Segnalazione: “L’amore di un libertino (I figli segreti del duca Vol. 1)” di Jess Michaels

Titolo: L’amore di un libertino

Serie: I figli segreti del duca Vol. 1

Autore: Jess Michaels

Editore: Self-Publishing

Genere: Romanzo rosa

Pagine: 256

Prezzo e-book: 3,99

Prezzo cartaceo: 15,59

ISBN 13: 978-1947770850

Data di pubblicazione: 01 settembre 2022

TRAMA:

Il primo libro della serie “I figli segreti del duca” dell’autrice 10 volte bestseller di USA Today, Jess Michaels

Quando Morgan Banfield si risveglia a Newgate dopo una notte di bagordi, l’ultima cosa che vuole vedere è il fratello da cui era stato estraniato. Ma in cambio del suo aiuto, Morgan deve accettare di assumersi le proprie responsabilità e cercare di rimettere in sesto la propria vita, assumendo l’incarico di uomo d’affari per un amico.

L’ultima cosa che vuole Lizzie Margolis è che una canaglia entri nello staff di suo fratello. Ne ha avuto abbastanza di mascalzoni dopo essere stata rovinata da uno di loro anni prima. Ma più conosce Morgan, più si sente attratta da lui, più comincia a chiedersi cosa c’è nel suo cuore e come gestire il suo crescente desiderio.

Ma mentre i due giovani iniziano a intravedere un futuro, il passato di Morgan si ripresenta in tutta la sua bruttezza. Se lottano per ciò che potrebbero avere, riusciranno a vincere? O tutto ciò che si frappone tra loro diventerà un muro insormontabile?

BIOGRAFIA:

Jess Michaels è un’autrice bestseller di USA Today a cui piacciono robe da secchioni come Guerre Stellari, giocare ai videogiochi (ha una MEGA cotta per Cullen di Dragon Age), guardare la serie tv Bob’s Burgers e collezionare Funko POP! Beve anche MOLTA Diet Coke. Probabilmente una quantità esagerata e poco salutare, ma è il suo unico vizio. Mangia (quasi) tutti i piatti a base di cocco, qualsiasi piatto al formaggio e nessun piatto piccante (sì, in questo è uno stereotipo ambulante). Le piacciono i gatti, il suo cane Elton e le persone che hanno a cuore il benessere dei loro simili.

Sebbene abbia iniziato come autrice tradizionale pubblicata da Avon/HarperCollins, Pocket, Hachette e Samhain Publishing, e anche da Mondadori in Italia, nel 2015 è passata al self publishing e non si è mai guardata indietro! Ha la fortuna di essere sposata con la persona che ammira di più al mondo e di vivere nel cuore di Dallas.

Quando non controlla ossessivamente quanti passi ha fatto su Fitbit, o quando non prova tutti i nuovi gusti di yogurt greco, scrive romanzi d’amore storici con eroi super sexy ed eroine irriverenti che fanno di tutto per ottenere quello che vogliono senza stare ad aspettare.

Jess è sempre molto felice di avere notizie dai suoi fan. Potete contattarla sul suo sito, tramite mail, e sui suoi social (o con piccione viaggiatore):

http://www.AuthorJessMichaels.com

Segnalazione: “La Ribelle di Emerson Pass (Emerson Pass Historical Italian Editions Vol. 4)” di Tess Thompson

Titolo: La Ribelle Di Emerson Pass

Serie: Emerson Pass Historical Italian Editions Vol. 4

Autore: Tess Thompson

Traduzione: Isabella Nanni

Editore: Self-Publishing

Genere: Romanzo rosa/saghe familiari

Pagine: 312

Prezzo e-book: 4,99

Prezzo cartaceo: 14,51

ISBN 13: 979-8843184964

Data di pubblicazione: 30 luglio 2022

TRAMA:

Cymbeline Barnes aveva proclamato Viktor Olofsson il suo arcinemico quando erano bambini. Ma quando il giovane salva la sua amata sorella, lei inizia a vederlo come un eroe. Eppure, non riesce ad abbandonare l’idea che il suo destino la stia aspettando da qualche altra parte nel mondo.

Viktor Olofsson è da sempre innamorato di Cymbeline. Tuttavia, visto che lei continua a respingerlo, si rassegna a prendere in considerazione una nuova arrivata, Emma.

Riuscirà Cymbeline a capire cosa vuole veramente nella vita e ad aprirsi all’amore prima che sia troppo tardi?

“La ribelle di Emerson Pass” è il quarto libro della commovente serie Emerson Pass Historical. Se vi piacciono le eroine forti e le grandi saghe familiari, allora adorerete questo libro di Tess Thompson.

Segnalazione: “La guerra della contea di Patience” di Soren Petrek

Titolo: La guerra della Contea di Patience

Autore: Soren Petrek

Editore: Nua Edizioni

Genere: Gialli/Thriller/Avventura

Pagine: 258

Prezzo e-book: 3,74

Prezzo cartaceo: 15,67

ISBN 13: 978-8831399869

Data di pubblicazione: 29 luglio 2022

TRAMA:

Una minaccia venuta dal Sudamerica sconvolgerà la vita tranquilla di una Contea del Missouri, riunendo vecchi e nuovi combattenti per una guerra senza precedenti. Uccidere o essere ucciso. Lo sceriffo della Contea di Patience, Sam Trunce, è nel mirino di un cartello messicano della droga. Ma non è solo. L’esercito segreto di veterani di guerra della Contea di Patience, i guerrieri Masai e l’assassina più letale della storia sono al suo fianco. Lo squadrone della morte e l’esercito di Patience si precipiteranno a scendere in guerra, il vincitore si prenderà tutto.

BIOGRAFIA:

Soren Petrek: Sposato, con due figli ormai grandi, Soren continua a vivere e lavorare a St. Paul, Minnesota. Ha studiato negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Francia, e si è diplomato alla Heathland School a Hounslow, Londra, nel 1981. Ha conseguito una triennale in Scienze forestali all’Università del Minnesota nel 1986, per poi laurearsi in Legge al William Mitchell College of Law a St. Paul, Minnesota, nel 1991.

Recensione: “Sidecar” di Amy Lane

Genere: MM romance

5 stelle super meritate!

Ho acquistato questo libro un anno fa sul sito della casa editrice attirata innanzitutto dalla cover.
Nel mucchio di copertine con “fusti” più o meno vestiti, questa decisamente risaltava agli occhi per originalità. Ho pensato da subito che potesse essere qualcosa di diverso, e quando ho letto la trama la prima impressione è stata confermata.

Poi, come sempre, i libri mi chiamano al momento giusto (mi accade anche con quelli che scrivo io) e solo adesso ho capito  che era arrivata l’ora di leggerlo.

Circondata dalla tranquillità delle colline e immersa nel verde, ho potuto godere appieno di questo che, di fatto, è di sicuro il gay romance più bello mai letto.

Questa non è una storia come le altre, ma un viaggio vero e proprio attraverso gli anni e i cuori dei due personaggi, ma anche toccando argomenti di ogni genere, alcuni dei quali tosti, ma trattati con una delicatezza incredibile.

Ho amato Joe dal primo istante. Josiah è l’orso dal cuore più saldo e grande che abbia mai incontrato.

Ho adorato Casey dal primo secondo, e ammirato e vissuto con lui ogni passo, ogni caduta e tutta la crescita incredibile. Il suo entusiasmo irruente unito alla testardaggine è veramente una miscela esplosiva.

Il percorso di questi due uomini, la trasformazione lenta dei sentimenti di Joe, il modo diverso in cui affrontano la vita e il come riescano poi ad accettare i compromessi necessari per costruire qualcosa di comune e importante, tutto ciò mi ha emozionata più volte.

Ho amato ogni cosa di questo libro, dalle ambientazioni, ai personaggi, al come interagiscono tra loro, al rapporto con le rispettive famiglie, con gli amici, con i cambiamenti personali e della società, con gli amori fugaci e non, che sono venuti e andati durante venticinque anni e che hanno permesso a entrambi di crescere e capire cosa realmente volessero.
Persino gli animali ho amato in questo romanzo e la casa, dapprima sgangherata ma sempre accogliente, in cui Joe porta Casey salvando un ragazzino dalla strada e se stesso dalla solitudine autoimposta.

Assolutamente super consigliato!

Recensione: “Glitterland” di Alexis Hall

Genere: MM Romance

Era una vita che mi si diceva di leggere questo romanzo, e avevano ragione a insistere.

Ho trovato lo stile dell’autorə, che assolutamente non conoscevo, più che originale.

Ho adorato il ritmo, i momenti intensi in cui mi ha fatta sprofondare nella mente contorta di Ash e quelli divertentissimi con Darian, un fantastico pirata glitterato che ho amato dalla prima all’ultima riga.

È stato un viaggio particolare, una lettura che mi sono bevuta in pochi giorni e di cui ho apprezzato ogni sfumatura, dalla caratterizzazione di tutti i personaggi, anche quelli secondari, allo sballottamento nei pensieri confusi e maniacali di Ash.

E poi c’è lui, Darian, una stella polare assolutamente divina che ti trascina nel suo mondo di sorrisi, abbigliamenti improbabili, cuore genuino, battute irriverenti “occhessoio”, ma con spalle forti perché alla fine ha ragione lui, può sempre essere “tutt’apposto”.

La vita è questa: alti e bassi, salite e discese, momenti belli e momenti brutti e la felicità sta solo nel viverla così come viene.

Assolutamente consigliato.

Recensione: “Senza Sangue” di Preston & Child

Un libro con Pendergast non delude mai, e non lo ha fatto neanche questa volta. È il numero venti della serie e ancora non mi annoia, anzi… già smanio di leggere il prossimo.

Incredibile a dirsi, questo thriller è riuscito anche a sorprendermi, toccando livelli e generi del tutto inaspettati.

Non sono mai riuscita a comprendere la verità celata dietro ogni libro (Preston & Child sono dei geni nel disseminare indizi fuorvianti), mai però avrei immaginato ciò che accade in questo romanzo.

Ritmo serratissimo, come sempre, soprattutto nella parte finale che mi ha tenuta con il fiato sospeso fino all’ultimo e lasciata con il desiderio spasmodico di continuare a vivere le straordinarie avventure personali o di casi da risolvere dell’agente speciale FBI più intelligente, eccentrico, al di fuori di ogni regola e buon senso comune al mondo: Aloysius X.L. Pendergast.

Ps: Aloysius ti voglio tanto bene, hai una mente sopraffina, coraggio da vendere, capacità e conoscenze incredibili… ma per certe cose ti prenderei proprio ad amorevoli sberle.

Super consigliato!

Recensione: “La mossa del Principe (Captive Prince vol. 2)” di C.S. Pacat

Questa è una recensione davvero difficile da fare, e una volta di più bella lunga.

Ci sono cose in questo secondo libro della saga da 5 ⭐ piene e altre che invece si fermano a 4 ⭐.

Per onestà intellettuale, alla fine ho deciso di assegnare 5 ⭐ anche se sarebbero con un doppio meno davanti e ve ne spiego i motivi.

Le 5 ⭐ piene:

1. Finito in un baleno e faticato davvero a staccarmi, al punto che, in piena notte, ho iniziato subito il terzo. Anche quando non leggevo, continuavo a rimanere con la testa ferma lì nella storia e anche ora vorrei tornare a leggere piuttosto che fare altro. Non mi accadeva una cosa del genere da molto tempo.

2. Io amo lo slow burn, e decisamente qui è portato magistralmente avanti. Nessuna fretta, i personaggi sono costruiti benissimo (tutti, anche i secondari) approfonditi e lineari, eppure allo stesso tempo molto complessi e ricchi di sfumature.
Anche i personaggi di contorno, anche gli antagonisti sono rappresentanti a tutto tondo, al punto che di alcuni di loro finisci per avere pietà, nonostante tutto. Questo è un enorme punto a favore ed è ciò che mi ha spinta a mettere le 5 ⭐.
Facile creare un villain da odiare, molto più difficile è dargli una struttura così articolata da farti, alla fine, capire che, in fondo, anche lui è una vittima (non sto parlando di Laurent.)

3. Per quanto avessi intuito alcune cose che riguardano Laurent già nel primo libro, di cui 1 su 3 è stata svelata e avevo ragione, c’è stato un colpo di scena, che non riguarda Laurent né Damen, che davvero mi ha sorpresa.

4. La mente di Laurent continua ad affascinarmi in modo incredibile, ma intravedere in quella glaciale perfezione anche attimi di fragilità e perdita di controllo è stato il colpo di grazia, per me.
Non dico di amarlo, ci sono cose di lui che mi fanno ancora storcere il naso, ma lo comprendo e mi affascina. Inoltre va considerato molto il contesto in cui sono inseriti sia lui che Damen.

5. Dal 30% in poi del libro, finalmente ho iniziato a “vedere” e respirare anche gli ambienti. Mi è rimasta impressa la battaglia che mi ha fatto sentire il clangore delle spade e delle corazze, i corpi che si scontrano, il sudore dei soldati come quello dei cavalli. Stand ovation in quel momento.

Tutto ciò ha sicuramente meritato le 5 stelle piene.

Quello che non mi ha convinta e che, quindi, nella mia personale classifica non permette ancora a questa saga di superarne altre (Green Creek di Klune, tanto per nominarne una a caso, pur se differentissima in quanto non rientra in un epic fantasy come questa, ma in un urban fantasy in epoca moderna) sono le seguenti cose:

1. La parte iniziale risentiva della stessa mancanza che avevo percepito nel primo libro: zero ambientazioni esterne. Fino al 30% della storia, almeno, i personaggi si spostavano da un posto a un altro e avrebbero potuto stare tra lande desolate, nell’Amazzonia o tra i ghiacci dell’Alaska. Per fortuna a un certo punto è cambiato qualcosa ed è stato come leggere un libro diverso e ben strutturato in ogni dettaglio.

2. Non riesco a comprendere il motivo per il quale si è deciso di dividere la storia in tre libri. I primi due avrebbero tranquillamente potuto essere uno solo, e avrebbe avuto maggior senso. Mi infastidisce un poco, ammetto. Mentre scrivo questa recensione sono quasi in dubbio sull’assegnare di nuovo un 4 e non un 5 proprio perché il primo e secondo mi sembrano decisamente quasi un unico arco narrativo e le mancanze del primo influenzano molto il secondo.

Ciò nonostante, alla fine decido di lasciare un 5 ⭐.

Se ci sto riflettendo così tanto e non riesco a staccare la mente, beh, è un risultato che da solo merita il voto quasi pieno.

Ci risentiamo alla fine della saga che, comunque, non posso non consigliare.

Recensione: “Il principe prigioniero (Captive Prince Vol. 1)” di C.S. Pacat

4 ⭐ nel complesso

Come il caffè sospeso questa è una recensione “sospesa” e anche piuttosto lunga.

Nel senso che, essendo il libro quasi solo un’introduzione a tutta la #saga (lo si percepisce in maniera palpabile anche arrivando al termine delle 240 pagine), mi riservo di correggere questa valutazione, in meglio o in peggio, quando avrò letto gli altri della serie.

Premessa doverosa:

Avevo mille pregiudizi riguardo questa saga in quanto NON amo gli abusi romanticizzati, NON amo che si usi l’escamotage di un contesto di schiavismo per crogiolarsi in situazioni “erotiche” non consensuali ed estreme, sono alquanto stufa di leggere ovunque scene con pratiche sadomasochiste e similari, NON mi fa impazzire il trope “enemies to lovers”, NON mi strappo i capelli per i “bad boy”, i sadici, i villain e nemmeno per gli strateghi criminali o violenti.

Premesso tutto ciò, che non è poco, avevo scelto (anche dietro numerosi suggerimenti) di provare comunque a leggere questa saga super osannata per farmi una mia idea.

E, in ordine, sono accadute tre cose davvero inaspettate:

1. Sono rimasta incredibilmente affascinata da Laurent. È come se mi fossi ritrovata di fronte a un serpente incantatore che mi ha stregata. Chiariamoci, non sono innamorata, non ancora almeno, del personaggio, e non giustifico alcuni suoi atti, ma ne sono terribilmente incuriosita.
Nonostante già dalla prima apparizione di Laurent abbia intuito un particolare importante (che non è stato svelato, ma sono certa salterà fuori) e a un certo punto abbia anche già immaginato particolari della sua infanzia/prima adolescenza (anche questi non svelati ancora), ciò che mi attrae di lui è la sua mente, la sua arguzia e il come riesce a superare con una fine strategia tutta una serie di ostacoli.
Io amo gli intrighi di corte o politici, siano essi in epoca antica o moderna, e Laurent è il vero Re degli intrighi, che riesce a ribaltare a suo favore qualsiasi complotto si ordisca nei suoi confronti. Il come ci riesca è ciò che più mi attrae e appassiona.

2. Tutti gli abusi romanticizzati che temevo di incontrare sono stati evitati grazie all’unico punto di vista narrativo di Damen, il quale ha ben chiaro cosa sia una violenza o un abuso e cosa sia giusto o meno, anche in una società dove è consentito lo schiavismo. Mai nemmeno una volta si percepisce ciò che avviene come qualcosa di romantico. Anzi, personalmente ho avvertito lo stesso disgusto e la stessa rabbia di Damen, il che è di fatto una cosa positiva.

3. Appena terminato di leggere questo libro, in pochissimo tempo tra l’altro, ho iniziato la lettura del successivo. Li avevo acquistati tutti sul sito della casa editrice grazie a una promozione, e al momento non sono pentita d’averlo fatto come invece temevo.

Tutto questo appena detto mi avrebbe fatto dare anche un 5 ⭐, ma ho ancora alcune perplessità che sono le seguenti:

1. L’ambientazione. Ben descritti gli interni e gli abbigliamenti, ma fin quasi alla fine del libro avremmo potuto essere nell’antica Grecia come a Novara, su un altro pianeta o nel palazzo di fianco al mio.
Manca davvero tanto un’ambientazione di più ampio respiro.
Non dico di esagerare con infodump o descrizioni di 100 pagine alla Tolkien, ma neanche zero però.
La saga è catalogata come fantasy solo perché i luoghi non esistono e non sono mai esistiti. Un modo, lo capisco, per non essere legati a tradizioni, eventi e fatti di un mondo antico, ma non basta una piantina a inizio libro e nomi fantasiosi per creare un vero mondo alternativo. Sulla fine del libro si è iniziato a vedere qualcosa di più, ma poco per me.

2. La sensazione, almeno entro il 30% del libro, che si usasse in alcuni momenti l’escamotage della società schiavista per indulgere nel racconto di pratiche erotiche non consensuali c’è stata e mi ha fatto storcere il naso. Non molte, per fortuna, e il pov di Damen, che ne era disgustato, ha mitigato di parecchio il tutto e incanalato, per fortuna, in una giusta direzione. Diciamo che, per me, alcune cose si sarebbero potute tranquillamente evitare e la narrazione non ne avrebbe affatto risentito.

Comunque sia, alla fine la storia risulta appassionante e, pur avendo già immaginato alcune cose, la curiosità di vedere in che modo si evolve mi spinge a proseguire.

Questo al momento è un grande punto a favore e mi spinge a consigliarne la lettura.

Recensione: “Il circo del mare” di Maurice Fay

4.5 ⭐

Per chi, come me, ha già letto di Maurice Fay la Trilogia del Maremoto la lettura di questo libro è di certo ancor più apprezzata.

Nonostante sia uno standalone e possa essere letto pur senza conoscere gli altri tre libri, fa parte dello stesso “universo”, un mondo incredibile creato dall’autore che, attraverso il fantasy, riesce a parlarti di tante cose: percorsi di crescita individuali, machismo, imparare a giudicare la sostanza delle persone e non solo l’apparenza, la condizione delle donne, famiglie violente, società discriminante e individualista.

Maurice ha questa capacità di portarti in una favola piena di creature affascinanti come sireneidi, medutrope e uomini squalo e parlarti di argomenti importanti di ogni genere.

In questo libro specifico c’è anche un po’ un richiamo a “la bella e la Bestia” e non a caso La Bestia l’ho amato quasi da subito, pur intuendo chi fosse solo dopo un po’, anche se in realtà non ha alcuna importanza conoscere il dettaglio del suo passato, perché conta ciò che siamo oggi, la somma delle nostre esperienze, belle o brutte che siano state.

Questa è una favola che racconta anche di prigioni, quelle mentali e quelle fisiche, di eroi non comuni, di figure femminili straordinarie, di lati oscuri che tutti abbiamo e della capacità di guardarci dentro e accettarci per ciò che siamo.

Senza alcun dubbio consigliato.

Recensione: “Amore proibito (La Ghirlanda dei Narcisi vol. 2)” di Le Peruggine e Leri

Un 4.5 ⭐ complessivo pieno.

Rispetto al primo libro di questa duologia storica, il secondo scorre in modo decisamente più veloce e coinvolgente.

Mentre nel primo, infatti, c’è una parte molto ampia di eventi storici narrati attraverso un, per me, eccessivo infodump, in questo si narra molto più ciò che accade direttamente ai due protagonisti, sempre perfettamente inseriti nel contesto storico.

Ciò che affrontano mi ha trasportata nell’opera e l’ho letta velocemente.
Molto ben costruiti i percorsi mentali e le crescite di entrambi.

Alla fine ho amato sia Lapo che Vanni in modo totale e posso dire di aver fatto davvero un bel viaggio nel tempo e in luoghi bellissimi come sono ancora oggi Perugia, Siena e ogni altro posto in cui le due autrici mi hanno portata.

Anche in questo secondo ho ritrovato un eccessivo uso di punti esclamativi e troppi sinonimi usati per riferirsi alle persone, pur narrando in terza a focalizzazione interna (cavaliere, senese, umbro, perugino… meglio usare più volte i nomi, come facciamo del resto noi stessi quando pensiamo.) Solo per questo non ho dato le 5 ⭐ che la storia invece merita di sicuro.

Consigliati.