Recensione: “Il libro delle cose perdute” di John Connolly

Genere: Fantasy

5+ ⭐️

Non avevo alcuna idea di cosa aspettarmi da questo libro che non avevo mai letto prima d’ora, ed è stato una bellissima sorpresa.

Un mix di atmosfere tra “La Storia Infinita”, “Le Cronache di Narnia”, “Fairy Tale” e anche uno S. King dei primi libri.

David, il ragazzino protagonista, fa un viaggio incredibile in un mondo dove le fiabe vengono rivisitate e hanno le cupezze più di quelle originali popolari che non di quelle edulcorate per bambini. In aggiunta, però, anche una vena ironica che ha alleggerito alcuni momenti (i sette nani “compagni” e da Biancaneve che si sveglia e dà un ceffone al principe molesto mi hanno deliziata dalle risate.)

Il viaggio di David, però, è fortemente allegorico, è il suo personale percorso attraverso le proprie paure e incubi, ma anche la propria parte “crudele”, quella che tutti abbiamo, chi più e chi meno.

Si tratta, insomma, del viaggio stesso della nostra vita, quello che ci porta a fronteggiare le difficoltà, a scegliere quale strada intraprendere, ad affrontare le nostre paure, spesso meschine e non sempre reali, e decidere se combatterle o leggittimarle.

Ogni personaggio, dal più puro e valido, come Rolando (mi ha spezzato il cuore) o il Boscaiolo, a quelli inquietanti, come Leroi o l’Uomo Storto, sono così complessi e tridimensionali da farti dimenticare che appartengono a un mondo fantastico.

Bellissimo il finale (di questo primo libro che, a quanto ho capito, è la seconda edizione e corrisponde alla prima parte dell’intera opera suddivisa poi in due volumi), e non nascondo di essermi commossa.

Interessante la postfazione dell’autore e due vere chicche i due racconti successivi a fine libro.

Insomma… mi butto subito sul secondo e se non lo avete letto questo ve lo consiglio senza alcun dubbio!

Recensione: “Misrule (Malice duology #2)” di Heather Walter

Genere: fantasy/wlw

Il secondo libro di questa dilogia fantasy mi ha trascinata dopo poche righe nel suo mondo e non mi ha fatta respirare fino all’ultima pagina.

Chiamarlo retelling è riduttivo, a mio parere.

Soprattutto in questo secondo volume gli argomenti che tratta sono di un’attualità incredibile: l’insensatezza di una guerra, di scontri tra popoli e specie diverse che va avanti da così tanto tempo da non avere più importanza su chi abbia iniziato o chi abbia sferrato l’ultimo colpo, perché alla fine rimarrà solo devastazione su tutti i fronti.

Le riflessioni di Alyce/Malyce/Nimara, il suo percorso di presa di coscienza di se stessa, la vera se stessa, le sue forze e fragilità, le scelte sbagliate fatte per i giusti motivi.
Un personaggio che ho amato tantissimo, anche quando era chiaro che fosse in errore.

Aurora, alla quale dai ragione più volte ma, allo stesso tempo, vorresti che agisse in modo diverso.

Il loro è un intreccio impossibile da sciogliere, ma divise da scelte sbagliate da entrambe le parti.

E che magnificenza tutti i personaggi secondari, dai folletti irriverenti e divertenti, ai Vila, i Demoni, i Goblin e i Mutaforma che fanno parte di questa nuova Corte Oscura, come anche gli umani caduti in disgrazia dopo la conquista di Briar.

I colpi di scena sono stati tanti, fino all’ultimo, nonostante almeno uno lo avessi intuito quasi subito.

Sono arrivata alla fine con l’affanno e ho apprezzato la scelta di Alyce. Un percorso di crescita emotiva e mentale che non poteva che portare a questo finale.

Il resto è consegnato nelle nostre mani e la mia fantasia già galoppa, come se mi trovassi in sella a Caos, volando su Briar con al fianco la fedele Callow per vedere in che modo viene ricucito ciò che è stato strappato, ma che mai potrà essere davvero separato.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Nella Vita dei Burattini” di TJ Klune

Ci sono voluti un paio di giorni per scrivere questa recensione, tante le emozioni e i pensieri che hanno rimbalzato nella mia mente al termine della lettura.

Iniziamo col dire che, nella norma, adoro talmente tanto quest’autore che compro i suoi libri senza nemmeno leggere la trama. Ho scoperto quindi solo dopo l’acquisto che si trattava di un retelling di Pinocchio. Credevo sarebbe stata la volta che un suo libro non mi avrebbe entusiasmata, non essendo questa fiaba tra le mie preferite… quanto mi sbagliavo!

Qui non si tratta di un semplice retelling, ma di una magnifica e inaspettata interpretazione in un futuro distopico.

Ci sono chiari riferimenti a Pinocchio, sia la favola che la versione animata, ma volendo anche a Blade Runner, Wall-E, l’Uomo Bicentenario, Numero 5 e Matrix. Tutto perfettamente mescolato e reinterpretato, come solo un grande autore con un’immaginazione e creatività come la sua poteva fare.

Ho ritrovato il Klune divertente e ironico: quanto ho amato e riso con le interazioni tra il robottino aspirapolvere Rambo, che soffre di ansia da pulizie, e il robot Infermiera Ratched, una sociopatica favolosa.

Ho rivisto il Klune irriverente e dissacrante: in alcune scene, senza fare spoiler, sono letteralmente morta dal ridere e avrei voluto dare una pacca di consolazione al povero Victor per l’imbarazzo in cui si è ritrovato.

Ho scorto il Klune con cui tanto ho in comune: l’Amore senza limiti, quello tra un padre e un figlio, pur non di sangue, come quello tra due esseri del tutto diversi e una found family tenace.

Ho incontrato un Klune sempre più profondo: quante riflessioni sull’essenza della vita, sulla redenzione, su cosa significa davvero il “perdono”, sul libero arbitrio e sull’umanità che si possono trarre a fine lettura!

E ho pianto, ancora e di nuovo, a causa di un robottino delizioso – sì, lui aveva avvisato in un video, visto dopo la lettura, che sarebbe accaduto e aveva ragione! – di un umano fragile e coraggioso, pieno di dubbi e insicurezze costretto ad affrontare prove incredibili, e di un’intera e meravigliosa famiglia queer, nel vero senso della parola: differente, diversa dalla norma e, forse, proprio per questo unica e bellissima.

Lo consiglio? Assolutamente sì!

Recensione: “Malice” di Heather Walter

Genere: Fantasy/romance/LGBTQIA/FxF

È difficile, impossibile, dare meno di 5 ⭐ a questo libro, nonostante qualche piccolo refuso riscontrato.

Questo non è un semplice retelling di una favola in versione LGBTQIA, questo è un fantasy di tutto rispetto!

Ho adorato Alyce, Malyce, sin dal primo istante. L’ho sentita incredibilmente vicina, “umana”. Ho patito con lei ogni ingiustizia che ha subito, ho gioito per l’incontro con Aurora e per il modo in cui si sono avvicinate, trovandosi diversissime eppure simili, prigioniere entrambe delle aspettative altrui e di ciò che la società in cui vivono ha deciso per loro.

Un libro ricco di magia, di creature di ogni genere, un mondo creato che non ha nulla di meno di molti blasonati libri fantasy.

E poi la realtà, nella fantasia, di anime fragili, mai solo bianche o nere, ingenue, a volte corruttibili, non sempre in grado di perdonare e di fare la cosa più giusta.

Il finale è da cardiopalma e ti lascia con migliaia di domande non solo su ciò che avverrà nel prossimo libro, ma anche sulla natura stessa dell’essere umano.

In attesa spasmodica del prossimo, ringrazio Oscar Vault Mondadori per la copia ricevuta… e anche questo finirà in cartaceo sulla mia libreria.

Assolutamente consigliato!