Questo libro non è semplice, ma il dolore iniziale che si prova e che si dipana lungo tutta l’opera è un percorso necessario. Un lungo viaggio che porta il protagonista e i lettori a scoprire quanto ci lasciamo per strada di non detto, quanto diamo per scontate cose e persone che, da un momento all’altro, potrebbero non esserci più.
Ho amato in particolar modo le riflessioni di Manuel sul suo “essere scrittore”, ritrovandomi in molte delle sue affermazioni e abitudini. Ho viaggiato con lui tra campagne e vigne, ho assaporato con lui la scoperta del piacere primordiale di partecipare a un raccolto, ho sofferto con lui per la morte precoce di Alvaro e provato gli stessi turbamenti nello scoprire quella parte di vita del suo amato di cui non era a conoscenza.
Questo libro non è solo uno splendido giallo perfettamente costruito, ma anche un viaggio attraverso tradizioni, folclore locale, personaggi di ogni genere che sapranno sorprendere fino all’ultimo.
Un’opera sofferta, ma bellissima e ben scritta che non posso che consigliare senza alcun dubbio.
