Recensione: “Lupa Nera” di Juan Gomez-Jurado

Genere: Thriller

4 – ⭐️

Premetto che:

. adoro lo stile dell’autore;
. adoro Antonia in tutte le sue complicazioni e la genialità folle della sua mente;
. adorissimo Jon, dal cuore grande quanto il suo fisico… “non che sia grasso”, un ottimo poliziotto che sa prendere anche decisioni non conformi, ma giuste, un gay monogamo-seriale che meriterebbe un bravo fidanzato (autore parlo con te!);
. adoro il rapporto tra Antonia e Jon;
. adoro come l’autore riesca a raccontare tanto di ogni personaggio, anche in poche righe.

Detto e premesso ciò, rispetto al primo libro la parte thriller mi ha coinvolta meno e non ho sentito quella spinta ansiogena che in Regina Rossa non mi permetteva di prendere fiato.

Però, ciononostante, ho ribaltato la mia scaletta di lettura e ho già in mano il terzo.

A voi le conclusioni.

Consigliato!

Recensione: “La Croce e il Lupo” di Harper Fox

Genere: MM Storico

4 – ⭐️

Non è semplice recensire questo libro che per alcuni versi mi è molto piaciuto per altri meno.

Di sicuro è uno storico molto ben scritto, ricco di dettagli e l’immersione nel periodo e nel luogo narrato è perfetta.

Tutti i personaggi e non solo i due protagonisti Cai e Fen sono approfonditi e complessi, reali nelle loro diversità, nelle loro fedi come nei dubbi.

Le scene di battaglia sono state ben descritte così come il lento avvicinarsi di Cai e Fen e la trasformazione e crescita di entrambi.

Quello che non mi ha convinta è la parte “mistica” che, nonostante si allontani da dogmi cattolici e si avvicini molto alla magia e all’esoterismo di antica memoria, quasi mescolandosi a essa, mi è sembrata non approfondita e non “spiegata” quanto, per me, avrebbe dovuto essere.

Resta comunque un bel libro e ne consiglio la lettura.

Recensione: “Dark Heir” di C.S. Pacat

Genere: fantasy/storico/queer/young adult

5 +++ ⭐️

Dei 36 libri letti quest’anno solo uno aveva raggiunto questa vetta e, da quando ho finito il libro stanotte, non faccio che pensare ai prossimi possibili sviluppi di questa incredibile storia.

Se Dark Rise mi era molto piaciuto, Dark Heir mi ha letteralmente stregata. Più di 500 pagine che mi hanno tenuta incollata al libro senza che riuscissi a staccarmene e soffrendo quando ero obbligata a farlo.
Una serie continua di colpi di scena a partire dal Prologo che ti fa saltare sulla sedia. E questo nonostante alcune cose le avessi già comunque intuite.

Pacat ha scritto una meraviglia, un’avventura ricca di magia, strategie e battaglie che ti tiene con il fiato sospeso a ogni riga, con l’ansia costante e l’incognita di ciò che potrà accadere, condita da una perfetta ambientazione che spazia dall’Inghilterra all’Umbria del 1821.

Una eterna lotta tra Bene e Male, tra Luce e Oscurità. Due estremi che si battono tra loro nell’anima di tutti i personaggi, oscillando tra uno e l’altro, lasciandosi travolgere da uno o dall’altro.

Una perfetta metafora dell’animo umano.

Mi si è spezzato il cuore più volte.
Sono addolorata per Cyprian e Violet.
Sono in piena ossessione per Will e James e non so assolutamente in che modo Will potrà vincere la battaglia e il nemico peggiore che abbia mai dovuto affrontare, né come riusciranno a ricomporre ciò che è andato in frantumi.

Sono certa soltanto di una cosa: attenderò l’uscita del terzo pregando che arrivi il prima possibile.

Consigliatissimo!

Recensione: “Dark Rise” di C.S. Pacat

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Genere: Fantasy/Storico/Queer

5 + ⭐️
Ho appena finito il libro e ho già in mano il secondo.
Questo dovrebbe bastare per far capire quanto mi sia piaciuto.

Iniziamo con il dire che, già dalle prime righe, ho notato l’enorme salto qualitativo rispetto a Captive Prince, serie che ho amato ma che aveva, per me, delle mancanze soprattutto nel primo volume.

Nelle note finali l’autrice racconta di come abbia impiegato dieci anni solo per costruire il wordlbuilding e girato tutta Europa, e questo studio lo si riconosce in ogni dettaglio.

In Dark Rise da subito mi sono trovata immersa nella Londra del 1821, vera e pulsante come se fossi stata li. Allo stesso tempo, mi sono ritrovata catapultata in un mondo ricco di magia, misteri, epoche perdute e rinate.

Una eterna lotta tra il Bene e il Male, dove però tutto ciò che sembra può essere ribaltato da un momento all’altro e in ognuno dei personaggi possono risiedere varie anime e sfumature.

Un romanzo corale, un vero e molto ben strutturato fantasy storico che ti trascina con un ritmo incalzante, tra lotte e sangue che ti portano via personaggi, quando meno te l’aspetti e in modi anche orribili, straziandoti il cuore e facendoti saltare sulla sedia per la sorpresa e l’incredulità.

Nonostante alcune cose le avessi intuite, la storia è riuscita a sorprendermi e, ne sono certa, lo farà ancora nei prossimi libri della serie.

Per me, insomma, i soldi spesi per il cartaceo valgono fino all’ultimo centesimo!

Consigliatissimo!

Recensione: “Non ho paura del buio” di Robert Dugoni

Genere: Thriller

3.5 ⭐️

È il primo romanzo che leggo di questo autore e di sicuro mi è piaciuto.

Un buon thriller che mescola indagini a una parte legale, che mi affascina molto ed è stata la parte che più mi è piaciuta.

Il personaggio di Tracy con la sua caparbietà mi ha catturata dall’inizio, così come ho adorato Dan.

Ogni personaggio, a dire il vero, è ben caratterizzato nelle sue luci e ombre, e ti rende difficile stabilire se determinate scelte siano state giuste o meno. Quantomeno, ti rendi conto di quanto a volte il cosa sia giusto scorre su un filo sottilissimo e invisibile.

Ottimo ritmo, che mi ha fatto andare spedita per arrivare alla fine, anche se, devo dirlo, avevo intuito chi fosse il colpevole da un bel pezzo.

Di sicuro è una bella lettura che ti spinge anche a una serie di riflessioni.

Consigliato.

Recensione: “Misrule (Malice duology #2)” di Heather Walter

Genere: fantasy/wlw

Il secondo libro di questa dilogia fantasy mi ha trascinata dopo poche righe nel suo mondo e non mi ha fatta respirare fino all’ultima pagina.

Chiamarlo retelling è riduttivo, a mio parere.

Soprattutto in questo secondo volume gli argomenti che tratta sono di un’attualità incredibile: l’insensatezza di una guerra, di scontri tra popoli e specie diverse che va avanti da così tanto tempo da non avere più importanza su chi abbia iniziato o chi abbia sferrato l’ultimo colpo, perché alla fine rimarrà solo devastazione su tutti i fronti.

Le riflessioni di Alyce/Malyce/Nimara, il suo percorso di presa di coscienza di se stessa, la vera se stessa, le sue forze e fragilità, le scelte sbagliate fatte per i giusti motivi.
Un personaggio che ho amato tantissimo, anche quando era chiaro che fosse in errore.

Aurora, alla quale dai ragione più volte ma, allo stesso tempo, vorresti che agisse in modo diverso.

Il loro è un intreccio impossibile da sciogliere, ma divise da scelte sbagliate da entrambe le parti.

E che magnificenza tutti i personaggi secondari, dai folletti irriverenti e divertenti, ai Vila, i Demoni, i Goblin e i Mutaforma che fanno parte di questa nuova Corte Oscura, come anche gli umani caduti in disgrazia dopo la conquista di Briar.

I colpi di scena sono stati tanti, fino all’ultimo, nonostante almeno uno lo avessi intuito quasi subito.

Sono arrivata alla fine con l’affanno e ho apprezzato la scelta di Alyce. Un percorso di crescita emotiva e mentale che non poteva che portare a questo finale.

Il resto è consegnato nelle nostre mani e la mia fantasia già galoppa, come se mi trovassi in sella a Caos, volando su Briar con al fianco la fedele Callow per vedere in che modo viene ricucito ciò che è stato strappato, ma che mai potrà essere davvero separato.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Draakenwood (Whyborne & Griffin #9)” di Jordan L. Hawk

Genere: MM fantasy/storico

Non so chi amo di più, se Jordan L. Hawk che ha creato questa meravigliosa serie o i suoi personaggi.

Di sicuro, sono sempre più in assoluta adorazione di Whyborne per le sue fissazioni divertentissime (la storia della scrivania “oltraggiata” dalla sorella mi ha fatto ridere fino alle lacrime), per la forza e il coraggio che dimostra di avere (ne ha sempre avuto tantissimo già dall’inizio, pur non essendone consapevole) come per il potere che in lui cresce a ogni libro, senza però mai contaminarlo in modo negativo.

Insomma, sono ormai più che innamorata di questo personaggio.

Non da meno anche Griffin (amo la sua totale abnegazione e quelle fragilità nascoste che ha fatto in modo di trasformare nella propria forza), così come Christine e Iskander, Heliabel, Persephone e la signorina Parkhurst. Una bellissima found family che regge a ogni attacco.

Degni di nota molti personaggi secondari e il percorso di crescita emotiva fatta dal padre di Whyborne.

I guai, però, non sono ancora finiti, e io sono pronta per buttarmi nella prossima avventura… perché Widdershins sa chi gli appartiene e mi ha chiamato a sé ❤️

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Volevo essere la tua ragazza” di Meredith Russo

Genere: narrativa lgbtqia+/romanzo di formazione

Questo libro di narrativa lgbtqia+ è un romanzo di formazione delicato, a tratti struggente e duro, ma di sicuro emozionante.

Erano anni che volevo leggerlo e l’avevo sul mio kindle, e sono contenta sia arrivato il suo momento.

Amanda mi ha portata nel suo mondo, quello di un’adolescente transessuale, ma anche quello di una ragazza alle prese con il primo amore, con i problemi di integrarsi in una nuova scuola e farsi nuovi amici e amiche.

Per nessun adolescente è semplice, per una ragazza transgender le complicazioni si moltiplicano e l’autrice è riuscita a farmi comprendere ogni passaggio delicato dell’esistenza di Amanda, con una scrittura fluida, con passaggi che sono un pugno nello stomaco e altri che mi hanno fatto sorridere e ridere.

Il rapporto con i genitori, le nuove, stupende, amiche e quelle che, invece, tali non si sono dimostrate. Il primo amore. Tutto è ben calibrato e approfondito, senza mai scadere nel banale con un equilibrio perfetto.

Il percorso di crescita emotiva di Amanda, però, è il fulcro di tutto ed è quello che, alla fine, mi ha strappato una lacrima.

Una lettura per nulla pesante, nonostante gli argomenti trattati, che consiglio senza alcun dubbio.

Recensione: “Fine Turno” di Stephen King

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Genere: Thriller/paranormal

5 ++⭐️ per il terzo libro di questa bella trilogia thriller.

Posso dire che questo è il mio preferito della serie, e non solo per la parte paranormal che si amalgama perfettamente a tutto.

King è spesso riuscito a sorprendermi, mettermi ansia, tenermi attaccata alla sedia durante la lettura, ma farmi piangere è accaduto di rado.

Questo è uno dei libri in cui ci è riuscito.

Ho amato molto tutti e tre i personaggi principali: Bill, Holly e Jerome.
Ho odiato con tutto il cuore, pur restandone stregata proprio come sotto ipnosi, il villain perfetto: spietato, folle, sociopatico, mosso da una lucida intelligenza e furbizia al punto da metterti addosso la stessa ansia di chi si ritrova a fronteggiarlo.

Ritmo da cardiopalma sin dall’inizio. Trama ricca di sfaccettature e che, alla fine, ti porta anche a riflettere sulla drammaticità di alcune esistenze, sul senso della vita e su quanto sia importante fare di tutto per preservarla, cercando di non mollare mai anche di fronte alle difficoltà che ci sembrano insormontabili.

Insomma, una trilogia che mi sento assolutamente di consigliare!

Recensione: “Chi perde paga” di Stephen King

Genere: thriller

5 – ⭐️ per questo secondo volume della serie di Holly Gibney.

Ammetto che, rispetto a Mr. Mercedes, fino a quasi metà libro non mi ha entusiasmata quanto il precedente.

Mi è sembrato “lento” (quanto potrebbe esserlo un libro di King, quindi sempre di ottimo livello) e probabilmente a causa dei personaggi che non mi hanno da subito appassionata

L’antagonista, Morris, l’ho trovato fastidioso e irritante. Un ossessivo come dovrebbe essere, al limite della banalità nella sua realistica caratterizzazione, che prende buona parte della storia. Niente a che vedere con la inquietante follia dell’assassino della Mercedes che mette i brividi anche in poche righe.

Pete lo vediamo crescere e ci si affeziona subito alla sua storia, così come ne comprendiamo le scelte azzardate che si ritrova a dover prendere.

Billy, Holly e Jerome sono e restano i miei personaggi preferiti, ma appaiono così tardi nella storia (poco meno di metà) e per quanto fondamentali non sono i veri protagonisti del libro.

Tutto ciò mi ha fatto mettere quel segno meno davanti alle cinque stelle.

Va però detto che, da un certo punto in poi, non sono più riuscita a fermarmi. Il ritmo è adrenalinico, l’ansia è salita a mille e ho fatto una volata fino alla fine.

Ora devo assolutamente leggere il successivo, perché quelle poche righe su Brady sono la premessa di qualcosa di assolutamente inaspettato, che intriga e terrorizza allo stesso tempo.

Consigliato!