Recensione: “Nella Vita dei Burattini” di TJ Klune

Ci sono voluti un paio di giorni per scrivere questa recensione, tante le emozioni e i pensieri che hanno rimbalzato nella mia mente al termine della lettura.

Iniziamo col dire che, nella norma, adoro talmente tanto quest’autore che compro i suoi libri senza nemmeno leggere la trama. Ho scoperto quindi solo dopo l’acquisto che si trattava di un retelling di Pinocchio. Credevo sarebbe stata la volta che un suo libro non mi avrebbe entusiasmata, non essendo questa fiaba tra le mie preferite… quanto mi sbagliavo!

Qui non si tratta di un semplice retelling, ma di una magnifica e inaspettata interpretazione in un futuro distopico.

Ci sono chiari riferimenti a Pinocchio, sia la favola che la versione animata, ma volendo anche a Blade Runner, Wall-E, l’Uomo Bicentenario, Numero 5 e Matrix. Tutto perfettamente mescolato e reinterpretato, come solo un grande autore con un’immaginazione e creatività come la sua poteva fare.

Ho ritrovato il Klune divertente e ironico: quanto ho amato e riso con le interazioni tra il robottino aspirapolvere Rambo, che soffre di ansia da pulizie, e il robot Infermiera Ratched, una sociopatica favolosa.

Ho rivisto il Klune irriverente e dissacrante: in alcune scene, senza fare spoiler, sono letteralmente morta dal ridere e avrei voluto dare una pacca di consolazione al povero Victor per l’imbarazzo in cui si è ritrovato.

Ho scorto il Klune con cui tanto ho in comune: l’Amore senza limiti, quello tra un padre e un figlio, pur non di sangue, come quello tra due esseri del tutto diversi e una found family tenace.

Ho incontrato un Klune sempre più profondo: quante riflessioni sull’essenza della vita, sulla redenzione, su cosa significa davvero il “perdono”, sul libero arbitrio e sull’umanità che si possono trarre a fine lettura!

E ho pianto, ancora e di nuovo, a causa di un robottino delizioso – sì, lui aveva avvisato in un video, visto dopo la lettura, che sarebbe accaduto e aveva ragione! – di un umano fragile e coraggioso, pieno di dubbi e insicurezze costretto ad affrontare prove incredibili, e di un’intera e meravigliosa famiglia queer, nel vero senso della parola: differente, diversa dalla norma e, forse, proprio per questo unica e bellissima.

Lo consiglio? Assolutamente sì!

Recensione: “Ho baciato Shara Wheeler” di Casey McQuiston

Chloe ha baciato Shara, e io ho baciato il libro dopo aver letto anche le ultime parole dei ringraziamenti.

Dovrebbe bastare ciò per dire quanto mi sia piaciuto! 5 stelle sono troppo poche!

Ho trascorso le ultime tre estati in compagnia di un libro di Casey, ed è stato un crescendo di emozioni.
Nonostante la sostanziale differenza fra le tre opere, ho amato anche questa bellissima rom-com young adult e tantissimo queer.

Mi sono divertita un mondo, percependo (e rammentando) sulla mia pelle la difficoltà di quell’incredibile e angoscioso periodo che è stato per me il liceo.
Ho potuto conoscere, però, un diverso mondo da quello in cui io sono nata e cresciuta, eppure ritrovando, a distanza di così tanti anni e su continenti diversi, la sensazione del sentirsi diversi, alieni alla ricerca di se stessi e di qualcuno che possa capirti per ciò che sei, fino a poterti specchiare negli occhi degli altri e vedere, finalmente, l’immagine reale di te.
Le tante immagini, le tante sfumature, quel puzzle che in quegli anni si inizia appena a costruire.

La scrittura di Casey, come sempre, è frizzante e coinvolgente. È riuscitǝ a tenermi incollata alle pagine, con la curiosità di capire cosa mai sarebbe potuto accadere, con la stessa suspense di un thriller, ma la dinamica di una rom-com.

Ho tifato sin da subito per alcune coppie, e vederle poi crearsi mi ha fatto saltellare felice come una ragazzina.

Ecco, forse questa è la sua magia: alla matura età di 56 anni, mi sono ritrovata con le stesse ansie, paure, incognite ed entusiasmi di quando ne avevo 16, pur non essendoci nulla in comune tra me e Chloe, se non la sensazione di estraneità in un mondo che ti sembra non appartenerti.

Il percorso di crescita di tutti i personaggi è straordinario e lascia aperte le porte a tutto, pur chiudendone alcune sul proprio passato, ma senza rinnegarlo.

A volte, per imparare a vivere, bisogna innanzitutto sopravvivere.

Spero un giorno di vedere una Serie TV basata su questo libro (ha funzionato con la mia recensione del 2021 su RBSB-RWRB, chissà che non funzioni anche con questo), ma nel frattempo non posso che consigliare questo bellissimo romanzo a chiunque e senza alcun dubbio!

Recensione: “The Charm Offensive” di Alison Cochrun

Genere: Romance MM

Sono stata molto in bilico con questo libro con una valutazione che oscillava tra le 4 e le 5 stelle. Nel complesso direi un 4.5, ma l’avermi commossa in un passaggio finale mi ha spinta a dare le 5.

Il ritmo è quello di una gradevolissima rom-com, almeno per tutta la parte iniziale e fin quasi alla metà del libro. Poi si sono inseriti argomenti particolari come gli attacchi di panico, l’ansia sociale, la depressione, trattati molto bene e in maniera approfondita, pur lasciando all’intero romanzo quel mood di leggerezza che non ha appesantito per nulla la lettura.

Ho molto apprezzato, e mi sono divertita, la descrizione del mondo di una produzione televisiva come un reality. Ho trovato il tutto assolutamente più che verosimile e si denota quanto l’autrice si sia informata sui meccanismi di format del genere.

Dev e Charles nelle loro similitudini e diversità si sono lasciati amare sin da subito, anche se Dev l’ho adorato maggiormente quando ha lasciato cadere la maschera dello “Spassoso Dev” mostrando tutte le sue fragilità.

Davvero molto belli i percorsi di crescita di entrambi i protagonisti, che hanno imparato a gestire e affrontare le rispettive problematiche e chiusure: Dev con il suo rifiuto di accettare le proprie fragilità, la maschera che sempre indossa e che non permette a nessuno di conoscerlo per davvero, il suo credere di non meritare l’amore. Charles che ha tutto un mondo da capire della propria sessualità e affettività, con insicurezze che si porta dietro da troppo tempo.

Non amo mai i personaggi perfetti, e l’imperfezione di entrambi non ha fatto che renderli ai miei occhi più umani e reali.

Nota di merito per i personaggi secondari, che hanno una loro struttura e complessità e non fanno solo da sfondo alla storia principale.

Consigliato!

Recensione: “La Valle del Silenzio” di Ester Manzini

Genere: Storico MM Queer Romance

Che dire. Il primo libro che leggo di quest’autrice non solo mi ha catturata e tenuta incollata alle pagine, mi ha anche commossa e non poco.

Posso dire, senza vergogna, che arrivata quasi verso la fine mi sono ritrovata in una valle di lacrime più che in quella del silenzio, e non è così scontato e facile farmi piangere al punto di dovermi togliere gli occhiali e asciugarmi gli occhi.

Diciamo pure che questo libro l’ho scelto all’istante. Mi è bastata la cover, bellissima, (amo queste copertine evocative) e sapere che era ambientato ai tempi dell’Impero Romano.

Datemi uno storico MM e farete di me una donna felice, sempre che, ovviamente, si tratti di un bel libro.

Questo lo è.

Non manca nulla:

1. romanzo corale, con varie storie e personaggi che si intrecciano tra loro e una gestione perfetta dei vai punti di vista narrativi.
2. Accuratezza storica alla quale fare tanto di cappello.
3. Personaggi ai quali ti affezioni senza se e senza ma.
4. Azione e suspense di tutto rispetto.
5. Drammatico e duro al punto giusto, senza che nulla sia narrativamente inutile, eccessivo o gratuito.
6. Crescita emotiva di tutti i personaggi principali, al punto che non potrei dirvi quali tra loro abbia amato di più, animali compresi.

Insomma, l’unico difetto è che adesso vorrei un seguito e magari anche una serie di spin-off per seguire la vita e avventure di ognuno di loro.

Sicuramente consigliato!