Recensione: “Spade Incrociate (La Ghirlanda di Narcisi vol. 1)” di Le Peruggine e Leri

Di queste autrici avevo letto, fino a ora, soltanto una serie di fumetti che avevo molto apprezzato, e anche questo primo libro non mi ha delusa.

Iniziamo dalle cose che ho amato più di tutto.

1. Accuratezza storica. Si intuisce l’incredibile lavoro di ricerca svolto. L’ambientazione storica non è soltanto uno sfondo vago, è protagonista vera. Nulla è lasciato al caso e i personaggi sono perfettamente calati in un contesto storico italiano molto particolare. La guerra tra comuni di quel periodo è narrata in maniera molto approfondita e ti permette di immergerti del tutto in quel tempo.

2. La realtà dei personaggi rispetto al periodo narrato. La loro storia d’amore intensa, ma che deve trovare compromessi con i doveri di un uomo di quel periodo e con quelli di soldati di due fazioni opposte.

3. Tutti i personaggi e non soltanto i due protagonisti sono approfonditi e reali.

Questi sono i punti assolutamente a favore e che avrebbero meritato anche un 5 pieno.

La parte stilistica e di editing mi ha fatto calare un pochino il voto.

Non tanto per la narrazione volutamente “arcaica”, che può essere una scelta più che valida per uno storico, anche se non la amo in particolar modo, quanto per un uso, a mio parere, eccessivo dei punti esclamativi (si nota soprattutto nella prima parte del libro), alcuni refusi, anche se poca roba, e del pov che in alcuni momenti non era chiaro se fosse una terza onnisciente (con uso di termini e sinonimi tipo: il senese, il perugino, il cavaliere ecc invece che i nomi) o una terza a focalizzazione interna alternata, quindi immersa nei pensieri effettivi dei personaggi. Forse consistevano entrambi gli stili, questo non mi è stato molto chiaro.

Personalmente, gusto mio personale comunque, avrei anche un attimo sfoltito un pochino di infodump in alcuni punti.

Nonostante questo, il libro mi è molto piaciuto e, ovviamente, visto il finale da cliffhanger elevato all’ennesima potenza, proseguo subito con il secondo!

Consigliato.

Segnalazione: “Un Posto per Ricominciare: Antologia di racconti Rainbow” di A Chorus Rainbow – AA.VV.

Titolo: Un posto per Ricominciare
Autorə: A Chorus Rainbow – AA.VV.
Grafica: Antonella Grieco
Editore: Amazon Self Publishing
Genere: Antologia LGBTQIA+
ISBN 13 CARTACEO: 9798833639016
Lunghezza: 307 pagine – 78.957 parole
Prezzo Ebook: € 3,99
Prezzo cartaceo: € 12,00


Trama:

Diciotto racconti Rainbow, diciotto mondi e viaggi tra il reale o il fantastico, tra il presente o il passato e un libro, ogni volta diverso, per illuminare il percorso fino alle porte di una casa famiglia di accoglienza per persone LGBTQIA+.

Diciotto penne arcobaleno, editor, correttorə di bozze e una grafica hanno creato, senza alcun compenso personale, quest’antologia di racconti e, in accordo con Gay Center/Gay Help Line – gaycenter.it, i proventi saranno interamente devoluti a favore della casa famiglia “Refuge Lgbt” di Roma.

Titoli racconti e autorə:

1. “Messaggi dal passato” di Eliana Matania Ruggiero
2. “Le stelle conoscono la strada” di Ilari C.
3. “Sogno di un amore immortale” di Francesca Daniele
4. “Palcoscenico” di Annarita Fortini
5. “La paura del buio” di Sara Canepa
6. “La strega e la ninfa” di Flamariel
7. “The show must go on” di Emma J Croft
8. “Un altro finale” di Mary Durante
9. “Anima Mundi” di Melanto Mori
10. “Nanà Satin” di Veronica Reburn
11. “La strada dell’arcobaleno” di Alice V. Longbow
12. “Tauromachia: un racconto dell’Eterna Notte” di Lisa A. Ocean
13. “Come tessere di un puzzle” di Nuel
14. “Per un’ultima volta” di Neko H.
15. “La visita” di Federica Soprani
16. “Du gefällst mir sehr” di Anna Reale
17. “Torte, fiori e nuovi amori” di A. L. Red
18. “Un posto per ricominciare” di F.N. Fiorescato

Biografia:

A Chorus Rainbow. Un gruppo di autorə arcobaleno si sono unitə per aiutare, con le loro storie, chi si trova in difficoltà solo a causa della propria identità di genere e/o sessualità. I guadagni totali dei libri pubblicati vengono donati ad associazioni LGBTQIA+ 

Recensione: “Armi e Bagagli (Cut & Run Volume 1)” di Abigail Roux

4.5 per la parte thriller
3- per la parte romance/personaggi
3.5 valutazione finale

Dunque, unpopolar opinion: non è facile recensire questo libro, e la mia personale valutazione si è alzata solo grazie al penultimo capitolo.

Andiamo per ordine.

Di sicuro la parte thriller è quella che più mi è piaciuta e che mi ha spinta ad andare avanti. Frizzante nelle scene di azione, intrigante la struttura investigativa e tutto ciò che riguarda il serial killer e lo schema delle sue uccisioni.

Nonostante avessi intuito chi fosse il killer (a un certo punto mi sono anche chiesta come fosse possibile che non lo avessero sospettato anche loro) ammetto che il penultimo capitolo mi ha per un attimo “destabilizzata”, facendomi dubitare delle mie intuizioni (cosa assolutamente positiva in un thriller) e ha un ritmo davvero ottimo.
Molto ben costruito, insomma.

Questo penultimo capitolo ha fatto alzare di un punto il tutto, facendomi “dimenticare” anche alcune semplificazioni su delle situazioni “mediche” che avevano alcune “falle”.
Consideriamo però anche che il romanzo non è recentissimo e alcune pratiche sono mutate nel tempo, quindi 4.5 per la parte thriller ci sta tutta.

La parte romance e della linearità dei protagonisti è quella che mi è piaciuta di meno.

Non è solo questione di gusto, ho trovato confusionario il loro modo di rapportarsi (e non parlo dei pov multipli nelle stesse scene come tecnica narrativa. Sono abituata a questo tipo di narrazione e non mi crea problemi).

Il discorso principale è che ho trovato il loro modo di comportarsi e rapportarsi a volte poco “chiaro”. Mi ha dato l’impressione che si volesse a forza creare problemi.

Io amo i personaggi che crescono anche lentamente, che sono preda di confusioni, ma in questo caso mi sono sembrati “schizzofrenici”. Un continuo cambiar umore e idea ogni cinque secondi, dialoghi in alcuni punti lunghissimi e, narrativamente, superflui, senza un palese e chiaro motivo, agli occhi almeno di chi legge. Una scena di “scontro” tra i due davvero esageratamente lunga, al punto d’avermi annoiata.

Alla fine mi ci sono comunque un poco affezionata, eh. Tuttavia, non mi ha entusiasmata come è accaduto invece alla maggior parte delle persone che ha letto questa serie.

Anche qui, consideriamo che è il primo e che è stato scritto un bel po’ di anni fa, quindi, avendo sul mio kindle già il secondo, leggerò anche il successivo sperando in un’evoluzione positiva.

Recensione: “Heartstopper volume 2” di Alice Oseman

Anche il secondo volume mi ha deliziata per la sua freschezza e per come viene approfondito il percorso di crescita e consapevolezza di sé di tutti i personaggi, pur essendo una graphic novel e non un romanzo di 1000 pagine.

La tenerezza di questi adolescenti con le loro insicurezze, la capacità di reagire al bullismo, ognuno a modo suo, senza vergognarsi allo stesso tempo di essere anche fragili e romantici.

Uno schiaffo in faccia alla mascolinità tossica che sin troppo spesso ho visto rappresentata in molti libri facendola passare come “normale”.

Nick e Charlie mi sono entrati nel cuore ed è impossibile per chiunque non amarli 🥰🥰

Ancora grazie a Oscar Vault Mondadori per avermi dato modo di leggere il volume in pdf ricevuto in regalo a dicembre 2021 con il calendario dell’Avvento. Ovviamente, finirà in cartaceo sulla mia libreria senza alcun dubbio.

Assolutamente consigliato

Recensione: “Heartstopper volume 1” di Alice Oseman

Assolutamente delizioso questo primo volume, ricevuto in regalo da Oscar Vault Mondadori a dicembre 2021, in formato pdf, con il calendario dell’Avvento e che, come i successivi ne sono certa, finirà in cartaceo sulla libreria della mia nuova casa.

La storia è carinissima e coinvolgente, dolce e divertente. I disegni hanno quella freschezza giovanile che rende ancor più vera la grafic novel. Un viaggio nell’adolescenza che mi ha fatto sorridere per il breve tempo che mi ci è voluto per leggerla.

Di sicuro ora passo agli altri volumi, in modo da poter vedere la serie appena arrivata su Netflix.

Decisamente consigliato.

Recensione: “La scogliera delle Fate” di J.V. Sinclair

Questo è il primo romanzo che leggo di J.V. Sinclair, e nel complesso è una bella storia.

Un romanzo di formazione, soprattutto, che non segue quindi i classici canoni degli MM, il che lo rende più originale.
Un libro corale, dove si seguono e si intrecciano di continuo le storie e i punti di vista di molti personaggi.

L’ambiente dell’aristocrazia inglese e irlandese, pur se la storia si svolge a fine degli anni Novanta, ha il sapore di uno storico in costume e ti fa vivere questa particolare realtà sociale quasi avulsa da quella quotidiana che noi tutti conosciamo.

Ho apprezzato molto il lento e non affrettato percorso di crescita di Jim: da ragazzo fragile e insicuro a giovane uomo capace di prendere in mano la sua vita. Anche la scoperta di chi è, cosa vuole, cosa desidera è un percorso lungo, come è giusto che sia.

Quello di Jim è un percorso di consapevolezza e guarigione, fino a comprendere che “la guarigione non consiste nel non avere momenti di crisi, ma nel saperli gestire”.

Tutti i personaggi sono ben caratterizzati: da Brian al padre di Jim, da Stephanie a John o Howard. Alcuni li ho amati moltissimo, altri si sono proprio fatti odiare visceralmente.

Insomma, nulla è lasciato indietro e si nota anche quanto studio l’autore deve aver fatto.

Unica pecca, dipende da me in realtà. Ho la pessima abitudine di prendere subito i libri che voglio, per poi leggerli davvero magari dopo un anno.
Sapevo che c’era stato un aggiornamento del libro, ma Amazon oramai non invia più le copie aggiornate a chi l’ha già presa. Devo aver quindi letto una versione meno editata rispetto all’attuale. Magari è la volta buona che mi decido a leggere subito i libri o aspettare di prenderli solo nel momento in cui voglio leggerli.

Per questo motivo il mio voto è per la storia un 4.5 e non prendo in considerazione altro.

Recensione: “Finché non sei arrivato tu” di TJ Klune

Oh, io ci ho provato per un secondo a dire “dai, stavolta gli do un 4 a Klune”… e niente… è letteralmente impossibile per me dare meno di 5 a un suo libro.

Potrebbe scrivere la lista della spesa, e sarebbero sempre 5 stelle!

Che dire?

Paul mi ha fatto ridere come una matta dall’inizio alla fine.

Vince mi ha commossa in più punti.

Sandy/Helena… niente… è Sandy/Helena, non ho bisogno di aggiungere altro.

Darren, Corey/Kori, Charlie, i genitori e la nonna di Paul, Rotelle… li amo tutti!

I momenti esilaranti e assurdi in questo libro sono stati una vera boccata di aria pura e fresca.

Ma quello che, anche questa volta, ho notato e apprezzato è questo magnifico concetto di “famiglia” allargata.
Lo ritrovo in ogni suo libro, che siano romance, fantasy o sci-fi, che ci siano tre personaggi o trenta, si crea sempre questo legame, di sangue e non, che rappresenta una rete di salvezza da ogni cosa brutta, o un posto sicuro dove poter condividere se stessi ed essere capiti.

Come si fa a non amarlo?

Ps: Nonna Nana sempre THE BEST!

Recensione: “Ritorni” di Chris Scully

3 per la parte thriller
3.5 per la parte romance

Allora. Inizio puntualizzando il fatto che la mia recensione è assolutamente personale e quindi, se volete leggerlo, non fatevi influenzare troppo da ciò che dico.

Innanzitutto partiamo con le cose che mi sono piaciute: ben scritto, nonostante qualche refuso nella punteggiatura, i personaggi sono credibili, belle le ambientazioni e anche i secondari sono ben caratterizzati.
Ho amato i momenti dei ricordi dell’infanzia dei due protagonisti che in qualche modo, non so perché, mi hanno ricordato le atmosfere di Stand By Me di King.

Anche l’incontro tra loro adulti è lineare, un bel riavvicinamento credibile e ben costruito. Niente che, da un punto meramente tecnico-narrativo fosse di troppo o mancasse.
Eppure, non mi ha emozionata. Il che, comunque, può dipendere solo da un mio gusto personale.

Veniamo alla parte thriller. Io amo i thriller, i libri dove ci siano misteri da svelare e questa aveva tutte le potenzialità per essere il tipo di storia che poteva piacermi molto. La parte “investigativa” non era secondaria e anche questo per una come me era un punto a favore.

Il problema è che al secondo capitolo avevo già capito tutto.

Questo, però, potrebbe dipendere esclusivamente dal fatto che ne ho letti moltissssssimi di gialli e thriller (e li scrivo anche) e quindi ho una mente affinata a capire certe dinamiche narrative.
Però quando un thriller/giallo è ben costruito in genere arrivo verso metà/fine libro con un’intuizione contornata di dubbi.

Qui non avevo dubbi, e che Alex non lo abbia capito da solo sulla parte finale l’ho trovato poco credibile, essendo comunque un giornalista (anche se non investigativo).
Certi dettagli parlavano chiaro già dall’inizio, ma alla fine erano proprio chiarissimi.

Detto ciò, anche qui potrebbe essere un mio problema. Troppo abituata a leggerli e a costruirli, non è affatto semplice sorprendermi.

Quindi, come detto prima, e questo vale per ogni lettura, fatevi sempre una vostra personale opinione. Magari a voi piacerà tantissimo.

Alla prossima recensione.

Recensione: “Vite in bilico” di Charlie Cochet

E niente, sapevo che un libro su Austen lo avrei adorato e così è stato. Quello che non mi aspettavo è quanto avrei amato Zach e tutta la sua incredibile famiglia.

Primo della serie spin-off dei THIRDS, anche questo volume si prende 5 stelle meritate. Azione, profondità dei personaggi, risate e momenti di commozione, passione. C’è tutto… e pur non essendoci fisicamente e presente Dex, vi assicuro che vi farà ridere comunque.

Un appunto finale? Questa serie e questi personaggi danno assoluta e certa dipendenza!

Consigliato!

Recensione: “Unchained (Tortuga Vol. 2)” di Nykyo

Io sono proprio una di quelle persone che, appena terminato di leggere Barebones, il primo della serie Tortuga, ha subito chiesto all’autrice un romanzo su Rupert.

Non so per quale motivo già da quelle poche righe, alla fine del primo libro, mi innamorai di Rupert. Credo fosse per la sua vera nobiltà interiore, non quella data dal titolo. Rupert ha un animo nobile, puro e mi colpì dal primo istante.

Avevo aspettative altissime per Unchained, e non sono state affatto deluse, anzi. Rupert si è rivelato un personaggio ancor più ricco di sfumature e profondità di quanto avessi immaginato e non lo si può non amare follemente, nelle sue fragilità come nella sua incredibile forza.

È lui, ai miei occhi, il vero eroe della serie Tortuga.

Ovviamente non sono da meno tutti gli altri personaggi, a iniziare da Luka che è il perfetto riflesso di Rupert. Questi due uomini sono tanto diversi quanto simili, ed è proprio ciò che li lega indissolubilmente.

Lupe, favolosa. Non c’è altro da dire. È il personaggio che più mi ha sorpresa, che mi ha fatto sclerare di brutto con l’autrice in un determinato momento.

Padre Gonzalo, il ritorno di Edward e Jack, non c’è particolare in questo libro, così ben descritto, preciso e dettagliato che non mi abbia convinta.

E salutare Rupert alla fine mi ha commossa fino alle lacrime. Sì, io questa battaglia l’ho persa e sono felice d’averla persa.

Assolutamente consigliato!