Chiudere l’anno con un libro di Stephen King è la miglior conclusione che si possa pensare.
Anche questa volta il Maestro ha fatto centro!
Questo libro, al contrario degli altri, non mi ha trascinata da subito. Il particolare stile mi aveva all’inizio lasciata “perplessa”. Ma sapevo, ne ero certa, che doveva esserci un motivo specifico e quindi, con assoluta curiosità, ho continuato fino a quando la nebbia si è diradata. Già intorno al 40% la storia poi ha spiccato il volo, prendendo un ritmo quasi mozzafiato e da quel momento non sono riuscita più a fermarmi, mollando tutte le altre letture.
Nonostante non ci sia nulla di paranormale in questo romanzo, i mostri, come sempre, non mancano e sono, come sempre, i peggiori: quelli umani, quelli che ti fanno venire la pelle d’oca per la nefandezza delle loro azioni.
Ma in questo libro le sfumature sono tante, esistono i “cattivi” che avresti solo voglia di abbracciare e amare, e i mostri che vuoi solo che facciano la peggiore fine possibile.
In questo incredibile viaggio sono entrata nella mente di Billy, l’ho capito, amato senza giustificarlo. Che è proprio quello che fa lui nei confronti di se stesso.
Sono stata Billy, e sono stata Alice e sono stata una bambina di dieci anni con un orsacchiotto stretto al petto.
E forse molte di quelle cose le ho vissute per davvero.
Super consigliato!
