Recensione: “La casa alla fine del mondo” di Paul Tremblay

Genere: fantasy (?) Thriller

2 ⭐️

Voglio essere sincera, sono stata in bilico fino all’ultimo se dare anche meno di due stelle, perché per me questo libro per alcuni versi è un grande no-sense.

Non si tratta delle scene cruente (ho letto e apprezzato nel giusto contesto anche di peggio).

Non si tratta delle tragedie che si susseguono (anche qui come sopra, ho letto e amato libri ancor più drammatici).

Il problema, per me, è proprio nel senso generale del libro.

Forse con le ultime righe uno se ne trova, ma sinceramente non c’era alcun bisogno, narrativamente parlando, che accadesse una vicenda del genere.

Fosse stato solo un thriller con una banda di fanatici religiosi da affrontare, avrebbe avuto molto più senso.

Ma non lo sappiamo e non ci è dato di saperlo (forse era questo il senso che l’autore voleva intendere, chissà.)

Così invece cosa mi ha comunicato?

A me personalmente nulla. L’ho portato a termine solo per vedere dove voleva arrivare, e sinceramente per me non è arrivato a nulla.

Mi aspettavo molto di più da questo libro.

Detto ciò, comunque, il libro, nonostante gli stili narrativi particolari (e lo dico al plurale non per errore) è uno di quei testi che si può amare o odiare, quindi se siete curiosi leggetelo per farvi una vostra personale opinione.

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