Recensione: “Mr. Mercedes” di Stephen King

Genere: thriller

5+⭐️ per questo ottimo thriller.

Nonostante abbia una libreria intera dedicata a King, ci sono libri acquistati anni addietro che ancora non ho letto.

Mr. Mercedes era uno di questi e soltanto in questi giorni mi aveva “chiamato”.

Che dire? Difficile che il Maestro non mi piaccia, ma questo libro me lo sono proprio divorato.

Un thriller perfetto, in cui dipinge ogni personaggio con mille sfumature, dai protagonisti, con i loro lati “grigi”, agli antagonisti, con i loro lati oscuri e, allo stesso tempo, la follia coltivata in situazioni di disagio estremo e in famiglie disfunzionali.

Ho amato tanto tutti i personaggi principali, ho sofferto per loro, ho vissuto l’ultima parte adrenalinica in uno stato d’ansia pazzesca.

Un thriller perfettamente strutturato, dove conosci l’assassino dall’inizio, e non saprai fino all’ultimo chi avrà la meglio in questo “duello” e caccia al serial killer.

Ora sono pronta per il successivo di questa serie.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Il laboratorio del Dottor Leng” di Preston & Child

Genere: thriller

N. 21 della serie di Pendergast e, di sicuro, tra i più belli.

Ho letteralmente divorato questo libro che attendevo da due anni. Quasi 500 pagine di adrenalina pura, tra delitti da risolvere, viaggi nel multiverso e il fascino di avventure nella New York del 1880, descritta in modo perfetto al punto da farmi sentire gli odori e i rumori di quel periodo e luogo.

Un thriller corale, con graditi ritorni e altri, decisamente, meno graditi, al cui centro assoluto spicca Constance.

Ho imparato ad amare questo personaggio nel corso dei libri, e degli anni. Una donna incredibile, determinata, spietata e folle in alcuni momenti. L’unica, in effetti, in grado di comprendere e amare le stravaganti follie dell’agente speciale Aloysius Pendergast, nonostante abbia deciso di allontanarsi da lui nel precedente volume (e non si può darle torto).

Inutile raccontarvi altro.
Questo libro, per gli amanti della serie, va solo letto.

Vi posso soltanto dire che, arrivati alla fine, avrete voglia di sbattere la testa al muro al pensiero di dover attendere il prossimo e, soprattutto, rimarrete di sasso… mai colpo di scena finale fu più azzeccato e sorprendente!

Aspettando il prossimo, che leggerò in inglese appena esce pur di continuare la storia, non posso che consigliarvene la lettura!

Recensione: “Regina Rossa” di Juan Gómez-Jurado

Genere: Thriller

Questo libro è stata una scoperta eccezionale da tutti i punti di vista, e meriterebbe anche più di 5 ⭐️

Lo stile narrativo è incredibilmente originale, una tecnica gestita con accurata maestria che ti porta nella mente di ogni personaggio e, allo stesso tempo, ti rende quasi partecipe dei fatti narrati.

Ritmo perfetto per un thriller ad alta tensione, dove le tessere dei vari puzzle si incastrano fino all’ultimo in un susseguirsi di colpi di scena.

Ho amato alla follia entrambi i protagonisti:

Antonia con la sua mente eccezionale, il carattere all’apparenza asociale, la incredibile determinazione.

Jon, un poliziotto dal cuore enorme, capace di agire anche a proprio discapito e aggirando le regole pur di fare la cosa giusta. Quanto ho amato questo omone gay “non che fosse grasso” che si definisce “monogamo seriale” anche se, non per sua scelta, single voi non potete immaginare.

Tutti i personaggi, secondari e antagonisti, sono ricchi di sfaccettature e approfonditi.

Sarò curiosa di vedere come la serie TV avrà reso la storia, ma di certo leggerò i prossimi libri.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Forza e Coraggio (Cut and Run #2)” di Abigail Roux

Genere: MM Thriller

Una seconda occasione non la si nega a nessuno, e sono contenta d’essermi decisa, infine, a dare una nuova chance a questa serie.

Al primo libro avevo assegnato un 4.5 per la parte thriller e un 3– per la parte romance con un complessivo, quindi, di 3.5 ⭐️
I personaggi di Ty e Zane non li avevo trovati lineari e congrui nelle loro azioni e reazioni.

In questo secondo volume della serie mi sono del tutto ricreduta.
Finalmente la costruzione di entrambi mi ha convinta, le loro forze come le loro debolezze, il percorso psicologico e il loro modo di rapportarsi l’uno con l’altro.

Per quanto qui non ci sia un vero e proprio “giallo” come nel precedente libro, c’è una parte thriller di azione e avventura molto ben congegnata fino ad avermi provocato ansia sull’evoluzione della storia.

La famiglia di Ty mi ha fatto ridere e disperare e vederlo in quel contesto apre una comprensione del personaggio molto più ampia e profonda.

Insomma, mi trovo “costretta” ad assegnare 5 ⭐️ e, di conseguenza, mi toccherà comprare e leggere gli altri libri della serie 😅

Menzione d’onore al nonno di Ty con il suo badile! 😆

Consigliato!

Recensione: “Le parole di Sara (Le indagini di Sara Vol. 2)” di Maurizio De Giovanni

Genere: Giallo contemporaneo

4.5 per il secondo romanzo di questa serie.

I personaggi principali come Sara, Viola, Pardo, Teresa e finanche il cagnone Boris meritano, per me, le cinque stelle piene.
La loro storia personale è ampia, complessa e ben strutturata. Un particolare dell’autore che ritrovo in ogni suo libro: la capacità di tratteggiare personaggi a tutto tondo, ricchi di così tante sfaccettature che viaggiano in una costante sfumatura “grigia”: né bianchi (innocenti ed eroici), né neri (dannati senza speranza), almeno per ciò che riguarda i principali e secondari.

Sara ha un’anima “grigia” come i suoi capelli, che me la rendono, però, dannatamente umana. Impossibile non comprendere ogni sua scelta e non amarla.
Pardo lo prenderesti a schiaffoni e allo stesso tempo, comunque, lo vorresti abbracciare.
Viola sembrerebbe l’unico personaggio che vira più sul “bianco”, eppure anche lei ha i suoi momenti in cui si perde.
Teresa non ha mai mostrato tanta umana fragilità come in questo libro.

Insomma, il modo in cui entri nelle loro anime è travolgente.

Ciò che non mi ha convinta fino in fondo, anche se all’inizio mi aveva molto intrigata, è stata proprio la parte relativa alla trama thriller/giallo.
Niente di sbagliato, per intenderci. Nemmeno di scontato o prevedibile. Tuttavia, mi ha lasciata in parte indifferente nella sua conclusione.

Al contrario, il secondo “finale”, una sorta di flashback che ricostruisce gli eventi accaduti alla morte del figlio di Sara, è stato bellissimo e sorprendente. Quelle poche pagine mi hanno trascinata più di tutto il giallo del libro.

Sta di fatto, comunque, che il romanzo è bello e vale la pena leggerlo. Di certo passerò al successivo.

Sara e tutti gli altri mi sono oramai entrati nel cuore e non vedo l’ora di continuare a leggere di loro.

Consigliato!

Recensione: “La spedizione Donner” di Preston & Child

Genere: Thriller

Questa coppia di autori non delude e anche questo romanzo, primo di un filone spin-off della serie dell’agente Pendergast, è davvero un bel thriller che merita le 5 ⭐️.

Nora e Corrie sono due donne diverse, due personaggi straordinari che avevo già imparato ad amare nella serie principale.

Per essere precisi, il primo libro in assoluto che lessi di Pendergast fu proprio quello in cui l’agente conobbe Corrie. Non posso quindi non esserle affezionata e vederla nelle vesti di agente FBI alle prese con un primo e complicato caso è stato molto bello.

Nora mi ha stretto il cuore nella parte iniziale. Il dolore che ancora si porta dietro l’ho sentito sulla mia pelle.

La storia che si narra è incredibile (interessante che sia ispirata da un fatto tragico realmente accaduto). Il mistero da dipanare rimane tale fino alla fine e i colpi di scena non sono mancati.
Insomma, un thriller perfettamente costruito.

Menzione d’onore a Pendergast, che in una sola apparizione fugace è riuscito a farmi ridere e sorridere come una bimba felice, così da avermi dato la gioia della sua compagnia anche quest’anno.

Sicuramente consigliato.

Recensione: “La Gabbia delle Scimmie” di Victor Gischler

Genere: Thriller/Noir

Complessivo 2.5 ⭐️

Di rado assegno punteggi così bassi a un libro, ma in questo caso sarebbe disonesto da parte mia non farlo.

Avevo scelto di recensirlo perché aveva tutte le premesse per piacermi: un thriller a tinte scure.

Già da subito mi è sembrato una miscela di atmosfere tra Pulp Fiction e Billy Summers.

Peccato che non abbia, per me, nessuno dei meriti delle succitate opere.

Punti a favore:

. sintassi grammaticale e mancanza di refusi
. ritmo veloce.

Punti a sfavore:

. Narrazione in prima persona che, la maggior parte del tempo, mi è sembrata solo un elenco di azioni: “faccio questo, prendo questo ecc”

. Personaggi ai quali è impossibile affezionarsi per me e che, soprattutto, non fanno alcun percorso di crescita né tantomeno di redenzione. Nemmeno blanda e con la sensazione arrivata, invece, che sia “giusto”, che le azioni finali siano sufficienti a far meritare una redenzione. Tuttavia non è questo il caso.

. Susseguirsi di scene di sparatorie e simili, e il protagonista che riesce a rimanere attivo e vittorioso in modi poco verosimili, nonostante innumerevoli ferite di ogni genere.

Okay per la sospensione dell’incredulità, ma si è un pochino esagerato.
Rambo in confronto è un dilettante.

Insomma, ho faticato tantissimo per arrivare alla fine, al punto di tirare un sospiro di sollievo arrivata all’ultima riga e senza che la storia mi abbia regalato la benché minima emozione.

Come sempre, però, questa è una mia personale impressione sul romanzo e, quindi, è sempre giusto che vi facciate una vostra opinione che può anche essere diversa dalla mia.

Ringrazio comunque per la copia ARC ricevuta dall’editore.

Recensione: “Una cosa pericolosa (Adrien English vol. 2)” di Josh Lanyon

Genere: MM Thriller

Con questo secondo libro, ho decisamente fatto pace con Lanyon. Il primo per la parte Thriller non mi aveva per nulla convinta, ma in questo secondo volume la storia è stata decisamente migliore e 4 ⭐️ le assegno senza alcun dubbio.

Qualche intuizione l’avevo comunque avuta, ma la trama del giallo è costruita bene, non scontata, insomma, e in alcuni momenti mi ha anche sorpresa.

La parte romance, con questo rapporto molto conflittuale tra i due protagonisti, è appassionante, anche se non travolgente come mi attendevo.

Comunque un bel libro e adesso ho maggior desiderio di andare avanti per vedere come si evolve la relazione tra i due.

Consigliato.

Segnalazione: “Due spari al parco Lambro: la seconda indagine del Tomba tra Milano e l’Oltrepò pavese” di Massimo Bertarelli

Titolo: Due spari al parco Lambro. La seconda indagine del Tomba tra Milano e l’Oltrepò pavese

Autore: Massimo Bertarelli

Editore: Fratelli Frilli editore

Genere: gialli/noir

Pagine: 224

Prezzo: e-book 7,99

Prezzo: cartaceo 16,05

ISBN cartaceo: 978-8869437090

Data di pubblicazione cartaceo: 25 settembre 2023

Data di pubblicazione ebook: 28 settembre 2023

TRAMA:

È tarda sera, il Tomba si è regalato una delle rarissime cene in solitaria al ristorante. Entra un giovane, perde sangue da un fianco. Prima di svenire racconta che si trovava con una prostituta nel vicino Parco Lambro. Dice di essere stato aggredito da due africani, che pur di rubargli il motorino gli hanno sparato. Dopo poche ore, il Tomba si rende conto come la storia non stia in piedi: gli hanno sì sparato, ma alla schiena, e la Scientifica trova impronte solo maschili e nessuna riferibile a un motorino. Le prime indagini appurano come l’aggredito abbia di recente subito un anno di custodia cautelare in carcere per spaccio; al momento, è a piede libero in attesa del processo. Nel contempo, per due notti si presenta alla porta del commissariato un clochard, lascia un biglietto e se ne va. Il primo è lo scontrino di un bar, sul retro c’è scritto “I Carabinieri si stanno sbagliando”. Il secondo è un foglio di giornale: c’è la stessa scritta sopra il resoconto di una violenta aggressione per derubare un giovane che faceva jogging, a tarda sera, in un parchetto vicino al commissariato. Non sarebbe compito suo, ma la curiosità è tale che il Tomba non può fare a meno di vederci chiaro: il clochard non si fa trovare, vorrebbe chiedergli perché chiama in causa la Polizia e come fa a essere così sicuro che si tratti di un errore. Le due indagini rimangono ben distinte tra loro, i coinvolti non si conoscono, ma nel romanzo l’autore snoda un fil rouge che lega le vicende: le vittime non intendono chiarire il motivo dell’aggressione e, soprattutto, mentono agli inquirenti per depistare. Determinato a portare a termine in tempi brevi entrambi i casi, il Tomba si sdoppierà. Per la prima indagine, adottando la tattica dello sfunnapedi (far cadere in un tranello) così cara al commissario Montalbano, dovrà agire tra Milano, Melzo e l’Oltrepò pavese. Per la seconda, una volta trovato il clochard risalirà agli aggressori con l’aiuto delle foto segnaletiche. L’uomo, però, temendo future ritorsioni, non firmerà il verbale. Non avendo alternative, il Tomba scenderà in campo in prima persona con una serie di appostamenti notturni, incurante dei pericoli e delle eventuali reazioni da parte dei Carabinieri titolari dell’indagine.

BIOGRAFIA:

Massimo Bertarelli, nato a Milano in zona Navigli nel 1954, residente a Monza da oltre quarant’anni. Ex responsabile amministrativo in vari ambiti aziendali, pensionato dal 2016, ex maratoneta, ex responsabile del gruppo di lettura della Biblioteca Civica di Monza. Consigliere direttivo e tesoriere dell’Associazione di Volontariato “La Biblioteca è una bella storia”: da anni impegnato sul campo tramite progetti a carattere letterario in favore di richiedenti asilo, senzatetto, carcerati e ricoverati in casa di riposo. Consigliere direttivo dell’Associazione culturale Hemingway & Co, organizzatrice del Monza Book Fest (9 edizioni), del Sesto Book Fest (1 edizione), del contest X-Factor letterario – parole aperte sul palco (6 edizioni). Ha pubblicato: Il fosso bianco (Nulla Die edizioni 2011); la serie monzese con Mi chiamo Ugo (Qp edizioni 2016) e Mi chiamo Simone (Edizioni della Goccia 2018), dal quale è stata tratta una drammaturgia intitolata Torno subito, andata in scena al Teatro Binario7 di Monza a maggio 2019, replicata quattro volte; la serie ischitana con Giallo d’Ischia (LFA Publisher 2018) e Rosso d’Ischia (Nero Press Edizioni 2022); la nuova serie milanese con Kabbalah noir a Milano (Fratelli Frilli Editori 2022), finalista del Premio Letterario Città di Arcore 2023.

Ufficio Stampa Ardeche Comunicazione

Tel. 022367048

segnalazione: “La principessina dell’Emmett Peak” di Nerio Nannetti

Titolo: La principessina dell’Emmett Peack

Autore: Nerio Nannetti

Editore: EEE – Edizioni Tripla E

Genere: gialli/Hard Boiled

Pagine: 425

Prezzo: e-book 3,49

Prezzo: cartaceo 24,70

ISBN Ebook: 978-88-5539-297-6

ISBN cartaceo: 978-88-5539-296-9

Data di pubblicazione cartaceo: 01 gennaio 2023

Data di pubblicazione ebook: 05 aprile 2023

TRAMA:

Ren Tinat arriva a Nercoast una mattina di settembre, a rappresentare la legge in quel luogo sospeso tra mare e monti, fiabesco ma anche pervaso da un senso di desolazione e abbandono. Era finito su una brutta strada, Ren, dopo aver perso il lavoro e la moglie; solo l’affetto di due vecchi amici, l’Ispettore di polizia Rickey Crimmon, che gli ha affidato quell’incarico, e Pauli “Push The Botton”, uno strozzino, l’ha salvato. Sempre perso a divagare, Ren, con la musica in testa, sull’onda dei suoi “strascichi di gioventù”. A Nercoast si ritrova a indagare su un mistero che ruota intorno a Virginia Rockford, una donna dal passato burrascoso. Gli basta una foto per essere attratto da lei che, con il suo sorriso “come una V sdraiata” e l’indice ammonitore, lo coinvolge in una fuga mozzafiato da killer senza scrupoli; ma Ren è un “macho”, un duro, e se da un lato si prodiga per aiutare Virginia, dall’altro non ha nessuna intenzione di cedere al suo fascino. Di lei non si fida. Può cambiare davvero, una donna così? E sarà disposto, Ren, a concedere a lei e a sé stesso una seconda chance?

BIOGRAFIA:

Nerio Nannetti, nato a Bologna nel 1960, ex imprenditore nel ramo della termoidraulica, sposato, ha due figlie, vive in provincia di Bologna.

La principessina dell’Emmett Peack è il suo romanzo d’esordio. A lui piace definirlo un giallo, con sentimenti sparsi.

Una storia di fantasia ma realistica; inventata, ma vera, in cui ci si potrebbe riconoscere tra le tante sfaccettature.

Scritta durante il lockdown a causa della pandemia, quando ancora il lavoro gli assorbiva gran parte del tempo, è il frutto di una goliardica scommessa con grandi amici a conoscenza della sua passione giovanile per la scrittura. Scommessa, buttata lì forse proprio per tentare di esorcizzare quei momenti drammatici, diventata pagine, poi un manoscritto, poi un libro, che ha il presuntuoso intento di essere nulla di più di una buona compagnia per chi lo vorrà leggere.

Nerio Nannetti, che non credeva di riuscire a portare a termine il compito, ammette di aver perso la scommessa. E di avere grandi amici.

Adora cucinare, un po’ meno rassettare, fare baldoria a tavola, cavalcare la sua XL600R dell’85, pedalare sulla sua Lygie del ’57, ascoltare la musica anni ’80 e fare battute, il più delle volte pessime, ovviamente. Confessa che Lucio Dalla con “Siamo Dei” e Pierangelo Bertoli con “A Muso Duro” spiccano tra tanti altri fantastici interpreti e canzoni di quel periodo che continuano a fargli ottima compagnia. I libri di Luca Goldoni, ironici, sarcastici e graffianti, gli sono rimasti nel cuore. Tutto questo non gli impedisce di apprezzare appieno questi nostri “tempi moderni”.

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