Recensione: “Carabosse” di Annalisa Mantovani Sassi

Piango. Sì, letteralmente piango ora che ho finito di leggerlo per la seconda volta dopo averlo letto nella sua prima stesura.

Ho sempre detto all’autrice, dalle prime righe che cominciò a scrivere, che questo era un “gioellino” un “piccolo capolavoro” e che non doveva mollare e credermi.

Beh, mi sbagliavo. Non è affatto piccolo, questo è un assoluto capolavoro, di quelli grandi, da meritarsi il primo posto nella mia personale classifica.

Annalisa con quest’opera ha creato un paranormal thriller per nulla scontato, dalle tinte forti, dagli argomenti tosti eppure con un tocco di leggerezza assoluto, proprio come i passi delicati, armoniosi, eleganti ma decisi della strega Carabosse interpretata magnificamente dal ballerino Lelou.

Ci sono al mondo opere “forti” che descrivono nel dettaglio scene violente, e poi ci sono autori come King e sì, proprio come Annalisa Mantovani Sassi, che solo con poche frasi, senza indulgere nei dettagli, ti fanno torcere lo stomaco dalla nausea per l’orrore non di un fantasma, ma dei veri Orchi, dei veri Lupi, quelli chiamati “esseri umani” e che possono essere ben peggiori di qualsiasi mostro di una fiaba.

Lo stile di Annalisa è impeccabile, non pesante eppure ricco. Ti trasporta nel suo mondo in un attimo e ti ci tiene legata con il fiato in gola fino alla fine. La storia di Lelou e Nicholas è travolgente, passionale e romantica. Tutti i personaggi, dal primo all’ultimo, dai carnefici alle vittime, dalla migliore amica Manon all’ispettore Luc, sono approfonditi e mai superficiali.

Sono così fiera d’aver contribuito, nel mio piccolo, a far portare alla luce questa stupenda storia e non bastano tutte le stelle del firmamento per dirvi quanto questo capolavoro meriti di essere letto.

“Carabosse non viene mai sconfitta.”
“Carabosse aveva vinto. Avrebbe sempre vinto”

Grazie per questa magnifica perla.

Assolutamente e senza alcun dubbio consigliatissimo!

Recensione: “Heartsong: il canto del cuore (Green Creek Vol. 3)” di TJ Klune

Cosa volete che vi dica sul terzo volume di questa magnifica serie? Che è il più bello dei tre? Che non credevo possibile che il personaggio di Robbie avrebbe potuto sorprendermi così tanto? Che al 20% del libro sono saltata sul divano, rendendomi conto di ciò che stava accadendo, e che da quel momento in poi ho trattenuto il fiato fino alla fine?

Niente di ciò che posso raccontarvi potrebbe descrivere tutte le emozioni che quest’opera mi ha trasmesso: ansia, ritmo da cardiopalma sin dall’inizio, panico, lacrime e risate nei momenti più improbabili e di tensione. Io non piango spesso leggendo, ma credo d’aver allagato casa più volte e soprattutto dall’80% del libro in poi.

E il modo in cui Klune riesca a farmi sbottare a ridere a crepapelle mentre sono nel pieno di incredibile commozione o ansia è davvero unico.

E quanto mi ha sorpresa il personaggio di Kelly? Quanto è incredibilmente queer tutta la serie? Quanta azione e suspense e colpi di scena?

Questa serie mi ha davvero travolta, ha una struttura fantasy molto ampia e non solo di sfondo a una storia d’amore. Eppure è proprio l’Amore, nel più ampio senso di questo termine e in tutte le sue varie forme, il “legame” che scorre forte tra tutti i personaggi e in tutti i libri.

E quando arrivi alla fine pensi solo a due cose: non vedi l’ora di leggere il prossimo e vorresti davvero far parte anche tu del favoloso e incredibile branco Bennet.

Cinque stelle non sono sufficienti, ce ne vorrebbero diecimila. Super consigliato!

Recensione doppia: “Wolfsong: il canto del lupo (Green Creek Vol. 1)” e “Ravensong: il canto del corvo (Green Creek Vol. 2)” di TJ Klune

Non mi era mai capitato fino a ora di recensire due libri in una sola volta, ma è anche vero che questi romanzi, i primi della serie, sono legati tra loro a doppio filo: un legame forte e tenace, proprio come quello che unisce i membri di un branco.

Mi sono immersa in questi meravigliosi fantasy, tra licantropi, stregoni, umani straordinari e pazzi e appena finito il primo ho resistito solo mezza giornata, prima di comprare il secondo e buttarmici a capofitto, nonostante avessi già un centinaio di libri da leggere già comprati.

Ox mi ha conquistata in un attimo, Joe mi ha fatta innamorare in un secondo, Gordo l’avrei preso a sberle per quanto l’avrei voluto abbracciare, Mark non si può non amarlo come è impossibile non adorare ogni singolo membro del branco più incredibile, forte, affascinante e sgangherato di sempre.

Ancora oggi non so se amo di più i licantropi, con le loro dichiarazioni assurde, o il “maledetto Team Umani” con le battute impossibili nei momenti meno opportuni che mi hanno fatta scoppiare a ridere nel pieno della notte e durante scene adrenaliniche da cardiopalma.

Lo stile narrativo di Klune in questa serie è originalissimo e, per me, favoloso. Un ritmo pazzesco, che ti fa palpitare il cuore accompagnando perfettamente le avventure e i percorsi di crescita di ognuno dei protagonisti.

E alla fine ti rimane attaccato addosso un intenso profumo di “lecca-lecca e pigne. Qualcosa di epico e fantastico” o di “fango, foglie e pioggia”.

In attesa spasmodica di leggere i prossimi della serie, non posso che consigliarvi di leggere questi due e unirvi a questo meraviglioso “BrancoFamigliaAmoreCompagnoFratelloAmico”.

Super consigliatissimi!

Recensione: “Un brivido nelle ossa” di Jane Seville

A volte i libri possono sorprenderti e anche se hai delle perplessità iniziali riescono a trascinarti in un modo tale da farti dimenticare, una volta arrivata alla fine, quali erano le cose che non ti convincevano.

Con questo libro è accaduto proprio così. Io sono una di quelle persone che non ha mezzi termini nelle letture: o mollo subito il libro alla prima pagina, oppure, anche se magari con passo più lento del solito, proseguo fino a terminarlo e non riesco mai ad esprimermi se non l’ho finito di leggere.

Questo libro per me è stato proprio così, un viaggio che sembrava mi dovesse portare in luoghi conosciuti e prevedibili, ma che invece a un certo punto mi ha sorpresa non poco e trascinata in una corsa finale al cardiopalma.

Ho amato il fatto che la parte thriller/suspense sia molto ampia, lasciando che la parte romance arrivi lentamente. Se non lo avessi saputo dall’inizio, avrei potuto pensare che era solo un thriller senza alcuna storia romantica tra i personaggi. I due protagonisti sono diversi quanto simili, fanno entrambi un percorso di crescita emotiva e personale e questo, per me, è il punto fondamentale che non deve mai mancare in un libro.

Consigliato.

Recensione: “Wabi Sabi – la bellezza delle cose imperfette” di Valentina Pangallo

Partiamo da un’importante premessa: io non rileggo mai un libro per intero. Mi può capitare di rileggere alcune parti, ma è rarissimo che io rilegga un libro. Ecco, per questa meravigliosa opera ho fatto un’eccezione e ne sono incredibilmente contenta.

Mi capitò di leggere Wabi Sabi nella sua prima stesura più di un anno fa. Amai da subito il protagonista Ryuu, un uomo che per sopravvivere a se stesso e alle sue crepe interiori si è costruito una maschera di indifferenza, lasciando che la bruttura in cui si ritrova a vivere gli scivoli addosso, pur ferendolo ogni volta.

Quando venni a sapere che la Triskell lo avrebbe pubblicato, iniziati a contare i giorni in attesa di ritrovarmelo tra le mani e non ho saputo resistere al richiamo di quest’opera. Così mi sono rituffata nel fascino dell’antico Giappone, tra l’anima spezzata di Ryuu e quella rotta del ronin che riesce a vedere in lui cose che nessuno ha mai scorto. Di nuovo immersa nella capacità di quest’autrice di portare in scena un perfetto dramma orientale, che ti strappa via anima e cuore ma che alla fine te li restituisce e ricompone, lasciandoti comunque in un perfetto mix di lacrime di dolore e gioia.

Non c’è un particolare che non sia stato curato nel dettaglio, dall’ambientazione, agli abiti alle abitudini e anche allo stile narrativo, senza risultare comunque mai pesante. Un romance storico orientale di quelli che non possono mancare nella mia biblioteca e che finisce vicino a “Memoria di una geisha” senza sfigurare affatto.

Super consigliato!

Recensione: “La piccola collezione di verità omesse” di Rosalie Hawks

Questo è il secondo libro che leggo di quest’autrice. In realtà lo avevo iniziato prima dell’altro, ma sono andata a rilento attendendo il momento giusto per terminarlo. Non perché non mi piacesse (scrive divinamente e su questo non c’è alcun dubbio) ma solo, probabilmente, per la vita da liceale del protagonista da me molto lontana oramai.

Ciò nonostante, ho proseguito al momento giusto fino a terminarlo e sono contenta d’averlo fatto. Il libro merita, è quasi più un romanzo di formazione che un romance (qualità dell’autrice che apprezzo molto).

Anche in queste righe si segue un percorso di crescita, e non solo quello di Hiroya, ma anche di tutti i suoi amici e amiche, nuovi e vecchi, e, ovviamente, di Leo che, nonostante abbia dodici anni in più, porta dentro sé ferite ancora da rimarginare.

Questo romanzo va gustato con calma, con tranquillità. Un lungo viaggio attraverso momenti di gioia, scoperte, dolori, risate e lacrime.

Non posso che consigliarlo, come il precedente, perché di certo è una lettura che merita cinque stelle piene.

Recensione: “Sogno di una notte” di Nykyo

E va bene, qui si gioca sporco, mia cara autrice. Già nel precedente libro (trovate la mia recensione a questo link), di cui attendo con ansia il sequel/spin-off, mi hai rapita trascinandomi in un mondo piratesco facendo leva sul fascino dei pirati, che mi porto dietro dall’adolescenza. Con questo hai fatto proprio tombola: Shakespeare, un folletto glitterato, il pattinaggio, la danza e cos’altro serve per conquistarmi?

Sono rimasta incantata dalla scrittura coinvolgente, dalla sensualità e passionalità di alcuni capitoli (e se lo dico io che in genere non mi soffermo mai su questi aspetti, vuol dire che hai fatto proprio centro), dalla schiettezza a tratti rozza di Il’ya al fascino indiscutibile di Puck, che sembra davvero uscito da un qualche bosco fantastico e che ti prende per mano per portarti nel suo magico mondo.

Divertente, ironico, romantico senza mai essere stucchevole e nemmeno irreale, questo libro mi ha deliziata dalla prima all’ultima riga e conferma quanto quest’autrice sia di fatto entrata nella mia personale lista di scrittori da comprare e leggere a scatola chiusa, perché non si corre mai il rischio di rimanerne delusi.

Più che consigliato.