Ho un solo appunto, anzi due:
1. È già finito.
2. Non ci sono infinite stelle per valutarlo.
Quando apro un libro di Klune so già che mi piacerà, questo è un dato di fatto.
Eppure, non credevo quando ho iniziato quest’opera che mi sarei imbattuta in un viaggio entusiasmante e che mi avrebbe commossa ed emozionata quanto la serie Green Creek, dello stesso autore ovviamente!
Il bello è che nemmeno sapevo che cosa sarei andata a leggere. Di Klune, oramai, non leggo nemmeno le trame: compro a scatola chiusa, tanto so di andare sul sicuro. Ritrovarmi, dunque, in un libro che potremmo definire uno sci-fi è stata una sorpresa e molto gradita.
Ho amato Nate, Alex e Artemis dal primo istante e ho seguito le loro avventure con il fiato corto e il batticuore.
Il viaggio interiore di Nate è splendido, così come sono bellissime le crescite degli altri due personaggi che, interagendo tra loro e “legandosi” crescono, imparano ad andare avanti per lasciarsi dietro le spalle il “vuoto” in cui erano caduti.
Artemis, questa “ragazzina” ricca di umanità prende Nate e Alex per mano e li trascina nel suo mondo con la freschezza e la sincerità “giovanile” che la contraddistingue, unita a una visione della vita e dell’universo che trascende il tempo e lo spazio. Attraverso la sua fame di conoscenza, Art insegna ai due uomini il vero senso della “famiglia” (ah, quanto Klune ami questo è chiaro e si ritrova in varie forme in tutti i suoi libri) e dell’Amore.
Il tutto, condito da un ritmo al cardiopalma durante una fuga che li porterà a legarsi tra loro sempre di più, e a combattere con ogni mezzo per difendere il diritto di essere diversi e liberi contro chi ha il solo intento di distruggere senza provare mai a capire.
Ho pianto? Ovviamente sì! Klune mi ha strappato l’anima, come sempre, e poi me l’ha restituita più ricca.
Assolutamente e decisamente consigliato!
