Recensione: “Parusia – siamo tutti non-conformi” di Enys Lz

Genere: MM Distopico

5+ ⭐️ per la storia e i personaggi.
4 ⭐️ per alcune scelte stilistiche (assoluto mio gusto personale).
4.6 ⭐️ complessive.

Ho terminato questo libro in pochi giorni poco prima di mezzanotte, e mi ci è voluto un po’ per raccogliere le idee.

Diciamo subito una cosa: è davvero un bel libro, non solo scritto bene e appassionante, ma anche ricco di sfumature, profondo e che spinge a molteplici riflessioni.
Soprattutto, per nulla scontato.

Mentre, infatti, avevo intuito quasi da subito un particolare che viene svelato a metà romanzo, il finale è stato del tutto inaspettato e molto, molto apprezzato da me.

Non è facile scrivere un distopico MM come questo, ma Luisa Zanin, in arte Enys Lz, ci è riuscita alla grande.

I richiami a guerre passate e, ahimè, presenti nel nostro mondo sono molteplici. La riflessione sulle implicazioni di una presunta morale imposta da religioni o ideologie, è attualissima e all’ordine del giorno, così come lo sono le battaglie in nome di una divinità o l’altra.

Il bello è che tutto ciò che accade nel libro, ahimè, non è per nulla lontano dalla realtà e da un giorno all’altro potremmo trovarci nella stessa situazione dei personaggi: perseguitati, incarcerati o peggio perché “non-conformi”.

Sia i protagonisti che i personaggi secondari sono ricchi di sfaccettature. Nessuno di loro, insomma, ha un solo colore, bianco o nero.

Nate lo si ama da subito. Un eroe non-eroe, un ragazzo come tanti che cerca di fare sempre la cosa giusta in un mondo impazzito, senza mai sapere se le scelte fatte siano realmente quelle corrette o meno.

Ethan sembrerebbe il suo opposto, ma in realtà assomiglia a Nate più di quanto si pensi in un primo momento e la sua forza è quella di essere in grado di mettere in discussione ogni cosa che, in precedenza, aveva creduto.

Molto belli anche tutti i personaggi secondari, nonostante le cadute o le debolezze che, però, nessuno di noi può o deve giudicare.

Del resto, chi siamo noi per decidere cosa sia giusto o sbagliato in un mondo dove la guerra è sempre dietro l’angolo?

Perché, in fondo, siamo davvero tutti non-conformi.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “L’elezione dell’imperatore” di Kira Inari

Genere: MM Fantasy Distopico

Parte fantasy/distopica 5+
Parte romance 3
Complessivo 4

Questa è una recensione davvero difficile da fare. Da una parte, infatti, non posso che applaudire per la struttura generale del libro, dall’altra, invece, la maggior parte dei personaggi, a parte lo Shifu’, non mi hanno convinta né coinvolta, in alcuni casi anche infastidita per taluni comportamenti.

Ho apprezzato molto la trama, davvero complessa e ricca di allegorie, dove la mitologia tipica orientale si mescola in un perfetto distopico. Ho amato molto tutta la parte relativa all’elezione vera e propria, all’uso del Drago per creare una coscienza unica e collettiva, terrificante da un certo punto di vista e metafora di ciò che accade nella realtà di molti stati solo all’apparenza democratici.

Ho apprezzato anche l’analogia con l’adorazione, che a volte sfocia nel fanatismo, degli idol, spesso “schiavi” utilizzati come prodotti da vendere.

Ho gradito anche i chiari riferimenti ad alcuni personaggi reali, così come a una specifica novel molto famosa. Forse, per i miei gusti, nonostante io ami quella storia, le analogie sono diventate anche troppe, pur essendo due storie assolutamente del tutto diverse, sia chiaro.

Quello che non mi ha convinta e coinvolta sono tutti i personaggi, principali e secondari, anche se ben caratterizzati. Nessuno di loro mi ha fatto “palpitare”.

Gli unici due che mi hanno conquistata per la loro completezza e percorso sono lo Shifu’ e il Drago.

Detto ciò, queste impressioni sono del tutto personali. Il libro è scritto bene, niente è trattato con sufficienza o superficialità.

Mi sento quindi di consigliarlo perché a conti fatti è un bel libro, e magari ciò che ha lasciato indifferente me può invece trascinare voi.

Copia ARC ricevuta dalla CE che ringrazio.

Recensione: “Nella Vita dei Burattini” di TJ Klune

Ci sono voluti un paio di giorni per scrivere questa recensione, tante le emozioni e i pensieri che hanno rimbalzato nella mia mente al termine della lettura.

Iniziamo col dire che, nella norma, adoro talmente tanto quest’autore che compro i suoi libri senza nemmeno leggere la trama. Ho scoperto quindi solo dopo l’acquisto che si trattava di un retelling di Pinocchio. Credevo sarebbe stata la volta che un suo libro non mi avrebbe entusiasmata, non essendo questa fiaba tra le mie preferite… quanto mi sbagliavo!

Qui non si tratta di un semplice retelling, ma di una magnifica e inaspettata interpretazione in un futuro distopico.

Ci sono chiari riferimenti a Pinocchio, sia la favola che la versione animata, ma volendo anche a Blade Runner, Wall-E, l’Uomo Bicentenario, Numero 5 e Matrix. Tutto perfettamente mescolato e reinterpretato, come solo un grande autore con un’immaginazione e creatività come la sua poteva fare.

Ho ritrovato il Klune divertente e ironico: quanto ho amato e riso con le interazioni tra il robottino aspirapolvere Rambo, che soffre di ansia da pulizie, e il robot Infermiera Ratched, una sociopatica favolosa.

Ho rivisto il Klune irriverente e dissacrante: in alcune scene, senza fare spoiler, sono letteralmente morta dal ridere e avrei voluto dare una pacca di consolazione al povero Victor per l’imbarazzo in cui si è ritrovato.

Ho scorto il Klune con cui tanto ho in comune: l’Amore senza limiti, quello tra un padre e un figlio, pur non di sangue, come quello tra due esseri del tutto diversi e una found family tenace.

Ho incontrato un Klune sempre più profondo: quante riflessioni sull’essenza della vita, sulla redenzione, su cosa significa davvero il “perdono”, sul libero arbitrio e sull’umanità che si possono trarre a fine lettura!

E ho pianto, ancora e di nuovo, a causa di un robottino delizioso – sì, lui aveva avvisato in un video, visto dopo la lettura, che sarebbe accaduto e aveva ragione! – di un umano fragile e coraggioso, pieno di dubbi e insicurezze costretto ad affrontare prove incredibili, e di un’intera e meravigliosa famiglia queer, nel vero senso della parola: differente, diversa dalla norma e, forse, proprio per questo unica e bellissima.

Lo consiglio? Assolutamente sì!

Recensione: “The beginning of the end” di Ylenia Bonetti

Genere: distopico

Devo proprio dire che questo libro mi ha sorpresa in modo positivo. Un esordio che promette davvero bene per il futuro.

Un distopico breve, ma intenso e adrenalinico, con un’ambientazione che è stata curata fin nei minimi dettagli.

Nonostante il prologo davvero particolare, che a tratti mi ha lasciata spiazzata e “confusa”, eppure allo stesso tempo molto incuriosita, la trama scorre veloce e la curiosità di conoscere tutti i misteri che si celano nei ricordi dimenticati di Killian è tanta.

Stile molto fluido. Una narrazione in prima, dal primo capitolo in poi, che non è per nulla semplice da gestire, ma che l’autrice maneggia con abilità e destrezza.

Ylenia scrive bene, non c’è alcun dubbio su questo.
Se proprio vogliamo trovare qualcosa in cui “migliorare” è uno sfoltimento di punti esclamativi nei dialoghi e qualche infodump in meno nella parte iniziale.

Detto ciò, il libro per me merita le 4 ⭐️ piene anche per l’estrema accuratezza della parte “informatica” (le anime nerd inside come me sapranno gustarsele).

Sicuramente consigliato.

Recensione: “Gli abissi dei porci” di Alessandro Montoro

Genere: fantascienza/distopico

Questo romanzo in alcuni punti mi ha stupita, in altri confusa, in altri ancora mi ha appassionata.

Ho trovato la trama abbastanza ben costruita, nonostante in alcuni punti mi sia sentita un attimo spaesata. I risvolti raccontati nel libro sono incredibili, eppure anche realistici.

Il finale ha un che di Kafkiano che mi ha affascinata e lasciata con mille domande alle quali rispondere.

Nel complesso una lettura piacevole da 4.5 ⭐️

Segnalazione: “Gabriel – Darkblood Project Vol. 1” di Agnes Moon

Titolo: Gabriel

Serie: Darkblood Project vol. 1

Autore: Agnes Moon

Editore: AmazonSelf Publisher

Genere: romance MM contemporaneo/distopico/azione

Pagine: 284

Prezzo e-book: 3,49

Prezzo cartaceo: 13,94

ISBN 13 cartaceo: 979-8387151224

Data di pubblicazione: 30 marzo 2023

TRAMA/STRUTTURA SERIE:

La serie Darkblood Project è composta da tre romanzi autoconclusivi con tre coppie diverse, ma con una trama orizzontale che vi accompagnerà fino all’ultimo capitolo.

L’ordine di uscita sarà il seguente:

Gabriel di Agnes Moon
Masaki di Diana DP
Jackson di Taylor Kinney

***

Darkblood Project è il risultato della sete di potere della specie umana. La prova della sua crudeltà. Darkblood Project è lo spietato risultato di decine di vite spezzate e poi eliminate in nome di una scienza corrotta e immorale. 

Quando l’organizzazione paragovernativa S.P.A.D. decide di mettere a punto un siero in grado di modificare il DNA umano, non si fa scrupoli a utilizzare cavie umane nonostante la pericolosità dell’esperimento. La ricerca, condotta da un team di selezionati genetisti, prende il nome di Darkblood Project. 

Gabriel, Masaki e Jackson. Tre uomini diversi per età, background culturale ed etnia; provenienti da realtà completamente differenti e che si ritrovano prigionieri nella stessa  cella. Per due lunghissimi anni. 

Unico comune denominatore: geneticamente modificati. 

Darkblood Project è la storia di tre fuggitivi che vogliono riappropriarsi della propria esistenza. Combattendo con le unghie e con i denti in cerca della libertà. Una caccia senza respiro, una latitanza pericolosa e, infine, l’amore che travolgerà il cuore di ognuno di loro. 

Gabriel:

Gabriel non è mai stato libero. Cresciuto in una casa famiglia, ne è fuggito in cerca di libertà. I suoi sogni si sono infranti sulla strada, finché qualcuno non gli ha proposto il miraggio di una nuova vita, trasformatasi ben presto in un incubo. Gli uomini che lo tengono prigioniero non si fanno scrupoli nel compiere esperimenti sugli esseri umani. Consenzienti o meno.
Dopo una rocambolesca fuga, lui e i suoi compagni di cella si rifugiano in Montana, ma l’organizzazione li vuole morti ed è imperativo mantenere un profilo basso.
E allora, perché non andare per locali in cerca di sesso?
Okay, è una mossa stupida, ma Gabriel non ce la fa più a non vivere la propria vita, e quella verginità sta diventando troppo ingombrante.

Lucas Monroe è stato un eroe di guerra, ma ora è il vicesceriffo di Kalispell, remota cittadina del Montana. Quando decide di concedersi una serata di divertimento, e magari del buon sesso, non può immaginare che quell’intrigante biondino stravolgerà per sempre la sua esistenza. Prima di tutto perché è un vero schianto e poi perché in lui c’è qualcosa che non lo convince. Troppo sfuggente. Troppo misterioso. E i suoi bizzarri parenti? Perché non vogliono che esca con Lucas?

Il Darkblood Project ha distrutto decine di vite, modificando per sempre il DNA di uomini che all’improvviso si sono ritrovati a non essere più tali. Nuovi poteri. Forza incredibile. Livelli di aggressività alterati. E una fame atavica che può essere saziata solo da fiale di sangue sintetico. Cosa succederà quando saranno finite?

Gabriel e Lucas dovranno superare bugie e incomprensioni, sfiducia e omissioni, ma la forza del loro amore è uno tsunami che riuscirà a travolgere ogni difficoltà.

Recensione: “Naufraghi di un bizzarro destino” di Nunzia Alemanno

Genere: MM romance/distopico/avventura/thriller

Valutazione parte romance 4
Valutazione complessiva 3.5

Nonostante abbia letto questo romanzo in pochissimo tempo, ci sono cose che ho molto apprezzato e altre che, invece, e proprio dal 75% in poi, ho meno gradito.

La cover e la trama mi avevano attirata a suo tempo, anche se non mi aspettavo proprio il tipo di ambientazione, ovvero il mondo alle prese con un virus e diviso tra chi è a favore dei vaccini e chi no. Non è uno spoiler, perché viene detto nelle prime righe del romanzo, ma non nella trama.

Ciononostante, sono andata avanti perché Leon prometteva di essere un personaggio che avrebbe potuto fare un bel percorso di crescita… e così è stato. Il modo in cui Leon impara dai suoi errori, cambia, cresce, accetta le proprie responsabilità e le conseguenze delle sue scelte e si redime è davvero molto bello. Meriterebbe anche un 5 stelle.

Molto bello anche il rapporto che si instaura tra Leon e Noah e il modo in cui i loro sentimenti mutano con il tempo.

Accattivante e interessante tutta la parte che riguarda il loro modo di sopravvivere sull’isola, gli espedienti trovati.

Arrivata al 75% però, senza fare spoiler, alcuni accadimenti mi hanno fatto un attimo storcere il naso. Non so quando realmente sia stato scritto il libro, molto probabilmente ben prima della sua pubblicazione, quindi diciamo che ho sorvolato su alcune tesi cercando di non farmi influenzare troppo dalla realtà dei nostri tempi e sono arrivata fino alla fine.

Ecco, il finale l’ho trovato “tronco”. Mi manca un epilogo, mi manca il vedere una reale presa di coscienza di Noah. Vederlo fare una scelta consapevole. Lo immaginiamo, ma non lo sappiamo. Proprio questa mancanza mi ha fatto togliere quel mezzo punto, altrimenti almeno 4 stelle le avrei date.

Scritto comunque molto bene e senza particolari buchi di trama.

Indipendentemente da tutto e dalla mia impressione, non sono pentita dalla lettura e comunque lo consiglio.

Segnalazione: “Egofobia” di Michela Mosca

Titolo: Egofobia

Autore: Michela Mosca

Editore: Nua Edizioni

Genere: narrativa – distopico

Pagine: 320

Prezzo: e-book 3,74

Prezzo: cartaceo 16,15

ISBN cartaceo: 978-8831399753

Data di pubblicazione: 7 aprile 2022

TRAMA:

In questo romanzo distopico l’autrice unisce le atmosfere di Ready Player One a quelle degli sterili corridoi di un centro di salute mentale, portando il lettore a esplorare gli angoli più bui della mente umana.

Stati Uniti, anno 2046. Cosa accade quando essere hikikomori diventa illegale?

Thomas Horton Parker è un giovane del suo tempo: disilluso, cinico, dipendente dalla tecnologia e solitario. Quello che, da alcuni anni, viene definito con un termine preciso: hikikomori. La sua vita prende una piega bizzarra quando, a seguito della procedura per il trattamento forzato della sindrome H, Thomas viene prelevato e internato presso l’Institute of Rare Mental Patology, un ospedale psichiatrico rinomato.

Qui, il giovane Thomas dovrà fare a patti con i suoi tormenti, e affrontare le sue paure più profonde. Presso la stessa struttura, nell’ala delle patologie rare, viene ospitata Meredith, una ragazza affetta da un disturbo psichico rarissimo: la sindrome di Cotard, o delirio da negazione. Le vite dei due giovani si intrecceranno in maniera inaspettata, producendo caos e discordia in un mondo che è già crollato a pezzi.

Un romanzo distopico ambientato in un futuro reso brutale e inospitale da una terribile crisi climatica. La maggioranza dei giovani è hikikomori, cioè individui che preferiscono rifugiarsi in casa tra videogiochi e realtà virtuale piuttosto che vivere in società.

BIOGRAFIA:

Michela Mosca è nata nel 1996 a Padova. Da sempre appassionata di scrittura creativa e di letteratura gotica e dell’orrore, Michela ha auto pubblicato su Amazon un racconto thriller, dal titolo: “Violet Society”. Inoltre, scrive e recensisce regolarmente sulla piattaforma gratuita WattPad, dove ha pubblicato racconti brevi di genere paranormale, weird e drammatico.

Recensione: “L’ora più buia (THIRDS Vol. 9)” di Charlie Cochet

E dopo questo nono volume posso dire che Hudson rientra tra i miei personaggi preferiti della serie.

Questo libro mi ha tenuta incatenata alle sue pagine più di molti altri. Il rapporto di Hudson e Seb è un ritrovarsi, un affermazione della propria identità di Hudson e una maggiore consapevolezza di Seb nel gestire i suoi slanci iperprotettivi.

La trama del mistero che si svolge tra queste righe mi ha fatta saltare sul divano per il colpo di scena, che solo qualche pagina prima avevo immaginato.

Ammetto anche di essermi commossa per il bellissimo rapporto di “branco-Famiglia” tra Hudson e gli Hobbs.

Insomma… prontissima per proseguire nel tunnel senza uscita!

Decisamente consigliato!

Recensione: “Nel bene e nel male (THIRDS Vol. 8)” di Charlie Cochet

Questo ottavo volume è un pò un libro di passaggio, come se l’autrice avesse voluto chiudere alcune questioni rimaste in sospeso senza appesantire la lettura del precedente o creare caos in quella successiva.

Ho apprezzato questa finezza, perché anche se il libro è “breve” era sicuramente necessario dipanare alcune situazioni e raccontare alcuni avvenimenti che ancora riguardano Dex e Sloane.

Ora ovviamente sono già pronta per passare al successivo, ingolosita anche dall’estratto finale del nono libro.

Consigliato.