Segnalazione: “La Ribelle di Emerson Pass (Emerson Pass Historical Italian Editions Vol. 4)” di Tess Thompson

Titolo: La Ribelle Di Emerson Pass

Serie: Emerson Pass Historical Italian Editions Vol. 4

Autore: Tess Thompson

Traduzione: Isabella Nanni

Editore: Self-Publishing

Genere: Romanzo rosa/saghe familiari

Pagine: 312

Prezzo e-book: 4,99

Prezzo cartaceo: 14,51

ISBN 13: 979-8843184964

Data di pubblicazione: 30 luglio 2022

TRAMA:

Cymbeline Barnes aveva proclamato Viktor Olofsson il suo arcinemico quando erano bambini. Ma quando il giovane salva la sua amata sorella, lei inizia a vederlo come un eroe. Eppure, non riesce ad abbandonare l’idea che il suo destino la stia aspettando da qualche altra parte nel mondo.

Viktor Olofsson è da sempre innamorato di Cymbeline. Tuttavia, visto che lei continua a respingerlo, si rassegna a prendere in considerazione una nuova arrivata, Emma.

Riuscirà Cymbeline a capire cosa vuole veramente nella vita e ad aprirsi all’amore prima che sia troppo tardi?

“La ribelle di Emerson Pass” è il quarto libro della commovente serie Emerson Pass Historical. Se vi piacciono le eroine forti e le grandi saghe familiari, allora adorerete questo libro di Tess Thompson.

Recensione: “Una rispettabile posizione (Consorzio di gentiluomini Vol. 3)” di K.J. Charles

Genere: Storico MM

Complessivo 4.5 ⭐

Questo terzo volume mi è piaciuto, per ciò che riguarda I personaggi, quanto il secondo.
Il contrasto tra i due mondi, il come poter conciliare un aristocratico con un valletto, è stata la parte più interessante.

Ho adorato Cyprian già dai precedenti volumi, anche se ho potuto vederlo e conoscerlo per davvero solo in questo. Ho amato il suo orgoglio per ciò che è, per ciò che fa. Mi è piaciuta la sua dedizione, quanto il suo puntare i piedi e, ovviamente, la sua mente furba e sopraffina, in grado di districare qualsiasi matassa.

Il personaggio di Cyprian da solo meriterebbe le 5 ⭐.

Bello anche il come Lord Richard sia “sceso dal piedistallo”, come gli hanno amorevolmente suggerito Dominic e il mio amato Juilius. Ha fatto un bel percorso di crescita a ostacoli anche lui, insomma.

Mi è piaciuto anche il mondo, che si intravede però solo per poco, da cui proviene Cyprian.

Rispetto al secondo, qui mi è mancato il contesto storico e quasi tutto il romanzo è incentrato su loro due e sulle questioni in sospeso con Lord Maltravers.

Quello che, comunque, mi ha bloccata nel dare le 5 ⭐ piene è una scelta di traduzione che ho trovato un po’ strana.

In inglese il “tu” e il “voi” sono la stessa parola “you”, quindi solo il contesto può essere utile a capire quale sia la giusta traduzione. In questo libro si è scelto di mantenere il “voi” tra I personaggi fino alla fine, anche nei momenti intimi.

Mi è sembrato strano, quando nei precedenti a un certo punto i personaggi tra di loro ovviamente passavano al “tu”, soprattutto in determinati momenti. Vero che rimarca di continuo le loro diverse posizioni, e che in alcuni momenti di sicuro era giusto (usando Milord o Cyprian per rivolgersi l’un l’altro, invece che i nomi Richard e David), ma in altri a parere mio andava messo il “tu”.

Ovviamente è solo una mia sensazione e non è detto che sia corretta. Una cosa di poco conto, comunque.

Per tutto il resto, questo libro come questa serie nel complesso vale sicuramente quasi 5 ⭐

Decisamente consigliato.

Recensione: “Una sensuale ribellione (Consorzio di gentiluomini Vol. 2)” di K.J. Charles

Genere: MM Storico

Questo secondo libro mi è piaciuto ancor più del primo e merita tutte e 5 le stelle. Non tanto per la parte “sensuale” della storia (comunque bella e ben trattata), quanto per i contrasti tra i due personaggi e i due mondi.

Ricchezza e povertà, un reazionario e un radicale, due ideologie all’apparenza opposte che hanno continuato a incontrarsi e scontrarsi.

Ho trovato bellissimo il come siano state sottolineate sia le luci che le ombre di entrambi gli schieramenti, il modo in cui si possa trovare punti d’incontro anche se di idee diverse e, invece, l’errore di rimanere blindati sulle proprie posizioni fino a sfociare nelle violenze.

Rispetto al primo libro, in questo ho sentito e vissuto molto di più tutto il contesto storico del periodo e della Londra di primo Ottocento.

Silas lo avevo già conosciuto nel romanzo precedente, Dominic mi si è realmente mostrato solo in questo libro e ho potuto apprezzarlo davvero tanto, come non immaginavo.

Nota di merito, comunque, anche qui per Julius. Decisamente ho un debole per lui e a ogni sua apparizione sono andata in brodo di giuggiole.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Sidecar” di Amy Lane

Genere: MM romance

5 stelle super meritate!

Ho acquistato questo libro un anno fa sul sito della casa editrice attirata innanzitutto dalla cover.
Nel mucchio di copertine con “fusti” più o meno vestiti, questa decisamente risaltava agli occhi per originalità. Ho pensato da subito che potesse essere qualcosa di diverso, e quando ho letto la trama la prima impressione è stata confermata.

Poi, come sempre, i libri mi chiamano al momento giusto (mi accade anche con quelli che scrivo io) e solo adesso ho capito  che era arrivata l’ora di leggerlo.

Circondata dalla tranquillità delle colline e immersa nel verde, ho potuto godere appieno di questo che, di fatto, è di sicuro il gay romance più bello mai letto.

Questa non è una storia come le altre, ma un viaggio vero e proprio attraverso gli anni e i cuori dei due personaggi, ma anche toccando argomenti di ogni genere, alcuni dei quali tosti, ma trattati con una delicatezza incredibile.

Ho amato Joe dal primo istante. Josiah è l’orso dal cuore più saldo e grande che abbia mai incontrato.

Ho adorato Casey dal primo secondo, e ammirato e vissuto con lui ogni passo, ogni caduta e tutta la crescita incredibile. Il suo entusiasmo irruente unito alla testardaggine è veramente una miscela esplosiva.

Il percorso di questi due uomini, la trasformazione lenta dei sentimenti di Joe, il modo diverso in cui affrontano la vita e il come riescano poi ad accettare i compromessi necessari per costruire qualcosa di comune e importante, tutto ciò mi ha emozionata più volte.

Ho amato ogni cosa di questo libro, dalle ambientazioni, ai personaggi, al come interagiscono tra loro, al rapporto con le rispettive famiglie, con gli amici, con i cambiamenti personali e della società, con gli amori fugaci e non, che sono venuti e andati durante venticinque anni e che hanno permesso a entrambi di crescere e capire cosa realmente volessero.
Persino gli animali ho amato in questo romanzo e la casa, dapprima sgangherata ma sempre accogliente, in cui Joe porta Casey salvando un ragazzino dalla strada e se stesso dalla solitudine autoimposta.

Assolutamente super consigliato!

Recensione: “Hindsight” di Enys LZ

Genere: MM romance urban fantasy

Un generale 4.5 ⭐

Iniziamo con il dire una cosa: se non mi avessero detto che questo è un urban fantasy, io non lo avrei letto.

La cover, per quanto alla fine la comprendi e ha un senso, continuo a trovarla davvero inquietante e, soprattutto, fa pensare più a un horror satanico/religioso e con magari violenza domestica più che a un urban fantasy di questo genere.
Non avrei nemmeno letto la trama se non avessi conosciuto l’autrice e non avessi chiesto delucidazioni.
Ho anche fatto una prova, chiedendo ad altre persone, forti lettori, che tipo di libro pensavano fosse guardando la cover, e la risposta è stata la stessa.

Perché faccio questa premessa? Perché questo è davvero un buon urban fantasy e mi chiedo quante persone, che non frequentano gruppi e autori, abbiano guardato la cover e siano passati avanti fuorviati, senza neanche dare una possibilità a un libro che merita sicuramente di essere letto e apprezzato.

Ovviamente, ho amato Sean sin dal primo momento (anche se avrei preferito che la nota introduttiva sul personaggio fosse messa come nota finale, perché mi ha anticipato una cosa importante di Sean che avrei voluto scoprire e capire da sola leggendo.)
Un personaggio con così tante sfumature, dubbi, insicurezze e forze inconsapevoli, che non puoi non amare dalla prima all’ultima riga.

Raphael è anche più complesso, e credo meriti maggiore approfondimento. Sono certa che nei prossimi libri (di sicuro ce ne saranno, anche se è autoconclusivo. Ci sono molte cose ancora da dire) l’autrice avrà modo di parlarci ancora di lui e della incredibile dicotomia che si trova ad affrontare (ho faticato a comprendere, ammetto, in che modo riesca a conciliare le varie parti di sé.)

Bellissimo che sia un romanzo corale nel vero senso del termine. Amo i libri in cui tutti i personaggi trovano il loro spazio e non ci si sofferma solo su uno o due.

Tra l’altro, diciamo anche che, per la seconda volta, l’autrice mi ha fatta innamorare perdutamente di un personaggio secondario, di cui vediamo poco a fine libro, ma quel poco: WOW. Attendo con ansia un libro dedicato a lui.

Insomma, tirando le somme: bel ritmo, bella idea di mondo creato, bei personaggi, tutti, e bella storia d’amore.

Sicuramente consigliato.

Recensione: “Una raffinata trasgressione” di K.J. Charles

Genere: MM romance storico

Decisamente io ho una certa passione per gli uomini eleganti, aristocratici, dalla parlantina sagace, all’apparenza freddi e “debosciati” eppure letali al momento opportuno quanto una lama affilata.

Ho anche una notevole passione per gli storici, quindi capirete che non potevo non soccombere al fascino di Julius e non gradire un romanzo ambientato in una Londra di primo Ottocento.

La storia è gradevole, i personaggi ben strutturati nonostante la complessità delle situazioni in cui si trovano, la relazione tra Julius e Harry appassiona e le altre, che si immagina verranno raccontate nei successivi libri, incuriosiscono.

Peccato mi sia mancata l’ambientazione esterna. Avrei voluto “respirare” e vivere un pochino di più l’aria e l’atmosfera di quel periodo. Ben costruito invece il contesto storico e sociale in cui i personaggi si muovono, con i suoi contrasti tra ricchezza e povertà.

Un generale 4 ⭐ e un libro di cui consiglio comunque la lettura.

Recensione: “Ancora una fermata” di Casey McQuiston

Genere: romance LGBTQIA FxF

Credo che la miglior sintesi di questa recensione possa essere ciò che la editor di C. McQuiston, come raccontato nei ringraziamenti finali, disse quando le accennò la trama: “l’idea è folle. Scrivila!”

Ho acquistato questo libro senza nemmeno aver letto la quarta di copertina. Avevo adorato il precedente, sapevo solo che questa volta sarebbero state due ragazze le protagoniste e ho comprato a occhi chiusi.

Non solo non ha disatteso le aspettative, ma questo romanzo è andato oltre. Se il primo è bello, questo è un assoluto capolavoro!

New York raccontata in un modo splendido, al punto d’aver avuto la sensazione di essere lì.
Un gruppo di amici, una famiglia queer favolosa (li ho amati tutti, dal primo all’ultimo!)
Una storia pazzescamente folle!

E, soprattutto, l’Amore in ogni sua forma, nel bene e nel male, con le sue paure o la spavalderia, per ogni aspetto della vita, per ogni persona che si incontra sul proprio percorso e che ci rende ciò che siamo.
Per se stessi, per un posto da chiamare “casa”, per la voglia di vivere e andare avanti, nonostante tutto.

“A volte certe cose non possiamo fare altro che SENTIRLE. Solo perché MERITANO di essere sentite.”

È il senso del libro, è il senso del percorso di crescita che fa ogni personaggio, è il senso di un amore impossibile ma splendido, è il senso di una storia all’apparenza irreale o surreale, eppure più vera di tante altre.

È il senso della vita.

Super consigliato!

Ps: menzione d’onore alla tazza avuta in regalo con il cartaceo. Io che amo il caffè americano ho compreso il perché di queste tazze spettacolari.

Recensione: “Glitterland” di Alexis Hall

Genere: MM Romance

Era una vita che mi si diceva di leggere questo romanzo, e avevano ragione a insistere.

Ho trovato lo stile dell’autorə, che assolutamente non conoscevo, più che originale.

Ho adorato il ritmo, i momenti intensi in cui mi ha fatta sprofondare nella mente contorta di Ash e quelli divertentissimi con Darian, un fantastico pirata glitterato che ho amato dalla prima all’ultima riga.

È stato un viaggio particolare, una lettura che mi sono bevuta in pochi giorni e di cui ho apprezzato ogni sfumatura, dalla caratterizzazione di tutti i personaggi, anche quelli secondari, allo sballottamento nei pensieri confusi e maniacali di Ash.

E poi c’è lui, Darian, una stella polare assolutamente divina che ti trascina nel suo mondo di sorrisi, abbigliamenti improbabili, cuore genuino, battute irriverenti “occhessoio”, ma con spalle forti perché alla fine ha ragione lui, può sempre essere “tutt’apposto”.

La vita è questa: alti e bassi, salite e discese, momenti belli e momenti brutti e la felicità sta solo nel viverla così come viene.

Assolutamente consigliato.

Recensione: “Il principe prigioniero (Captive Prince Vol. 1)” di C.S. Pacat

4 ⭐ nel complesso

Come il caffè sospeso questa è una recensione “sospesa” e anche piuttosto lunga.

Nel senso che, essendo il libro quasi solo un’introduzione a tutta la #saga (lo si percepisce in maniera palpabile anche arrivando al termine delle 240 pagine), mi riservo di correggere questa valutazione, in meglio o in peggio, quando avrò letto gli altri della serie.

Premessa doverosa:

Avevo mille pregiudizi riguardo questa saga in quanto NON amo gli abusi romanticizzati, NON amo che si usi l’escamotage di un contesto di schiavismo per crogiolarsi in situazioni “erotiche” non consensuali ed estreme, sono alquanto stufa di leggere ovunque scene con pratiche sadomasochiste e similari, NON mi fa impazzire il trope “enemies to lovers”, NON mi strappo i capelli per i “bad boy”, i sadici, i villain e nemmeno per gli strateghi criminali o violenti.

Premesso tutto ciò, che non è poco, avevo scelto (anche dietro numerosi suggerimenti) di provare comunque a leggere questa saga super osannata per farmi una mia idea.

E, in ordine, sono accadute tre cose davvero inaspettate:

1. Sono rimasta incredibilmente affascinata da Laurent. È come se mi fossi ritrovata di fronte a un serpente incantatore che mi ha stregata. Chiariamoci, non sono innamorata, non ancora almeno, del personaggio, e non giustifico alcuni suoi atti, ma ne sono terribilmente incuriosita.
Nonostante già dalla prima apparizione di Laurent abbia intuito un particolare importante (che non è stato svelato, ma sono certa salterà fuori) e a un certo punto abbia anche già immaginato particolari della sua infanzia/prima adolescenza (anche questi non svelati ancora), ciò che mi attrae di lui è la sua mente, la sua arguzia e il come riesce a superare con una fine strategia tutta una serie di ostacoli.
Io amo gli intrighi di corte o politici, siano essi in epoca antica o moderna, e Laurent è il vero Re degli intrighi, che riesce a ribaltare a suo favore qualsiasi complotto si ordisca nei suoi confronti. Il come ci riesca è ciò che più mi attrae e appassiona.

2. Tutti gli abusi romanticizzati che temevo di incontrare sono stati evitati grazie all’unico punto di vista narrativo di Damen, il quale ha ben chiaro cosa sia una violenza o un abuso e cosa sia giusto o meno, anche in una società dove è consentito lo schiavismo. Mai nemmeno una volta si percepisce ciò che avviene come qualcosa di romantico. Anzi, personalmente ho avvertito lo stesso disgusto e la stessa rabbia di Damen, il che è di fatto una cosa positiva.

3. Appena terminato di leggere questo libro, in pochissimo tempo tra l’altro, ho iniziato la lettura del successivo. Li avevo acquistati tutti sul sito della casa editrice grazie a una promozione, e al momento non sono pentita d’averlo fatto come invece temevo.

Tutto questo appena detto mi avrebbe fatto dare anche un 5 ⭐, ma ho ancora alcune perplessità che sono le seguenti:

1. L’ambientazione. Ben descritti gli interni e gli abbigliamenti, ma fin quasi alla fine del libro avremmo potuto essere nell’antica Grecia come a Novara, su un altro pianeta o nel palazzo di fianco al mio.
Manca davvero tanto un’ambientazione di più ampio respiro.
Non dico di esagerare con infodump o descrizioni di 100 pagine alla Tolkien, ma neanche zero però.
La saga è catalogata come fantasy solo perché i luoghi non esistono e non sono mai esistiti. Un modo, lo capisco, per non essere legati a tradizioni, eventi e fatti di un mondo antico, ma non basta una piantina a inizio libro e nomi fantasiosi per creare un vero mondo alternativo. Sulla fine del libro si è iniziato a vedere qualcosa di più, ma poco per me.

2. La sensazione, almeno entro il 30% del libro, che si usasse in alcuni momenti l’escamotage della società schiavista per indulgere nel racconto di pratiche erotiche non consensuali c’è stata e mi ha fatto storcere il naso. Non molte, per fortuna, e il pov di Damen, che ne era disgustato, ha mitigato di parecchio il tutto e incanalato, per fortuna, in una giusta direzione. Diciamo che, per me, alcune cose si sarebbero potute tranquillamente evitare e la narrazione non ne avrebbe affatto risentito.

Comunque sia, alla fine la storia risulta appassionante e, pur avendo già immaginato alcune cose, la curiosità di vedere in che modo si evolve mi spinge a proseguire.

Questo al momento è un grande punto a favore e mi spinge a consigliarne la lettura.

Recensione: “Deception” di Agnes Moon

Non è il primo libro che ho letto di Agnes Moon e anche questo si è lasciato leggere con piacere, nonostante la narrazione in prima a pov alternati per capitoli non sia la mia preferita.

Dopo un po’ comunque la storia ha spiccato il volo e l’ho finita in breve tempo.

5 ⭐ piene per il colpo di scena assolutamente inaspettato.
Ecco, solo quello vale tutto il libro e mi spingerebbe a rileggere i primi capitoli per vedere se c’erano indizi che non avevo notato (ammetto di non averlo ancora fatto e di non ricordare se, come dovrebbe essere, qualche pensiero di uno dei due protagonisti potesse trarre in inganno ed avere un significato diverso da quello che, poi, si scopre). Sorprendermi in questo modo non è semplice, quindi brava.

La storia alla fine è anche abbastanza complessa, forse avrebbe meritato un maggior approfondimento della parte puramente thriller e nello svolgimento finale, che ho trovato lievemente frettoloso e “semplificato” vista la dinamica di alcune situazioni. A meno che non esista un secondo libro di cui non sono a conoscenza o non ci sia in ballo l’idea di un secondo libro.

Nulla a che vedere, comunque, con i due protagonisti che sono stati ben sviscerati e caratterizzati. La loro storia è lineare e funziona.

Insomma, nel complesso le 4 ⭐ ci stanno tutte.