Recensione: “Saviors” di Daniela Barisone

Genere: MM Romance/Fantasy/Western

5 ⭐️

Western, romance MM e fantasy. Un connubio talmente originale che già questo per me era una garanzia. Aggiungiamoci poi anche la sapiente penna di Daniela Barisone e il gioco è fatto.

Non ricordo di aver letto nulla di questo genere, a parte alcuni libri della serie de La Torre Nera dove ritroviamo un pistolero in un paesaggio da antico West ed elementi fantasy.

Di sicuro, non ne ho letti altri nel mondo dei romance MM, non almeno ambientati nel vecchio Far West.

L’elemento fantasy qui è spettacolare e non solo uno sfondo, ma parte integrante e principale della storia.

Ho adorato ogni cosa:

. La figura misteriosa di Malrick il Corvo, con la maschera a coprire sempre il volto e un rigore silenzioso e metodico, che nasconde fragilità e vulnerabilità insospettate.

. Il personaggio di Finn, un ladro dalla lingua lunga che non sta zitto un attimo (le sue interminabili chiacchiere irriverenti nei momenti più impensabili e in contrasto ai silenzi di Malrick sono un vero spasso). Un giovane uomo che nasconde dietro le battute e l’ironia a ogni costo tutte le sue insicurezze.

. La magia del Vincolo, un legame mistico che lega indissolubilmente un Corvo al Vincolato.

. L’Ordine dei Corvi a cui appartiene Malrick, giudici severi e temuti al punto da sembrare più inquisitori, che protettori o portatori di giustizia.

. La descrizione precisa e maestosa di ogni ambiente, dal deserto alla cittadella/fortezza inquietante di Corvalis.

. Demoni, mostri, zombie e la cattiveria umana da combattere a ogni passo, con scene perfettamente cruente (avvisate a inizio capitolo dai TW) che hanno reso la lettura accattivante.

. Azione e suspense da cardiopalma fino all’ultimo, che si alternano alla passione devastante e a volte disperata tra i due personaggi.

. Una unione nata dalla necessità per trasformarsi con fatica e con il tempo in una scelta.

Insomma, questa storia è stata una delizia da leggere e vivere e ve la consiglio assolutamente!

Recensione: “Hexslayer – Il distruggincantesimi (Hexworld #3)” di Jordan L. Hawk

Genere: Fantasy storico MM

5 ⭐️

Anche questo terzo libro della serie (finito il 31 ottobre) è stato una piacevole sorpresa.

Nick, il famiglio fratello di Rook, si era già visto nella storia precedente e si era capito quanto fosse un personaggio testardo e tendenzialmente ribelle a qualsiasi imposizione e ostile agli stregoni.

Jamie, invece, è stata la scoperta e credo sia tra i personaggi che ho più amato fino a ora. Uno stregone umile, sia per il carattere placido, ma determinato, sia per la disabilità dovuta alla perdita di una gamba durante una guerra.

Chiunque al posto suo avrebbe approfittato di essere un reduce di una campagna importante, nonché il nipote di un’alta carica nella polizia, ma non lui.

Jamie non pretende mai, non vuole trattamenti di favore né pietà, preferisce stare per conto suo nelle stalle e non si lamenta di venire relegato a cocchiere del carro della polizia magica.

Soprattutto, Jamie ha un cuore d’oro e l’incontro con Nick diventa un perfetto incastro. Solo uno stregone come Jamie, che non pretende mai, che rispetta i limiti e desideri altrui senza per questo farsi mai calpestare, poteva scardinare la corazza di un famiglio indurito dalle vicende del suo passato e in lotta costante con il mondo intero.

La parte di suspense, come sempre, ti tiene con il fiato sospeso. Nuovi nemici da affrontare, che si svelano soltanto parte di una tela ancor più vasta di quello che si immaginava.

Ho adorato anche qui le descrizioni della New York di quegli anni e le note finali che sottolineano le differenze tra la parte inventata e la realtà storica.

Che dire? Che ho già iniziato il successivo!

Recensione: “Hexmaker – il creaincantesimi (Hexworld #2)” di Jordan L. Hawk

Genere: MM romance/fantasy/storico

5 ⭐️

Anche il secondo libro di questa serie mi ha conquistata subito, e lo ha fatto in modo inaspettato.

Credevo, innanzitutto, ci sarebbero stati altri due protagonisti, ma Jordan mi ha sorpresa e lo ha fatto in svariati modi.

Malachi e Owen li si ama subito, il primo furbo e smaliziato, come da sua natura di famiglio-volpe, e il secondo un mago/nerd. Un ladro che ha vissuto di inganni e furti per sopravvivere, e un nobile che appartiene a una delle famiglie più importanti dei 400 nella New York della “gilded age” (ah, quanto ho amato tutti i riferimenti storici di questo periodo.)

Due personaggi che era impossibile non facessero breccia nel mio cuore, perfetti quanto improbabili insieme.

Sono rimasta affascinata non soltanto dal modo in cui si avvicinano uno all’altro, dalle loro connessioni molto sensuali alle difficoltà date dalla differenza sociale e impegni verso le rispettive famiglie.

Mal e Owen hanno i loro acciacchi interiori, sensi di colpa e debiti che sentono di dover ripagare e che li costringono su strade che non vorrebbero intraprendere. Ed ecco che il loro legame, seppur con un tempo scandito da una clessidra, diventa il perfetto rifugio, dove uno può liberarsi dal pensiero delle responsabilità relegando all’altro ogni controllo, e l’altro si assume l’onere di guidare il piacere per tutti e due.

Nella norma, preferisco libri con poche scene passionali e, soprattutto ultimamente, sospiro rassegnata quando mi ritrovo davanti questo tipo di interazioni. Esistono, però, delle eccezioni e questo libro di sicuro ne fa parte.

La sensualità delle scene e il modo in cui è stato gestito il rapporto che lega Mal e Owen per me sono un okay pieno e convinto.

Tutto ciò, su una trama ricca di magia, suspense e azione. Gli ultimi capitoli li ho letteralmente bevuti senza riuscire a fermarmi.

Che dire? Stanotte, quando ho terminato questo, ho iniziato subito il successivo!

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Hexbreaker – Lo spezzaincantesimi (Hexworld #1)” di Jordan L. Hawk

Genere: MM Fantasy

5 ⭐️

Non potrà appassionarmi come la serie di Whyborne & Griffin, pensavo prima di iniziare questo libro di Jordan L. Hawk…

Quanto mi sbagliavo!

Premetto che adoro l’unione di questo specifico periodo storico traslato in un universo ricco di magia, come adoro i libri con streghe, stregoni e famigli e il legame che tra loro può essere stabilito.

Se a tutto ciò aggiungiamo una trama thriller, famigli mutaforma, legami che diventano più di una semplice connessione e la scrittura di Jordan, beh il gioco è fatto.

Cicero mi ha avuta dal primo secondo.
Potevo mai non amare subito un famiglio gatto, nero per giunta, dal carattere sensuale, una mente artistica e bohémien, all’apparenza dedito ai piaceri della vita e diffidente, ma intimamente fragile e romantico?

Tom non è stato da meno, uno stregone potente con un passato oscuro da cui tenta di redimersi da molti anni vivendo come un semplice umano poliziotto in un umile quartiere.
Un uomo spezzato dentro, che non si tira indietro davanti a minacce che possono mettere a repentaglio la vita di molte persone, ma che, indagando, potrebbero far saltare la sua copertura e tranquilla vita che si era fino a questo momento ritagliata.

In tutto ciò, in una New York di fine Ottocento, fatti storici realmente accaduti (ho apprezzato molto questo e anche le note finali che dimostrano l’accurata ricerca) si mescolano con un mondo magico, in cui la polizia umana lavora da una parte e spesso in concorrenza con la polizia magica.

Perfette come sempre le ambientazioni, bellissimi tutti i personaggi secondari ma importanti e ai quali ti affezioni in un attimo, azione e suspense mescolate a passione ed emozioni.

Cicero e Tom mi hanno conquistata, e per fortuna ho anche già i tre successivi libri della serie per seguire le storie di tutti gli altri.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Il nemico del mio nemico (The Executive office vol. 2)” di Tal Bauer

Genere: MM Thriller

5+++ ⭐️

Non so per quale motivo io abbia aspettato così tanto tempo per proseguire questa serie. Eppure, non c’è periodo migliore per leggere un romanzo con i presidenti che veramente vorrei esistessero nella vita reale.

La fantapolitica mi ha sempre affascinata, ma qui andiamo ben oltre: c’è azione, tanta, speranza e desiderio di costruire un mondo migliore. Una lotta costante per affermare il semplice diritto di Amare ed “essere” e contro chi vuole solo dominare e distruggere ogni cosa.

Non credevo che il secondo romanzo (dopo il breve racconto tra i due) mi sarebbe piaciuto più del primo, ma così è stato.

La storia di Jack ed Ethan è sempre appassionante, i loro personaggi complessi e ricchi di sfaccettature. Ci sono dubbi e insicurezze, difficoltà interiori ed esterne a loro due da affrontare non da poco. Ho sofferto per entrambi tantissimo a un certo punto del libro.

Bellissimi, però, anche gli altri personaggi che non sono affatto secondari e di cui seguiamo gioie e dolori, soprattutto i secondi: Sergey, Sasha, Adam e Faisal.

Ecco, Faisal mi aveva già colpito nel precedente libro, ma qui mi ha proprio strappato anima e cuore. Ho letteralmente pianto per lui.

I colpi di scena sono stati talmente tanti da tenermi attaccata alla lettura senza riuscire a separarmene da circa la metà in poi.

Molto apprezzati i racconti bonus finali, una sorta di missing moments o di punti di vista diversi su ciò che era già accaduto ai vari personaggi.

Cosa posso dirvi ancora? Per fortuna ho già tra le mani il successivo, perché devo assolutamente continuare immediatamente la lettura!

Decisamente consigliato!

Recensione: “Il Castigo del Mare (I doni degli Abissi vol. 2)” di Maurice Fay

Genere: MM Fantasy

5 ⭐️

Riuscire a farmi piangere e ridere nei ringraziamenti non è una cosa semplice e nemmeno frequente.
Parlare in un romance fantasy MM di patriarcato in tutte le sue forme, di violenza di genere, di misoginia è ancora più raro, e per questo prezioso.

Questo romanzo è un prequel del precedente libro, ed era in effetti necessario per conoscere meglio Ismael e la sua storia.

Ho amato anche qui tutti i personaggi (nonostante l’immediata e indiscussa adorazione per Misha). Ne ho adorato di tutti loro la forza, come la fragilità e Maurice non manca mai di rendere più che umani, attraverso le loro imperfezioni o debolezze, anche personaggi non del tutto “umani”.

Difficile, anche particolare, il modo in cui è stato tratteggiato un lato di Ismael. Coraggioso, infatti, da parte di Maurice affrontare ciò che gli provoca piacere nel modo in cui lo ha fatto. Avrebbe potuto essere un elemento disturbante (una scena in particolare), ma ha reso Ismael, invece, più vero e complesso.

Molto ben accurato il percorso di crescita di Kaz, dalla negazione alla paura alla omofobia interiorizzata fino alla accettazione di sé.

Stessa cosa potrei dire per ogni personaggio (uomo, donna, umano o marino) di questo romanzo che, più di altri suoi letti, è decisamente corale.

Insomma, Maurice caro, se ti chiamo sempre “unicorno” un motivo c’è, anche se il mondo avrebbe bisogno di tanti unicorni come te per essere davvero un posto migliore.

Consigliato ❤️❤️

Recensione: “The Next Prince – vol. 2” di CEO. ft. ENNICE

Genere: MM BL romance

4 ⭐️

Questo secondo volume, rispetto al primo, l’ho letto più velocemente e non solo per stare in pari con la serie TV.

In realtà, più sono andata avanti e più ho preferito lo sviluppo della storia e dei personaggi nel libro rispetto al drama.

Ho molto apprezzato le strategie e tattiche di Khanin, la descrizione della competizione, il mistero e i colpi di scena fino a svelare chi tramava contro il principe.

La relazione tra Khanin e Charan matura con i giusti tempi e nulla è forzato.

Tutti i personaggi di questo secondo volume, sia quelli positivi che gli antagonisti, hanno una loro complessità e profondità e anche questo è un punto a favore.

I capitoli extra sono stati interessanti, per me, soprattutto per lo sviluppo psicologico e relazionale di Charan e Khanin, ma anche per gli accenni ad altri personaggi e alle loro evoluzioni.

Insomma, sono felice di aver letto questa dilogia e aver potuto così vedere la differenza tra serie e romanzo.

Recensione: “L’usignolo” di Aleksandr Voinov

Genere: MM Storico

5++ ⭐️

Da quando era uscito questo libro era nella mia tbr e avevo alte aspettative.
Adoro gli storici, e l’ambientazione di Parigi durante l’occupazione nazista era molto interessante.

Ovviamente il rischio di delusione era dietro l’angolo, ma dal voto avrete capito che non è questo il caso.

Ho apprezzato tantissimo sia la ricostruzione dettagliata della vita degli artisti parigini, ma anche la scelta coraggiosa di avere un protagonista che sembra il contrario di un eroe partigiano o della resistenza.

Facile, del resto, far empatizzare con un personaggio che lotta sui campi di battaglia o prepara imboscate contro il nemico invasore, molto più difficile riuscirci con un cantante che non è nato per usare fucili e pistole, ma il cui unico dono è la voce.

Ancora più complicato è riuscire a farlo amare e comprendere quando intrattiene rapporti con i tedeschi in varie forme.

Ebbene, io personalmente ho amato Yves dal primo istante. Ho compreso la sua anima, le scelte che ha dovuto fare, l’accettazione dei propri limiti, la sua insicurezza e, poi, la sua crescita sia artistica che personale.

Yves non è un eroe nel più classico dei modi, anzi sembrerebbe l’opposto. Un uomo che ha cercato di sopravvivere, di non soccombere, che ha accettato l’aiuto e amicizia intima di un tedesco potente. Che ha amato coraggiosamente un soldato quando tutto gli urlava di non farlo.

Ho anche apprezzato tanto far vedere come in una situazione di guerra non sia tutto sempre o nero o bianco, i cattivi assoluti e i buoni eroi, ma che, anzi, ci siano tante zone grigie nel mezzo.

Ed è lì, in questa terra mediana, che vivono gli uomini e le donne che si sono ritrovati a fare i conti con inevitabili, a volte, compromessi.

Non tutti coloro che imbracciano un fucile lo hanno voluto, non tutti approvano gli ordini ai quali sono costretti ad obbedire, non tutti sono nati per rischiare la vita ribellandosi o combattendo dietro a una trincea.

Tuttavia, chi combatte, da una parte o dall’altra, a volte dalla stessa parte pur se su fronti opposti, ha bisogno di sapere per chi e per cosa sta combattendo.

Yves non è un semplice, dotatissimo, cantante. Yves è la speranza che attraverso la sua voce e musica rinfranca coloro che combattono in guerre che spesso non hanno mai voluto.

E le mie lacrime finali se le è tutte meritate.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Vita e memorie di Harvey Connor” di Trachemys

Genere: MM storico

5 ⭐️

Datemi un romance mm ambientato nel tardo Ottocento inglese, e mi fate felice, soprattutto se è un bel romanzo è questo lo è senza alcun dubbio!

Mi sono innamorata di Alex dal primo secondo: un Lord e non solo per il titolo, ma per il cuore e l’anima. Ho adorato la sua allegria, il sorriso contagioso, il suo modo di corteggiare Harvey senza che fosse sfacciato, fastidioso, molesto o troppo evidente.

Harvey, attraverso il quale seguiamo tutta la storia, è un personaggio anche lui che si fa amare dal primo momento: umile di estrazione, con una nobiltà d’anima da dare una pista a molti aristocratici. Si prende sulle spalle il peso e la responsabilità di tutte le persone che ama, a iniziare dalle due sorelle, fino ai gemelli figli dei vicini per arrivare ad Alex.

I suoi tormenti interiori, i suoi dubbi, lo rendono umano e perfettamente inserito in quel momento storico, anche quando vorresti prenderlo a ceffoni per le scelte-non scelte. Abbraccia i sentimenti, ma ne teme le conseguenze fino al punto da negarsi ogni cosa. Capace di togliersi letteralmente il pane di bocca pur di far mangiare chi ama.

Questi due personaggi mi hanno catturato il cuore dal primo istante, con le loro fragilità, entrambi vittime della paura del mondo, ma anche di essere felici.

Gli extra, come ci dice l’autrice, sono qualcosa in più (ed è vero, se non ci fossero stati sarebbe stato comunque un bel libro con una sua conclusione). Tuttavia, li ho apprezzati molto tutti e tre e non ne avrei assolutamente fatto a meno.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Finché avrò il tuo nome” di Daniela Barisone

Genere: MM Storico

5++ ⭐️

A volte i gioiellini nascono per un caso, e questo racconto ne è la riprova.

Riuscire in poche, ma perfette pagine a raccontare i tormenti, i pensieri, le riflessioni sulla fede e sul senso della vita di un prete, nello sperduto e sconfinato paesaggio di un’ambientazione western, non era affatto semplice.

Daniela ci è riuscita alla grande e così bene da avermi spinta a sottolineare molti passaggi.

Una bellissima prosa, adattissima al libro e al personaggio attraverso il quale seguiamo tutta la storia.

Elijah vive isolato nella sua chiesa nel mezzo del nulla, ma l’isolamento è quello che ha costruito attorno al cuore e ai propri desideri. E non si tratta soltanto di pulsioni che cerca in tutti i modi di combattere in nome dei dettami di una fede alla quale ha deciso di votare la sua vita pur con tutti i dubbi che lo assillano.

Elijah sente l’assenza, percepisce in modo doloroso la mancanza di qualcuno con cui condividere le giornate e allo stesso tempo delle persone in generale. In un paese di poche anime, gli unici scambi sociali sono il sermone la domenica e due parole con un negoziante quando gli serve qualcosa.

In questo isolamento forzato e doloroso, mentre cerca in tutti i modi di colmare i vuoti di giornate tutte uguali, una tempesta porta scompiglio e nella sua vita viene letteralmente catapultato Silas, un uomo ferito e in fuga, un uomo che la ragione gli imporrebbe di tenere a distanza, che la fede e il suo buon cuore gli impone di accogliere e curare, che la sua anima desidera dal primo istante.

Come sia riuscita Daniela in poche pagine, una novantina appena, a descrivere i dubbi, le riflessioni, i tormenti, la crescita e la raggiunta consapevolezza di Elijah senza far risultare nulla affrettato e senza far mancare nulla è dimostrazione della sua bravura.

Se qualcunə poteva avere dubbi, io no di certo, con questo breve romanzo Daniela li ha spazzati (e spazzolati) tutti.

Da lei ci sarebbe solo da imparare.

Questi sono i libri che vorrei vedere ai primi posti delle classifiche e sugli scaffali in vista di una libreria!

Assolutamente consigliato!