Recensione: “Wabi Sabi – la bellezza delle cose imperfette” di Valentina Pangallo

Partiamo da un’importante premessa: io non rileggo mai un libro per intero. Mi può capitare di rileggere alcune parti, ma è rarissimo che io rilegga un libro. Ecco, per questa meravigliosa opera ho fatto un’eccezione e ne sono incredibilmente contenta.

Mi capitò di leggere Wabi Sabi nella sua prima stesura più di un anno fa. Amai da subito il protagonista Ryuu, un uomo che per sopravvivere a se stesso e alle sue crepe interiori si è costruito una maschera di indifferenza, lasciando che la bruttura in cui si ritrova a vivere gli scivoli addosso, pur ferendolo ogni volta.

Quando venni a sapere che la Triskell lo avrebbe pubblicato, iniziati a contare i giorni in attesa di ritrovarmelo tra le mani e non ho saputo resistere al richiamo di quest’opera. Così mi sono rituffata nel fascino dell’antico Giappone, tra l’anima spezzata di Ryuu e quella rotta del ronin che riesce a vedere in lui cose che nessuno ha mai scorto. Di nuovo immersa nella capacità di quest’autrice di portare in scena un perfetto dramma orientale, che ti strappa via anima e cuore ma che alla fine te li restituisce e ricompone, lasciandoti comunque in un perfetto mix di lacrime di dolore e gioia.

Non c’è un particolare che non sia stato curato nel dettaglio, dall’ambientazione, agli abiti alle abitudini e anche allo stile narrativo, senza risultare comunque mai pesante. Un romance storico orientale di quelli che non possono mancare nella mia biblioteca e che finisce vicino a “Memoria di una geisha” senza sfigurare affatto.

Super consigliato!

Recensione: “L’Agenzia: Milano (Soglie Instabili Vol. 1)” di Daniela Barisone e Juls SK Vernet

Una incredibile sorpresa. Questo libro è riuscito davvero a meravigliarmi per il perfetto equilibrio fra le sue varie anime e per la costruzione di un credibilissimo paranormal thriller ambientato in Italia e, più precisamente, a Milano, di cui ho gustato e respirato ogni descrizione e sfumatura.

Come sempre, le due autrici hanno una vena ironica particolare e in quest’opera è particolarmente riuscita. Le citazioni e le ispirazioni sono varie e se alcune vengono colte subito (chi non conosce l’Edgar-abito?), per altre bisogna avere una specifica cultura e passione per tutto ciò che è stato scritto, trasformato in film o serie TV sull’argomento del multiverso, di mondi paralleli e di porte che affacciano su di essi.

Ammetto che l’ho iniziato a leggere non immaginando proprio in cosa mi sarei trovata immersa (volevo leggerlo da molto tempo e non rammentavo più nemmeno la trama), il che però non ha fatto che rendermi ancor più gradevole la sorpresa.

Divertente, appassionante, ottima suspense con il giusto mix di amore e passione tra i due protagonisti e le avventure in cui si trovano coinvolti. Ho bevuto questo libro in quasi totale apnea, e sono arrivata al termine più che soddisfatta.

Di sicuro questa serie, per i miei gusti, inizia con il botto ed è tra le mie preferite. Prontissima, quindi, per passare al prossimo.

Più che consigliato!

Recensione: “La piccola collezione di verità omesse” di Rosalie Hawks

Questo è il secondo libro che leggo di quest’autrice. In realtà lo avevo iniziato prima dell’altro, ma sono andata a rilento attendendo il momento giusto per terminarlo. Non perché non mi piacesse (scrive divinamente e su questo non c’è alcun dubbio) ma solo, probabilmente, per la vita da liceale del protagonista da me molto lontana oramai.

Ciò nonostante, ho proseguito al momento giusto fino a terminarlo e sono contenta d’averlo fatto. Il libro merita, è quasi più un romanzo di formazione che un romance (qualità dell’autrice che apprezzo molto).

Anche in queste righe si segue un percorso di crescita, e non solo quello di Hiroya, ma anche di tutti i suoi amici e amiche, nuovi e vecchi, e, ovviamente, di Leo che, nonostante abbia dodici anni in più, porta dentro sé ferite ancora da rimarginare.

Questo romanzo va gustato con calma, con tranquillità. Un lungo viaggio attraverso momenti di gioia, scoperte, dolori, risate e lacrime.

Non posso che consigliarlo, come il precedente, perché di certo è una lettura che merita cinque stelle piene.

Recensione: “Sogno di una notte” di Nykyo

E va bene, qui si gioca sporco, mia cara autrice. Già nel precedente libro (trovate la mia recensione a questo link), di cui attendo con ansia il sequel/spin-off, mi hai rapita trascinandomi in un mondo piratesco facendo leva sul fascino dei pirati, che mi porto dietro dall’adolescenza. Con questo hai fatto proprio tombola: Shakespeare, un folletto glitterato, il pattinaggio, la danza e cos’altro serve per conquistarmi?

Sono rimasta incantata dalla scrittura coinvolgente, dalla sensualità e passionalità di alcuni capitoli (e se lo dico io che in genere non mi soffermo mai su questi aspetti, vuol dire che hai fatto proprio centro), dalla schiettezza a tratti rozza di Il’ya al fascino indiscutibile di Puck, che sembra davvero uscito da un qualche bosco fantastico e che ti prende per mano per portarti nel suo magico mondo.

Divertente, ironico, romantico senza mai essere stucchevole e nemmeno irreale, questo libro mi ha deliziata dalla prima all’ultima riga e conferma quanto quest’autrice sia di fatto entrata nella mia personale lista di scrittori da comprare e leggere a scatola chiusa, perché non si corre mai il rischio di rimanerne delusi.

Più che consigliato.

Recensione: “Febbre” di Jonathan Bazzi

Ammetto che se non mi avessero spinto a leggere questo libro, probabilmente non lo avrei scelto come lettura. Ho letto negli anni passati così tanta narrativa LGBTQ+ basata su storie vere o comunque incentrata quasi esclusivamente su problemi e discriminazioni, con finali che raccontano la realtà, ma che spesso sembra non vogliano mai lasciare un’ombra di speranza e anche di “normalità”, che proprio non avrei mai pensato di buttarmi in un libro autobiografico in cui l’autore racconta il suo rapporto con la scoperta dell’essere sieropositivo.

Tuttavia, sono proprio contenta invece di averlo letto perché quest’opera, per nulla pesante, mi ha sorpresa davvero e per più motivi.

Innanzitutto ho apprezzato lo stile molto originale di scrittura: una prima (che in genere non amo) ma che sembra quasi un unico flusso di coscienza, con un ritmo serratissimo e anche vivace.

Jonathan, a capitoli alternati, ci racconta il suo presente e come affronta, in modo per nulla tragico, la scoperta dell’essere sieropositivo, ma anche il suo passato in una Rozzano piena di disagio sociale. E nonostante ci parli di un’infanzia dura, lo fa con una tale leggerezza, a tratti ironica, che il tutto scorre senza alcuna fatica.

Senza veli, senza paura di mostrarsi in ogni sua fragilità e debolezza e in quello che significa crescere non solo in luoghi dove l’essere gay non è nemmeno contemplato, ma anche in un tipo di vita, da adolescente e giovane adulto, “trascinato” da impulsi del tutto naturali in un mondo dove il sesso anaffettivo sembra essere l’unico motore.

Eppure, Jonathan ci mostra invece la sua incredibile sensibilità, come se fosse una principessa romantica prigioniera da una parte dell’omofobia del quartiere-città in cui cresce e dall’altra di un ambiente fatto solo di incontri occasionali, di chat e app. Una dolce fata che non riesce a spiccare il volo anche a causa del suo stesso corpo e desideri.

Questo non è un romance, eppure è una bellissima storia d’amore: quella di Jonathan che impara ad amare se stesso, e di chi con molta più serenità di lui rimane sempre al suo fianco.

Consigliatissimo.

Recensione: “Nella casa della Bestia” di Rosalie Hawks

Non basterebbero pagine e pagine per descrivere l’incredibile meraviglia e le emozioni che questo libro hanno suscitato in me. Non sono una persona che abitualmente evidenzia sul Kindle i passaggi di un libro, tuttavia con questo ne ho evidenziati ben quaranta su ventiquattro capitoli, prologo ed epilogo. Basterebbe ciò a far comprendere quanto io lo abbia amato.

Questo non è un normale fantasy, né una semplice rivisitazione in chiave MM de “La Bella e la Bestia”, anche se così potrebbe apparire, e va ben oltre un qualsiasi altro romanzo letto da molti anni a questa parte. Quest’opera è una perfetta metafora della vita, di un percorso di crescita e rappresenta tutto ciò che, nei miei quasi cinquantaquattro anni su questa terra, ho imparato sul senso stesso del vivere.

Quando, più di trent’anni fa, lessi “La Storia Infinita”, per la prima volta vidi un’immagine di Eliana. Immergendomi in quella meravigliosa avventura, mi accorsi di essere Bastian quando allo specchio vide Atreiu, il suo alterego non più insicuro ma coraggioso, il suo vero IO. Come lui, decisi da allora di fare in modo con ogni passo di costruire quell’Eliana che io stessa avevo vista riflessa nel mio specchio.

A distanza di tanti anni ho ritrovato il mio personale percorso tra le pagine di questo meraviglioso libro.

Perché io sono Alex, io sono entrata nella tana della Bestia di mia spontanea volontà, io l’ho affrontata, io ho lasciato che mi dilaniasse e amasse, io l’ho amata, lasciata e ritrovata.

Questo libro andrebbe letto da TUTTI e regalato a tutte quelle persone che smarriscono la propria strada, e ce ne sono tante, che sentono di essere soli, non compresi, che non si conoscono e non ancora si amano.

E come la stessa autrice cita all’inizio del libro:

“Al mondo esiste solo una persona a cui appartieni e a cui dovrai sempre tutto, e quella persona sei tu. Quella che abbiamo vissuto non è la storia di come ci siamo innamorati, ma la storia di come ti sei finalmente innamorato di te stesso”.

Super consigliato!

Recensione: “Cuore di terra rossa” di N. R. Walker

Leggere ci dona la possibilità di viaggiare in ogni parte del mondo, in luoghi che abbiamo visitato, in altri in cui non siamo mai stati. Io ad esempio non ho mai visto l’Australia, ma grazie a questo libro ho potuto assaporare la vita in un ranch moderno, tra cowboy di ogni genere che trascorrono le giornate su una sconfinata terra rossa.

Ai più potrebbe apparire una vita dura, arida, rude per certi versi, lontana dalla quotidianità di una qualsiasi moderna metropoli. Eppure, anche in quei luoghi all’apparenza ostili possono nascere e crescere sentimenti dolci e forti.

La storia di Charlie e Travis è fresca, originale e rara, come un’oasi di acqua chiara su una distesa di terra sterile. Lo stile è lineare e crea una lettura piacevole che scorre senza intoppi fino alla fine. I personaggi sono tutti ben caratterizzati, dai due protagonisti ai comprimari, anche quelli che vediamo solo per qualche riga.

La vita in un ranch australiano è descritta con dovizia di dettagli, ma non annoia mai, permettendo a chi legge di immergersi del tutto in quella realtà che, diciamocelo, ha un fascino ineguagliabile.

Pur essendo autoconclusivo, questo è solo il primo di una serie e, certamente, non potranno mancare nella mia libreria anche i successivi.

Consigliato.

Recensione: “Amore e riscatto – I lupi del Nord vol. 1” di Leah Weston

Piacevole. Questa è la prima parola che mi viene in mente ripensando alla lettura di questo libro. Non conoscevo l’autrice, ma il primo impatto l’ho davvero apprezzato, soprattutto per la coraggiosa scelta iniziale di scrivere alcuni capitoli con uno stile diverso dai successivi.

Il libro è narrato tutto in terza persona a POV alternati, ma all’inizio ci ritroviamo nella mente di Kai, uno dei due protagonisti, in forma di lupo e quei capitoli sono narrati in prima.

Dico che è una scelta stilistica coraggiosa poiché, in questo genere di romanzi, ci sono delle abitudini (prima persona, oppure terza persona a POV alternati per tutto il libro) e qualsiasi altra scelta stilistica dai lettori a volte non sempre viene accettata o compresa, anche se moltissimi autori di altri generi letterari e pubblicati da grandi case editrici lo fanno regolarmente.

Anche solo per il coraggio di questa scelta, tra l’altro perfettamente lineare e che non crea alcun scompenso nella lettura, andrebbe premiata l’autrice.

Bella l’ambientazione, e molto interessanti i racconti fatti dal padre di uno dei due protagonisti che narrano delle antiche leggende nordiche, della mitologia norrena fino ad arrivare a Loki.

Akseli e Kai si lasciano voler bene quasi da subito, e il finale del libro, comunque autoconclusivo, lascia presagire chi saranno i protagonisti del successivo, la cui breve apparizione hanno comunque attirato il mio interesse.

Insomma, se amate i mutaforma e una storia delicata e romantica, questo è un libro che sicuramente fa per voi.

Recensione: “Il demone del tè” di Cornelia Grey

Inizi a leggere credendo di ritrovarti in una bettola in un’epoca antica tra marinai, pirati e loschi individui ai quali basta un nonnulla per iniziare una rissa, e ti ritrovi dopo un po’ a viaggiare tra le nuvole, su una nave pirata che mi ha ricordato i tempi di Capitan Harlock, in compagnia di un ladro strampalato e un capitano forse non umano, ma decisamente il demone più particolare di cui io abbia mai letto.

Questo breve racconto scorre che è un piacere, uno Steampunk delizioso, leggero, gradevole e ben scritto.

Conoscevo già quest’autrice per aver letto “Il Ronin e la volpe” che ho adorato – recensione a questo link – e non mi ha deluso neanche stavolta, pur essendo la lettura di un genere diverso.

Lettura che consiglio senza alcun dubbio anche e soprattutto in momenti come gli attuali in cui la mente ha bisogno di svagarsi e distrarsi dalla quotidianità.

Segnalazione: “Be my Serotonine” di Carenza

Titolo: Be my Serotonin

Autore: Carenza

Genere: Young Adult F/F

Data di uscita: 03/11/2020

Editore: Over the Rainbow – PubMe

Pagine: 302

Prezzo: eBook 2,99€ – cartaceo 14,15€

Trama

Linda frequenta l’Istituto Fermi ed è pronta ad affrontare la maturità con il suo spiccato animo sovversivo, quando entra nella sua vita Ale, la nuova docente di chimica. Un colpo di fulmine in piena regola, un amore che gli amici reputano platonico e adolescenziale, oltre che irrealizzabile per via dei quasi trent’anni che le dividono. Linda però si è accorta delle attenzioni che Ale le dedica e non ha affatto voglia di rinunciare a lei.

In uno sfondo femminista e queer, tra docenti fuori dagli schemi, studenti ribelli, proteste e dipendenze, si innesca la rivoluzione personale di due anime tanto diverse quanto affini, due anime in lotta contro la convenzionalità. Due molecole di serotonina.

Biografia autore

Carenza nasce a Torino nel 1998. Coltiva un forte interesse per la narrazione e per la scienza sin da bambina. Studia per diventare ostetrica ed è attivista LGBT+. Su Instagram e su Facebook gestisce “Polycarenze”, profilo in cui parla di poliamore, di transfemminismo e di Non Monogamie Etiche. Be my Serotonin è il suo romanzo d’esordio.