Recensione: “La Gabbia delle Scimmie” di Victor Gischler

Genere: Thriller/Noir

Complessivo 2.5 ⭐️

Di rado assegno punteggi così bassi a un libro, ma in questo caso sarebbe disonesto da parte mia non farlo.

Avevo scelto di recensirlo perché aveva tutte le premesse per piacermi: un thriller a tinte scure.

Già da subito mi è sembrato una miscela di atmosfere tra Pulp Fiction e Billy Summers.

Peccato che non abbia, per me, nessuno dei meriti delle succitate opere.

Punti a favore:

. sintassi grammaticale e mancanza di refusi
. ritmo veloce.

Punti a sfavore:

. Narrazione in prima persona che, la maggior parte del tempo, mi è sembrata solo un elenco di azioni: “faccio questo, prendo questo ecc”

. Personaggi ai quali è impossibile affezionarsi per me e che, soprattutto, non fanno alcun percorso di crescita né tantomeno di redenzione. Nemmeno blanda e con la sensazione arrivata, invece, che sia “giusto”, che le azioni finali siano sufficienti a far meritare una redenzione. Tuttavia non è questo il caso.

. Susseguirsi di scene di sparatorie e simili, e il protagonista che riesce a rimanere attivo e vittorioso in modi poco verosimili, nonostante innumerevoli ferite di ogni genere.

Okay per la sospensione dell’incredulità, ma si è un pochino esagerato.
Rambo in confronto è un dilettante.

Insomma, ho faticato tantissimo per arrivare alla fine, al punto di tirare un sospiro di sollievo arrivata all’ultima riga e senza che la storia mi abbia regalato la benché minima emozione.

Come sempre, però, questa è una mia personale impressione sul romanzo e, quindi, è sempre giusto che vi facciate una vostra opinione che può anche essere diversa dalla mia.

Ringrazio comunque per la copia ARC ricevuta dall’editore.

Recensione: “Una cosa pericolosa (Adrien English vol. 2)” di Josh Lanyon

Genere: MM Thriller

Con questo secondo libro, ho decisamente fatto pace con Lanyon. Il primo per la parte Thriller non mi aveva per nulla convinta, ma in questo secondo volume la storia è stata decisamente migliore e 4 ⭐️ le assegno senza alcun dubbio.

Qualche intuizione l’avevo comunque avuta, ma la trama del giallo è costruita bene, non scontata, insomma, e in alcuni momenti mi ha anche sorpresa.

La parte romance, con questo rapporto molto conflittuale tra i due protagonisti, è appassionante, anche se non travolgente come mi attendevo.

Comunque un bel libro e adesso ho maggior desiderio di andare avanti per vedere come si evolve la relazione tra i due.

Consigliato.

Segnalazione: “Due spari al parco Lambro: la seconda indagine del Tomba tra Milano e l’Oltrepò pavese” di Massimo Bertarelli

Titolo: Due spari al parco Lambro. La seconda indagine del Tomba tra Milano e l’Oltrepò pavese

Autore: Massimo Bertarelli

Editore: Fratelli Frilli editore

Genere: gialli/noir

Pagine: 224

Prezzo: e-book 7,99

Prezzo: cartaceo 16,05

ISBN cartaceo: 978-8869437090

Data di pubblicazione cartaceo: 25 settembre 2023

Data di pubblicazione ebook: 28 settembre 2023

TRAMA:

È tarda sera, il Tomba si è regalato una delle rarissime cene in solitaria al ristorante. Entra un giovane, perde sangue da un fianco. Prima di svenire racconta che si trovava con una prostituta nel vicino Parco Lambro. Dice di essere stato aggredito da due africani, che pur di rubargli il motorino gli hanno sparato. Dopo poche ore, il Tomba si rende conto come la storia non stia in piedi: gli hanno sì sparato, ma alla schiena, e la Scientifica trova impronte solo maschili e nessuna riferibile a un motorino. Le prime indagini appurano come l’aggredito abbia di recente subito un anno di custodia cautelare in carcere per spaccio; al momento, è a piede libero in attesa del processo. Nel contempo, per due notti si presenta alla porta del commissariato un clochard, lascia un biglietto e se ne va. Il primo è lo scontrino di un bar, sul retro c’è scritto “I Carabinieri si stanno sbagliando”. Il secondo è un foglio di giornale: c’è la stessa scritta sopra il resoconto di una violenta aggressione per derubare un giovane che faceva jogging, a tarda sera, in un parchetto vicino al commissariato. Non sarebbe compito suo, ma la curiosità è tale che il Tomba non può fare a meno di vederci chiaro: il clochard non si fa trovare, vorrebbe chiedergli perché chiama in causa la Polizia e come fa a essere così sicuro che si tratti di un errore. Le due indagini rimangono ben distinte tra loro, i coinvolti non si conoscono, ma nel romanzo l’autore snoda un fil rouge che lega le vicende: le vittime non intendono chiarire il motivo dell’aggressione e, soprattutto, mentono agli inquirenti per depistare. Determinato a portare a termine in tempi brevi entrambi i casi, il Tomba si sdoppierà. Per la prima indagine, adottando la tattica dello sfunnapedi (far cadere in un tranello) così cara al commissario Montalbano, dovrà agire tra Milano, Melzo e l’Oltrepò pavese. Per la seconda, una volta trovato il clochard risalirà agli aggressori con l’aiuto delle foto segnaletiche. L’uomo, però, temendo future ritorsioni, non firmerà il verbale. Non avendo alternative, il Tomba scenderà in campo in prima persona con una serie di appostamenti notturni, incurante dei pericoli e delle eventuali reazioni da parte dei Carabinieri titolari dell’indagine.

BIOGRAFIA:

Massimo Bertarelli, nato a Milano in zona Navigli nel 1954, residente a Monza da oltre quarant’anni. Ex responsabile amministrativo in vari ambiti aziendali, pensionato dal 2016, ex maratoneta, ex responsabile del gruppo di lettura della Biblioteca Civica di Monza. Consigliere direttivo e tesoriere dell’Associazione di Volontariato “La Biblioteca è una bella storia”: da anni impegnato sul campo tramite progetti a carattere letterario in favore di richiedenti asilo, senzatetto, carcerati e ricoverati in casa di riposo. Consigliere direttivo dell’Associazione culturale Hemingway & Co, organizzatrice del Monza Book Fest (9 edizioni), del Sesto Book Fest (1 edizione), del contest X-Factor letterario – parole aperte sul palco (6 edizioni). Ha pubblicato: Il fosso bianco (Nulla Die edizioni 2011); la serie monzese con Mi chiamo Ugo (Qp edizioni 2016) e Mi chiamo Simone (Edizioni della Goccia 2018), dal quale è stata tratta una drammaturgia intitolata Torno subito, andata in scena al Teatro Binario7 di Monza a maggio 2019, replicata quattro volte; la serie ischitana con Giallo d’Ischia (LFA Publisher 2018) e Rosso d’Ischia (Nero Press Edizioni 2022); la nuova serie milanese con Kabbalah noir a Milano (Fratelli Frilli Editori 2022), finalista del Premio Letterario Città di Arcore 2023.

Ufficio Stampa Ardeche Comunicazione

Tel. 022367048

segnalazione: “La principessina dell’Emmett Peak” di Nerio Nannetti

Titolo: La principessina dell’Emmett Peack

Autore: Nerio Nannetti

Editore: EEE – Edizioni Tripla E

Genere: gialli/Hard Boiled

Pagine: 425

Prezzo: e-book 3,49

Prezzo: cartaceo 24,70

ISBN Ebook: 978-88-5539-297-6

ISBN cartaceo: 978-88-5539-296-9

Data di pubblicazione cartaceo: 01 gennaio 2023

Data di pubblicazione ebook: 05 aprile 2023

TRAMA:

Ren Tinat arriva a Nercoast una mattina di settembre, a rappresentare la legge in quel luogo sospeso tra mare e monti, fiabesco ma anche pervaso da un senso di desolazione e abbandono. Era finito su una brutta strada, Ren, dopo aver perso il lavoro e la moglie; solo l’affetto di due vecchi amici, l’Ispettore di polizia Rickey Crimmon, che gli ha affidato quell’incarico, e Pauli “Push The Botton”, uno strozzino, l’ha salvato. Sempre perso a divagare, Ren, con la musica in testa, sull’onda dei suoi “strascichi di gioventù”. A Nercoast si ritrova a indagare su un mistero che ruota intorno a Virginia Rockford, una donna dal passato burrascoso. Gli basta una foto per essere attratto da lei che, con il suo sorriso “come una V sdraiata” e l’indice ammonitore, lo coinvolge in una fuga mozzafiato da killer senza scrupoli; ma Ren è un “macho”, un duro, e se da un lato si prodiga per aiutare Virginia, dall’altro non ha nessuna intenzione di cedere al suo fascino. Di lei non si fida. Può cambiare davvero, una donna così? E sarà disposto, Ren, a concedere a lei e a sé stesso una seconda chance?

BIOGRAFIA:

Nerio Nannetti, nato a Bologna nel 1960, ex imprenditore nel ramo della termoidraulica, sposato, ha due figlie, vive in provincia di Bologna.

La principessina dell’Emmett Peack è il suo romanzo d’esordio. A lui piace definirlo un giallo, con sentimenti sparsi.

Una storia di fantasia ma realistica; inventata, ma vera, in cui ci si potrebbe riconoscere tra le tante sfaccettature.

Scritta durante il lockdown a causa della pandemia, quando ancora il lavoro gli assorbiva gran parte del tempo, è il frutto di una goliardica scommessa con grandi amici a conoscenza della sua passione giovanile per la scrittura. Scommessa, buttata lì forse proprio per tentare di esorcizzare quei momenti drammatici, diventata pagine, poi un manoscritto, poi un libro, che ha il presuntuoso intento di essere nulla di più di una buona compagnia per chi lo vorrà leggere.

Nerio Nannetti, che non credeva di riuscire a portare a termine il compito, ammette di aver perso la scommessa. E di avere grandi amici.

Adora cucinare, un po’ meno rassettare, fare baldoria a tavola, cavalcare la sua XL600R dell’85, pedalare sulla sua Lygie del ’57, ascoltare la musica anni ’80 e fare battute, il più delle volte pessime, ovviamente. Confessa che Lucio Dalla con “Siamo Dei” e Pierangelo Bertoli con “A Muso Duro” spiccano tra tanti altri fantastici interpreti e canzoni di quel periodo che continuano a fargli ottima compagnia. I libri di Luca Goldoni, ironici, sarcastici e graffianti, gli sono rimasti nel cuore. Tutto questo non gli impedisce di apprezzare appieno questi nostri “tempi moderni”.

Ufficio Stampa Ardeche Comunicazione

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Recensione: “Sara al tramonto” di Maurizio De Giovanni

Genere: giallo/noir

Non sapevo cosa aspettarmi, ma immaginavo che avrei letto un bel romanzo e anche questa volta De Giovanni non mi ha delusa e si merita 5 ⭐️

Anzi, mi sono così appassionata al personaggio di Sara, con il suo inferno interiore, la determinazione, un passato a tratti oscuro, fatto di scelte difficili e non sempre dai più condivisibili, e una sensibilità che nasconde benissimo cosi quanto riesce a essere “invisibile” al mondo, da voler passare subito al successivo, se lo avessi adesso a portata di mano.

Nonostante avessi intuito alcune cose, la struttura del giallo è comunque ben costruita, perché qualche dubbio almeno fino a un certo punto me lo ha lasciato.

Ciò che comunque mi ha trascinata sono tutti i personaggi che gravitano attorno a Sara, così complessi e affascinanti: da Viola a Teresa e anche a quell’assurdo ispettore Pardo con il suo Boris, che mi ha fatto morire dal ridere a ogni apparizione.

Ho trovato in un primo momento “strano” che, nonostante i dettagli delle ambientazioni, non venisse mai nominata la città di Napoli. Avrebbe potuto essere una qualsiasi città, se non ci fossero stati alcuni dettagli o dialoghi a rendere esplicita l’ambientazione.

Credo che in questa serie De Giovanni abbia voluto dar maggiore risalto soprattutto alle vicende umane, così particolari, senza che Napoli divenisse essa stessa protagonista come lo è negli altri suoi libri. Ammetto che, dopo una prima perplessità, concordo sulla scelta.

Adesso aspetto solo di avere sotto le mani i successivi per continuare la serie.

Sicuramente consigliato!

Recensione: “Stirpe (Whyborne & Griffin Vol. 5)” di Jordan L. Hawk

Genere: MM Fantasy/Storico/Thriller

Questo quinto volume credo sia il più bello della serie, come storia si merita 5 ⭐️ senza alcun dubbio ed è riuscito ad appassionarmi e a sorprendermi in più modi.

Whyborne lo adoro sempre di più nella sua nerdaggine, anche se in questo libro ci sono stati momenti in cui lo avrei preso a testate. Va però detto che tutto ha un senso, anche i suoi errori che non sono stati pochi.

Il percorso di crescita emotiva e mentale di questo personaggio è straordinario.

Se nel libro precedente era stato il passato di Griffin il filo conduttore, in questo sono la famiglia di Whyborne e i segreti che vengono svelati.

I colpi di scena non sono mancati, così come l’azione e momenti in cui ho temuto per la sorte dei nostri eroi. Il tutto condito da passione, scene esilaranti, grazie alle interazioni tra la fantastica Christine e Whyborne, e personaggi vecchi e nuovi che mostrano molteplici sfaccettature.

La famiglia, comunque, è il centro di questo volume: quella di nascita, quella di discendenza, quella elettiva.

Qualche refuso di troppo nella edizione italiana, che però non toglie nulla alla magia di questo libro e della serie.

Sicuramente consigliato!

Recensione: “Un erede sconveniente (Sins of the Cities #3) di K.J. Charles

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Genere: MM Storico

Ebbene, arrivata al termine di questa serie MM Storica, posso affermare senza alcun dubbio che l’ho adorata e merita le 5 ⭐️ piene.

Ogni libro è stato più bello dell’altro, in un crescendo di emozioni sia per i personaggi, così particolari e tutti diversi tra loro, sia per la trama thriller del tutto inaspettata che dal primo all’ultimo libro mi ha tenuta con il fiato sospeso.

Credetemi, non è facile sorprendermi quando si tratta di gialli, ma questa serie è davvero ben costruita.
Nonostante sia presentata solo come serie gay Romance storica, dà una pista a molti libri che vengono annunciati come thriller/polizieschi.

Questo libro nello specifico, poi, ha affrontato un argomento difficile da trattare, ma il personaggio di Pen è stato così ben approfondito da avermi fatto comprendere al meglio il suo sentire.

Allo stesso modo è capitato con Mark, così simile quanto opposto a Pen: “una stampa in bianco e nero e una dai mille colori”.

Il loro modo di capirsi, di riuscire a immedesimarsi nelle difficoltà dell’altro e di trovare un modo per amalgamarsi è stupendo. Due esseri che si sentono “imperfetti”, incompresi dal mondo che li vede soltanto in un modo, ma che hanno invece trovato la maniera di guardarsi dentro l’anima con coraggio e apertura mentale.

Tutti i personaggi risultano comunque ben curati e complessi: da Greta, fondamentale e per nulla semplice comprimaria, fino ad arrivare anche a camerieri, avvocati o maggiordomi e anche gli antagonisti hanno mostrato diverse sfaccettature.

Nota di merito: anche in questo libro una standing ovation per Justin Lazarus.
Non amarlo alla follia per me è impossibile.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Senza dirci addio” di Giampaolo Simi

Genere: giallo

Anche questo terzo libro con Dario Corbo è da 5 ⭐️ abbondanti.

Duro, intenso, spiazzante nelle dinamiche familiari e personali di questo personaggio, con cui non si può che empatizzare nonostante tutte le sue imperfezioni che lo rendono tremendamente umano.

La trama gialla è perfettamente gestita e come nei precedenti, pur avendo avuto alcune intuizioni, è riuscito con grande maestria a portarmi fuori strada per la maggior parte delle verità che poi si sono svelate.

Ritmo serrato. Adoro il suo stile, adoro come riesce a farti immergere nella storia, nei personaggi, nei luoghi e come ogni personaggio ha i suoi lati neri e di luce.

A fine libro, insomma, hai voglia solo di passare al prossimo della serie!

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Come una famiglia” di Giampaolo Simi

Genere: giallo

Avevo già molto apprezzato il primo giallo di questa serie con Dario Corbo, ma questo secondo volume mi è piaciuto ancora di più.

La trama è davvero ben costruita, e conta poco che a un certo punto si possano intuire alcune cose, ciò che importa è come l’autore sia riuscito a descrivere in modo così “brutalmente” realistico il rapporto di un padre con il proprio figlio, le certezze e i dubbi, le colpe vere e quelle immaginarie, i sensi di colpa per il proprio operato.

Il mestiere più difficile in assoluto al mondo è quello del genitore, e in questo romanzo nulla è semplice.

La narrazione è perfetta, scorrevole e il ritmo serrato. Leggendo si ha solo voglia di arrivare alla fine per scoprire la verità.

E adesso il mio unico pensiero è quello di leggere subito anche il successivo.

Sicuramente consigliato!

Recensione: “La casa alla fine del mondo” di Paul Tremblay

Genere: fantasy (?) Thriller

2 ⭐️

Voglio essere sincera, sono stata in bilico fino all’ultimo se dare anche meno di due stelle, perché per me questo libro per alcuni versi è un grande no-sense.

Non si tratta delle scene cruente (ho letto e apprezzato nel giusto contesto anche di peggio).

Non si tratta delle tragedie che si susseguono (anche qui come sopra, ho letto e amato libri ancor più drammatici).

Il problema, per me, è proprio nel senso generale del libro.

Forse con le ultime righe uno se ne trova, ma sinceramente non c’era alcun bisogno, narrativamente parlando, che accadesse una vicenda del genere.

Fosse stato solo un thriller con una banda di fanatici religiosi da affrontare, avrebbe avuto molto più senso.

Ma non lo sappiamo e non ci è dato di saperlo (forse era questo il senso che l’autore voleva intendere, chissà.)

Così invece cosa mi ha comunicato?

A me personalmente nulla. L’ho portato a termine solo per vedere dove voleva arrivare, e sinceramente per me non è arrivato a nulla.

Mi aspettavo molto di più da questo libro.

Detto ciò, comunque, il libro, nonostante gli stili narrativi particolari (e lo dico al plurale non per errore) è uno di quei testi che si può amare o odiare, quindi se siete curiosi leggetelo per farvi una vostra personale opinione.