Recensione: “Spade Incrociate (La Ghirlanda di Narcisi vol. 1)” di Le Peruggine e Leri

Di queste autrici avevo letto, fino a ora, soltanto una serie di fumetti che avevo molto apprezzato, e anche questo primo libro non mi ha delusa.

Iniziamo dalle cose che ho amato più di tutto.

1. Accuratezza storica. Si intuisce l’incredibile lavoro di ricerca svolto. L’ambientazione storica non è soltanto uno sfondo vago, è protagonista vera. Nulla è lasciato al caso e i personaggi sono perfettamente calati in un contesto storico italiano molto particolare. La guerra tra comuni di quel periodo è narrata in maniera molto approfondita e ti permette di immergerti del tutto in quel tempo.

2. La realtà dei personaggi rispetto al periodo narrato. La loro storia d’amore intensa, ma che deve trovare compromessi con i doveri di un uomo di quel periodo e con quelli di soldati di due fazioni opposte.

3. Tutti i personaggi e non soltanto i due protagonisti sono approfonditi e reali.

Questi sono i punti assolutamente a favore e che avrebbero meritato anche un 5 pieno.

La parte stilistica e di editing mi ha fatto calare un pochino il voto.

Non tanto per la narrazione volutamente “arcaica”, che può essere una scelta più che valida per uno storico, anche se non la amo in particolar modo, quanto per un uso, a mio parere, eccessivo dei punti esclamativi (si nota soprattutto nella prima parte del libro), alcuni refusi, anche se poca roba, e del pov che in alcuni momenti non era chiaro se fosse una terza onnisciente (con uso di termini e sinonimi tipo: il senese, il perugino, il cavaliere ecc invece che i nomi) o una terza a focalizzazione interna alternata, quindi immersa nei pensieri effettivi dei personaggi. Forse consistevano entrambi gli stili, questo non mi è stato molto chiaro.

Personalmente, gusto mio personale comunque, avrei anche un attimo sfoltito un pochino di infodump in alcuni punti.

Nonostante questo, il libro mi è molto piaciuto e, ovviamente, visto il finale da cliffhanger elevato all’ennesima potenza, proseguo subito con il secondo!

Consigliato.

Recensione: “Armi e Bagagli (Cut & Run Volume 1)” di Abigail Roux

4.5 per la parte thriller
3- per la parte romance/personaggi
3.5 valutazione finale

Dunque, unpopolar opinion: non è facile recensire questo libro, e la mia personale valutazione si è alzata solo grazie al penultimo capitolo.

Andiamo per ordine.

Di sicuro la parte thriller è quella che più mi è piaciuta e che mi ha spinta ad andare avanti. Frizzante nelle scene di azione, intrigante la struttura investigativa e tutto ciò che riguarda il serial killer e lo schema delle sue uccisioni.

Nonostante avessi intuito chi fosse il killer (a un certo punto mi sono anche chiesta come fosse possibile che non lo avessero sospettato anche loro) ammetto che il penultimo capitolo mi ha per un attimo “destabilizzata”, facendomi dubitare delle mie intuizioni (cosa assolutamente positiva in un thriller) e ha un ritmo davvero ottimo.
Molto ben costruito, insomma.

Questo penultimo capitolo ha fatto alzare di un punto il tutto, facendomi “dimenticare” anche alcune semplificazioni su delle situazioni “mediche” che avevano alcune “falle”.
Consideriamo però anche che il romanzo non è recentissimo e alcune pratiche sono mutate nel tempo, quindi 4.5 per la parte thriller ci sta tutta.

La parte romance e della linearità dei protagonisti è quella che mi è piaciuta di meno.

Non è solo questione di gusto, ho trovato confusionario il loro modo di rapportarsi (e non parlo dei pov multipli nelle stesse scene come tecnica narrativa. Sono abituata a questo tipo di narrazione e non mi crea problemi).

Il discorso principale è che ho trovato il loro modo di comportarsi e rapportarsi a volte poco “chiaro”. Mi ha dato l’impressione che si volesse a forza creare problemi.

Io amo i personaggi che crescono anche lentamente, che sono preda di confusioni, ma in questo caso mi sono sembrati “schizzofrenici”. Un continuo cambiar umore e idea ogni cinque secondi, dialoghi in alcuni punti lunghissimi e, narrativamente, superflui, senza un palese e chiaro motivo, agli occhi almeno di chi legge. Una scena di “scontro” tra i due davvero esageratamente lunga, al punto d’avermi annoiata.

Alla fine mi ci sono comunque un poco affezionata, eh. Tuttavia, non mi ha entusiasmata come è accaduto invece alla maggior parte delle persone che ha letto questa serie.

Anche qui, consideriamo che è il primo e che è stato scritto un bel po’ di anni fa, quindi, avendo sul mio kindle già il secondo, leggerò anche il successivo sperando in un’evoluzione positiva.

Recensione: “Trollunters” di Guillermo Del Toro e Daniel Kraus

Ho letto questo libro dopo aver visto tutta la serie animata Trollunters ideata dallo stesso Guillermo del Toro.

La serie e tutti i suoi spin-off mi sono piaciuti molto, e il libro non è stato da meno.

Le differenze sono molte: la serie è pensata anche per un pubblico molto giovane, quindi manca di quella parte “truculenta” che si ritrova nel libro. Niente di veramente orrido, ma parliamo nel testo di troll con tutti i loro animaleschi istinti.

La lettura è stata scorrevole, divertente, avventurosa e alla fine mi sono commossa come una bambina.

In entrambe le versioni, Arghhh resta il mio personaggio preferito e le lacrime che mi ha fatto versare non si contano.

Una lettura per tutte le età e gusti, che mi sento di consigliare senza alcun dubbio!

Recensione: “Heartstopper volume 4” di Alice Oseman

Ammetto di essere meravigliata e sorpresa di come l’autrice, soprattutto in questo volume, sia riuscita ad affrontare un tema così importante e tosto, ma senza rendere la lettura “faticosa”.

I disturbi alimentari, l’autolesionismo sono argomenti difficili da trattare, eppure in questo fumetto la Oseman lo ha fatto nel migliore dei modi: in maniera non superficiale, approfondita eppure allo stesso tempo non “opprimente”.

Una lettura, questa, che mi sento di consigliare a chiunque, al contrario di altri romanzi (bellissimi per carità) che però avrei timore a suggerire.

Adesso attendo il quinto e di avere sulla mia libreria i cartacei di ogni volume!

Super consigliato!

Recensione: “Heartstopper volume tre” di Alice Oseman

Che dire. Questo terzo volume non solo ha continuato a deliziarmi, a farmi ridere e sorridere e anche ad alleggerire l’anima, ma ha anche affrontato temi per nulla semplici.

Se nei precedenti volumi l’autrice ha toccato comunque il tema del bullismo e dell’omofobia, anche quella interiorizzata, in questo terzo ha parlato di quali possono essere gli effetti “devastanti” di certi comportamenti sulle persone, soprattutto quando sono così giovani.

Il tutto però trattato con profondità e leggerezza allo stesso tempo, perché sì, possiamo parlare di temi importanti e delicati anche in modo non tragico, senza con ciò essere superficiali.

Decisamente super consigliato!

Recensione: “Heartstopper volume 2” di Alice Oseman

Anche il secondo volume mi ha deliziata per la sua freschezza e per come viene approfondito il percorso di crescita e consapevolezza di sé di tutti i personaggi, pur essendo una graphic novel e non un romanzo di 1000 pagine.

La tenerezza di questi adolescenti con le loro insicurezze, la capacità di reagire al bullismo, ognuno a modo suo, senza vergognarsi allo stesso tempo di essere anche fragili e romantici.

Uno schiaffo in faccia alla mascolinità tossica che sin troppo spesso ho visto rappresentata in molti libri facendola passare come “normale”.

Nick e Charlie mi sono entrati nel cuore ed è impossibile per chiunque non amarli 🥰🥰

Ancora grazie a Oscar Vault Mondadori per avermi dato modo di leggere il volume in pdf ricevuto in regalo a dicembre 2021 con il calendario dell’Avvento. Ovviamente, finirà in cartaceo sulla mia libreria senza alcun dubbio.

Assolutamente consigliato

Recensione: “Heartstopper volume 1” di Alice Oseman

Assolutamente delizioso questo primo volume, ricevuto in regalo da Oscar Vault Mondadori a dicembre 2021, in formato pdf, con il calendario dell’Avvento e che, come i successivi ne sono certa, finirà in cartaceo sulla libreria della mia nuova casa.

La storia è carinissima e coinvolgente, dolce e divertente. I disegni hanno quella freschezza giovanile che rende ancor più vera la grafic novel. Un viaggio nell’adolescenza che mi ha fatto sorridere per il breve tempo che mi ci è voluto per leggerla.

Di sicuro ora passo agli altri volumi, in modo da poter vedere la serie appena arrivata su Netflix.

Decisamente consigliato.

Recensione: “Urla nel silenzio” di Angela Marsons

Leggo moltissimi thriller/gialli, ne scrivo anche e, dunque, non è semplice sorprendermi.
Spesso riesco a comprendere l’assassino o il mistero celato anche ben prima della metà del libro.
A volte non ne ho la certezza assoluta, ma solo forti sospetti.
Se il libro è ben scritto, tutto ciò comunque non inficia il piacere della lettura per me. Quello che conta è il modo in cui viene svolta una trama e non conoscerla/intuirla o meno.

Detto e premesso ciò, Angela Marsons è riuscita a sorprendermi. Sono rimasta con il dubbio fino alla fine e avrei puntato più su un altro personaggio che su un altro. Per non parlare del colpo di scena finale che proprio non ne avevo avuto alcuna idea.

Il libro ha uno stile fresco, lineare e veloce. Capitoli brevi, come piacciono a me, e senza inutili fronzoli o allungamenti di brodo.

Kim Stone è un personaggio complesso e con un background di spessore, che la rende dura, all’apparenza quasi scorbutica quanto fragile e sensibile (adoro questo tipo di contrasti interni).

Ogni personaggio viene approfondito, anche quelli che appaiono solo per un breve capitolo.

Angela Marsons, insomma, è una scrittrice di thriller di tutto rispetto, e di sicuro non posso che consigliare questo suo primo libro con la detective Stone.

Recensione: “Cemetery boys” di Aiden Thomas

Ero certa che questo libro mi sarebbe piaciuto e non ne sono rimasta delusa, pur sapendo poco e niente della trama e dei protagonisti e avendo nella memoria solo che era un paranormal fantasy.

Di certo meriterebbe anche maggiore successo e attenzione e per molti motivi.

Yadriel è un protagonista eccezionale, un eroe transgender anticonvenzionale, complesso, determinato e forte quanto, allo stesso tempo, insicuro e fragile. Il suo percorso di crescita interiore, quello che lo porta a conoscere meglio se stesso e avere maggiore consapevolezza delle proprie capacità, è fantastico.

Di Julian ti innamori all’istante e per tutto il libro non fai che adorarlo e percepire allo stesso momento il cuore spezzato.

Bellissimo anche il personaggio di Maritza e coinvolgente l’immersione nella cultura spirituale e folcloristica latinx riguardo al paranormale, alla magia e a tutto ciò che gira attorno alla “Signora Morte”.

Per quanto la parte mistery l’avessi compresa ben prima della metà del libro, la storia è riuscita a coinvolgermi al punto da farmi fare una volata dal 70% in poi con il cuore a mille fino a farmi lacrimare sull’ultimo capitolo.

Insomma, non conoscevo quest’autore, ma da ora entra per certo tra i miei preferiti e questo libro, letto sul kindle grazie al regalo di Oscar Vault durante il calendario dell’Avvento di dicembre 2021, finirà ben presto in cartaceo sulla mia libreria.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “La scogliera delle Fate” di J.V. Sinclair

Questo è il primo romanzo che leggo di J.V. Sinclair, e nel complesso è una bella storia.

Un romanzo di formazione, soprattutto, che non segue quindi i classici canoni degli MM, il che lo rende più originale.
Un libro corale, dove si seguono e si intrecciano di continuo le storie e i punti di vista di molti personaggi.

L’ambiente dell’aristocrazia inglese e irlandese, pur se la storia si svolge a fine degli anni Novanta, ha il sapore di uno storico in costume e ti fa vivere questa particolare realtà sociale quasi avulsa da quella quotidiana che noi tutti conosciamo.

Ho apprezzato molto il lento e non affrettato percorso di crescita di Jim: da ragazzo fragile e insicuro a giovane uomo capace di prendere in mano la sua vita. Anche la scoperta di chi è, cosa vuole, cosa desidera è un percorso lungo, come è giusto che sia.

Quello di Jim è un percorso di consapevolezza e guarigione, fino a comprendere che “la guarigione non consiste nel non avere momenti di crisi, ma nel saperli gestire”.

Tutti i personaggi sono ben caratterizzati: da Brian al padre di Jim, da Stephanie a John o Howard. Alcuni li ho amati moltissimo, altri si sono proprio fatti odiare visceralmente.

Insomma, nulla è lasciato indietro e si nota anche quanto studio l’autore deve aver fatto.

Unica pecca, dipende da me in realtà. Ho la pessima abitudine di prendere subito i libri che voglio, per poi leggerli davvero magari dopo un anno.
Sapevo che c’era stato un aggiornamento del libro, ma Amazon oramai non invia più le copie aggiornate a chi l’ha già presa. Devo aver quindi letto una versione meno editata rispetto all’attuale. Magari è la volta buona che mi decido a leggere subito i libri o aspettare di prenderli solo nel momento in cui voglio leggerli.

Per questo motivo il mio voto è per la storia un 4.5 e non prendo in considerazione altro.