Recensione: “Tutto questo ti darò” di Dolores Redondo

Questo libro non è semplice, ma il dolore iniziale che si prova e che si dipana lungo tutta l’opera è un percorso necessario. Un lungo viaggio che porta il protagonista e i lettori a scoprire quanto ci lasciamo per strada di non detto, quanto diamo per scontate cose e persone che, da un momento all’altro, potrebbero non esserci più.

Ho amato in particolar modo le riflessioni di Manuel sul suo “essere scrittore”, ritrovandomi in molte delle sue affermazioni e abitudini. Ho viaggiato con lui tra campagne e vigne, ho assaporato con lui la scoperta del piacere primordiale di partecipare a un raccolto, ho sofferto con lui per la morte precoce di Alvaro e provato gli stessi turbamenti nello scoprire quella parte di vita del suo amato di cui non era a conoscenza.

Questo libro non è solo uno splendido giallo perfettamente costruito, ma anche un viaggio attraverso tradizioni, folclore locale, personaggi di ogni genere che sapranno sorprendere fino all’ultimo.

Un’opera sofferta, ma bellissima e ben scritta che non posso che consigliare senza alcun dubbio.

Recensione: “Villerouge” di Enys Lz

Ritrovarsi tra montagne e boschi in un piccolo paese e respirare aria pulita e fresca. Proprio questa è la sensazione che mi ha lasciato questo gioiellino, una storia che sul finale è riuscita a commuovermi, cosa per nulla scontata in un romance mm.

Questa è un’opera a tratti dolce, ma anche intensa, passionale e in alcuni momenti drammatica, senza però alcuna esagerazione in nessuna di queste sfumature. Un perfetto equilibrio che rende la lettura piacevole e intrigante.

Molto bella e particolare l’amicizia intima tra Scott e Jason e su quest’ultimo una menzione d’onore: mai personaggio “secondario” mi ha colpita così tanto, al punto quasi di tifare per lui e chiedere in privato all’autrice un sequel.

Una scrittura scorrevole e gradevole come l’intero romanzo che non posso che consigliare. Lasciatevi trasportare in questo paesaggio montano, dal clima rigido ma rigenerante e non ve ne pentirete.

Recensione: “Tabula rasa” di Mary Durante

Ho impiegato molti giorni per decidermi a leggere questa storia, e dopo averla terminata mi ci è voluta almeno una settimana per riuscire a farne una recensione che tenga conto di ogni sfumatura di quest’opera difficile e complessa.

Non vi parlerò della trama, non è mia abitudine farlo in genere e sarebbe davvero riduttivo soffermarmi su una cronologia di eventi che si susseguono con non pochi colpi di scena e ribaltamenti.

Ciò che mi preme invece è raccontarvi le numerose emozioni spesso contrastanti che questa lettura mi ha provocato: curiosità, disagio, compassione, rabbia, sorrisi, senso di frustrazione e infine comprensione.

Questa è una storia dura, difficile per alcuni aspetti, stratificata su vari livelli, che merita di essere letta e, soprattutto, di essere compresa nelle sue varie sfumature.

Non scambiatela per ciò che non è: “Tabula rasa” NON tratta di abuso romanticizzato, NON si riduce al troppo semplicistico binomio uomo forte/uomo fragile, NON è un banale erotico.

Questo libro, come tutti quelli della Durante, va a fondo della psicologia dei suoi personaggi, in questo caso soprattutto di Tyler, facendone venire a galla ogni sua fragilità, ma anche tutta la sua incredibile forza che alla fine supera ampiamente quella della controparte Butch.

Forse non è un libro per tutti, o forse molti lo hanno letto o lo leggeranno soffermandosi solo su alcuni aspetti, ma io non posso che consigliare quest’opera che ha toccato alcune corde particolari della mia anima, portandomi a sentire molto vicino a me Tyler in tutte le sue scelte, anche quelle più devastanti quando l’unico desiderio che hai per far tabula rasa di ogni pensiero è quello di distruggerti. Il suo è stato un percorso di crescita e di rinascita che ha lasciato cicatrici, ma in cui ognuno, anche se in modi del tutto diversi, può riconoscersi.

Consigliatissimo, forse l’opera più matura tra tutte quelle che ho letto di quest’autrice.

Recensione: “Il Ronin e la volpe” di Cornelia Grey

Da sempre sono affascinata dall’antico mondo orientale ricco di colori, uomini coraggiosi, guerrieri indomiti e creature magiche di ogni genere. E la figura del Ronin è quella che mi ha incantata più volte: un samurai senza padrone.

Questo libro non ha deluso le mie altissime aspettative, nonostante il primo capitolo mi abbia non poco meravigliata e lasciata per qualche attimo perplessa. Ma sono andata avanti e ho fatto bene, comprendendo il perché di quell’inizio e godendomi una storia che ha tutti i parametri per essere tra le mie preferite.

Ho adorato i particolari della vita di un villaggio nel Giappone Feudale, ho amato entrambi i personaggi, il carattere volitivo e onesto del Ronin, come quello meravigliosamente seducente della volpe. Ho tremato per l’emozione, il turbamento e la paura fino a commuovermi.

Una lotta contro il male, ma anche contro i propri pregiudizi. Una storia che non ha tempo né luogo, perché chiunque di noi può essere un Ronin o una volpe e trovarsi a dover combattere per rivendicare il proprio valore e onestà.

Da leggere senza alcun dubbio.

Recensione: “Di te e di me” di Valentina M.

Ammetto che questo libro in alcuni momenti mi ha messo in seria difficoltà, ma questa è in definitiva una cosa buona. Se un’opera ti spinge a riflettere, se i personaggi ti fanno arrabbiare in alcuni momenti, tanto che saresti spinta a lanciare il kindle dalla finestra, e poi ti sorprendono e ti fanno sorridere, beh, vuol dire che l’autrice ha comunque alla fine smosso qualcosa e stimolato emozioni. Una storia in cui alcune situazioni accadute a un personaggio sembrano “eccessive” per una persona sola, poi però apri i quotidiani e leggi di orrori reali ben peggiori e ti rendi conto che no, non c’è proprio nulla di eccessivo.

Si tratta di un romanzo corale, con tanti personaggi e molte storie che si intersecano tra loro. Valentina è riuscita a portare avanti ogni personaggio senza tralasciarne uno, ha parlato della vita in una cittadina italiana, ci ha raccontato di disabilità, di pregiudizi, di fragilità, di vigliaccherie e coraggio. Un piccolo mondo che ne racchiude tanti.

Il personaggio che più ho amato in tutta la storia è certamente Dario, un uomo la cui vita coraggiosa lo ha trascinato su una sedia a rotelle, ma che è stato in grado con difficoltà e perdendo pezzi per strada di rialzarsi metaforicamente da quella sedia e ricominciare a vivere. Il suo è un personaggio straordinario, vissuto a trecentosessanta gradi, ricco di sfumature e di contrasti. L’ho amato dalle prime righe, da quando convince il giovane Elia a non buttarsi da un ponte, fino all’ultimo in un crescendo emotivo che mi ha davvero colpita.

Il personaggio con cui ho litigato di più è stato Matteo, con lui mi sono presa a testate più di quanto abbia fatto il suo Guido, fino a quando non sono riuscita a inquadrarlo e a capirlo, e alla fine ad amarlo.

Ma ciò che ho apprezzato più di tutto è stata la scelta dell’autrice di lasciare che Elia crescesse emotivamente e facesse così delle libere e mature scelte, non dettate dalle emozioni giovanili o dal senso di gratitudine verso l’uomo che lo ha salvato. Qui Valentina sei riuscita davvero a sorprendermi e ti meriti un sentito applauso.

Recensione: “Barebones” di Nykyo

Ciurma a me! Issate le vele e partite anche voi attraverso i mari dei Caraibi sulla Barebones, in compagnia del Capitano Lennox e Mastro Smith, tra avventure, abbordaggi, combattimenti a fil di sciabola, ma anche tra le lenzuola e tra due cuori e due anime spezzate.

Questo romanzo mi ha appassionata e non poco, perché è una storia ricca di dettagli, che non si ferma al puro romance, ma ti trasporta in un avvincente viaggio, tra pirati crudeli e rudi, come è giusto che siano, e altri che sotto la dura scorza nascondono un gran cuore, oltre che avere coraggio da vendere.

Ho amato i due protagonisti, come anche il Nostromo, il Dottore e il giovanissimo O’ Malley, la cui storia, non vi nascondo, mi ha commosso. Il Capitano Lennox è un uomo particolare, temibile, duro, che comanda la sua ciurma con un polso di ferro, senza però essere mai ingiusto. Un nobile sfuggito a chi lo voleva imprigionare in una vita non sua, alla ricerca di libertà e vendetta, irruento e sanguigno, capace di uccidere senza scrupoli chi lo offende e gli manca di rispetto, ma che nasconde le sue intime fragilità sotto una dura corazza.

E poi c’è il giovane Mastro Smith, Jack, un ragazzo catturato durante un arrembaggio, che ritrova la sua reale libertà e la sua casa proprio su una nave di pirati. Razionale, diplomatico, solare, benvoluto da tutti, ma anche implacabile al momento giusto verso i suoi nemici.

Un incontro e una battaglia tra due anime solitarie che mi ha fatto desiderare di leggere ancora di loro due, quando al termine del libro ho dovuto salutarli.

Una menzione speciale va a Rupert, un personaggio di cui si è vista solo la superficie, e che merita ampio spazio in un prossimo libro perché sono certa ha molto altro da dire.

Consigliatissimo!

Recensione: “La bellezza del Vuoto” di Giulia Calligola

Un assassino senza scrupoli o dal cuore tenero? Lo dovrete capire da soli, leggendo questo meraviglioso romanzo che vi trasporterà nella mente del protagonista, e sarà un viaggio incredibile, ironico, crudo, romantico, folle, proprio come è Caesar.

Il bello e la forza di quest’opera è proprio questo: dopo un po’ ragionerete tutti come Caesar, fino a trovare logici i suoi folli ragionamenti e affascinanti i suoi percorsi mentali, addirittura anche talune uccisioni.

Attenzione però, in nessun momento l’autrice giustifica il percorso di un assassino, per nulla, neanche per un secondo, eppure il fascino di Caesar è innegabile e alla fine, credetemi, piangerete tutti come fontane.

Un dark fantasy di tutto rispetto, un mondo che sa di medioevale e di creature magiche, splendide metafore e uno stile impeccabile e trascinante. Questo romanzo va letto e riletto per poterne capire ogni sfumatura.

Una strana, particolare, struggente e potente storia d’amore, che allo stesso tempo è un romanzo di crescita e formazione, perché sia Caesar che la giovane donna cieca, che qualcuno gli ha incaricato di uccidere, dovranno fare un percorso enorme per arrivare a comprendere la loro reale natura.

Consigliatissimo!

Recensione: “L’ultima Concubina” di Catt Ford

Un libro, questo, che è come una lenta salita, ma che dalla metà in poi diviene una corsa a perdifiato per arrivare alla fine.

Ciò che inizialmente mi era sembrata una trama “semplice”, pur se dettagliata nella sua perfetta e affascinante ambientazione, tra sete colorate, fermagli e orecchini di giada, tra eunuchi, prime mogli e concubine preferite dell’Harem di un Generale forte e influente, si è rivelata poi invece una piacevole sorpresa, riuscendo a trasportarmi fino al punto di fare notte per poterlo finire, e non vi nascondo che le lacrime non sono mancate.

L’autrice è riuscita, insomma, a rendere meno scontata una storia che avrebbe potuto facilmente esserlo, riuscendo a dare un’incredibile sostanza alla protagonista, anzi al protagonista, un ragazzo che ama vestire in abiti femminili, che pensa a sé stesso al femminile, ma che allo stesso tempo sa essere forte, coraggioso, battagliero come un guerriero.

La “principessa guerriera” nei panni di una concubina, suo malgrado, mi ha conquistata a tal punto da rendere questo libro una delle letture più piacevoli dell’ultimo periodo.

E poi il fascino dell’antica Cina è qualcosa che, se descritta bene come in questa storia, non può che catturare.

Recensione: “Prom Queen – libro primo delle streghe dell’Eterna Notte” di Lisa A. Ocean

Io adoro quest’autrice, la amo in tutto ciò che scrive! Ho letto questo libro prima degli altri due, quando ancora era in forma non revisionata e prima della sua pubblicazione su Amazon, e nonostante lo abbia letto prima di Gabbia ed Eredità, non ho avuto alcun problema di collegamenti con la saga principale.

Una scooby gang che mi ha trascinata in un mondo di adolescenti alle prese con le difficoltà della vita, e la crescente consapevolezza di avere dei particolari doni che li rendono speciali.

Le 3 N sono adorabili, ma nonostante la protagonista sia Nathalie, il mio preferito è stato Nathan, le cui fragilità e forze mi hanno colpita nel profondo.

Attendo ora con ansia sia il prossimo libro di questa saga, che quello della saga principale… e altri ancora. Quest’autrice merita davvero tanto e la consiglio senza alcun dubbio!

Recensione: “Tra i ghiacchi dell’Alaska” di Sarah Bernardinello.

Ecco a voi una Storia, e con la S maiuscola! Sì, perché questo libro è davvero un piccolo gioiello, un’opera dove c’è tutto: mistero, approfondimento psicologico dei personaggi, romanticismo e passione ben dosati e perfettamente contestualizzati. Insomma, un libro da leggere tutto d’un fiato, che mi ha fatto innamorare dei protagonisti, come della fantastica e fascinosa ambientazione.

Non saprei neanche dirvi quale dei due personaggi ho amato di più, tra il ranger più che cinquantenne Ike, solo all’apparenza duro come il ghiaccio che lo circonda, e Eli, il giovane veterinario asiatico, che potrebbe sembrare fragile a vederlo, ma non lo è per nulla. Li ho amati entrambi, come ho amato lo stile dell’autrice, così simile al mio, una scorrevole terza persona a focalizzazione interna alternata, che permette di entrare a fondo nella psiche e nell’anima dei due protagonisti.

Ottima caratterizzazione anche di tutti i personaggi secondari, che anche in poche battute hanno lasciato il segno, e una menzione d’onore alla lupa a capo del suo branco, che ho amato dall’inizio alla fine.

Queste sono le storie che amo leggere, dove vieni trasportato in un mondo lontano, dove riesci a vivere il freddo glaciale e la selvaggia bellezza di luoghi che non sono per tutti, dove c’è un percorso emotivo che si dipana senza buchi di trama, lineare, e con colpi di scena che ti fanno tremare e commuovere.

Autrice che merita di essere letta, non c’è dubbio!

E voi che aspettate? C’è un mondo di avventure e di emozioni che vi sta aspettando in questo libro!