È una sera come tante, in una palazzina di periferia a Ferrara. Anzi no, non è una sera come tante, perché Vittorio, che di lavoro fa il tassista ed è un uomo affascinante, è appena tornato da un lungo viaggio di lavoro che lo ha portato a Cortina e Misurina. Siamo all’alba degli anni Settanta, i protagonisti del romanzo vivono una realtà complessa e sfaccettata: ciascuno degli attori della storia ha qualcosa da nascondere. Tutti i personaggi, sia i cittadini esemplari, sia gli spacciatori e le prostitute, si agitano nel torbido e nella paura. Quella sera maledetta succederà qualcosa di grave. A investigare sui misteri della palazzina saranno tre spiriti, rimasti sulla terra proprio per capire: due anziani e una bambina, Evelina.
“La bambina fatta di niente” di Chiara Forlani, terzo qualificato al “Premio MilanoInternational 2021″, sezione romanzi inediti, e finalista al Premio Letterario“Streghe, vampiri & Co.”
Iniziamo con il dire una cosa: se non mi avessero detto che questo è un urban fantasy, io non lo avrei letto.
La cover, per quanto alla fine la comprendi e ha un senso, continuo a trovarla davvero inquietante e, soprattutto, fa pensare più a un horror satanico/religioso e con magari violenza domestica più che a un urban fantasy di questo genere. Non avrei nemmeno letto la trama se non avessi conosciuto l’autrice e non avessi chiesto delucidazioni. Ho anche fatto una prova, chiedendo ad altre persone, forti lettori, che tipo di libro pensavano fosse guardando la cover, e la risposta è stata la stessa.
Perché faccio questa premessa? Perché questo è davvero un buon urban fantasy e mi chiedo quante persone, che non frequentano gruppi e autori, abbiano guardato la cover e siano passati avanti fuorviati, senza neanche dare una possibilità a un libro che merita sicuramente di essere letto e apprezzato.
Ovviamente, ho amato Sean sin dal primo momento (anche se avrei preferito che la nota introduttiva sul personaggio fosse messa come nota finale, perché mi ha anticipato una cosa importante di Sean che avrei voluto scoprire e capire da sola leggendo.) Un personaggio con così tante sfumature, dubbi, insicurezze e forze inconsapevoli, che non puoi non amare dalla prima all’ultima riga.
Raphael è anche più complesso, e credo meriti maggiore approfondimento. Sono certa che nei prossimi libri (di sicuro ce ne saranno, anche se è autoconclusivo. Ci sono molte cose ancora da dire) l’autrice avrà modo di parlarci ancora di lui e della incredibile dicotomia che si trova ad affrontare (ho faticato a comprendere, ammetto, in che modo riesca a conciliare le varie parti di sé.)
Bellissimo che sia un romanzo corale nel vero senso del termine. Amo i libri in cui tutti i personaggi trovano il loro spazio e non ci si sofferma solo su uno o due.
Tra l’altro, diciamo anche che, per la seconda volta, l’autrice mi ha fatta innamorare perdutamente di un personaggio secondario, di cui vediamo poco a fine libro, ma quel poco: WOW. Attendo con ansia un libro dedicato a lui.
Insomma, tirando le somme: bel ritmo, bella idea di mondo creato, bei personaggi, tutti, e bella storia d’amore.
E dunque che dire. Di sicuro questo è il libro migliore della saga, anche se a conti fatti è considerato una breve raccolta di extra.
Davvero un gran peccato che il capitolo “il palazzo d’estate” non sia inserito come epilogo della trilogia, perché di fatto lo è. Rappresenta quella mancanza che ho sentito alla fine del terzo libro, quel nodo ancora da scogliere e da affrontare tra Laurent e Damen.
Mi auguro che un giorno autrice e casa editrice originale (non la Triskell, che non ha potere decisionale su questo e ha svolto un ottimo lavoro di traduzione ed editing) decidano di rimettere mano al primo libro e di inserire questo capitolo come epilogo della trilogia. Se un giorno accadrà questo, sarà il giorno che li comprerò anche in cartaceo.
Molto belli anche gli altri capitoli e l’approfondimento degli altri personaggi che ho molto apprezzato, al punto di desiderare un libro a parte per Ancel.
Detto ciò, passata anche alla novella su Erasmus, ammetto che era davvero da molto tempo che dei personaggi non mi prendevano così tanto al punto da sognarmeli.
Forse proprio per questo mi rammarico delle mancanze rilevate nei precedenti.
Per chi ha letto la trilogia, assolutamente consigliato questo volume… anzi, direi proprio necessario.
Come il caffè sospeso questa è una recensione “sospesa” e anche piuttosto lunga.
Nel senso che, essendo il libro quasi solo un’introduzione a tutta la #saga (lo si percepisce in maniera palpabile anche arrivando al termine delle 240 pagine), mi riservo di correggere questa valutazione, in meglio o in peggio, quando avrò letto gli altri della serie.
Premessa doverosa:
Avevo mille pregiudizi riguardo questa saga in quanto NON amo gli abusi romanticizzati, NON amo che si usi l’escamotage di un contesto di schiavismo per crogiolarsi in situazioni “erotiche” non consensuali ed estreme, sono alquanto stufa di leggere ovunque scene con pratiche sadomasochiste e similari, NON mi fa impazzire il trope “enemies to lovers”, NON mi strappo i capelli per i “bad boy”, i sadici, i villain e nemmeno per gli strateghi criminali o violenti.
Premesso tutto ciò, che non è poco, avevo scelto (anche dietro numerosi suggerimenti) di provare comunque a leggere questa saga super osannata per farmi una mia idea.
E, in ordine, sono accadute tre cose davvero inaspettate:
1. Sono rimasta incredibilmente affascinata da Laurent. È come se mi fossi ritrovata di fronte a un serpente incantatore che mi ha stregata. Chiariamoci, non sono innamorata, non ancora almeno, del personaggio, e non giustifico alcuni suoi atti, ma ne sono terribilmente incuriosita. Nonostante già dalla prima apparizione di Laurent abbia intuito un particolare importante (che non è stato svelato, ma sono certa salterà fuori) e a un certo punto abbia anche già immaginato particolari della sua infanzia/prima adolescenza (anche questi non svelati ancora), ciò che mi attrae di lui è la sua mente, la sua arguzia e il come riesce a superare con una fine strategia tutta una serie di ostacoli. Io amo gli intrighi di corte o politici, siano essi in epoca antica o moderna, e Laurent è il vero Re degli intrighi, che riesce a ribaltare a suo favore qualsiasi complotto si ordisca nei suoi confronti. Il come ci riesca è ciò che più mi attrae e appassiona.
2. Tutti gli abusi romanticizzati che temevo di incontrare sono stati evitati grazie all’unico punto di vista narrativo di Damen, il quale ha ben chiaro cosa sia una violenza o un abuso e cosa sia giusto o meno, anche in una società dove è consentito lo schiavismo. Mai nemmeno una volta si percepisce ciò che avviene come qualcosa di romantico. Anzi, personalmente ho avvertito lo stesso disgusto e la stessa rabbia di Damen, il che è di fatto una cosa positiva.
3. Appena terminato di leggere questo libro, in pochissimo tempo tra l’altro, ho iniziato la lettura del successivo. Li avevo acquistati tutti sul sito della casa editrice grazie a una promozione, e al momento non sono pentita d’averlo fatto come invece temevo.
Tutto questo appena detto mi avrebbe fatto dare anche un 5 ⭐, ma ho ancora alcune perplessità che sono le seguenti:
1. L’ambientazione. Ben descritti gli interni e gli abbigliamenti, ma fin quasi alla fine del libro avremmo potuto essere nell’antica Grecia come a Novara, su un altro pianeta o nel palazzo di fianco al mio. Manca davvero tanto un’ambientazione di più ampio respiro. Non dico di esagerare con infodump o descrizioni di 100 pagine alla Tolkien, ma neanche zero però. La saga è catalogata come fantasy solo perché i luoghi non esistono e non sono mai esistiti. Un modo, lo capisco, per non essere legati a tradizioni, eventi e fatti di un mondo antico, ma non basta una piantina a inizio libro e nomi fantasiosi per creare un vero mondo alternativo. Sulla fine del libro si è iniziato a vedere qualcosa di più, ma poco per me.
2. La sensazione, almeno entro il 30% del libro, che si usasse in alcuni momenti l’escamotage della società schiavista per indulgere nel racconto di pratiche erotiche non consensuali c’è stata e mi ha fatto storcere il naso. Non molte, per fortuna, e il pov di Damen, che ne era disgustato, ha mitigato di parecchio il tutto e incanalato, per fortuna, in una giusta direzione. Diciamo che, per me, alcune cose si sarebbero potute tranquillamente evitare e la narrazione non ne avrebbe affatto risentito.
Comunque sia, alla fine la storia risulta appassionante e, pur avendo già immaginato alcune cose, la curiosità di vedere in che modo si evolve mi spinge a proseguire.
Questo al momento è un grande punto a favore e mi spinge a consigliarne la lettura.
Per chi, come me, ha già letto di Maurice Fay la Trilogia del Maremoto la lettura di questo libro è di certo ancor più apprezzata.
Nonostante sia uno standalone e possa essere letto pur senza conoscere gli altri tre libri, fa parte dello stesso “universo”, un mondo incredibile creato dall’autore che, attraverso il fantasy, riesce a parlarti di tante cose: percorsi di crescita individuali, machismo, imparare a giudicare la sostanza delle persone e non solo l’apparenza, la condizione delle donne, famiglie violente, società discriminante e individualista.
Maurice ha questa capacità di portarti in una favola piena di creature affascinanti come sireneidi, medutrope e uomini squalo e parlarti di argomenti importanti di ogni genere.
In questo libro specifico c’è anche un po’ un richiamo a “la bella e la Bestia” e non a caso La Bestia l’ho amato quasi da subito, pur intuendo chi fosse solo dopo un po’, anche se in realtà non ha alcuna importanza conoscere il dettaglio del suo passato, perché conta ciò che siamo oggi, la somma delle nostre esperienze, belle o brutte che siano state.
Questa è una favola che racconta anche di prigioni, quelle mentali e quelle fisiche, di eroi non comuni, di figure femminili straordinarie, di lati oscuri che tutti abbiamo e della capacità di guardarci dentro e accettarci per ciò che siamo.
Mary è oramai per me una di quelle autrici sulla quale vado a colpo sicuro. Non ho più nemmeno bisogno di leggere le trame per acquistare un suo libro. Decido di leggerle solo quando sto scegliendo il tipo di lettura che mi va in un determinato momento.
Era dunque arrivata l’ora di approfondire la conoscenza di Victor e Simon, che avevo incontrato e apprezzato già nel racconto dal quale è nata poi l’opera.
Che dire? Ho adorato entrambi. Del resto per me è impossibile non amare un nerd impacciato, ma dal potenziale incredibile (uno dei miei kink preferiti), e un vampiro fascinoso e ironico.
Il libro ha dei momenti divertenti e comici che mi hanno fatta sorridere e ridere non poche volte (cosa per nulla semplice da ottenere), un prologo che ti stende e ti lascia con il fiato sospeso, un colpo di scena assolutamente inaspettato e un finale che potrebbe anche, chissà, portare a un secondo libro, volendo.
Letto in pochi giorni e con estremo piacere è un’opera che scorre e ti lascia con un sorriso sulle labbra.
Io sapevo, ero certa, che questa serie mi sarebbe piaciuta, e le aspettative sono state assolutamente rispettate. L’unico difetto? Essere entrata nel tunnel dopo cinque secondi e aver già messo in lista i successivi dieci libri!
Whyborne l’ho adorato dal primo istante. Datemi un nerd che preferisce rifugiarsi tra libri e codici, impacciato come pochi, inseritelo in un contesto storico, aggiungeteci un bel po’ di mistero, magia, creature strane e orripilanti, e mi conquisterete in un nanosecondo. Se a questo, poi, ci aggiungete anche un Griffin, fascinoso, allegro, disarmante per certi versi, dal cuore più fragile di quello che sembra, il cocktail è perfetto!
Ho divorato il libro in pochi giorni. Il ritmo è incalzante, la parte mistery è talmente ben costruita che non ho intuito nulla, come invece spesso mi capita. I colpi di scena finali sono stati a dir poco perfetti. Le scene d’amore assolutamente sensuali e ben calibrate.
Avrei voluto qualche approfondimento in più nella parte finale, ma essendo il primo di undici libri, va benissimo così.
Super consigliato! (attenzione… se iniziate non potrete più fermarvi!)
Titolo: Un posto per Ricominciare Autorə: A Chorus Rainbow – AA.VV. Grafica: Antonella Grieco Editore: Amazon Self Publishing Genere: Antologia LGBTQIA+ ISBN 13 CARTACEO: 9798833639016 Lunghezza: 307 pagine – 78.957 parole Prezzo Ebook: € 3,99 Prezzo cartaceo: € 12,00
Trama:
Diciotto racconti Rainbow, diciotto mondi e viaggi tra il reale o il fantastico, tra il presente o il passato e un libro, ogni volta diverso, per illuminare il percorso fino alle porte di una casa famiglia di accoglienza per persone LGBTQIA+.
Diciotto penne arcobaleno, editor, correttorə di bozze e una grafica hanno creato, senza alcun compenso personale, quest’antologia di racconti e, in accordo con Gay Center/Gay Help Line – gaycenter.it, i proventi saranno interamente devoluti a favore della casa famiglia “Refuge Lgbt” di Roma.
Titoli racconti e autorə:
1. “Messaggi dal passato” di Eliana Matania Ruggiero 2. “Le stelle conoscono la strada” di Ilari C. 3. “Sogno di un amore immortale” di Francesca Daniele 4. “Palcoscenico” di Annarita Fortini 5. “La paura del buio” di Sara Canepa 6. “La strega e la ninfa” di Flamariel 7. “The show must go on” di Emma J Croft 8. “Un altro finale” di Mary Durante 9. “Anima Mundi” di Melanto Mori 10. “Nanà Satin” di Veronica Reburn 11. “La strada dell’arcobaleno” di Alice V. Longbow 12. “Tauromachia: un racconto dell’Eterna Notte” di Lisa A. Ocean 13. “Come tessere di un puzzle” di Nuel 14. “Per un’ultima volta” di Neko H. 15. “La visita” di Federica Soprani 16. “Du gefällst mir sehr” di Anna Reale 17. “Torte, fiori e nuovi amori” di A. L. Red 18. “Un posto per ricominciare” di F.N. Fiorescato
Biografia:
A Chorus Rainbow. Un gruppo di autorə arcobaleno si sono unitə per aiutare, con le loro storie, chi si trova in difficoltà solo a causa della propria identità di genere e/o sessualità. I guadagni totali dei libri pubblicati vengono donati ad associazioni LGBTQIA+
XVII secolo. Una nave pirata infesta il Mar delle Antille: l’Eclissi Blu, dal colore delle sue vele e degli occhi del suo capitano.
David, il Comandante Senz’anima, gode del favore della dea Calipso. Ella gli ha concesso la fortuna in mare, la fama e la possibilità di vendicarsi dell’uomo che nove anni prima tradì il suo capitano e amante.
Ma c’è sempre un prezzo da pagare, quando si ha a che fare con gli dei. E David ha accettato di pagarlo.
Una notte, un gruppo di corsari attacca l’Eclissi, guidato dal giovane Morgan, nientemeno che il figlio di Abraxas il Boia, l’uomo che David ha giurato di uccidere. Così il capitano lo fa prigioniero, deciso a usarlo in tutti i modi, anche i più terribili e abietti, per vendicarsi di suo padre.
Ma presto dovrà fare i conti con gli occhi verde tempesta del ragazzo. E intanto il tempo avanza inesorabile, verso il saldo del debito con Calipso…
Ho letto questo libro dopo aver visto tutta la serie animata Trollunters ideata dallo stesso Guillermo del Toro.
La serie e tutti i suoi spin-off mi sono piaciuti molto, e il libro non è stato da meno.
Le differenze sono molte: la serie è pensata anche per un pubblico molto giovane, quindi manca di quella parte “truculenta” che si ritrova nel libro. Niente di veramente orrido, ma parliamo nel testo di troll con tutti i loro animaleschi istinti.
La lettura è stata scorrevole, divertente, avventurosa e alla fine mi sono commossa come una bambina.
In entrambe le versioni, Arghhh resta il mio personaggio preferito e le lacrime che mi ha fatto versare non si contano.
Una lettura per tutte le età e gusti, che mi sento di consigliare senza alcun dubbio!