miei occhi allo stesso tempo.

Rammento bene come nel 2020 avessi amato da subito Chu Wanning (il mio bellissimo Shizun) e avessi desiderato prendere a metaforici schiaffoni Mo Ran.
Di base non è cambiato nulla, ma nel mio cuore è tutto diverso.

Ho pianto, tanto, ho riso, molto, sono stata ancora di più ammaliata dalla incredibile struttura del mondo di questo fantasy, ricco di mitologia cinese in una Cina d’altri tempi fantastica.

Tanti personaggi, tutti con un loro background incredibile. Alcuni li si ama subito, alcuni li si odia subito, altri non si riesce a inquadrarli, altri ancora ti strappano il cuore per le loro storie tragiche.

Ma io so come tutto man mano cambierà ribaltando ogni cosa più e più volte.
Chiunque abbia già letto l’intero romanzo può capirmi.

Per chi ci si avvicina adesso ho, quindi, un solo consiglio:

Leggetelo, sospendete ogni giudizio (soprattutto su Mo Ran, sia nella vita passata che in quella in cui rinasce, che è un personaggio “disturbante” all’inizio) e andate avanti.

Fidatevi di me, date una possibilità a questa storia, arrivate fino in fondo all’ultimo volume e poi ne riparleremo.

Sappiate solo una cosa: la conosco a menadito, ma stanotte alla fine del primo volume ho pianto e non solo per la scena, ma per il desiderio di voler andare avanti subito come se fossi alla prima lettura!

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Il gran maestro della scuola demoniaca (Mo Dao Zu Shi) – Mistificazione – vol. 2” di Mo Xiang Tong Xiu

Genere: Fantasy storico romance Xianxia MM

5+++⭐️

Nonostante conoscessi già tutta la storia e sapessi quali eventi sarebbero accaduti in questo secondo volume, ho sofferto e pianto, di nuovo, per l’arco narrativo nella città fantasma, così quanto ho riso con le scene tra Wei Wuxian e Lan Wangji (e gli allievi) alla locanda.

Questo secondo libro, rispetto al primo, cambia tono e, pur se stemperato da alcuni momenti ludici e dal carattere scanzonato del protagonista, ci immerge di più nella storia, e racconta eventi drammatici che ti accartocciano il cuore, iniziando a gettare una prima luce su alcuni dei misteri che avvolgono il passato e l’attuale presente.

Le riflessioni che si possono fare sono tante: su ciò che è bene e male, sulla differenza tra una giusta rivendicazione di torti subiti e una vendetta spropositata spinta solo da un animo crudele, su quello che può sembrare affetto, ma non è altro che una ossessione malata di un personaggio (che non perdonerò MAI).

I personaggi in questo secondo volume si moltiplicano, pur restando Wei Wuxian il protagonista attraverso il quale vediamo tutto.
Anche il rapporto con Lan Wangji inizia a mutare e il legame si rinsalda, dando maggiore corpo alla parte romance della storia.

Amo la lenta presa di coscienza di Wei Wuxian, il come inizi a guardare con occhi diversi ogni cosa, compresi i suoi comportamenti nella precedente vita.

Ancora molte sono le cose da scoprire sul passato, su ciò che ha portato Wei Wuxian a diventare il temuto Patriarca di Yiling e su Lan Wangji… e io non vedo l’ora già che arrivi il prossimo libro, come se fosse la prima volta che leggo questa bellissima opera e non la decima.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Da qualche parte al di là del mare” di TJ Klune

Genere: fantasy queer

5+++ ⭐️

È più bello del primo.

Basterebbe questa frase a dire tutto, ma dopo averlo terminato all’una di notte, in una valle di lacrime fatte di cubetti di ghiaccio (capirete questa cosa leggendo) mentre ridevo e piangevo, io DEVO raccontarvi quanto abbia amato questo libro.

La maturità di scrittura e di pensiero è, per me, palese. Avrei voluto sottolineare decine e decine di passaggi durante la lettura.

Ho amato avere il punto di vista di Arthur in questo secondo volume, ho amato OGNI straordinario bambino, OGNI personaggio che fa parte di questa magica e meravigliosa found family.

Ho “visto” il cuore e l’anima di ognuno di loro, ho sentito la loro voce, il loro urlo di speranza, dolore e gioia:

Chauncey, Talia, Sal, Phee, Theodore, Lucy (ODDIO LUCY!) vi amo in un un modo così profondo che le parole non bastano a descriverlo.
David, benvenuto, mi hai strappato lacrime e risate e ti voglio un mondo di bene.
Zoe sei pazzesca.
Helen ti adoro.
T-Bone sei una forza.
Merle sei un mito.

Linus ti ho amato dal primo secondo del primo libro fino all’ultimo di questo volume.

Arthur… il tuo “canto” mi è arrivato potente, forte, devastante. Hai bruciato la mia anima, facendola volare, cadere e rinascere più volte.

Il tuo canto è quello di chi ti ha creato, ma anche il mio e il “nostro”.

Perché le persone che odiano fanno più rumore, ma coloro che non si arrendono, che sanno amare, in tutte le sue forme, e ne conoscono il valore hanno un potere inimmaginabile: quello della speranza.

Perché qualsiasi cosa possiate dire o fare, noi persone queer continueremo a esserci, ad amare e saremo qui prontɜ a cambiare il mondo.

E lo faremo anche solo mettendoci di fronte a voi per “vedervi”, e nel farlo, nel vedere e riconoscere il “vostro” vuoto interiore, avremo vinto.

Io non so, soprattutto in questo momento storico, se arriverò a vederlo questo cambiamento, ma finché ci saranno autorɜ come Klune so che ci sarà luce in tutto questo buio e una fine al tunnel in cui il mondo cerca di buttarci.

Quindi, di nuovo grazie TJ… sei stato una volta di più un faro nell’oscurità che mi circonda.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Dark Heir” di C.S. Pacat

Genere: fantasy/storico/queer/young adult

5 +++ ⭐️

Dei 36 libri letti quest’anno solo uno aveva raggiunto questa vetta e, da quando ho finito il libro stanotte, non faccio che pensare ai prossimi possibili sviluppi di questa incredibile storia.

Se Dark Rise mi era molto piaciuto, Dark Heir mi ha letteralmente stregata. Più di 500 pagine che mi hanno tenuta incollata al libro senza che riuscissi a staccarmene e soffrendo quando ero obbligata a farlo.
Una serie continua di colpi di scena a partire dal Prologo che ti fa saltare sulla sedia. E questo nonostante alcune cose le avessi già comunque intuite.

Pacat ha scritto una meraviglia, un’avventura ricca di magia, strategie e battaglie che ti tiene con il fiato sospeso a ogni riga, con l’ansia costante e l’incognita di ciò che potrà accadere, condita da una perfetta ambientazione che spazia dall’Inghilterra all’Umbria del 1821.

Una eterna lotta tra Bene e Male, tra Luce e Oscurità. Due estremi che si battono tra loro nell’anima di tutti i personaggi, oscillando tra uno e l’altro, lasciandosi travolgere da uno o dall’altro.

Una perfetta metafora dell’animo umano.

Mi si è spezzato il cuore più volte.
Sono addolorata per Cyprian e Violet.
Sono in piena ossessione per Will e James e non so assolutamente in che modo Will potrà vincere la battaglia e il nemico peggiore che abbia mai dovuto affrontare, né come riusciranno a ricomporre ciò che è andato in frantumi.

Sono certa soltanto di una cosa: attenderò l’uscita del terzo pregando che arrivi il prima possibile.

Consigliatissimo!

Recensione: “Dark Rise” di C.S. Pacat

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Genere: Fantasy/Storico/Queer

5 + ⭐️
Ho appena finito il libro e ho già in mano il secondo.
Questo dovrebbe bastare per far capire quanto mi sia piaciuto.

Iniziamo con il dire che, già dalle prime righe, ho notato l’enorme salto qualitativo rispetto a Captive Prince, serie che ho amato ma che aveva, per me, delle mancanze soprattutto nel primo volume.

Nelle note finali l’autrice racconta di come abbia impiegato dieci anni solo per costruire il wordlbuilding e girato tutta Europa, e questo studio lo si riconosce in ogni dettaglio.

In Dark Rise da subito mi sono trovata immersa nella Londra del 1821, vera e pulsante come se fossi stata li. Allo stesso tempo, mi sono ritrovata catapultata in un mondo ricco di magia, misteri, epoche perdute e rinate.

Una eterna lotta tra il Bene e il Male, dove però tutto ciò che sembra può essere ribaltato da un momento all’altro e in ognuno dei personaggi possono risiedere varie anime e sfumature.

Un romanzo corale, un vero e molto ben strutturato fantasy storico che ti trascina con un ritmo incalzante, tra lotte e sangue che ti portano via personaggi, quando meno te l’aspetti e in modi anche orribili, straziandoti il cuore e facendoti saltare sulla sedia per la sorpresa e l’incredulità.

Nonostante alcune cose le avessi intuite, la storia è riuscita a sorprendermi e, ne sono certa, lo farà ancora nei prossimi libri della serie.

Per me, insomma, i soldi spesi per il cartaceo valgono fino all’ultimo centesimo!

Consigliatissimo!