Recensione: “Sogno di una notte” di Nykyo

E va bene, qui si gioca sporco, mia cara autrice. Già nel precedente libro (trovate la mia recensione a questo link), di cui attendo con ansia il sequel/spin-off, mi hai rapita trascinandomi in un mondo piratesco facendo leva sul fascino dei pirati, che mi porto dietro dall’adolescenza. Con questo hai fatto proprio tombola: Shakespeare, un folletto glitterato, il pattinaggio, la danza e cos’altro serve per conquistarmi?

Sono rimasta incantata dalla scrittura coinvolgente, dalla sensualità e passionalità di alcuni capitoli (e se lo dico io che in genere non mi soffermo mai su questi aspetti, vuol dire che hai fatto proprio centro), dalla schiettezza a tratti rozza di Il’ya al fascino indiscutibile di Puck, che sembra davvero uscito da un qualche bosco fantastico e che ti prende per mano per portarti nel suo magico mondo.

Divertente, ironico, romantico senza mai essere stucchevole e nemmeno irreale, questo libro mi ha deliziata dalla prima all’ultima riga e conferma quanto quest’autrice sia di fatto entrata nella mia personale lista di scrittori da comprare e leggere a scatola chiusa, perché non si corre mai il rischio di rimanerne delusi.

Più che consigliato.

Recensione: “Febbre” di Jonathan Bazzi

Ammetto che se non mi avessero spinto a leggere questo libro, probabilmente non lo avrei scelto come lettura. Ho letto negli anni passati così tanta narrativa LGBTQ+ basata su storie vere o comunque incentrata quasi esclusivamente su problemi e discriminazioni, con finali che raccontano la realtà, ma che spesso sembra non vogliano mai lasciare un’ombra di speranza e anche di “normalità”, che proprio non avrei mai pensato di buttarmi in un libro autobiografico in cui l’autore racconta il suo rapporto con la scoperta dell’essere sieropositivo.

Tuttavia, sono proprio contenta invece di averlo letto perché quest’opera, per nulla pesante, mi ha sorpresa davvero e per più motivi.

Innanzitutto ho apprezzato lo stile molto originale di scrittura: una prima (che in genere non amo) ma che sembra quasi un unico flusso di coscienza, con un ritmo serratissimo e anche vivace.

Jonathan, a capitoli alternati, ci racconta il suo presente e come affronta, in modo per nulla tragico, la scoperta dell’essere sieropositivo, ma anche il suo passato in una Rozzano piena di disagio sociale. E nonostante ci parli di un’infanzia dura, lo fa con una tale leggerezza, a tratti ironica, che il tutto scorre senza alcuna fatica.

Senza veli, senza paura di mostrarsi in ogni sua fragilità e debolezza e in quello che significa crescere non solo in luoghi dove l’essere gay non è nemmeno contemplato, ma anche in un tipo di vita, da adolescente e giovane adulto, “trascinato” da impulsi del tutto naturali in un mondo dove il sesso anaffettivo sembra essere l’unico motore.

Eppure, Jonathan ci mostra invece la sua incredibile sensibilità, come se fosse una principessa romantica prigioniera da una parte dell’omofobia del quartiere-città in cui cresce e dall’altra di un ambiente fatto solo di incontri occasionali, di chat e app. Una dolce fata che non riesce a spiccare il volo anche a causa del suo stesso corpo e desideri.

Questo non è un romance, eppure è una bellissima storia d’amore: quella di Jonathan che impara ad amare se stesso, e di chi con molta più serenità di lui rimane sempre al suo fianco.

Consigliatissimo.

Recensione: “Pride and Knots” di Juls. K. Vernet e Daniela Barisone.

Mai avrei immaginato di leggere una versione così originale di “Orgoglio e Pregiudizio” e divertirmi così tanto. Daniela e Juls sono riuscite in un’operazione davvero particolare e hanno avuto la genialità non solo di trasformare l’opera in un MM, ma anche di renderla un mondo omegaverse per poter rimanere nell’epoca storica del libro della Austen senza però che l’omosessualità potesse essere vista come qualcosa di inaccettabile.

Queste due autrici hanno uno stile brillante e hanno reso davvero frizzante l’opera. Ho trovato adorabile lo stile narrativo perfettamente adattato all’epoca storica, anche se i nostri due protagonisti, Mr. Darcy ed Elijah, mi hanno a tratti destabilizzata con dei dialoghi intimi piuttosto “audaci”, diciamo pure sconci. Ma essendo un universo alternativo e un romanzo scritto comunque in epoca moderna, possiamo anche ipotizzare che nell’intimità si lasciassero andare come invece non accadeva di certo in altre situazioni.

Insomma, un 4.5 pieno questo libro se lo merita tutto.

Consigliato.

Recensione: “Al suo fianco – Fallen Alphas vol. 2” di Mary Durante

Sapevo che avrei adorato questo libro già quando lessi il primo della serie. Mi erano bastati cinque secondi, poche righe, per amare alla follia Jeff e Marcus e le mie altissime aspettative non sono state deluse per nulla.

Sarà perché amo lo stile di quest’autrice, sarà per il suo modo di far crescere i personaggi, di renderli tutti diversi uno dall’altro in ogni libro, senza mai tralasciare quel percorso di maturazione emotiva e umana, sarà per la mia assoluta adorazione dei contrasti, dove il più forte ha immense fragilità e il più debole riesce sempre a trovare una forza in sé che non immaginava avere, ma mi ritrovo sempre in incredibile sintonia con i libri di Mary Durante.

Ammetto, però, che ho un particolare debole per alcuni di loro e tra questi, ora, ci sono assolutamente anche Jeff e Marcus: entrambi spezzati, entrambi ricchi di un’umanità così travolgente da portarti alle lacrime.

Brava Mary. Sei riuscita a tenermi con il fiato sospeso e ho terminato queste quasi cinquecento pagine in poco tempo, pur rallentando volontariamente la lettura per godermi questo viaggio e cercare di allontanare il più possibile il momento in cui avrei dovuto salutarli.

E ora attendo il prossimo, che sono certa non mi deluderà.

Decisamente consigliato.

Recensione: “Serenata senza nome” di Maurizio De Giovanni

Rischio di essere ripetitiva, ma non posso non dire che questo, per me, è tra i migliori letti della serie del commissario Ricciardi. Maurizio De Giovanni non fa che sorprendermi a ogni libro, e questa volta oltre che portarmi tra i vicoli del rione sanità, al Gambrinus o nei salotti bene della Napoli ricca degli anni Trenta, è riuscito a trasportarmi anche oltreoceano.

Ho viaggiato così insieme a Vincenzo, con lui sono partita clandestina in una stiva di nave, mi sono gettata nelle acque gelide prima di approdare a New York per evitare di essere presa e rimandata indietro, e con lui ho vissuto sulla mia pelle la vita di emigrante che lascia la terra, che nel cuore non l’abbandona mai, alla ricerca di quella fortuna che gli permetta di tornare dalla sua amata con qualcosa da poter offrire.

E di nuovo morte, amore, denaro, passioni, gelosie, povertà e ricchezza, coraggio e codardia sono stati il filo conduttore di questo giallo dove, come sempre, ciò che affascina non è solo la trama investigativa, ma l’approfondimento psicologico dei personaggi e il quadro storico perfettamente delineato.

Super menzione d’onore al brigadiere Maione e a Bambinella: questa volta, De Giovanni, sul finale mi hai fatto piangere come non era ancora mai successo.

ps: neanche a dirlo, ho dovuto iniziare subito il successivo!

Super consigliato

Recensione: “Nella casa della Bestia” di Rosalie Hawks

Non basterebbero pagine e pagine per descrivere l’incredibile meraviglia e le emozioni che questo libro hanno suscitato in me. Non sono una persona che abitualmente evidenzia sul Kindle i passaggi di un libro, tuttavia con questo ne ho evidenziati ben quaranta su ventiquattro capitoli, prologo ed epilogo. Basterebbe ciò a far comprendere quanto io lo abbia amato.

Questo non è un normale fantasy, né una semplice rivisitazione in chiave MM de “La Bella e la Bestia”, anche se così potrebbe apparire, e va ben oltre un qualsiasi altro romanzo letto da molti anni a questa parte. Quest’opera è una perfetta metafora della vita, di un percorso di crescita e rappresenta tutto ciò che, nei miei quasi cinquantaquattro anni su questa terra, ho imparato sul senso stesso del vivere.

Quando, più di trent’anni fa, lessi “La Storia Infinita”, per la prima volta vidi un’immagine di Eliana. Immergendomi in quella meravigliosa avventura, mi accorsi di essere Bastian quando allo specchio vide Atreiu, il suo alterego non più insicuro ma coraggioso, il suo vero IO. Come lui, decisi da allora di fare in modo con ogni passo di costruire quell’Eliana che io stessa avevo vista riflessa nel mio specchio.

A distanza di tanti anni ho ritrovato il mio personale percorso tra le pagine di questo meraviglioso libro.

Perché io sono Alex, io sono entrata nella tana della Bestia di mia spontanea volontà, io l’ho affrontata, io ho lasciato che mi dilaniasse e amasse, io l’ho amata, lasciata e ritrovata.

Questo libro andrebbe letto da TUTTI e regalato a tutte quelle persone che smarriscono la propria strada, e ce ne sono tante, che sentono di essere soli, non compresi, che non si conoscono e non ancora si amano.

E come la stessa autrice cita all’inizio del libro:

“Al mondo esiste solo una persona a cui appartieni e a cui dovrai sempre tutto, e quella persona sei tu. Quella che abbiamo vissuto non è la storia di come ci siamo innamorati, ma la storia di come ti sei finalmente innamorato di te stesso”.

Super consigliato!

Recensione: “Cuore di terra rossa” di N. R. Walker

Leggere ci dona la possibilità di viaggiare in ogni parte del mondo, in luoghi che abbiamo visitato, in altri in cui non siamo mai stati. Io ad esempio non ho mai visto l’Australia, ma grazie a questo libro ho potuto assaporare la vita in un ranch moderno, tra cowboy di ogni genere che trascorrono le giornate su una sconfinata terra rossa.

Ai più potrebbe apparire una vita dura, arida, rude per certi versi, lontana dalla quotidianità di una qualsiasi moderna metropoli. Eppure, anche in quei luoghi all’apparenza ostili possono nascere e crescere sentimenti dolci e forti.

La storia di Charlie e Travis è fresca, originale e rara, come un’oasi di acqua chiara su una distesa di terra sterile. Lo stile è lineare e crea una lettura piacevole che scorre senza intoppi fino alla fine. I personaggi sono tutti ben caratterizzati, dai due protagonisti ai comprimari, anche quelli che vediamo solo per qualche riga.

La vita in un ranch australiano è descritta con dovizia di dettagli, ma non annoia mai, permettendo a chi legge di immergersi del tutto in quella realtà che, diciamocelo, ha un fascino ineguagliabile.

Pur essendo autoconclusivo, questo è solo il primo di una serie e, certamente, non potranno mancare nella mia libreria anche i successivi.

Consigliato.

Recensione: “Amore e riscatto – I lupi del Nord vol. 1” di Leah Weston

Piacevole. Questa è la prima parola che mi viene in mente ripensando alla lettura di questo libro. Non conoscevo l’autrice, ma il primo impatto l’ho davvero apprezzato, soprattutto per la coraggiosa scelta iniziale di scrivere alcuni capitoli con uno stile diverso dai successivi.

Il libro è narrato tutto in terza persona a POV alternati, ma all’inizio ci ritroviamo nella mente di Kai, uno dei due protagonisti, in forma di lupo e quei capitoli sono narrati in prima.

Dico che è una scelta stilistica coraggiosa poiché, in questo genere di romanzi, ci sono delle abitudini (prima persona, oppure terza persona a POV alternati per tutto il libro) e qualsiasi altra scelta stilistica dai lettori a volte non sempre viene accettata o compresa, anche se moltissimi autori di altri generi letterari e pubblicati da grandi case editrici lo fanno regolarmente.

Anche solo per il coraggio di questa scelta, tra l’altro perfettamente lineare e che non crea alcun scompenso nella lettura, andrebbe premiata l’autrice.

Bella l’ambientazione, e molto interessanti i racconti fatti dal padre di uno dei due protagonisti che narrano delle antiche leggende nordiche, della mitologia norrena fino ad arrivare a Loki.

Akseli e Kai si lasciano voler bene quasi da subito, e il finale del libro, comunque autoconclusivo, lascia presagire chi saranno i protagonisti del successivo, la cui breve apparizione hanno comunque attirato il mio interesse.

Insomma, se amate i mutaforma e una storia delicata e romantica, questo è un libro che sicuramente fa per voi.

Recensione: “Il demone del tè” di Cornelia Grey

Inizi a leggere credendo di ritrovarti in una bettola in un’epoca antica tra marinai, pirati e loschi individui ai quali basta un nonnulla per iniziare una rissa, e ti ritrovi dopo un po’ a viaggiare tra le nuvole, su una nave pirata che mi ha ricordato i tempi di Capitan Harlock, in compagnia di un ladro strampalato e un capitano forse non umano, ma decisamente il demone più particolare di cui io abbia mai letto.

Questo breve racconto scorre che è un piacere, uno Steampunk delizioso, leggero, gradevole e ben scritto.

Conoscevo già quest’autrice per aver letto “Il Ronin e la volpe” che ho adorato – recensione a questo link – e non mi ha deluso neanche stavolta, pur essendo la lettura di un genere diverso.

Lettura che consiglio senza alcun dubbio anche e soprattutto in momenti come gli attuali in cui la mente ha bisogno di svagarsi e distrarsi dalla quotidianità.

Recensione: “Anime di Vetro” di Maurizio De Giovanni

Anime di vetro, belle e splendenti sotto i riflessi del sole ancora caldo di un settembre napoletano.

Anime di vetro, fragili e che in qualsiasi momento possono cadere e rompersi in mille pezzi.

Anime di vetro, che come falene sono attirare dalla luce che può significare per loro salvezza o dannazione.

Anche con questo libro, Maurizio De Giovanni mi ha conquistata e leggendo avrei voluto sottolineare in ogni pagina almeno una frase che mi ha colpita. L’umanità dolorosa di ogni personaggio, anche di chi appare per solo qualche riga, è travolgente e profonda.

Oramai sto viaggiando da mesi in questa Napoli degli anni trenta e mi sembra di respirare la stessa aria del brigadiere Maione, di guardare lo stesso mare di Enrica e di osservare la vita e la morte attraverso gli occhi del commissario Ricciardi.

Per ogni libro di questa serie affermo che è il più bello, e quando leggo il successivo mi trovo a dirlo ancora e ancora.

Ovviamente, anche questa volta, ho dovuto iniziare subito il successivo. Il profondo dolore e la totale intima confusione di Ricciardi mi sta dilaniando il cuore e se da un lato vorrei abbracciarlo, dall’altro in alcuni momenti vorrei prenderlo a botte.

Questi non sono libri d’amore, sono gialli, eppure sono soprattutto storie di vita, e alla base di tutto c’è sempre l’amore: quello sano, quello malato, quello ossessivo, quello respinto, quello accolto.

Le passioni muovono l’essere umano e spesso lo portano ad atti estremi, per attirare una falena verso la propria luce e averla, pur sapendo che ne morirà, o per tenerla a tutti i costi lontana da quella luce per salvarla, pur morendo nella rinuncia.

E come sempre, non posso che consigliarvi di leggere anche questo meraviglioso libro.