Recensione: “L’Agenzia: Archivio – Soglie Instabili vol. 3” di Daniela Barisone e Juls SK Vernet

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Genere: MM Sci-Fi/Fantasy
5+ ⭐️
Ho atteso molto tempo per leggere questo terzo libro della serie “Soglie Instabili”. Come sempre, però, i romanzi mi chiamano al momento giusto e leggere “L’Agenzia: Archivio” in questo momento è stato, per me, ancora più bello.
Questa saga è, per genere e ambientazioni, la mia preferita del duo Barisone-Vernet, e questo volume sale in vetta a tutti.
Vittorio e Tiziano sono due uomini entrambi spezzati, ma per motivi diversi: uno lotta contro un lutto che lo ha devastato e contro la sua atavica non accettazione di sé stesso. L’altro combatte da sempre contro un male psicologico interiore, che lo ha portato a cadere in orribili voragini durante la sua vita, e tutt’ora lotta per uscirne fuori.
L’Archivio, con le sue assurdità, li accoglie come un nido in cui ritrovare la forza e la voglia di andare avanti.
Non saprei dirvi chi ho amato di più dei due, posso però confessarvi che ho adorato di questa storia anche le blattine… e vista la mia fobia è stato un vero miracolo.
Ho riso per le trovate geniali, sono ammaliata dal mondo incredibile costruito in questa serie e ammiro l’originale worldbuilding della saga. Il ritmo è stato incalzante e i colpi di scena mi hanno fatto saltare sul divano.
Unico neo? Vorrei avere sotto le mani anche il seguito (Agenzia: Torino) annunciato a fine libro.
Nel frattempo, mi butto sui due spin-off già pronti da leggere.
Assolutamente consigliato!

