Genere: fantasy/wlw
Il secondo libro di questa dilogia fantasy mi ha trascinata dopo poche righe nel suo mondo e non mi ha fatta respirare fino all’ultima pagina.
Chiamarlo retelling è riduttivo, a mio parere.
Soprattutto in questo secondo volume gli argomenti che tratta sono di un’attualità incredibile: l’insensatezza di una guerra, di scontri tra popoli e specie diverse che va avanti da così tanto tempo da non avere più importanza su chi abbia iniziato o chi abbia sferrato l’ultimo colpo, perché alla fine rimarrà solo devastazione su tutti i fronti.
Le riflessioni di Alyce/Malyce/Nimara, il suo percorso di presa di coscienza di se stessa, la vera se stessa, le sue forze e fragilità, le scelte sbagliate fatte per i giusti motivi.
Un personaggio che ho amato tantissimo, anche quando era chiaro che fosse in errore.
Aurora, alla quale dai ragione più volte ma, allo stesso tempo, vorresti che agisse in modo diverso.
Il loro è un intreccio impossibile da sciogliere, ma divise da scelte sbagliate da entrambe le parti.
E che magnificenza tutti i personaggi secondari, dai folletti irriverenti e divertenti, ai Vila, i Demoni, i Goblin e i Mutaforma che fanno parte di questa nuova Corte Oscura, come anche gli umani caduti in disgrazia dopo la conquista di Briar.
I colpi di scena sono stati tanti, fino all’ultimo, nonostante almeno uno lo avessi intuito quasi subito.
Sono arrivata alla fine con l’affanno e ho apprezzato la scelta di Alyce. Un percorso di crescita emotiva e mentale che non poteva che portare a questo finale.
Il resto è consegnato nelle nostre mani e la mia fantasia già galoppa, come se mi trovassi in sella a Caos, volando su Briar con al fianco la fedele Callow per vedere in che modo viene ricucito ciò che è stato strappato, ma che mai potrà essere davvero separato.
Assolutamente consigliato!
