Recensione: “Il pesatore di anime” di Olivier Norek

Genere: thriller

5⭐️

Avevo questo thriller da leggere da quando l’avevo visto la prima volta in una libreria. La cover mi aveva trasmesso subito le giuste “vibrazioni” e la trama mi aveva convinta.
L’ho finito due giorni fa e mi ha convinta fino all’ultima frase.

È un thriller che non fa sconti, senza una linea netta tra bene e male e con personaggi così veri e umani da essere un perfetto mix di forze e fragilità.

Coste e Russo, i due poliziotti che in luoghi diversi seguono lo stesso caso alla caccia di un terribile serial killer, sono quelli che ho maggiormente preferito

Coste è un uomo spezzato, che si è rifugiato in un isola e dal mondo dopo eventi che lo hanno internamente distrutto. È un solitario, non dà confidenza a nessuno tranne che ai suoi vicini di casa. Dirige una casa di sorveglianza per “pentiti” che nessuno conosce, nemmeno sull’isola, e il suo lavoro è quello di ottenere le informazioni utili da chi gli viene affidato prima che venga passato al servizio di protezione testimoni.

Una routine che lo calma e gli permette di avere ancora un lavoro, ma lontano dal resto del mondo. L’incontro con una vittima, da cui serve ottenere le informazioni per scovare il serial killer, sconvolge la sua vita da ogni punto di vista e in questo percorso si trova ad affrontare decisioni difficili, che per quanto terribili possano sembrare non riesci a condannare.

Nonostante alcune cose le avessi intuite, il romanzo è riuscito a sorprendermi fino all’ultimo tenendomi con il fiato sospeso. Inoltre, l’ambientazione così particolare è stato un bonus non da poco.

Insomma, un bel thriller che mi sento di consigliare.

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