Davvero non riesco a capire come faccia quest’autore, nella serie sul Commissario Ricciardi, a scrivere un libro più bello dell’altro. Non solo, negli ultimi le lacrime non sono mancate e per svariati motivi. De Giovanni, di nuovo, mi ha trascinata in una Napoli piena di contraddizioni, tra anime vive e morte, tra cuori in bilico dove il filo tra bene e male è talmente sottile da divenire quasi trasparente, dove le apparenze ingannano e nessuno è scevro da colpe.
In questa città degli anni Trenta, l’autore ha dipinto un percorso di redenzione bellissimo, alternando la storia travagliata del commissario, con le continue lotte interiori tra i suoi personali demoni e il desiderio di una vita normale, a quella di tutti gli altri personaggi senza dimenticarne mai uno per strada.
Immergersi in questa realtà è ogni volta bellissimo, per quanto struggente, e scoprire l’assassino diventa quasi un fattore secondario rispetto all’incredibile umanità che De Giovanni dipinge magistralmente.
Sarà un vero dolore quando chiuderò le ultime pagine di questa serie, con il libro che ora ho in lettura, perché Ricciardi, Maione e la moglie, il dottor Modo, Enrica e suo padre, Bambinella e anche Nelide, come Rosa prima di lei, Bianca e persino Livia restano impressi nell’anima e difficilmente potranno andarsene.
Super Consigliato!
