Recensione: “L’Husky e il suo Gatto Bianco Shizun – Sua Venerabilità muore – vol. 1” di Rou Bao Bu Chi Rou

Genere: DanMei/Xianxia/Fantasy/Storico/MM

Dover recensire solo questo primo volume, senza tener conto di tutta la storia fino all’ultimo, per me è impossibile.

Senza alcuno spoiler, cercherò di trasmettervi le mie emozioni e il mio pensiero.

Questa è la terza rilettura che faccio. La prima dell’intera novel – lunga tra i 9 e gli 11 volumi – risale al 2020 e la lessi in cinque giorni in cui a stento dormii e mangiai pur di finirla.
Tra tutti i libri che ho mai letto, questo DanMei è quello che più mi ha sorpreso per l’infinito numero di colpi di scena. Rileggere questa prima parte ha per me, dunque, un sapore del tutto diverso rispetto a quando la lessi la prima volta, ma anche in confronto alla seconda rilettura.

Le sfumature che ho notato in decine e decine di frasi le ho colte come non mi era accaduto prima.

Sono rimasta assolutamente incantata da come i personaggi e le vicende mi sono apparsi: consapevole delle loro reali anime, e del tutto nuovi ai miei occhi allo stesso tempo.

Rammento bene come nel 2020 avessi amato da subito Chu Wanning (il mio bellissimo Shizun) e avessi desiderato prendere a metaforici schiaffoni Mo Ran.
Di base non è cambiato nulla, ma nel mio cuore è tutto diverso.

Ho pianto, tanto, ho riso, molto, sono stata ancora di più ammaliata dalla incredibile struttura del mondo di questo fantasy, ricco di mitologia cinese in una Cina d’altri tempi fantastica.

Tanti personaggi, tutti con un loro background incredibile. Alcuni li si ama subito, alcuni li si odia subito, altri non si riesce a inquadrarli, altri ancora ti strappano il cuore per le loro storie tragiche.

Ma io so come tutto man mano cambierà ribaltando ogni cosa più e più volte.
Chiunque abbia già letto l’intero romanzo può capirmi.

Per chi ci si avvicina adesso ho, quindi, un solo consiglio:

Leggetelo, sospendete ogni giudizio (soprattutto su Mo Ran, sia nella vita passata che in quella in cui rinasce, che è un personaggio “disturbante” all’inizio) e andate avanti.

Fidatevi di me, date una possibilità a questa storia, arrivate fino in fondo all’ultimo volume e poi ne riparleremo.

Sappiate solo una cosa: la conosco a menadito, ma stanotte alla fine del primo volume ho pianto e non solo per la scena, ma per il desiderio di voler andare avanti subito come se fossi alla prima lettura!

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Alû (Le luci dell’Eos Vol. 4)” di Aurora R. Corsini

5+ ⭐️

Ho amato Nael dal primo istante in cui è apparsa nel primo libro della serie.
Sentivo che questo libro sarebbe stato quello che più mi sarebbe piaciuto.

Insomma, avevo aspettative altissime… e non sono rimasta delusa, affatto!

Basterebbe anche questa come recensione, ma Nael merita qualche parola in più anche se nessuna riuscirebbe a quantificare il bene che le ho voluto.

Magnetica, piccola solo di statura, imponente e, quando vuole, terrificante. Il suo cuore, però, è puro e lo è dalla sua nascita.

Conoscere il passato di Nael è stato a dire poco devastante. Ogni volta che arrivava un capitolo con i flashback sulla sua storia dovevo fermarmi per prepararmi a leggerli con il giusto animo.

Ho sofferto, tanto. L’ho amata sempre di più. Ho gioito con lei, ho applaudito alle sue vittorie, ho compreso le sue angosce e il dolore che da tanto si portava dentro.

E mi sono commossa sulle parole finali.

Forse dovrei dire qualcosa anche su Joshua, questo splendido uomo capace di andare oltre le apparenze e di vedere l’animo di Nael più di tutti.

Ma per me questo era il libro di Nael, e non si offendano gli altri personaggi a cui ho voluto un gran bene, ma Lei merita tutto il mio incondiziato amore.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Il gran maestro della scuola demoniaca (Mo Dao Zu Shi) – Mistificazione – vol. 2” di Mo Xiang Tong Xiu

Genere: Fantasy storico romance Xianxia MM

5+++⭐️

Nonostante conoscessi già tutta la storia e sapessi quali eventi sarebbero accaduti in questo secondo volume, ho sofferto e pianto, di nuovo, per l’arco narrativo nella città fantasma, così quanto ho riso con le scene tra Wei Wuxian e Lan Wangji (e gli allievi) alla locanda.

Questo secondo libro, rispetto al primo, cambia tono e, pur se stemperato da alcuni momenti ludici e dal carattere scanzonato del protagonista, ci immerge di più nella storia, e racconta eventi drammatici che ti accartocciano il cuore, iniziando a gettare una prima luce su alcuni dei misteri che avvolgono il passato e l’attuale presente.

Le riflessioni che si possono fare sono tante: su ciò che è bene e male, sulla differenza tra una giusta rivendicazione di torti subiti e una vendetta spropositata spinta solo da un animo crudele, su quello che può sembrare affetto, ma non è altro che una ossessione malata di un personaggio (che non perdonerò MAI).

I personaggi in questo secondo volume si moltiplicano, pur restando Wei Wuxian il protagonista attraverso il quale vediamo tutto.
Anche il rapporto con Lan Wangji inizia a mutare e il legame si rinsalda, dando maggiore corpo alla parte romance della storia.

Amo la lenta presa di coscienza di Wei Wuxian, il come inizi a guardare con occhi diversi ogni cosa, compresi i suoi comportamenti nella precedente vita.

Ancora molte sono le cose da scoprire sul passato, su ciò che ha portato Wei Wuxian a diventare il temuto Patriarca di Yiling e su Lan Wangji… e io non vedo l’ora già che arrivi il prossimo libro, come se fosse la prima volta che leggo questa bellissima opera e non la decima.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “La Benedizione dell’ufficiale divino – La terza ascesa (Vol. 1)” di Mo Xiang Tong Xiu

Genere: DanMei/Fantasy/Storico/Xianxia/MM

Premessa: ho già letto l’opera intera nel 2020 (con le traduzioni dei fan in inglese) e anche riletta in italiano, man mano che i fan italiani la traducevano, fino al momento in cui la OV ha annunciato la pubblicazione. Ho anche letto la graphic novel (anche se è stata interrotta, ahimè) e visto le due stagioni della versione animata.

Ciò significa che per me questa è una rilettura, ma allo stesso tempo anche una nuova lettura e l’ho letteralmente amata alla follia! Avrei voluto continuare subito con il volume successivo, con la stessa spinta che ebbi quando la lessi la prima volta.

Ho sempre pensato che questa fosse l’opera più bella e matura dell’autrice, per la complessità dei personaggi e della struttura intera del romanzo. Ripercorrere il primo arco narrativo, conoscendo già la realtà di alcune cose, mi ha permesso di cogliere sfumature sfuggite alla prima lettura.

Io non rileggo quasi mai nulla, ma questa è certamente una storia che lo merita e che può regalare nuove emozioni anche a chi già conosce tutto il romanzo.

Un fantasy storico ambientato nell’antica Cina ricco di mitologia, avventure e una splendida storia d’amore queer (che fa da legame, ma in un recipiente ricco di tante altre tematiche), ma che ti spinge anche spesso a riflettere su molte cose.

Lo scontro, ad esempio, che avviene a Banyue, con due fazioni che si accusano a vicenda finendo per avere torto entrambe, e una battaglia che va avanti da secoli ricordano tristemente l’attualità. Per quanto all’epoca l’autrice non avesse di certo voluto riferirsi ad avvenimenti specifici, è scritto nella storia stessa dell’umanità questo ineluttabile, a quanto pare, destino e la metafora quindi è immediata.

Riguardo a Xie Lian e San Lang: sono due personaggi che possono sembrare opposti, eppure hanno tantissimo in comune e non a caso tra loro il legame è immediato. Su questo e su loro due non posso dire altro, considerando che siamo solo all’inizio di un lungo e bellissimo percorso (il VERO slow-burn che io amo), ma credo di essermi innamorata di loro ancor più di prima.

Ho apprezzato moltissimo il modo in cui la OV ha deciso di lasciare l’appellativo “gege”, specificando nel glossario finale quanto sia importante affettivamente per il fandom internazionale, ma usando anche un perfetto escamotage con una frase aggiunta per spiegarne il senso, la prima volta che appare.

Ho apprezzato ancora di più come sia stato tradotto l’appellativo di uno dei personaggi, Il Nume del vento, ma anche su questo non posso spiegare per quale motivo questa scelta di traduzione sia perfetta. Bisogna attendere il prossimo libro per comprenderlo (o per darmi modo di poterlo spiegare).
Tra l’altro, è tra i miei personaggi preferiti di tutto il romanzo.

Insomma, non so se essere contenta di non avere già tutti i libri a disposizione (la mia libreria e il mio conto corrente preferirebbero a rate) o sperare che escano il prossimo mese tutti quanti in modo da tuffarmi ancora e senza sosta in questo meraviglioso viaggio, e in un tunnel dal quale non si esce mai.

Assolutamente e totalmente consigliato!

Recensione: “Da qualche parte al di là del mare” di TJ Klune

Genere: fantasy queer

5+++ ⭐️

È più bello del primo.

Basterebbe questa frase a dire tutto, ma dopo averlo terminato all’una di notte, in una valle di lacrime fatte di cubetti di ghiaccio (capirete questa cosa leggendo) mentre ridevo e piangevo, io DEVO raccontarvi quanto abbia amato questo libro.

La maturità di scrittura e di pensiero è, per me, palese. Avrei voluto sottolineare decine e decine di passaggi durante la lettura.

Ho amato avere il punto di vista di Arthur in questo secondo volume, ho amato OGNI straordinario bambino, OGNI personaggio che fa parte di questa magica e meravigliosa found family.

Ho “visto” il cuore e l’anima di ognuno di loro, ho sentito la loro voce, il loro urlo di speranza, dolore e gioia:

Chauncey, Talia, Sal, Phee, Theodore, Lucy (ODDIO LUCY!) vi amo in un un modo così profondo che le parole non bastano a descriverlo.
David, benvenuto, mi hai strappato lacrime e risate e ti voglio un mondo di bene.
Zoe sei pazzesca.
Helen ti adoro.
T-Bone sei una forza.
Merle sei un mito.

Linus ti ho amato dal primo secondo del primo libro fino all’ultimo di questo volume.

Arthur… il tuo “canto” mi è arrivato potente, forte, devastante. Hai bruciato la mia anima, facendola volare, cadere e rinascere più volte.

Il tuo canto è quello di chi ti ha creato, ma anche il mio e il “nostro”.

Perché le persone che odiano fanno più rumore, ma coloro che non si arrendono, che sanno amare, in tutte le sue forme, e ne conoscono il valore hanno un potere inimmaginabile: quello della speranza.

Perché qualsiasi cosa possiate dire o fare, noi persone queer continueremo a esserci, ad amare e saremo qui prontɜ a cambiare il mondo.

E lo faremo anche solo mettendoci di fronte a voi per “vedervi”, e nel farlo, nel vedere e riconoscere il “vostro” vuoto interiore, avremo vinto.

Io non so, soprattutto in questo momento storico, se arriverò a vederlo questo cambiamento, ma finché ci saranno autorɜ come Klune so che ci sarà luce in tutto questo buio e una fine al tunnel in cui il mondo cerca di buttarci.

Quindi, di nuovo grazie TJ… sei stato una volta di più un faro nell’oscurità che mi circonda.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Amore S.P.A. – Professione Cherubino” di Maurice Fay

5+ ⭐️

Ci sono libri che arrivano al momento giusto. Li compri, li metti da parte e poi, quando più ne hai bisogno, ti chiamano per essere letti.

Questo fantasy romance MM di Maurice Fay era proprio quello che mi ci voleva in un momento in cui tutto mi sembrava senza senso e lo sconforto mi pesava da mesi sulle spalle.

Un romanzo divertente e ironico. Ho riso tanto, e adorato Maurice per come nella narrazione sia riuscito in modo naturale a sfondare la cosiddetta quarta parete attraverso il personaggio di Val.

Questo cherubino ne combina di ogni e, parlando spesso al lettore, diventa un amico che vorresti avere al tuo fianco.
Nonostante i casini che mette in atto, il suo disturbo border di personalità, i melodrammi da vera “drama queen” e la passione, spesso sfrenata e sfrontata, che muove ogni sua azione.

Alla fine non si può fare altro che volergli bene, perché in fondo è un romantico che crede nell’Amore in tutte le sue forme, anche quando lo fa volare via, nel vero senso del termine, nei momenti meno opportuni.

Per fortuna, poi, sono una di quelle persone che i ringraziamenti li legge sempre e non chiude un libro fino all’ultima parola.

Caro Mau, mi hai commossa.
Non solo perché come me conosci il valore della lettura, il pregio di un rifugio, di qualsiasi genere esso sia.
Non solo per avermi citata tra autorɜ di tutto rispetto (e sai quanto sia reciproco il sentimento di stima).
Le parole che hai dedicato ai lettorɜ, le tue riflessioni e le promesse di matrimonio che hai condiviso con noi sono state un regalo inestimabile che ancora mi fa lacrimare a distanza di ore.

Quindi grazie, Mau. Continua a scrivere, vita e ispirazione permettendo, e noi continueremo a leggerti.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Deosil (Whyborne & Griffin #11)” di Jordan L. Hawk

5 +++⭐️

E sono arrivata qui, alla fine di questa incredibile e sorprendente avventura, con le lacrime che non mi abbandonano per l’emozione.

Quando iniziai la serie mi innamorai subito dell’ambientazione e, soprattutto, di Whyborne.

Mai, però, avrei immaginato tutto ciò che è accaduto, tutte le scoperte, i colpi di scena, i percorsi individuali di ogni personaggio, le evoluzioni, le cadute e le risalite.

È stata un’avventura mozzafiato, soprattutto in questo ultimo libro nel quale non ho avuto un attimo di riposo. Un ritmo adrenalinico, ansia, panico, risate e lacrime.

Ho amato ognuno di loro in un modo incredibile, questa found family queer di umani e non umani, di esseri “imperfetti” e, proprio per questo, meravigliosi.

Eroi che non sanno di esserlo, ma che lo diventano malgrado fragilità, errori e sconfitte.

Perché essere “eroi” nella vita significa semplicemente imparare ad accettarsi, a credere in se stessi, ad andare avanti nonostante tutto.

Widdershins mi ha “raccolto lungo questo viaggio” e io ne faccio parte… perché “Widdershins sa chi gli appartiene”.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Balefire (Whyborne & Griffin vol. 10)” di Jordan L. Hawk

Genere: MM Fantasy storico

5 ⭐️

A costo di essere ripetitiva: io amo INFINITAMENTE Whyborne.

Lo amo per la sua nerdaggine quando trova più offensivo che non lo si reputi capace di riconoscere un’antica lingua piuttosto se lo si chiama “abominio”, o quando nel mezzo di una battaglia inorridisce al pensiero di libri bistrattati.

Lo amo per la sua incredibile forza come stregone, ma soprattutto per il coraggio, quello vero, quello di una persona che rischia anche la vita per fare la cosa giusta o difendere le persone che ama, anche quando non si sente all’altezza e pensa di non essere abbastanza forte per vincere.

Lo amo a ogni libro di più, così come amo Griffin che ha saputo vedere il suo cuore lucente sin dall’inizio.

E amo tutte le donne, umane o meno, che fanno parte di questa “famiglia”, quelle storiche, quelle nuove, quelle che sbagliano, cadono ma sanno poi anche rialzarzarsi e fare la cosa giusta.

E stessa cosa vale per ogni personaggio: perché tutti appartengono a Widdershins (me compresa), perché nessuno è perfetto, tutti fanno errori e prendono sentieri oscuri, ma tutti, se vogliono, possono redimersi in qualche modo.

La battaglia finale deve ancora arrivare, e ci troverà pronti.

Devo dire altro?
No, ci risentiamo al prossimo libro che ho già pronto sul kindle da leggere.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Dark Heir” di C.S. Pacat

Genere: fantasy/storico/queer/young adult

5 +++ ⭐️

Dei 36 libri letti quest’anno solo uno aveva raggiunto questa vetta e, da quando ho finito il libro stanotte, non faccio che pensare ai prossimi possibili sviluppi di questa incredibile storia.

Se Dark Rise mi era molto piaciuto, Dark Heir mi ha letteralmente stregata. Più di 500 pagine che mi hanno tenuta incollata al libro senza che riuscissi a staccarmene e soffrendo quando ero obbligata a farlo.
Una serie continua di colpi di scena a partire dal Prologo che ti fa saltare sulla sedia. E questo nonostante alcune cose le avessi già comunque intuite.

Pacat ha scritto una meraviglia, un’avventura ricca di magia, strategie e battaglie che ti tiene con il fiato sospeso a ogni riga, con l’ansia costante e l’incognita di ciò che potrà accadere, condita da una perfetta ambientazione che spazia dall’Inghilterra all’Umbria del 1821.

Una eterna lotta tra Bene e Male, tra Luce e Oscurità. Due estremi che si battono tra loro nell’anima di tutti i personaggi, oscillando tra uno e l’altro, lasciandosi travolgere da uno o dall’altro.

Una perfetta metafora dell’animo umano.

Mi si è spezzato il cuore più volte.
Sono addolorata per Cyprian e Violet.
Sono in piena ossessione per Will e James e non so assolutamente in che modo Will potrà vincere la battaglia e il nemico peggiore che abbia mai dovuto affrontare, né come riusciranno a ricomporre ciò che è andato in frantumi.

Sono certa soltanto di una cosa: attenderò l’uscita del terzo pregando che arrivi il prima possibile.

Consigliatissimo!

Recensione: “Dark Rise” di C.S. Pacat

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Genere: Fantasy/Storico/Queer

5 + ⭐️
Ho appena finito il libro e ho già in mano il secondo.
Questo dovrebbe bastare per far capire quanto mi sia piaciuto.

Iniziamo con il dire che, già dalle prime righe, ho notato l’enorme salto qualitativo rispetto a Captive Prince, serie che ho amato ma che aveva, per me, delle mancanze soprattutto nel primo volume.

Nelle note finali l’autrice racconta di come abbia impiegato dieci anni solo per costruire il wordlbuilding e girato tutta Europa, e questo studio lo si riconosce in ogni dettaglio.

In Dark Rise da subito mi sono trovata immersa nella Londra del 1821, vera e pulsante come se fossi stata li. Allo stesso tempo, mi sono ritrovata catapultata in un mondo ricco di magia, misteri, epoche perdute e rinate.

Una eterna lotta tra il Bene e il Male, dove però tutto ciò che sembra può essere ribaltato da un momento all’altro e in ognuno dei personaggi possono risiedere varie anime e sfumature.

Un romanzo corale, un vero e molto ben strutturato fantasy storico che ti trascina con un ritmo incalzante, tra lotte e sangue che ti portano via personaggi, quando meno te l’aspetti e in modi anche orribili, straziandoti il cuore e facendoti saltare sulla sedia per la sorpresa e l’incredulità.

Nonostante alcune cose le avessi intuite, la storia è riuscita a sorprendermi e, ne sono certa, lo farà ancora nei prossimi libri della serie.

Per me, insomma, i soldi spesi per il cartaceo valgono fino all’ultimo centesimo!

Consigliatissimo!