Recensione: “Deosil (Whyborne & Griffin #11)” di Jordan L. Hawk

5 +++⭐️

E sono arrivata qui, alla fine di questa incredibile e sorprendente avventura, con le lacrime che non mi abbandonano per l’emozione.

Quando iniziai la serie mi innamorai subito dell’ambientazione e, soprattutto, di Whyborne.

Mai, però, avrei immaginato tutto ciò che è accaduto, tutte le scoperte, i colpi di scena, i percorsi individuali di ogni personaggio, le evoluzioni, le cadute e le risalite.

È stata un’avventura mozzafiato, soprattutto in questo ultimo libro nel quale non ho avuto un attimo di riposo. Un ritmo adrenalinico, ansia, panico, risate e lacrime.

Ho amato ognuno di loro in un modo incredibile, questa found family queer di umani e non umani, di esseri “imperfetti” e, proprio per questo, meravigliosi.

Eroi che non sanno di esserlo, ma che lo diventano malgrado fragilità, errori e sconfitte.

Perché essere “eroi” nella vita significa semplicemente imparare ad accettarsi, a credere in se stessi, ad andare avanti nonostante tutto.

Widdershins mi ha “raccolto lungo questo viaggio” e io ne faccio parte… perché “Widdershins sa chi gli appartiene”.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Caccia aperta – Figli di Giuda #2” di Melanto Mori

Genere: Fantasy Thriller MM

Avevo amato molto il primo libro di questa serie, e anche il secondo non mi ha delusa.

Tony è un personaggio che mi era entrato nel cuore già nel primo. Il suo percorso, emotivo e psicologico, la sua elaborazione del lutto, la sua rinascita è gestita benissimo e niente è lasciato al caso.

Billy l’ho amato dal primo secondo, e non ho smesso di amarlo fino all’ultimo.

Bellissima l’ambientazione di Los Angeles, come del quartiere latino e di tutto ciò che vi gira attorno.

La famiglia di Tony: STREPITOSA!

Nonostante avessi capito un particolare già dai primi capitoli, la trama è perfettamente strutturata, ti tiene con il fiato sospeso con tanta azione e scene adrenaliniche.

La parte fantasy si mescola in armonia con quella thriller e quella romance, senza che una prevalga sull’altra.

Tutto il libro, ancor più del primo, è una perfetta allegoria del nostro mondo, dove l’immigrazione viene vista spesso come un male, senza che se ne guardino le profonde ragioni.

Una sola pecca: ho assoluto bisogno del terzo libro ADESSO! 😅

Sicuramente consigliato!

Recensione: “Caccia – Libro Terzo della saga dell’Eterna Notte” di Lisa A. Ocean

Genere: MM Fantasy Romance

Come faccio a spiegare in poche parole l’emozione provata nel leggere e rileggere il terzo libro di questa meravigliosa saga?

Rileggere, sì, perché ho la fortuna di conoscere questa bravissima autrice e aver potuto seguire la nascita di Caccia e la sua trasformazione.

Partiamo dal prologo. Stupendo e da pelle d’oca. Devo averlo letto nelle sue varie versioni (pur non cambiando nella sostanza) almeno tre volte. E così è stato per alcuni capitoli che ho trovato di una bellezza struggente.

Leanan è cresciuto e si sente, è qualcosa di palpabile, pur rimanendo per alcuni versi lo stesso Lean. La sua naturale crescita, descritta in modo lineare, è uno dei percorsi più belli di cui ho letto. Il capitolo in cui ricorda il funerale della madre e quel “dolore che è assenza” mi ha fatto piangere ogni volta, e quanto è dannatamente vero.

Il ritmo? Incalzante al punto da farmi venire il batticuore, anche alla seconda rilettura quando già sapevo cosa sarebbe accaduto!

Le scene di battaglia? Spettacolari, dettagliate e mai gratuite, cruente per quanto devono essere, senza mai esagerare.

Ambientazione curata e un worldbuilding di tutto rispetto.

E vogliamo parlare dei “nuovi” personaggi? Ariana mi ha conquistata in un modo incredibile e Beag… vi prego, voglio un Beag anche per me!

Tutto il libro, come l’intera saga, è ricco di dettagli e ci apre le porte a nuovi viaggi, che nei ringraziamenti finali l’autrice ci annuncia (e vi regalo un’anticipazione… li adorerete senza se e senza ma!)

Insomma, da una parte mi dispiace di lasciare “per ora” Leanan, Alexander e tutta la “Familia”. Dall’altro, attendo solo di tuffarmi in una prossima avventura in questo incredibile mondo che la nostra “Lisa” è riuscita a creare.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Il principe prigioniero (Captive Prince Vol. 1)” di C.S. Pacat

4 ⭐ nel complesso

Come il caffè sospeso questa è una recensione “sospesa” e anche piuttosto lunga.

Nel senso che, essendo il libro quasi solo un’introduzione a tutta la #saga (lo si percepisce in maniera palpabile anche arrivando al termine delle 240 pagine), mi riservo di correggere questa valutazione, in meglio o in peggio, quando avrò letto gli altri della serie.

Premessa doverosa:

Avevo mille pregiudizi riguardo questa saga in quanto NON amo gli abusi romanticizzati, NON amo che si usi l’escamotage di un contesto di schiavismo per crogiolarsi in situazioni “erotiche” non consensuali ed estreme, sono alquanto stufa di leggere ovunque scene con pratiche sadomasochiste e similari, NON mi fa impazzire il trope “enemies to lovers”, NON mi strappo i capelli per i “bad boy”, i sadici, i villain e nemmeno per gli strateghi criminali o violenti.

Premesso tutto ciò, che non è poco, avevo scelto (anche dietro numerosi suggerimenti) di provare comunque a leggere questa saga super osannata per farmi una mia idea.

E, in ordine, sono accadute tre cose davvero inaspettate:

1. Sono rimasta incredibilmente affascinata da Laurent. È come se mi fossi ritrovata di fronte a un serpente incantatore che mi ha stregata. Chiariamoci, non sono innamorata, non ancora almeno, del personaggio, e non giustifico alcuni suoi atti, ma ne sono terribilmente incuriosita.
Nonostante già dalla prima apparizione di Laurent abbia intuito un particolare importante (che non è stato svelato, ma sono certa salterà fuori) e a un certo punto abbia anche già immaginato particolari della sua infanzia/prima adolescenza (anche questi non svelati ancora), ciò che mi attrae di lui è la sua mente, la sua arguzia e il come riesce a superare con una fine strategia tutta una serie di ostacoli.
Io amo gli intrighi di corte o politici, siano essi in epoca antica o moderna, e Laurent è il vero Re degli intrighi, che riesce a ribaltare a suo favore qualsiasi complotto si ordisca nei suoi confronti. Il come ci riesca è ciò che più mi attrae e appassiona.

2. Tutti gli abusi romanticizzati che temevo di incontrare sono stati evitati grazie all’unico punto di vista narrativo di Damen, il quale ha ben chiaro cosa sia una violenza o un abuso e cosa sia giusto o meno, anche in una società dove è consentito lo schiavismo. Mai nemmeno una volta si percepisce ciò che avviene come qualcosa di romantico. Anzi, personalmente ho avvertito lo stesso disgusto e la stessa rabbia di Damen, il che è di fatto una cosa positiva.

3. Appena terminato di leggere questo libro, in pochissimo tempo tra l’altro, ho iniziato la lettura del successivo. Li avevo acquistati tutti sul sito della casa editrice grazie a una promozione, e al momento non sono pentita d’averlo fatto come invece temevo.

Tutto questo appena detto mi avrebbe fatto dare anche un 5 ⭐, ma ho ancora alcune perplessità che sono le seguenti:

1. L’ambientazione. Ben descritti gli interni e gli abbigliamenti, ma fin quasi alla fine del libro avremmo potuto essere nell’antica Grecia come a Novara, su un altro pianeta o nel palazzo di fianco al mio.
Manca davvero tanto un’ambientazione di più ampio respiro.
Non dico di esagerare con infodump o descrizioni di 100 pagine alla Tolkien, ma neanche zero però.
La saga è catalogata come fantasy solo perché i luoghi non esistono e non sono mai esistiti. Un modo, lo capisco, per non essere legati a tradizioni, eventi e fatti di un mondo antico, ma non basta una piantina a inizio libro e nomi fantasiosi per creare un vero mondo alternativo. Sulla fine del libro si è iniziato a vedere qualcosa di più, ma poco per me.

2. La sensazione, almeno entro il 30% del libro, che si usasse in alcuni momenti l’escamotage della società schiavista per indulgere nel racconto di pratiche erotiche non consensuali c’è stata e mi ha fatto storcere il naso. Non molte, per fortuna, e il pov di Damen, che ne era disgustato, ha mitigato di parecchio il tutto e incanalato, per fortuna, in una giusta direzione. Diciamo che, per me, alcune cose si sarebbero potute tranquillamente evitare e la narrazione non ne avrebbe affatto risentito.

Comunque sia, alla fine la storia risulta appassionante e, pur avendo già immaginato alcune cose, la curiosità di vedere in che modo si evolve mi spinge a proseguire.

Questo al momento è un grande punto a favore e mi spinge a consigliarne la lettura.

Recensione: “Eredità – Libro Secondo della Saga dell’Eterna Notte” di Lisa A. Ocean

Ci sono pochi libri che mi hanno tenuta incatenata alla sedia, con il cuore in gola, l’ansia a mille, mangiandomi le unghie, dimenticando di mangiare o fare altro, perché non puoi fermarti e devi, assolutamente devi, andare avanti per sapere cosa succede.

Questo è uno di quei pochi libri che ci è riuscito alla grande, ma che dico, alla grandissima!

Mi ero già follemente innamorata, nel primo libro della saga: Gabbia, dell’adorabile Leli, un ragazzo con sangue di fata, e del vampiro Alex, oltre che di tutto il branco di licantropi che li accompagna, ma in questo secondo libro devo dire che l’autrice si è superata.

Un ritmo pazzesco, da thriller direi, adrenalina pura in alcuni momenti. Dettagli storici approfonditi con estrema cura e attenzione, così come ogni dettaglio di questo mondo di creature magiche che si interseca e cerca di convivere con il nostro. Non c’è un buco di trama neanche a cercarlo con il lanternino.

Uno stile che ti trascina: ho trovato davvero coraggioso, ma gestito in maniera più che eccellente, il passaggio in alcuni punti dalla narrazione in prima alla terza, anche nello stesso capitolo. Non è da tutti riuscire in una simile impresa, eppure lei ci è riuscita e con una fluidità tale che quasi non te ne accorgi.

Ho sofferto e pianto fiumi di lacrime per Liam e Neni, ho gioito, riso, ho sentito la paura e il terrore di Leli in alcuni punti, come se fossi stata io lì, come se le sue sofferenze fossero state le mie.

Che altro posso dire? Solo che va letto, date una possibilità a questa saga, che merita di scalare le classifiche, e vedrete che non avrete a pentirvene.

Io intanto aspetto già il prossimo, perché già mi mancano!