Evviva! Un poliziesco vero e proprio! Non è frequente nella letteratura MM trovare un poliziesco, seppur con una parte paranormal, che abbia soprattutto una struttura thriller e non solo di sfondo alla trama romance.
Questo libro è sicuramente così e la trama poliziesca è davvero ben sviluppata, con quella giusta componente sia paranormal che romance a fare da collante e sfondo.
Il tono decisamente ironico ha reso poi la lettura piacevole e per nulla pesante, e il libro scorre fino all’ultimo senza battute di arresto.
Assolutamente delizioso questo breve racconto, con l’unico difetto di essere breve, appunto.
Mi sono innamorata di questa storia dalle prime righe. Il fascino del Giappone, della mitologia ricca di creature mistiche, della saggezza intrisa in queste antiche leggende.
La Piccola Volpe e il Piccolo forgiatore di spade li si ama dal primo istante senza alcun dubbio.
Lo stile è perfetto, ricercato ma per nulla pesante, onirico quasi e ti trascina nel suo mondo in un attimo.
Anche questo viaggio nel mondo dell’Eos creato da Aurora Corsini è stato accattivante e interessante. Incontrare di nuovo Mathias e Kane mi ha fatto battere il cuore (ho un debole per Kane decisamente).
Xavier e Connell non hanno deluso le aspettative, e il loro scontrarsi continuo è stato divertente e appassionante.
In questo secondo libro il personaggio di Nael mi ha affascinata e incuriosita ancora di più, e non vedo l’ora di approfondire la sua conoscenza.
Molto belli e ben costruiti gli scorci sul passato di Xavier e Mathias che hanno regalato all’opera un pizzico di fascino maggiore.
E dopo questo nono volume posso dire che Hudson rientra tra i miei personaggi preferiti della serie.
Questo libro mi ha tenuta incatenata alle sue pagine più di molti altri. Il rapporto di Hudson e Seb è un ritrovarsi, un affermazione della propria identità di Hudson e una maggiore consapevolezza di Seb nel gestire i suoi slanci iperprotettivi.
La trama del mistero che si svolge tra queste righe mi ha fatta saltare sul divano per il colpo di scena, che solo qualche pagina prima avevo immaginato.
Ammetto anche di essermi commossa per il bellissimo rapporto di “branco-Famiglia” tra Hudson e gli Hobbs.
Insomma… prontissima per proseguire nel tunnel senza uscita!
Un thriller molto ben strutturato e decisamente particolare. Originale nella sua narrazione in prima che si sposta sulle tre donne di questa storia.
Sono tutte donne con background particolari e difficili, fragili in maniera diversa e il loro è un percorso in salita.
Non è solo Rachel, dunque, la protagonista di questo libro, ma assieme a lei anche Megan e Anna e il loro rapporto con le difficoltà della vita, con gli uomini. Rapporti non sempre sani, anzi quasi mai e questo per la poca autostima in loro stesse, soprattutto per ciò che riguarda Megan e Rachel.
Forse questa è soprattutto una storia di rapporti malati, di colpe e redenzione, di cadute e risalite che non per tutti si conclude nel migliore dei modi.
Un thriller che ti lascia con il fiato sospeso fino alla fine.
Questo ottavo volume è un pò un libro di passaggio, come se l’autrice avesse voluto chiudere alcune questioni rimaste in sospeso senza appesantire la lettura del precedente o creare caos in quella successiva.
Ho apprezzato questa finezza, perché anche se il libro è “breve” era sicuramente necessario dipanare alcune situazioni e raccontare alcuni avvenimenti che ancora riguardano Dex e Sloane.
Ora ovviamente sono già pronta per passare al successivo, ingolosita anche dall’estratto finale del nono libro.
Il libro è gradevole e nella prima parte divertente. Andando avanti però, per me, ha perso di mordente.
Non ci sono errori formali, è scritto bene anche se sembra quasi un diario. Diciamo che ha una potenzialità, per me, non sfruttata al massimo e alcune situazioni sviluppate forse in modo semplice.
Questo libro è strano, ma meraviglioso. Strano perché all’inizio ti senti davvero spaesata. Il tipo di narrazione, il Mondo in cui ti trascina è qualcosa con cui devi imparare man mano a prendere confidenza.
Poi a un certo punto esplode, e tutto assume un senso nuovo trascinandoti in un ritmo che aumenta sempre più fino a farti arrivare alla fine quasi senza fiato.
Piranesi, la Casa, l’Altro, il Profeta, 16.
Un viaggio onirico e allegorico che mi ha lasciata con il desiderio di trovare un modo per entrare nel Mondo e trascorrere un pò di tempo tra le Maree, i Vestiboli, i Saloni e una famiglia di Albatros.
Meraviglioso, intenso e dolente. Queste sono le prime parole che mi vengono in mente appena terminata la lettura, e per una volta sono contenta di aver acquistato senza aver letto un estratto.
Nella norma non lo faccio mai, ma avevo il libro in lista da leggere da molto tempo, spinta da recensioni positive e consigli su vari gruppi di lettura. Quando ho notato che era in offerta per un paio di giorni ho acquistato al volo. E bene ho fatto, perché se avessi letto un estratto, forse non sarei andata avanti.
Il libro inizia con una prefazione perfetta, breve e forte. Lo stile narrativo è quello di una prima al presente a pov alternati fra i due personaggi. Questo particolare mi ha irritata all’inizio (è uno stile che non amo affatto) ma oramai lo avevo comprato e quindi ho proseguito. Inoltre James, uno dei due protagonisti, mi ha fatto storcere il naso più di una volta nella prima parte del libro. Eppure qualcosa mi ha spinta a proseguire e quando il quadro del personaggio si è chiarito ogni cosa è andata al suo posto, e anche lo stile è risultato perfetto per la storia.
L’autrice è stata bravissima a delineare lo stato mentale di James fino a farti immergere totalmente in lui e anche “affogare” con lui. Al 70% del libro ho avuto un attacco di cuore temendo proprio il peggio, e ho sofferto sia con James che con Theo.
Un bellissimo, intenso e realistico percorso verso una “speranza”, quella che serve a ognuno di noi per decidere in che modo affrontare la nostra vita.
Ebbene sì, mi tocca dire, di nuovo, che è questo il miglior libro della serie fino a ora letto.
Ho letteralmente divorato questo volume, con l’ansia di capire cosa stava accadendo a Dex. Bravissima, come sempre, l’autrice a lasciare un piccolo segnale di pericolo in arrivo già durante il libro precedente (ancor prima del finale con cliffhanger).
Per quanto stessi immaginando cosa stava succedendo, i colpi di scena non sono comunque mancati e il ritmo è stato serratissimo fino alla fine.
Favoloso e accurato il percorso di Dex e Sloane che ho potuto seguire per ben sette volumi, e ora sono curiosa di vedere quali altri personaggi andremo ad approfondire nei prossimi, perché di storie che incuriosiscono e di cui si vuole vedere il cammino ce ne sono eccome, tra Austen (che anche per una breve apparizione, come in questo volume, rimane tra i miei preferiti) oppure Seb e Hudson.
Insomma, i THIRDS sono un tunnel assolutamente senza uscita!