Recensione: “L’ultima Concubina” di Catt Ford

Un libro, questo, che è come una lenta salita, ma che dalla metà in poi diviene una corsa a perdifiato per arrivare alla fine.

Ciò che inizialmente mi era sembrata una trama “semplice”, pur se dettagliata nella sua perfetta e affascinante ambientazione, tra sete colorate, fermagli e orecchini di giada, tra eunuchi, prime mogli e concubine preferite dell’Harem di un Generale forte e influente, si è rivelata poi invece una piacevole sorpresa, riuscendo a trasportarmi fino al punto di fare notte per poterlo finire, e non vi nascondo che le lacrime non sono mancate.

L’autrice è riuscita, insomma, a rendere meno scontata una storia che avrebbe potuto facilmente esserlo, riuscendo a dare un’incredibile sostanza alla protagonista, anzi al protagonista, un ragazzo che ama vestire in abiti femminili, che pensa a sé stesso al femminile, ma che allo stesso tempo sa essere forte, coraggioso, battagliero come un guerriero.

La “principessa guerriera” nei panni di una concubina, suo malgrado, mi ha conquistata a tal punto da rendere questo libro una delle letture più piacevoli dell’ultimo periodo.

E poi il fascino dell’antica Cina è qualcosa che, se descritta bene come in questa storia, non può che catturare.