Era una vita che mi si diceva di leggere questo romanzo, e avevano ragione a insistere.
Ho trovato lo stile dell’autorə, che assolutamente non conoscevo, più che originale.
Ho adorato il ritmo, i momenti intensi in cui mi ha fatta sprofondare nella mente contorta di Ash e quelli divertentissimi con Darian, un fantastico pirata glitterato che ho amato dalla prima all’ultima riga.
È stato un viaggio particolare, una lettura che mi sono bevuta in pochi giorni e di cui ho apprezzato ogni sfumatura, dalla caratterizzazione di tutti i personaggi, anche quelli secondari, allo sballottamento nei pensieri confusi e maniacali di Ash.
E poi c’è lui, Darian, una stella polare assolutamente divina che ti trascina nel suo mondo di sorrisi, abbigliamenti improbabili, cuore genuino, battute irriverenti “occhessoio”, ma con spalle forti perché alla fine ha ragione lui, può sempre essere “tutt’apposto”.
La vita è questa: alti e bassi, salite e discese, momenti belli e momenti brutti e la felicità sta solo nel viverla così come viene.
Come il caffè sospeso questa è una recensione “sospesa” e anche piuttosto lunga.
Nel senso che, essendo il libro quasi solo un’introduzione a tutta la #saga (lo si percepisce in maniera palpabile anche arrivando al termine delle 240 pagine), mi riservo di correggere questa valutazione, in meglio o in peggio, quando avrò letto gli altri della serie.
Premessa doverosa:
Avevo mille pregiudizi riguardo questa saga in quanto NON amo gli abusi romanticizzati, NON amo che si usi l’escamotage di un contesto di schiavismo per crogiolarsi in situazioni “erotiche” non consensuali ed estreme, sono alquanto stufa di leggere ovunque scene con pratiche sadomasochiste e similari, NON mi fa impazzire il trope “enemies to lovers”, NON mi strappo i capelli per i “bad boy”, i sadici, i villain e nemmeno per gli strateghi criminali o violenti.
Premesso tutto ciò, che non è poco, avevo scelto (anche dietro numerosi suggerimenti) di provare comunque a leggere questa saga super osannata per farmi una mia idea.
E, in ordine, sono accadute tre cose davvero inaspettate:
1. Sono rimasta incredibilmente affascinata da Laurent. È come se mi fossi ritrovata di fronte a un serpente incantatore che mi ha stregata. Chiariamoci, non sono innamorata, non ancora almeno, del personaggio, e non giustifico alcuni suoi atti, ma ne sono terribilmente incuriosita. Nonostante già dalla prima apparizione di Laurent abbia intuito un particolare importante (che non è stato svelato, ma sono certa salterà fuori) e a un certo punto abbia anche già immaginato particolari della sua infanzia/prima adolescenza (anche questi non svelati ancora), ciò che mi attrae di lui è la sua mente, la sua arguzia e il come riesce a superare con una fine strategia tutta una serie di ostacoli. Io amo gli intrighi di corte o politici, siano essi in epoca antica o moderna, e Laurent è il vero Re degli intrighi, che riesce a ribaltare a suo favore qualsiasi complotto si ordisca nei suoi confronti. Il come ci riesca è ciò che più mi attrae e appassiona.
2. Tutti gli abusi romanticizzati che temevo di incontrare sono stati evitati grazie all’unico punto di vista narrativo di Damen, il quale ha ben chiaro cosa sia una violenza o un abuso e cosa sia giusto o meno, anche in una società dove è consentito lo schiavismo. Mai nemmeno una volta si percepisce ciò che avviene come qualcosa di romantico. Anzi, personalmente ho avvertito lo stesso disgusto e la stessa rabbia di Damen, il che è di fatto una cosa positiva.
3. Appena terminato di leggere questo libro, in pochissimo tempo tra l’altro, ho iniziato la lettura del successivo. Li avevo acquistati tutti sul sito della casa editrice grazie a una promozione, e al momento non sono pentita d’averlo fatto come invece temevo.
Tutto questo appena detto mi avrebbe fatto dare anche un 5 ⭐, ma ho ancora alcune perplessità che sono le seguenti:
1. L’ambientazione. Ben descritti gli interni e gli abbigliamenti, ma fin quasi alla fine del libro avremmo potuto essere nell’antica Grecia come a Novara, su un altro pianeta o nel palazzo di fianco al mio. Manca davvero tanto un’ambientazione di più ampio respiro. Non dico di esagerare con infodump o descrizioni di 100 pagine alla Tolkien, ma neanche zero però. La saga è catalogata come fantasy solo perché i luoghi non esistono e non sono mai esistiti. Un modo, lo capisco, per non essere legati a tradizioni, eventi e fatti di un mondo antico, ma non basta una piantina a inizio libro e nomi fantasiosi per creare un vero mondo alternativo. Sulla fine del libro si è iniziato a vedere qualcosa di più, ma poco per me.
2. La sensazione, almeno entro il 30% del libro, che si usasse in alcuni momenti l’escamotage della società schiavista per indulgere nel racconto di pratiche erotiche non consensuali c’è stata e mi ha fatto storcere il naso. Non molte, per fortuna, e il pov di Damen, che ne era disgustato, ha mitigato di parecchio il tutto e incanalato, per fortuna, in una giusta direzione. Diciamo che, per me, alcune cose si sarebbero potute tranquillamente evitare e la narrazione non ne avrebbe affatto risentito.
Comunque sia, alla fine la storia risulta appassionante e, pur avendo già immaginato alcune cose, la curiosità di vedere in che modo si evolve mi spinge a proseguire.
Questo al momento è un grande punto a favore e mi spinge a consigliarne la lettura.
Non è il primo libro che ho letto di Agnes Moon e anche questo si è lasciato leggere con piacere, nonostante la narrazione in prima a pov alternati per capitoli non sia la mia preferita.
Dopo un po’ comunque la storia ha spiccato il volo e l’ho finita in breve tempo.
5 ⭐ piene per il colpo di scena assolutamente inaspettato. Ecco, solo quello vale tutto il libro e mi spingerebbe a rileggere i primi capitoli per vedere se c’erano indizi che non avevo notato (ammetto di non averlo ancora fatto e di non ricordare se, come dovrebbe essere, qualche pensiero di uno dei due protagonisti potesse trarre in inganno ed avere un significato diverso da quello che, poi, si scopre). Sorprendermi in questo modo non è semplice, quindi brava.
La storia alla fine è anche abbastanza complessa, forse avrebbe meritato un maggior approfondimento della parte puramente thriller e nello svolgimento finale, che ho trovato lievemente frettoloso e “semplificato” vista la dinamica di alcune situazioni. A meno che non esista un secondo libro di cui non sono a conoscenza o non ci sia in ballo l’idea di un secondo libro.
Nulla a che vedere, comunque, con i due protagonisti che sono stati ben sviscerati e caratterizzati. La loro storia è lineare e funziona.
Mary è oramai per me una di quelle autrici sulla quale vado a colpo sicuro. Non ho più nemmeno bisogno di leggere le trame per acquistare un suo libro. Decido di leggerle solo quando sto scegliendo il tipo di lettura che mi va in un determinato momento.
Era dunque arrivata l’ora di approfondire la conoscenza di Victor e Simon, che avevo incontrato e apprezzato già nel racconto dal quale è nata poi l’opera.
Che dire? Ho adorato entrambi. Del resto per me è impossibile non amare un nerd impacciato, ma dal potenziale incredibile (uno dei miei kink preferiti), e un vampiro fascinoso e ironico.
Il libro ha dei momenti divertenti e comici che mi hanno fatta sorridere e ridere non poche volte (cosa per nulla semplice da ottenere), un prologo che ti stende e ti lascia con il fiato sospeso, un colpo di scena assolutamente inaspettato e un finale che potrebbe anche, chissà, portare a un secondo libro, volendo.
Letto in pochi giorni e con estremo piacere è un’opera che scorre e ti lascia con un sorriso sulle labbra.
Io sapevo, ero certa, che questa serie mi sarebbe piaciuta, e le aspettative sono state assolutamente rispettate. L’unico difetto? Essere entrata nel tunnel dopo cinque secondi e aver già messo in lista i successivi dieci libri!
Whyborne l’ho adorato dal primo istante. Datemi un nerd che preferisce rifugiarsi tra libri e codici, impacciato come pochi, inseritelo in un contesto storico, aggiungeteci un bel po’ di mistero, magia, creature strane e orripilanti, e mi conquisterete in un nanosecondo. Se a questo, poi, ci aggiungete anche un Griffin, fascinoso, allegro, disarmante per certi versi, dal cuore più fragile di quello che sembra, il cocktail è perfetto!
Ho divorato il libro in pochi giorni. Il ritmo è incalzante, la parte mistery è talmente ben costruita che non ho intuito nulla, come invece spesso mi capita. I colpi di scena finali sono stati a dir poco perfetti. Le scene d’amore assolutamente sensuali e ben calibrate.
Avrei voluto qualche approfondimento in più nella parte finale, ma essendo il primo di undici libri, va benissimo così.
Super consigliato! (attenzione… se iniziate non potrete più fermarvi!)
È scontato, diciamolo, che io non riesca mai a dare meno di cinque stelle a un libro di Klune, ma per il quarto della serie “Amore a prima vista” ce ne vorrebbero minimo dieci, e non sarebbero abbastanza.
Ho evidenziato quasi venti passaggi che per un motivo o un altro mi hanno colpita, e mi sono trattenuta.
In questo ultimo libro ho potuto percepire in modo più netto il Klune più maturo, quello della serie Green Creek ad esempio (che sono stati i primi libti suoi che ho letto).
Ho riso come una matta, fin quasi a sentirmi male e lacrimare, per poi trovarmi travolta da riflessioni di una profondità unica.
Klune ha questa abilità incredibile e ha chiuso il cerchio attraverso la storia di Corey/Kori e Jeremy in un modo strepitoso.
E anche qui ho ritrovato, in modo ancor più evidente e rimarcato, questo sentimento che mi accomuna tanto a lui: il senso di “famiglia” allargata che non per forza di cose è soltanto quella che prevede legami di sangue o amori passionali.
Ha ragione da vendere: “il mondo può essere un posto meraviglioso quando ti circondi delle persone giuste”.
Non è sempre facile, come nulla lo è nella vita, ma è reale e possibile.
È questo ciò che dà senso alla vita, ed è la “speranza” che Klune riesce a regalarmi con ogni suo libro.
Mi mancheranno tutti, adesso: Paul, Vince, Nana, Matty e Larry, Sandy/Helena, Darren, Charlie e Robert, Corey/Kori e Jeremy. Persino Rotelle e il pappagallo terribile J.Depp.
Grazie, Klune, per tutto ciò che mi fai vivere ogni volta attraverso le tue parole.
Titolo: Tre uomini e una tata Titolo originale: Nanny with benefits Autore: Cassie Cole Traduttore: Isabella Nanni Editore: Juicy Gems Publishing Genere: Romanzo Rosa
Pagine: 247 Prezzo ebook: € 4,99
Prezzo cartaceo: € 14,99
ISBN-13: 979-8835658404
Data pubblicazione: 12 giugno 2022
Trama:
Doveva essere solo un lavoro part-time come tata. Poi è arrivata la pandemia. Ora sono in quarantena con tre uomini alla loro casa sul lago, isolata dal mondo. E considerato quello che hanno in programma per me, le cose potrebbero andare molto peggio. Bryce, il pittore dalla bellezza scura a cui sto facendo da tata al figlio. L’artista milionario sta cercando di ritrovare la sua scintilla creativa… e un po’ di scintillante divertimento con me finisce per essere la spinta di cui ha bisogno. Liam, il mercante d’arte inglese che mi ricorda David Beckham. Passa la maggior parte del tempo a nuotare nel lago e a girare per casa a torso nudo, e mi fa l’occhiolino come se sapesse che lo sto guardando. Pax, il loro consulente finanziario. Alto e magro, ha un senso dell’umorismo che mi fa sorridere nonostante il virus mortale.
Passo le giornate a fare da tata al bambino, mentre le notti mi dedico a cose più eccitanti… Per distogliere la mente dalla pandemia sono condivisa da questi tre uomini incredibili. Non sappiamo per quanto tempo saremo bloccati alla casa sul lago. Quindi tanto vale trarne il meglio, giusto?
Biografia:
Cassie Cole è una scrittrice di Reverse Harem Romance che vive a Fort Worth, Texas. Una sdolcinata nell’anima, pensa che un romanzo d’amore funzioni meglio con una trama che spacca!
Titolo: Un posto per Ricominciare Autorə: A Chorus Rainbow – AA.VV. Grafica: Antonella Grieco Editore: Amazon Self Publishing Genere: Antologia LGBTQIA+ ISBN 13 CARTACEO: 9798833639016 Lunghezza: 307 pagine – 78.957 parole Prezzo Ebook: € 3,99 Prezzo cartaceo: € 12,00
Trama:
Diciotto racconti Rainbow, diciotto mondi e viaggi tra il reale o il fantastico, tra il presente o il passato e un libro, ogni volta diverso, per illuminare il percorso fino alle porte di una casa famiglia di accoglienza per persone LGBTQIA+.
Diciotto penne arcobaleno, editor, correttorə di bozze e una grafica hanno creato, senza alcun compenso personale, quest’antologia di racconti e, in accordo con Gay Center/Gay Help Line – gaycenter.it, i proventi saranno interamente devoluti a favore della casa famiglia “Refuge Lgbt” di Roma.
Titoli racconti e autorə:
1. “Messaggi dal passato” di Eliana Matania Ruggiero 2. “Le stelle conoscono la strada” di Ilari C. 3. “Sogno di un amore immortale” di Francesca Daniele 4. “Palcoscenico” di Annarita Fortini 5. “La paura del buio” di Sara Canepa 6. “La strega e la ninfa” di Flamariel 7. “The show must go on” di Emma J Croft 8. “Un altro finale” di Mary Durante 9. “Anima Mundi” di Melanto Mori 10. “Nanà Satin” di Veronica Reburn 11. “La strada dell’arcobaleno” di Alice V. Longbow 12. “Tauromachia: un racconto dell’Eterna Notte” di Lisa A. Ocean 13. “Come tessere di un puzzle” di Nuel 14. “Per un’ultima volta” di Neko H. 15. “La visita” di Federica Soprani 16. “Du gefällst mir sehr” di Anna Reale 17. “Torte, fiori e nuovi amori” di A. L. Red 18. “Un posto per ricominciare” di F.N. Fiorescato
Biografia:
A Chorus Rainbow. Un gruppo di autorə arcobaleno si sono unitə per aiutare, con le loro storie, chi si trova in difficoltà solo a causa della propria identità di genere e/o sessualità. I guadagni totali dei libri pubblicati vengono donati ad associazioni LGBTQIA+
XVII secolo. Una nave pirata infesta il Mar delle Antille: l’Eclissi Blu, dal colore delle sue vele e degli occhi del suo capitano.
David, il Comandante Senz’anima, gode del favore della dea Calipso. Ella gli ha concesso la fortuna in mare, la fama e la possibilità di vendicarsi dell’uomo che nove anni prima tradì il suo capitano e amante.
Ma c’è sempre un prezzo da pagare, quando si ha a che fare con gli dei. E David ha accettato di pagarlo.
Una notte, un gruppo di corsari attacca l’Eclissi, guidato dal giovane Morgan, nientemeno che il figlio di Abraxas il Boia, l’uomo che David ha giurato di uccidere. Così il capitano lo fa prigioniero, deciso a usarlo in tutti i modi, anche i più terribili e abietti, per vendicarsi di suo padre.
Ma presto dovrà fare i conti con gli occhi verde tempesta del ragazzo. E intanto il tempo avanza inesorabile, verso il saldo del debito con Calipso…
4.5 per la parte thriller 3- per la parte romance/personaggi 3.5 valutazione finale
Dunque, unpopolar opinion: non è facile recensire questo libro, e la mia personale valutazione si è alzata solo grazie al penultimo capitolo.
Andiamo per ordine.
Di sicuro la parte thriller è quella che più mi è piaciuta e che mi ha spinta ad andare avanti. Frizzante nelle scene di azione, intrigante la struttura investigativa e tutto ciò che riguarda il serial killer e lo schema delle sue uccisioni.
Nonostante avessi intuito chi fosse il killer (a un certo punto mi sono anche chiesta come fosse possibile che non lo avessero sospettato anche loro) ammetto che il penultimo capitolo mi ha per un attimo “destabilizzata”, facendomi dubitare delle mie intuizioni (cosa assolutamente positiva in un thriller) e ha un ritmo davvero ottimo. Molto ben costruito, insomma.
Questo penultimo capitolo ha fatto alzare di un punto il tutto, facendomi “dimenticare” anche alcune semplificazioni su delle situazioni “mediche” che avevano alcune “falle”. Consideriamo però anche che il romanzo non è recentissimo e alcune pratiche sono mutate nel tempo, quindi 4.5 per la parte thriller ci sta tutta.
La parte romance e della linearità dei protagonisti è quella che mi è piaciuta di meno.
Non è solo questione di gusto, ho trovato confusionario il loro modo di rapportarsi (e non parlo dei pov multipli nelle stesse scene come tecnica narrativa. Sono abituata a questo tipo di narrazione e non mi crea problemi).
Il discorso principale è che ho trovato il loro modo di comportarsi e rapportarsi a volte poco “chiaro”. Mi ha dato l’impressione che si volesse a forza creare problemi.
Io amo i personaggi che crescono anche lentamente, che sono preda di confusioni, ma in questo caso mi sono sembrati “schizzofrenici”. Un continuo cambiar umore e idea ogni cinque secondi, dialoghi in alcuni punti lunghissimi e, narrativamente, superflui, senza un palese e chiaro motivo, agli occhi almeno di chi legge. Una scena di “scontro” tra i due davvero esageratamente lunga, al punto d’avermi annoiata.
Alla fine mi ci sono comunque un poco affezionata, eh. Tuttavia, non mi ha entusiasmata come è accaduto invece alla maggior parte delle persone che ha letto questa serie.
Anche qui, consideriamo che è il primo e che è stato scritto un bel po’ di anni fa, quindi, avendo sul mio kindle già il secondo, leggerò anche il successivo sperando in un’evoluzione positiva.