Recensione: “L’Istituto” di Stephen King

Ho letto moltissimi libri del Maestro, ma negli ultimi anni ne avevo lasciato qualcuno indietro. L’ultimo che avevo letto era stato Joyland. Il bello di un libro di King è che ti sembra di incontrare un amico che non vedevi da anni e per magia sembra ieri. King è così, ha una di quelle scritture che ti cattura dalla prima riga, ti trascina nel suo mondo e torni a respirare solo quando sei arrivata alla parola fine.

Di sicuro questo libro rientra tra i miei preferiti dell’autore. La forza dei bambini nei suoi libri è incredibile. Il Maestro riesce sempre a dipingere questo tipo di personaggi in maniera magistrale, appunto. Mi è sembrato di tornare ai tempi di IT o di Stand By Me.

La trama è pazzesca: ricca di suspense, azione ed eventi paranormali, risulta assolutamente plausibile, dopotutto, e alla fine non saresti così sorpreso di sapere che certe cose potrebbero anche accadere.

Ho amato follemente ogni personaggio, da Tim a tutti i bambini: Luke, Kalisha, Nick, George, Helen e, ovviamente, Avery.

Voglio anche io una felpa con il nome Avester!

Insomma, nonostante il libro sia davvero tosto in molti punti, forse quanto mai è stata nessun altra sua opera, non posso che dargli anche più di cinque stelle e consigliarlo in assoluto!

Capolavoro!

Recensione: “Con il fiato sospeso – THIRDS Vol. 2” di Charlie Cochet

Anche il secondo libro della serie non mi ha delusa, ma anzi spinta ad andare avanti. Non posso che confermare, senza alcuna ombra di dubbio, che Dex è un adorabile pirla e, quindi, amarlo sempre di più. In questo secondo volume, però, si scoprono lati di Sloane che non si conoscevano, un passato con cui fare i conti e che gli ha molto condizionato la vita e avrei voluto abbracciarlo stretto tante volte.

Adoro i personaggi che appaiono forti eppure nascondono incredibili traumi e fragilità. Sloane è proprio uno di questi e non si può che amarlo ancora di più e comprendere anche tutte le sue titubanze e paure. Stessa cosa dicasi di Hobbs, il silenzioso teriano maestoso come la tigre in cui si trasforma, ma fragile come un bimbo. La sua silenziosa lealtà e dolcezza è quanto di più bello ho mai letto.

I colpi di scena, così come nel primo, non mancano e la storia diviene sempre più complessa man mano che si prosegue. Ritmo incalzante anche in questo secondo libro che ti porta, appunto, ad arrivare alla fine e averne ancora voglia passando direttamente al terzo.

Decisamente consigliato anche questo!

Recensione: “Costi quel che costi – THIRDS Vol. 1” di Charlie Cochet

Non avevo ancora fatto una recensione effettiva di questo libro per una serie di motivi, primo fra tutti è che la serie THIRDS sono un vero e proprio tunnel, in cui si entra e non si sa quando se ne esce. Si termina uno e si passa subito dopo a quello successivo senza interruzione. Sappiate che mentre scrivo queste parole ho già iniziato il quarto!

Che dire? La prima cosa che mi viene in mente pensando al primo libro, e anche ai successivi a dire il vero, è che Dex è un pirla, adorabile ma pirla nell’anima. E forse lo si ama proprio per questo, noi come Sloane e tutti coloro che lo incontrano (anche se Sloane sembra un po’ duro di comprendonio riguardo a questo). Un cataclisma naturale, ma carico di dolcezze come gli orsetti gommosi di cui va matto. Anche se in questo libro rimarrà a indelebile memoria, mia come di Sloane, la sua fissazione per le patatine al formaggio!

A parte gli scherzi, il libro ha una storia fantasy/distopico davvero interessante (a tratti inquietante, anche se non mi dispiacerebbe trasformarmi in un giaguaro come effetto collaterale di un vaccino), il ritmo è incalzante e non ti annoia mai, i personaggi sono tutti ben delineati e, pur avendo solo il punto di vista di Dex o Sloane, segui le vicende anche di tutti gli altri finendo per appassionarti alla storia di ognuno di loro: da Ash a Cael, da Hobbs a Calvin e così via.

Il libro è autoconclusivo, pur lasciandoti intendere che c’è molto altro da affrontare e scoprire e questo ti spinge inevitabilmente a passare al successivo e senza alcun peso. 374 pagine di divertimento, passione, azioni da cardiopalma assicurate!

Decisamente consigliato.

Recensione: “Il Pianto dell’Alba” di Maurizio De Giovanni

Sono stata molto indecisa se recensire o meno l’ultimo libro della serie del commissario Ricciardi. I motivi sono molteplici, ma sopra ogni cosa è stata la sensazione di vuoto provata alle ultime parole, un senso di mancanza che, ancora adesso a distanza di settimane, non mi abbandona.

Anche quest’opera è un assoluto capolavoro, e su questo non ho alcun dubbio. Dolente, introspettiva, corale che abbraccia ogni personaggio conosciuto e nuovo per salutare ognuno di loro e lasciarli in quella Napoli degli anni Trenta che abbiamo imparato tutti ad amare, nonostante le sue incredibili contraddizioni, le disparità sociali, la nobiltà dell’anima.

Nobiltà che riconosci in un femminiello che si prostituisce alla sanità come Bambinella, nella rude scorza che nasconde un gran cuore del brigadiere Maione, nelle idee rivoluzionarie, coraggiose per l’epoca, del Dottor Modo, nell’aristocratica bellezza di Bianca, che si riflette in ogni suo gesto e pensiero, nella sfacciata e moderna Livia che, forse, è il personaggio più fragile di tutti, senza tralasciare Rosa, Nelide, il signor Colombo, Don Pierino, finanche Tanino, uno degli ultimi arrivati, e tutti coloro le cui vicissitudini abbiamo seguito nei vari libri.

E poi ci sono loro due: Luigi Alfredo Ricciardi e la piccola, determinata e forte Enrica.

Che il finale ci avrebbe strappato il cuore, lo si intuisce dalle prime righe e anche dalla quarta di copertina, ma ciò non prepara alla separazione, allo strappo che sulle ultime parole siamo costretti a vivere.

Eppure, se mi guardo indietro non posso che sentirmi arricchita da questa meravigliosa serie di libri e allora saluto così quest’ultima opera, proprio con le parole di Enrica che, in un certo senso, sembrano rivolte a ogni lettore e non solo al suo amato: “Non dimenticarti di noi”.

E come potremmo mai? Rimarranno tutti, per sempre, nei ricordi di chi ha vissuto questo intenso viaggio durato quindici superlativi libri.

Arrivederci, Ricciardi… e speriamo un giorno di incontrarci di nuovo.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Rosso, Bianco & Sangue Blu” di Casey McQuiston

Divertimento assicurato, condito del giusto grado di dolcezza, sensualità, commozione e intrighi di potere e di “corte”. Questo libro della McQuiston è stato una piacevole sorpresa e mi ha permesso di passare il tempo tra una situazione esilarante, una battuta caustica di Alex o l’infinita e ben nascosta sensibilità di Henry.

Come premesso dalla stessa autrice, non ci si deve aspettare un saggio sulla politica attuale e quindi va considerato come un AU, un universo “alternativo” per quanto contemporaneo, ma che tutti ci auguriamo un giorno di vedere realizzato.

Del resto già il fatto che esista una Presidente donna del Texas, divorziata da un messicano e con due figli quindi “misti” sappiamo bene che al momento non esiste. Ma la speranza che tutto ciò che è raccontato nel libro possa un giorno avverarsi, beh, è un sogno e in quanto tale nessuno può togliercelo.

Mi è piaciuta molto anche l’ambientazione, sia quella della vita politica americana durante una fase elettorale sia quella dei reali d’Inghilterra e di tutti i protocolli di entrambi i paesi. Per un attimo mi è sembrato di essere in una puntata di Scandal o di The Crown, a seconda di dove ci si trovava, pur se i personaggi sono ovviamente fittizi.

Ritmo incalzante, bellissime le e-mail tra Alex e il Principe così come ho trovato esilaranti i loro messaggi privati via telefono… “S.A.R, Il Principe Cazzone” rimarrà nei miei ricordi a lungo ^_^.

Ottimi anche tutti gli altri personaggi che tutto sono tranne che secondari o di contorno, dalla sorella di Alex, alla loro migliore amica Nora, alla sorella Bea di Henry, a Pez, fino ad arrivare a Zahra, Cash e Sasha.

Augurandomi un giorno di poterne anche vedere una versione cinematografica, oltre che nella vita reale, non posso che consigliarvi di cuore questo libro.

Recensione: “Rosso – La Trilogia del Maremoto” di Maurice Fay

Nonostante in questo terzo libro avrei voluto in alcuni momenti realmente uccidere l’autore (con estremo amore, è ovvio) per le immani sofferenze che ho patito insieme a Blu, e nonostante ci siano in quest’opera numerose “trappole” in cui Maurice avrebbe potuto facilmente cadere, alla fine posso dire con assoluta certezza che dopo Blu e Bianco questo è il mio preferito, tanto da avergli dato le cinque stelle più che meritate!

C’è tutto, non manca nulla a questa trilogia: un mondo fantastico, allegoria perfetta nei suoi contrasti e discriminazioni di quello reale in cui tutti viviamo. C’è la crescita di Blu che dal primo al terzo libro impara molto di se stesso, fino a toccare il fondo della sua anima e riuscire poi a discernere cosa sia ossessione malata e cosa un sentimento reale e sincero. C’è azione da cardiopalma, sensualità, denuncia contro il patriarcato, e un eroe meraviglioso che vive tutte le sue fragilità fino a divenire forte. Un percorso di tutti i personaggi davvero bello, da chi è in grado di redimersi a chi no.

Il colpo di scena finale è stato WOW e in quel momento. proprio in quel preciso istante mi sono commossa e sì, mio caro autore, ti ho amato. Se avessi potuto darti dieci stelle, te le avrei date, perché ciò che per me conta sopra ogni cosa è vedere i percorsi di crescita dei personaggi, vederli cadere e fare cazzate, ma poi rialzarsi e divenire più forti e consapevoli. Hai giocato su un filo sottilissimo dal quale cadere sarebbe stato molto semplice, ma non lo hai fatto e quindi hai la mia, umilissima, approvazione.

Li ho letti su kindle, ma sono già nella mia lista di acquisti come cartacei.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Wo Ai Ni – L’ultimo destino possibile” di C.K. Harp

FINALMENTE! Direi che la mia recensione dovrebbe già essere sufficiente con questa parola, perché ancora non mi sembra vero che ho potuto acquistare un libro su Amazon di genere BL Xianxia invece che solo le, bellissime, novel cinesi tradotte in inglese o in italiano dai fan.

Non appena l’ho visto, senza sapere nulla dell’autrice (recupero tutto di sicuro) ho acquistato il libro in preorder! Cosa che faccio, in genere, solo con autori che già conosco e apprezzo e di cui sono certa non volermi perdere alcuna uscita. Immaginatevi quindi quanto erano alte le mie aspettative e il mio interesse in un testo del genere.

Posso dirvi, con assoluta certezza, che il libro non mi ha delusa affatto e, anzi, nonostante le quasi settecento pagine mi è sembrato anche breve! Ne avrei voluto ancora, insomma. Del resto, sono ben abituata alle novel Wuxia e Xianxia cinesi, ai fantasy storici orientali, che sono lunghissimi forse anche il doppio.

Per chi si approccia per la prima volta a questo genere di libro, quest’opera è certamente il miglior modo: c’è tanta azione, la bellissima mitologia cinese, fatta di Dei, semi-Dei, creature magiche o dell’oltretomba, demoni e guerrieri impavidi. Ma c’è anche una meravigliosa storia d’amore e di destino che intreccia le anime dei due protagonisti attraverso secoli e vite.

Mi ha lasciata con il fiato sospeso fino all’ultimo e ho sofferto, tanto, per uno dei due personaggi, ma li ho amati entrambi senza riserve.

Nota di merito anche per tutti i personaggi “secondari”, soprattutto la sorellina di Shunzi che mi ha davvero sorpresa non poco!

Ho apprezzato molto anche la nota iniziale che spiega nel dettaglio la pronuncia (me lo ero sempre chiesto, in effetti), cosa che mi tornerà utile probabilmente nel prossimo futuro, quindi grazie anche per questo.

Insomma, che voi amiate o meno questo genere, che ne siate appassionati o è la prima volta che vi approcciate a un fantasy MM di stampo tipicamente cinese, non posso che consigliarvi quest’opera.

Nel frattempo io spero che questo sia solo l’inizio e di vedere molti più libri come questi pubblicati in self o da case editrici.

Più che consigliato!

Recensione: “Il purgatorio dell’Angelo” di Maurizio De Giovanni

Davvero non riesco a capire come faccia quest’autore, nella serie sul Commissario Ricciardi, a scrivere un libro più bello dell’altro. Non solo, negli ultimi le lacrime non sono mancate e per svariati motivi. De Giovanni, di nuovo, mi ha trascinata in una Napoli piena di contraddizioni, tra anime vive e morte, tra cuori in bilico dove il filo tra bene e male è talmente sottile da divenire quasi trasparente, dove le apparenze ingannano e nessuno è scevro da colpe.

In questa città degli anni Trenta, l’autore ha dipinto un percorso di redenzione bellissimo, alternando la storia travagliata del commissario, con le continue lotte interiori tra i suoi personali demoni e il desiderio di una vita normale, a quella di tutti gli altri personaggi senza dimenticarne mai uno per strada.

Immergersi in questa realtà è ogni volta bellissimo, per quanto struggente, e scoprire l’assassino diventa quasi un fattore secondario rispetto all’incredibile umanità che De Giovanni dipinge magistralmente.

Sarà un vero dolore quando chiuderò le ultime pagine di questa serie, con il libro che ora ho in lettura, perché Ricciardi, Maione e la moglie, il dottor Modo, Enrica e suo padre, Bambinella e anche Nelide, come Rosa prima di lei, Bianca e persino Livia restano impressi nell’anima e difficilmente potranno andarsene.

Super Consigliato!

Recensione: “Centro Smistamento Ritardi” di Mag S.

Devo ammettere che Mag, di cui ho letto già altre opere, è riuscita a sorprendermi con questo piccolo gioiellino. Un breve racconto fantasy e allegorico che ho centellinato solo per godermelo di più. E, incredibilmente, per alcune cose sono riuscita a immedesimarmi tanto nella mente, nel cuore e anche nelle scelte della protagonista.

“Si era buttata nell’ignoto, rischiando di essere schiacciata da quella scelta”… “Aveva messo in gioco tutto e aveva trovato la sua strada”

Quante volte nella nostra vita ci siamo sentiti fuori posto? Chiusi e ingabbiati da regole, modi di agire e circondati da un cinismo indifferente che non ci appartiene, rimanendo relegati in fondo a una fila perché no, noi non ci adeguiamo e preferiamo essere considerati “poco furbi” quando rimaniamo fedeli ai nostri princìpi?

Io non so voi, ma a me è capitato di continuo e, come la protagonista, ho scelto di mettere in gioco tutto per trovare la mia strada.

L’idea poi di creare questo mondo dove tante “persone” regolano, e decidono, l’andamento della giornata di un essere umano attraverso eventi che lo fanno ritardare, o regalando un buongiorno a chi ne ha bisogno, l’ho trovata assolutamente deliziosa. Mi sono appassionata alla storia e mi è dispiaciuta una sola cosa, che fosse breve (l’unico di quest’autrice tra l’altro!)

Brava, Mag!

Assolutamente consigliato.

Recensione: “Un Giorno…” di Emma Scott

Potrei dirvi mille cose di questo romanzo, raccontarvi le emozioni provate, dalla rabbia al dolore, dalle risate alle lacrime. Potrei ricordarvi che non è un caso se l’autrice, Emma Scott, che ancora non conoscevo, è stata dichiarata da Usa Today e Wall Street Journal come Bestselling Author. Tuttavia, quello che voglio sottolineare è che questo libro è un romance, di quelli con i fiocchi, quel tipo di letteratura che “taluni” definiscono di serie B e che invece ha dimostrato ciò che da molto tempo ripeto di continuo: si può parlare di argomenti importanti come le dipendenze da droghe o farmaci (una piaga in America, quasi un’epidemia come viene definita giustamente) o affrontare tematiche importanti tipiche della narrativa LGBTQ, come le terrificanti “terapie riparative di conversione”, senza aver voglia alla fine del libro di tagliarsi le vene e buttarsi da una finestra.

Speranza, ecco cosa io stessa cerco sempre di trasmette e cosa mi piace leggere in un libro. Nonostante io li scriva, difficilmente leggo romance puri, ma un romanzo come questo entra di fatto tra i miei preferiti, e lo fa anche con grazia.

La lettura scorre piacevole, i personaggi sono tutti ben caratterizzati e tanto di cappello per il fratello di Silas, Eddie: ho apprezzato moltissimo anche lui e una standing ovation se la merita alla grande.

Insomma, se volete leggere una bella storia, realistica ma non pesante, nonostante gli argomenti che affronta, non posso che consigliarvi quest’ottima lettura.

Da leggere sicuramente!