Recensione: “Sidecar” di Amy Lane

Genere: MM romance

5 stelle super meritate!

Ho acquistato questo libro un anno fa sul sito della casa editrice attirata innanzitutto dalla cover.
Nel mucchio di copertine con “fusti” più o meno vestiti, questa decisamente risaltava agli occhi per originalità. Ho pensato da subito che potesse essere qualcosa di diverso, e quando ho letto la trama la prima impressione è stata confermata.

Poi, come sempre, i libri mi chiamano al momento giusto (mi accade anche con quelli che scrivo io) e solo adesso ho capito  che era arrivata l’ora di leggerlo.

Circondata dalla tranquillità delle colline e immersa nel verde, ho potuto godere appieno di questo che, di fatto, è di sicuro il gay romance più bello mai letto.

Questa non è una storia come le altre, ma un viaggio vero e proprio attraverso gli anni e i cuori dei due personaggi, ma anche toccando argomenti di ogni genere, alcuni dei quali tosti, ma trattati con una delicatezza incredibile.

Ho amato Joe dal primo istante. Josiah è l’orso dal cuore più saldo e grande che abbia mai incontrato.

Ho adorato Casey dal primo secondo, e ammirato e vissuto con lui ogni passo, ogni caduta e tutta la crescita incredibile. Il suo entusiasmo irruente unito alla testardaggine è veramente una miscela esplosiva.

Il percorso di questi due uomini, la trasformazione lenta dei sentimenti di Joe, il modo diverso in cui affrontano la vita e il come riescano poi ad accettare i compromessi necessari per costruire qualcosa di comune e importante, tutto ciò mi ha emozionata più volte.

Ho amato ogni cosa di questo libro, dalle ambientazioni, ai personaggi, al come interagiscono tra loro, al rapporto con le rispettive famiglie, con gli amici, con i cambiamenti personali e della società, con gli amori fugaci e non, che sono venuti e andati durante venticinque anni e che hanno permesso a entrambi di crescere e capire cosa realmente volessero.
Persino gli animali ho amato in questo romanzo e la casa, dapprima sgangherata ma sempre accogliente, in cui Joe porta Casey salvando un ragazzino dalla strada e se stesso dalla solitudine autoimposta.

Assolutamente super consigliato!

Recensione: “Hindsight” di Enys LZ

Genere: MM romance urban fantasy

Un generale 4.5 ⭐

Iniziamo con il dire una cosa: se non mi avessero detto che questo è un urban fantasy, io non lo avrei letto.

La cover, per quanto alla fine la comprendi e ha un senso, continuo a trovarla davvero inquietante e, soprattutto, fa pensare più a un horror satanico/religioso e con magari violenza domestica più che a un urban fantasy di questo genere.
Non avrei nemmeno letto la trama se non avessi conosciuto l’autrice e non avessi chiesto delucidazioni.
Ho anche fatto una prova, chiedendo ad altre persone, forti lettori, che tipo di libro pensavano fosse guardando la cover, e la risposta è stata la stessa.

Perché faccio questa premessa? Perché questo è davvero un buon urban fantasy e mi chiedo quante persone, che non frequentano gruppi e autori, abbiano guardato la cover e siano passati avanti fuorviati, senza neanche dare una possibilità a un libro che merita sicuramente di essere letto e apprezzato.

Ovviamente, ho amato Sean sin dal primo momento (anche se avrei preferito che la nota introduttiva sul personaggio fosse messa come nota finale, perché mi ha anticipato una cosa importante di Sean che avrei voluto scoprire e capire da sola leggendo.)
Un personaggio con così tante sfumature, dubbi, insicurezze e forze inconsapevoli, che non puoi non amare dalla prima all’ultima riga.

Raphael è anche più complesso, e credo meriti maggiore approfondimento. Sono certa che nei prossimi libri (di sicuro ce ne saranno, anche se è autoconclusivo. Ci sono molte cose ancora da dire) l’autrice avrà modo di parlarci ancora di lui e della incredibile dicotomia che si trova ad affrontare (ho faticato a comprendere, ammetto, in che modo riesca a conciliare le varie parti di sé.)

Bellissimo che sia un romanzo corale nel vero senso del termine. Amo i libri in cui tutti i personaggi trovano il loro spazio e non ci si sofferma solo su uno o due.

Tra l’altro, diciamo anche che, per la seconda volta, l’autrice mi ha fatta innamorare perdutamente di un personaggio secondario, di cui vediamo poco a fine libro, ma quel poco: WOW. Attendo con ansia un libro dedicato a lui.

Insomma, tirando le somme: bel ritmo, bella idea di mondo creato, bei personaggi, tutti, e bella storia d’amore.

Sicuramente consigliato.

Recensione: “Una raffinata trasgressione” di K.J. Charles

Genere: MM romance storico

Decisamente io ho una certa passione per gli uomini eleganti, aristocratici, dalla parlantina sagace, all’apparenza freddi e “debosciati” eppure letali al momento opportuno quanto una lama affilata.

Ho anche una notevole passione per gli storici, quindi capirete che non potevo non soccombere al fascino di Julius e non gradire un romanzo ambientato in una Londra di primo Ottocento.

La storia è gradevole, i personaggi ben strutturati nonostante la complessità delle situazioni in cui si trovano, la relazione tra Julius e Harry appassiona e le altre, che si immagina verranno raccontate nei successivi libri, incuriosiscono.

Peccato mi sia mancata l’ambientazione esterna. Avrei voluto “respirare” e vivere un pochino di più l’aria e l’atmosfera di quel periodo. Ben costruito invece il contesto storico e sociale in cui i personaggi si muovono, con i suoi contrasti tra ricchezza e povertà.

Un generale 4 ⭐ e un libro di cui consiglio comunque la lettura.

Recensione: “Ancora una fermata” di Casey McQuiston

Genere: romance LGBTQIA FxF

Credo che la miglior sintesi di questa recensione possa essere ciò che la editor di C. McQuiston, come raccontato nei ringraziamenti finali, disse quando le accennò la trama: “l’idea è folle. Scrivila!”

Ho acquistato questo libro senza nemmeno aver letto la quarta di copertina. Avevo adorato il precedente, sapevo solo che questa volta sarebbero state due ragazze le protagoniste e ho comprato a occhi chiusi.

Non solo non ha disatteso le aspettative, ma questo romanzo è andato oltre. Se il primo è bello, questo è un assoluto capolavoro!

New York raccontata in un modo splendido, al punto d’aver avuto la sensazione di essere lì.
Un gruppo di amici, una famiglia queer favolosa (li ho amati tutti, dal primo all’ultimo!)
Una storia pazzescamente folle!

E, soprattutto, l’Amore in ogni sua forma, nel bene e nel male, con le sue paure o la spavalderia, per ogni aspetto della vita, per ogni persona che si incontra sul proprio percorso e che ci rende ciò che siamo.
Per se stessi, per un posto da chiamare “casa”, per la voglia di vivere e andare avanti, nonostante tutto.

“A volte certe cose non possiamo fare altro che SENTIRLE. Solo perché MERITANO di essere sentite.”

È il senso del libro, è il senso del percorso di crescita che fa ogni personaggio, è il senso di un amore impossibile ma splendido, è il senso di una storia all’apparenza irreale o surreale, eppure più vera di tante altre.

È il senso della vita.

Super consigliato!

Ps: menzione d’onore alla tazza avuta in regalo con il cartaceo. Io che amo il caffè americano ho compreso il perché di queste tazze spettacolari.

Recensione: “Glitterland” di Alexis Hall

Genere: MM Romance

Era una vita che mi si diceva di leggere questo romanzo, e avevano ragione a insistere.

Ho trovato lo stile dell’autorə, che assolutamente non conoscevo, più che originale.

Ho adorato il ritmo, i momenti intensi in cui mi ha fatta sprofondare nella mente contorta di Ash e quelli divertentissimi con Darian, un fantastico pirata glitterato che ho amato dalla prima all’ultima riga.

È stato un viaggio particolare, una lettura che mi sono bevuta in pochi giorni e di cui ho apprezzato ogni sfumatura, dalla caratterizzazione di tutti i personaggi, anche quelli secondari, allo sballottamento nei pensieri confusi e maniacali di Ash.

E poi c’è lui, Darian, una stella polare assolutamente divina che ti trascina nel suo mondo di sorrisi, abbigliamenti improbabili, cuore genuino, battute irriverenti “occhessoio”, ma con spalle forti perché alla fine ha ragione lui, può sempre essere “tutt’apposto”.

La vita è questa: alti e bassi, salite e discese, momenti belli e momenti brutti e la felicità sta solo nel viverla così come viene.

Assolutamente consigliato.

Recensione: “Il principe prigioniero (Captive Prince Vol. 1)” di C.S. Pacat

4 ⭐ nel complesso

Come il caffè sospeso questa è una recensione “sospesa” e anche piuttosto lunga.

Nel senso che, essendo il libro quasi solo un’introduzione a tutta la #saga (lo si percepisce in maniera palpabile anche arrivando al termine delle 240 pagine), mi riservo di correggere questa valutazione, in meglio o in peggio, quando avrò letto gli altri della serie.

Premessa doverosa:

Avevo mille pregiudizi riguardo questa saga in quanto NON amo gli abusi romanticizzati, NON amo che si usi l’escamotage di un contesto di schiavismo per crogiolarsi in situazioni “erotiche” non consensuali ed estreme, sono alquanto stufa di leggere ovunque scene con pratiche sadomasochiste e similari, NON mi fa impazzire il trope “enemies to lovers”, NON mi strappo i capelli per i “bad boy”, i sadici, i villain e nemmeno per gli strateghi criminali o violenti.

Premesso tutto ciò, che non è poco, avevo scelto (anche dietro numerosi suggerimenti) di provare comunque a leggere questa saga super osannata per farmi una mia idea.

E, in ordine, sono accadute tre cose davvero inaspettate:

1. Sono rimasta incredibilmente affascinata da Laurent. È come se mi fossi ritrovata di fronte a un serpente incantatore che mi ha stregata. Chiariamoci, non sono innamorata, non ancora almeno, del personaggio, e non giustifico alcuni suoi atti, ma ne sono terribilmente incuriosita.
Nonostante già dalla prima apparizione di Laurent abbia intuito un particolare importante (che non è stato svelato, ma sono certa salterà fuori) e a un certo punto abbia anche già immaginato particolari della sua infanzia/prima adolescenza (anche questi non svelati ancora), ciò che mi attrae di lui è la sua mente, la sua arguzia e il come riesce a superare con una fine strategia tutta una serie di ostacoli.
Io amo gli intrighi di corte o politici, siano essi in epoca antica o moderna, e Laurent è il vero Re degli intrighi, che riesce a ribaltare a suo favore qualsiasi complotto si ordisca nei suoi confronti. Il come ci riesca è ciò che più mi attrae e appassiona.

2. Tutti gli abusi romanticizzati che temevo di incontrare sono stati evitati grazie all’unico punto di vista narrativo di Damen, il quale ha ben chiaro cosa sia una violenza o un abuso e cosa sia giusto o meno, anche in una società dove è consentito lo schiavismo. Mai nemmeno una volta si percepisce ciò che avviene come qualcosa di romantico. Anzi, personalmente ho avvertito lo stesso disgusto e la stessa rabbia di Damen, il che è di fatto una cosa positiva.

3. Appena terminato di leggere questo libro, in pochissimo tempo tra l’altro, ho iniziato la lettura del successivo. Li avevo acquistati tutti sul sito della casa editrice grazie a una promozione, e al momento non sono pentita d’averlo fatto come invece temevo.

Tutto questo appena detto mi avrebbe fatto dare anche un 5 ⭐, ma ho ancora alcune perplessità che sono le seguenti:

1. L’ambientazione. Ben descritti gli interni e gli abbigliamenti, ma fin quasi alla fine del libro avremmo potuto essere nell’antica Grecia come a Novara, su un altro pianeta o nel palazzo di fianco al mio.
Manca davvero tanto un’ambientazione di più ampio respiro.
Non dico di esagerare con infodump o descrizioni di 100 pagine alla Tolkien, ma neanche zero però.
La saga è catalogata come fantasy solo perché i luoghi non esistono e non sono mai esistiti. Un modo, lo capisco, per non essere legati a tradizioni, eventi e fatti di un mondo antico, ma non basta una piantina a inizio libro e nomi fantasiosi per creare un vero mondo alternativo. Sulla fine del libro si è iniziato a vedere qualcosa di più, ma poco per me.

2. La sensazione, almeno entro il 30% del libro, che si usasse in alcuni momenti l’escamotage della società schiavista per indulgere nel racconto di pratiche erotiche non consensuali c’è stata e mi ha fatto storcere il naso. Non molte, per fortuna, e il pov di Damen, che ne era disgustato, ha mitigato di parecchio il tutto e incanalato, per fortuna, in una giusta direzione. Diciamo che, per me, alcune cose si sarebbero potute tranquillamente evitare e la narrazione non ne avrebbe affatto risentito.

Comunque sia, alla fine la storia risulta appassionante e, pur avendo già immaginato alcune cose, la curiosità di vedere in che modo si evolve mi spinge a proseguire.

Questo al momento è un grande punto a favore e mi spinge a consigliarne la lettura.

Recensione: “Deception” di Agnes Moon

Non è il primo libro che ho letto di Agnes Moon e anche questo si è lasciato leggere con piacere, nonostante la narrazione in prima a pov alternati per capitoli non sia la mia preferita.

Dopo un po’ comunque la storia ha spiccato il volo e l’ho finita in breve tempo.

5 ⭐ piene per il colpo di scena assolutamente inaspettato.
Ecco, solo quello vale tutto il libro e mi spingerebbe a rileggere i primi capitoli per vedere se c’erano indizi che non avevo notato (ammetto di non averlo ancora fatto e di non ricordare se, come dovrebbe essere, qualche pensiero di uno dei due protagonisti potesse trarre in inganno ed avere un significato diverso da quello che, poi, si scopre). Sorprendermi in questo modo non è semplice, quindi brava.

La storia alla fine è anche abbastanza complessa, forse avrebbe meritato un maggior approfondimento della parte puramente thriller e nello svolgimento finale, che ho trovato lievemente frettoloso e “semplificato” vista la dinamica di alcune situazioni. A meno che non esista un secondo libro di cui non sono a conoscenza o non ci sia in ballo l’idea di un secondo libro.

Nulla a che vedere, comunque, con i due protagonisti che sono stati ben sviscerati e caratterizzati. La loro storia è lineare e funziona.

Insomma, nel complesso le 4 ⭐ ci stanno tutte.

Recensione: “Un morso è per sempre” di Mary Durante

4.5 per questo libro di Mary ci sta tutto.

Mary è oramai per me una di quelle autrici sulla quale vado a colpo sicuro. Non ho più nemmeno bisogno di leggere le trame per acquistare un suo libro. Decido di leggerle solo quando sto scegliendo il tipo di lettura che mi va in un determinato momento.

Era dunque arrivata l’ora di approfondire la conoscenza di Victor e Simon, che avevo incontrato e apprezzato già nel racconto dal quale è nata poi l’opera.

Che dire? Ho adorato entrambi. Del resto per me è impossibile non amare un nerd impacciato, ma dal potenziale incredibile (uno dei miei kink preferiti), e un vampiro fascinoso e ironico.

Il libro ha dei momenti divertenti e comici che mi hanno fatta sorridere e ridere non poche volte (cosa per nulla semplice da ottenere), un prologo che ti stende e ti lascia con il fiato sospeso, un colpo di scena assolutamente inaspettato e un finale che potrebbe anche, chissà, portare a un secondo libro, volendo.

Letto in pochi giorni e con estremo piacere è un’opera che scorre e ti lascia con un sorriso sulle labbra.

Insomma, una volta di più, brava Mary.

Consigliato!

Recensione: “Widdershins (Whyborne & Griffin Vol. 1)” di Jordan L. Hawk

Io sapevo, ero certa, che questa serie mi sarebbe piaciuta, e le aspettative sono state assolutamente rispettate.
L’unico difetto? Essere entrata nel tunnel dopo cinque secondi e aver già messo in lista i successivi dieci libri!

Whyborne l’ho adorato dal primo istante. Datemi un nerd che preferisce rifugiarsi tra libri e codici, impacciato come pochi, inseritelo in un contesto storico, aggiungeteci un bel po’ di mistero, magia, creature strane e orripilanti, e mi conquisterete in un nanosecondo.
Se a questo, poi, ci aggiungete anche un Griffin, fascinoso, allegro, disarmante per certi versi, dal cuore più fragile di quello che sembra, il cocktail è perfetto!

Ho divorato il libro in pochi giorni. Il ritmo è incalzante, la parte mistery è talmente ben costruita che non ho intuito nulla, come invece spesso mi capita. I colpi di scena finali sono stati a dir poco perfetti. Le scene d’amore assolutamente sensuali e ben calibrate.

Avrei voluto qualche approfondimento in più nella parte finale, ma essendo il primo di undici libri, va benissimo così.

Super consigliato! (attenzione… se iniziate non potrete più fermarvi!)

Recensione: “Dimmi per ch3 combattiamo” di TJ Klune

È scontato, diciamolo, che io non riesca mai a dare meno di cinque stelle a un libro di Klune, ma per il quarto della serie “Amore a prima vista” ce ne vorrebbero minimo dieci, e non sarebbero abbastanza.

Ho evidenziato quasi venti passaggi che per un motivo o un altro mi hanno colpita, e mi sono trattenuta.

In questo ultimo libro ho potuto percepire in modo più netto il Klune più maturo, quello della serie Green Creek ad esempio (che sono stati i primi libti suoi che ho letto).

Ho riso come una matta, fin quasi a sentirmi male e lacrimare, per poi trovarmi travolta da riflessioni di una profondità unica.

Klune ha questa abilità incredibile e ha chiuso il cerchio attraverso la storia di Corey/Kori e Jeremy in un modo strepitoso.

E anche qui ho ritrovato, in modo ancor più evidente e rimarcato, questo sentimento che mi accomuna tanto a lui: il senso di “famiglia” allargata che non per forza di cose è soltanto quella che prevede legami di sangue o amori passionali.

Ha ragione da vendere: “il mondo può essere un posto meraviglioso quando ti circondi delle persone giuste”.

Non è sempre facile, come nulla lo è nella vita, ma è reale e possibile.

È questo ciò che dà senso alla vita, ed è la “speranza” che Klune riesce a regalarmi con ogni suo libro.

Mi mancheranno tutti, adesso: Paul, Vince, Nana, Matty e Larry, Sandy/Helena, Darren, Charlie e Robert, Corey/Kori e Jeremy. Persino Rotelle e il pappagallo terribile J.Depp.

Grazie, Klune, per tutto ciò che mi fai vivere ogni volta attraverso le tue parole.

Super consigliato!