Recensione: “Vita e memorie di Harvey Connor” di Trachemys

Genere: MM storico

5 ⭐️

Datemi un romance mm ambientato nel tardo Ottocento inglese, e mi fate felice, soprattutto se è un bel romanzo è questo lo è senza alcun dubbio!

Mi sono innamorata di Alex dal primo secondo: un Lord e non solo per il titolo, ma per il cuore e l’anima. Ho adorato la sua allegria, il sorriso contagioso, il suo modo di corteggiare Harvey senza che fosse sfacciato, fastidioso, molesto o troppo evidente.

Harvey, attraverso il quale seguiamo tutta la storia, è un personaggio anche lui che si fa amare dal primo momento: umile di estrazione, con una nobiltà d’anima da dare una pista a molti aristocratici. Si prende sulle spalle il peso e la responsabilità di tutte le persone che ama, a iniziare dalle due sorelle, fino ai gemelli figli dei vicini per arrivare ad Alex.

I suoi tormenti interiori, i suoi dubbi, lo rendono umano e perfettamente inserito in quel momento storico, anche quando vorresti prenderlo a ceffoni per le scelte-non scelte. Abbraccia i sentimenti, ma ne teme le conseguenze fino al punto da negarsi ogni cosa. Capace di togliersi letteralmente il pane di bocca pur di far mangiare chi ama.

Questi due personaggi mi hanno catturato il cuore dal primo istante, con le loro fragilità, entrambi vittime della paura del mondo, ma anche di essere felici.

Gli extra, come ci dice l’autrice, sono qualcosa in più (ed è vero, se non ci fossero stati sarebbe stato comunque un bel libro con una sua conclusione). Tuttavia, li ho apprezzati molto tutti e tre e non ne avrei assolutamente fatto a meno.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Finché avrò il tuo nome” di Daniela Barisone

Genere: MM Storico

5++ ⭐️

A volte i gioiellini nascono per un caso, e questo racconto ne è la riprova.

Riuscire in poche, ma perfette pagine a raccontare i tormenti, i pensieri, le riflessioni sulla fede e sul senso della vita di un prete, nello sperduto e sconfinato paesaggio di un’ambientazione western, non era affatto semplice.

Daniela ci è riuscita alla grande e così bene da avermi spinta a sottolineare molti passaggi.

Una bellissima prosa, adattissima al libro e al personaggio attraverso il quale seguiamo tutta la storia.

Elijah vive isolato nella sua chiesa nel mezzo del nulla, ma l’isolamento è quello che ha costruito attorno al cuore e ai propri desideri. E non si tratta soltanto di pulsioni che cerca in tutti i modi di combattere in nome dei dettami di una fede alla quale ha deciso di votare la sua vita pur con tutti i dubbi che lo assillano.

Elijah sente l’assenza, percepisce in modo doloroso la mancanza di qualcuno con cui condividere le giornate e allo stesso tempo delle persone in generale. In un paese di poche anime, gli unici scambi sociali sono il sermone la domenica e due parole con un negoziante quando gli serve qualcosa.

In questo isolamento forzato e doloroso, mentre cerca in tutti i modi di colmare i vuoti di giornate tutte uguali, una tempesta porta scompiglio e nella sua vita viene letteralmente catapultato Silas, un uomo ferito e in fuga, un uomo che la ragione gli imporrebbe di tenere a distanza, che la fede e il suo buon cuore gli impone di accogliere e curare, che la sua anima desidera dal primo istante.

Come sia riuscita Daniela in poche pagine, una novantina appena, a descrivere i dubbi, le riflessioni, i tormenti, la crescita e la raggiunta consapevolezza di Elijah senza far risultare nulla affrettato e senza far mancare nulla è dimostrazione della sua bravura.

Se qualcunə poteva avere dubbi, io no di certo, con questo breve romanzo Daniela li ha spazzati (e spazzolati) tutti.

Da lei ci sarebbe solo da imparare.

Questi sono i libri che vorrei vedere ai primi posti delle classifiche e sugli scaffali in vista di una libreria!

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Le vite segrete di un gentiluomo” di KJ Charles

Genere: romance MM storico

5 ⭐️

Di KJ Charles ho letto molti romance MM storici e avevo, dunque, alte aspettative.

Direi che anche questo suo libro è riuscito a conquistarmi!

Gareth credo di averlo amato da subito, nonostante le sue, solo apparenti, fragilità.
Di sicuro è un personaggio con un percorso di crescita molto ben strutturato e vederlo affrontare i propri limiti, accettandosi per ciò che è, ma anche affrontando le proprie insicurezze, è stato fantastico.

Ho amato molto il modo in cui si è comportato con Catherine e Cecy, ma anche come ha smussato pian piano le sue convinzioni a volte troppo rigide.

Allo stesso modo, ho amato Joss, che porta sulle spalle pesi e responsabilità non da poco.

Le loro interazioni, nonostante la differenza di classe sociale, di carattere, di cultura come anche di provenienza le ho trovate perfette: entrambi hanno imparato dall’altro e sono migliorati.

Non c’è un personaggio che sia stato lasciato al caso, tutti, anche quelli odiosi, sono stati ben descritti e tratteggiati.

Le ambientazioni mi hanno permesso, come sempre, di immergermi in un epoca, ma anche in luoghi a me sconosciuti fino a ora.

Insomma, alla fine mi sono sentita anche io, in parte, una “donna del Marsh”.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Immortales – Libro Primo degli Immortali dell’Eterna Notte” di Lisa A. Ocean

Genere: Fantasy/Storico/MM

5++⭐️

Ho visto crescere questo romanzo in quattro anni, innamorandomi all’istante dell’idea, che l’autrice mi accennò, del prologo, la prima volta che lo lessi, e di Vergilius.

Ho pianto, davvero e non scherzo, quando arrivò mesi fa l’epilogo di questo primo volume, nemmeno l’avessi scritto io.

Ho pianto, ancora, su alcuni passaggi alla oramai sesta o settima lettura, che ho deciso di fare a pubblicazione avvenuta, dopo aver comprato sia ebook che cartaceo (perché sì, io li dovevo avere in entrambe le versioni e alla bisogna poterlo rileggere quando e come mi pare.)

Questo romanzo, l’ho pensato dal primo momento, è potente. Annalisa mi ha trasportata a spasso tra le ere e in luoghi incredibili.

Ho “visto” la meraviglia della biblioteca di Alessandria d’Egitto. Ho “sentito” l’umidità e il freddo della Londra Vittoriana.
Ho sofferto e amato con Virgil e Khan, riso con Hector.
Ho applaudito Prim e saltellato come una matta in modalità fangirl all’apparizione di un tal “Oracolo”.

Ho adorato tutti in questo romanzo (di alcuni taccio per non fare spoiler).

I dettagli di ogni cosa (mamma mia quanto studio c’è dietro!) mi hanno permesso di vivere questa avventura, tra creature sovrannaturali e magia, feste, balli e battaglie come se fossi stata lì con la Familia.

Adesso non vedo l’ora di proseguire, perché di loro non credo mi annoierei mai.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Qualcosa di spettacolare” di Alexis Hall

Genere: storico romance LGBTQIA+

2 ⭐️ Abbandonato al 53%

È la prima volta che recensisco un libro senza averlo finito, ma arrivata a oltre la metà proprio non ce la faccio più.

Ho amato in maniera folle il primo di questa serie, quindi avevo altissime aspettative.

Non ha alcuna importanza il tipo di linguaggio nonostante l’ambientazione storica (è voluto, è dichiarato in premessa ed era così anche nel primo). Nemmeno ha influito il personaggio di Orfeo non-binary (castrato nello specifico, che all’epoca era abitudine per i cantanti lirici) o l’uso della schwa.

Il problema principale è che ho trovato tutto confusionario, poco credibile nelle dinamiche tra i personaggi e anche piuttosto grotteschi.

Tutta la splendida, ma perfetta ironia del primo libro qui si è trasformata in un caos assolutamente, per me, senza senso.

Ovviamente è solo un mio personale parere e, dunque, invito sempre a farvene uno vostro che potrebbe essere del tutto opposto al mio.

Recensione: “L’Husky e il suo Gatto Bianco Shizun – Sua Venerabilità muore – vol. 1” di Rou Bao Bu Chi Rou

Genere: DanMei/Xianxia/Fantasy/Storico/MM

Dover recensire solo questo primo volume, senza tener conto di tutta la storia fino all’ultimo, per me è impossibile.

Senza alcuno spoiler, cercherò di trasmettervi le mie emozioni e il mio pensiero.

Questa è la terza rilettura che faccio. La prima dell’intera novel – lunga tra i 9 e gli 11 volumi – risale al 2020 e la lessi in cinque giorni in cui a stento dormii e mangiai pur di finirla.
Tra tutti i libri che ho mai letto, questo DanMei è quello che più mi ha sorpreso per l’infinito numero di colpi di scena. Rileggere questa prima parte ha per me, dunque, un sapore del tutto diverso rispetto a quando la lessi la prima volta, ma anche in confronto alla seconda rilettura.

Le sfumature che ho notato in decine e decine di frasi le ho colte come non mi era accaduto prima.

Sono rimasta assolutamente incantata da come i personaggi e le vicende mi sono apparsi: consapevole delle loro reali anime, e del tutto nuovi ai miei occhi allo stesso tempo.

Rammento bene come nel 2020 avessi amato da subito Chu Wanning (il mio bellissimo Shizun) e avessi desiderato prendere a metaforici schiaffoni Mo Ran.
Di base non è cambiato nulla, ma nel mio cuore è tutto diverso.

Ho pianto, tanto, ho riso, molto, sono stata ancora di più ammaliata dalla incredibile struttura del mondo di questo fantasy, ricco di mitologia cinese in una Cina d’altri tempi fantastica.

Tanti personaggi, tutti con un loro background incredibile. Alcuni li si ama subito, alcuni li si odia subito, altri non si riesce a inquadrarli, altri ancora ti strappano il cuore per le loro storie tragiche.

Ma io so come tutto man mano cambierà ribaltando ogni cosa più e più volte.
Chiunque abbia già letto l’intero romanzo può capirmi.

Per chi ci si avvicina adesso ho, quindi, un solo consiglio:

Leggetelo, sospendete ogni giudizio (soprattutto su Mo Ran, sia nella vita passata che in quella in cui rinasce, che è un personaggio “disturbante” all’inizio) e andate avanti.

Fidatevi di me, date una possibilità a questa storia, arrivate fino in fondo all’ultimo volume e poi ne riparleremo.

Sappiate solo una cosa: la conosco a menadito, ma stanotte alla fine del primo volume ho pianto e non solo per la scena, ma per il desiderio di voler andare avanti subito come se fossi alla prima lettura!

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Il gran maestro della scuola demoniaca (Mo Dao Zu Shi) – Mistificazione – vol. 2” di Mo Xiang Tong Xiu

Genere: Fantasy storico romance Xianxia MM

5+++⭐️

Nonostante conoscessi già tutta la storia e sapessi quali eventi sarebbero accaduti in questo secondo volume, ho sofferto e pianto, di nuovo, per l’arco narrativo nella città fantasma, così quanto ho riso con le scene tra Wei Wuxian e Lan Wangji (e gli allievi) alla locanda.

Questo secondo libro, rispetto al primo, cambia tono e, pur se stemperato da alcuni momenti ludici e dal carattere scanzonato del protagonista, ci immerge di più nella storia, e racconta eventi drammatici che ti accartocciano il cuore, iniziando a gettare una prima luce su alcuni dei misteri che avvolgono il passato e l’attuale presente.

Le riflessioni che si possono fare sono tante: su ciò che è bene e male, sulla differenza tra una giusta rivendicazione di torti subiti e una vendetta spropositata spinta solo da un animo crudele, su quello che può sembrare affetto, ma non è altro che una ossessione malata di un personaggio (che non perdonerò MAI).

I personaggi in questo secondo volume si moltiplicano, pur restando Wei Wuxian il protagonista attraverso il quale vediamo tutto.
Anche il rapporto con Lan Wangji inizia a mutare e il legame si rinsalda, dando maggiore corpo alla parte romance della storia.

Amo la lenta presa di coscienza di Wei Wuxian, il come inizi a guardare con occhi diversi ogni cosa, compresi i suoi comportamenti nella precedente vita.

Ancora molte sono le cose da scoprire sul passato, su ciò che ha portato Wei Wuxian a diventare il temuto Patriarca di Yiling e su Lan Wangji… e io non vedo l’ora già che arrivi il prossimo libro, come se fosse la prima volta che leggo questa bellissima opera e non la decima.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “La Benedizione dell’ufficiale divino – La terza ascesa (Vol. 1)” di Mo Xiang Tong Xiu

Genere: DanMei/Fantasy/Storico/Xianxia/MM

Premessa: ho già letto l’opera intera nel 2020 (con le traduzioni dei fan in inglese) e anche riletta in italiano, man mano che i fan italiani la traducevano, fino al momento in cui la OV ha annunciato la pubblicazione. Ho anche letto la graphic novel (anche se è stata interrotta, ahimè) e visto le due stagioni della versione animata.

Ciò significa che per me questa è una rilettura, ma allo stesso tempo anche una nuova lettura e l’ho letteralmente amata alla follia! Avrei voluto continuare subito con il volume successivo, con la stessa spinta che ebbi quando la lessi la prima volta.

Ho sempre pensato che questa fosse l’opera più bella e matura dell’autrice, per la complessità dei personaggi e della struttura intera del romanzo. Ripercorrere il primo arco narrativo, conoscendo già la realtà di alcune cose, mi ha permesso di cogliere sfumature sfuggite alla prima lettura.

Io non rileggo quasi mai nulla, ma questa è certamente una storia che lo merita e che può regalare nuove emozioni anche a chi già conosce tutto il romanzo.

Un fantasy storico ambientato nell’antica Cina ricco di mitologia, avventure e una splendida storia d’amore queer (che fa da legame, ma in un recipiente ricco di tante altre tematiche), ma che ti spinge anche spesso a riflettere su molte cose.

Lo scontro, ad esempio, che avviene a Banyue, con due fazioni che si accusano a vicenda finendo per avere torto entrambe, e una battaglia che va avanti da secoli ricordano tristemente l’attualità. Per quanto all’epoca l’autrice non avesse di certo voluto riferirsi ad avvenimenti specifici, è scritto nella storia stessa dell’umanità questo ineluttabile, a quanto pare, destino e la metafora quindi è immediata.

Riguardo a Xie Lian e San Lang: sono due personaggi che possono sembrare opposti, eppure hanno tantissimo in comune e non a caso tra loro il legame è immediato. Su questo e su loro due non posso dire altro, considerando che siamo solo all’inizio di un lungo e bellissimo percorso (il VERO slow-burn che io amo), ma credo di essermi innamorata di loro ancor più di prima.

Ho apprezzato moltissimo il modo in cui la OV ha deciso di lasciare l’appellativo “gege”, specificando nel glossario finale quanto sia importante affettivamente per il fandom internazionale, ma usando anche un perfetto escamotage con una frase aggiunta per spiegarne il senso, la prima volta che appare.

Ho apprezzato ancora di più come sia stato tradotto l’appellativo di uno dei personaggi, Il Nume del vento, ma anche su questo non posso spiegare per quale motivo questa scelta di traduzione sia perfetta. Bisogna attendere il prossimo libro per comprenderlo (o per darmi modo di poterlo spiegare).
Tra l’altro, è tra i miei personaggi preferiti di tutto il romanzo.

Insomma, non so se essere contenta di non avere già tutti i libri a disposizione (la mia libreria e il mio conto corrente preferirebbero a rate) o sperare che escano il prossimo mese tutti quanti in modo da tuffarmi ancora e senza sosta in questo meraviglioso viaggio, e in un tunnel dal quale non si esce mai.

Assolutamente e totalmente consigliato!

Recensione: “Militat Omnis Amans (Ludus Vol. 2)” di Ester Manzini

5++ ⭐️

Già il primo della serie mi aveva convinta, ma questo secondo libro della duologia MM Storica “Ludus” mi ha travolta.

Ritmo incalzante, personaggi, tutti, tratteggiati in maniera eccellente, battaglie, lotte e momenti di agonia che ti lasciano con il fiato sospeso.

Alcune scene sono state devastanti e perfette. Ester ha trattato nel migliore dei modi ogni sfumatura. Sarebbe stato facilissimo cadere, ma la sua penna è così abile e profonda da avermi trascinata e fatto provare sulla mia stessa pelle l’orrore, la pena, la sofferenza, la voglia di vendetta, la sete di sangue, l’umiliazione così come la gioia, l’amore, la passione e ogni altro sentimento ed emozione possibile.

Riuscire poi, alla fine, con poche righe a farmi innamorare di un personaggio apparso solo nell’ultimo capitolo è sinonimo di qualità narrativa ai massimi livelli.

L’unico difetto? Che adesso vorrei altre storie per seguire i vari personaggi “secondari” che in un modo o nell’altro mi hanno conquistata.

Ps: fatevi un GRANDE favore e leggete questi libri!

Recensione: “The Scottish Boy” di Alex De Campi

3.5 ⭐️

Avevo altissime aspettative per questo storico MM e per alcuni versi non le ha disattese, ma nel complesso non mi sento di dare un voto maggiore.

Inizio lento, con pagine di infodump eccessive che in fase iniziale, quando ancora non sei dentro la storia, rende il tutto meno fluido. Per pagine e pagine mi sembrava di leggere un saggio storico e non un romanzo.

I personaggi di Harry e Iain sono ben tratteggiati, e Iain l’ho amato tanto. Tutti i personaggi, a dire il vero, e non sono pochi, sono ben strutturati e complessi.

Bella l’ambientazione, la storia che si evolve, la descrizione dei tornei, gli intrighi di corte e le battaglie. Questo è proprio pane per i miei denti ed è la parte che più ho amato.

Ciò che mi ha fatto dare, alla fine, una valutazione più bassa sono il numero, per me, eccessivo di scene di sesso.
Se fosse stato presentato come erotico, okay, ma non lo era e ritrovarmi anche in un momento molto emozionante verso la fine con cinque righe dedicate alla parte emotiva e il resto del capitolo l’ennesima scena d’amore, anche no.

Anche l’epilogo, in tal senso, è risultato frettoloso ai miei occhi.

La metà del libro sono scene d’amore, in pratica.
Magari no, però questa è la sensazione che mi è arrivata, il che mi fa pensare che non erano tutte così necessarie alla trama che, invece, era bella, incalzante e appassionante.

Per me, insomma, un’occasione mancata.

Però è solo un mio gusto personale e, quindi, consiglio come sempre di farvi una vostra opinione nella lettura.