Recensione: “Nuttah” di Veronica Reburn

Genere: MM Romance

4 ⭐️

Cerco sempre di non mettermi limiti nella lettura. Mi piace uscire dalle mie zone di comfort, in alcuni casi, e leggere quindi anche libri che abbiano tematiche che nella norma non mi attirano.

Per quanto nella vita apprezzi e ammiri chi riesce a portare avanti relazioni poliamorose, nei romance non è un trope che ricerco.

Questo è uno di quei libri che rappresenta l’eccezione, merito soprattutto dell’ambientazione così particolare tra i nativi americani che, invece, mi ha incuriosita da subito.

Nessuna delle due cose mi ha delusa. Molto bello il mondo in cui l’autrice mi ha proiettata, tra le abitudini e la quotidianità di una riserva moderna e i miti e le tradizioni ancora così tanto radicati in questo popolo.

Anche tutto ciò che ruota attorno alla relazione tra i tre protagonisti è ben strutturata, lasciando che ogni voce abbia il suo spazio.

I personaggi sono tutti ben caratterizzati e non solo i protagonisti, ma anche i numerosi secondari che hanno ruoli importanti all’interno della storia.

Attraverso Corey e tutti i suoi dubbi, dal pregiudizio iniziale fino alla crescita e comprensione, ci si può avvicinare a questo tipo di relazione per comprenderne le intime sfumature, gli equilibri necessari perché funzioni.

Insomma, un libro che mi sento di consigliare a chi voglia una lettura che esplori sia la parte romantica che quella erotica delle persone poliamorose in un’ambientazione bella e affascinante.

Recensione: “Distorsioni (Disorder Vol. 1)” di Daniela Barisone e Koorime Yu

Genere: MM romance

5 ⭐️

Premetto una cosa: nella norma i libri ad alto tasso erotico e con relazioni poliamorose non sono il mio genere preferito di lettura. Non per qualche tabù (mai avuto tabù di alcun tipo né sul sesso né sul tipo di relazioni che nella vita, e non solo in un romanzo, si possono instaurare).

Questo per dire che se non fosse stata una serie scritta da penne che conosco e di cui mi fido, forse non mi ci sarei neanche avvicinata. Invece era in lista da leggere dall’uscita del primo libro e sapevo che prima o poi li avrei letti.

Quello che non immaginavo era quanto mi sarebbe piaciuto.

Per quasi metà libro ho adorato l’ambientazione (la provincia milanese dei primi anni Novanta), quanto l’accuratezza dei personaggi, che non si fanno amare manco per nulla (non da me almeno) ed è giusto così. Ho avuto attacchi di gastrite per quanto Mimì, Fabrizio detto Bicio e Cesare mi abbiano fatto venire il nervoso per il modo in cui parlavano, pensavano o agivano. Soprattutto il primo che avrei voluto seppellire per buona parte del libro.

Eppure, sapevo quanto fossero reali, veri anche se terribilmente gretti e crudi nei loro modi di fare.

Poi c’è stata una sorta di epifania, gestita talmente bene che da un rigo all’altro ti rendi conto quanto non avevi capito un ciufolo di Mimì e da quel momento in poi è stato amore puro.

Non vi nascondo che determinati modi di parlare (per quanto assolutamente realistici e perfettamente contestualizzati) continuino a darmi sui nervi, ma Daniela, Koorime, Juls e tutto il Lux Lab hanno saputo tirare fuori un romance per nulla stereotipato, assolutamente realistico anche nell’intreccio poliamoroso fra tre giovani uomini che sarebbe (ed è) difficilissimo da realizzare nel 2025, figurarsi nel 1992/93.

Il tutto poi condito da un mondo di musica, rock, insuccessi e successi che ha reso la lettura appassionante.

Insomma, è stata una lettura davvero sorprendente da ogni punto di vista e ora c’è solo una cosa da fare: passare al prossimo della serie.

Consigliato.