Leggo moltissimi thriller/gialli, ne scrivo anche e, dunque, non è semplice sorprendermi.
Spesso riesco a comprendere l’assassino o il mistero celato anche ben prima della metà del libro.
A volte non ne ho la certezza assoluta, ma solo forti sospetti.
Se il libro è ben scritto, tutto ciò comunque non inficia il piacere della lettura per me. Quello che conta è il modo in cui viene svolta una trama e non conoscerla/intuirla o meno.
Detto e premesso ciò, Angela Marsons è riuscita a sorprendermi. Sono rimasta con il dubbio fino alla fine e avrei puntato più su un altro personaggio che su un altro. Per non parlare del colpo di scena finale che proprio non ne avevo avuto alcuna idea.
Il libro ha uno stile fresco, lineare e veloce. Capitoli brevi, come piacciono a me, e senza inutili fronzoli o allungamenti di brodo.
Kim Stone è un personaggio complesso e con un background di spessore, che la rende dura, all’apparenza quasi scorbutica quanto fragile e sensibile (adoro questo tipo di contrasti interni).
Ogni personaggio viene approfondito, anche quelli che appaiono solo per un breve capitolo.
Angela Marsons, insomma, è una scrittrice di thriller di tutto rispetto, e di sicuro non posso che consigliare questo suo primo libro con la detective Stone.
