Genere: Fantasy/young adult/MM
5 +++ ⭐️
Ho riso, ho sclerato, ho pianto di commozione, soprattutto alla fine (DOPO i ringraziamenti) perché non volevo più lasciare andare questa magnifica famiglia di pazzi “straordinari” queer.
L’ennesimo libro di Klune che mi “salva” la mente e l’anima.
La mia recensione potrebbe finire qui, ma non posso non soffermarmi su alcune cose che mi hanno profondamente colpita.
La prima metà l’ho trascorsa ridendo a crepapelle, pur con la costante ansia perché era chiaro che “qualcosa” non andava. Per un attimo mi sono anche chiesta se ricordassi male (immedesimazione totale), poi ho capito cosa stava accadendo e, quindi, tra una risata e l’altra vivevo in attesa del momento in cui tutto sarebbe crollato.
Ma, pur avendo capito il cosa, non immaginavo il come e il chi. È stato un bel colpo di scena che merita un applauso.
La seconda parte è letteralmente volata per il ritmo al limite dell’ansia. Klune, però, mi ha abituata a questi momenti di azione da cardiopalma con scene e battute all’interno che ti stendono dalle risate.
Come si fa a non amare Nick? Impossibile. Riesce a essere follemente “straordinario” e lo si ama sempre a prescindere.
Non solo lui, però. Tutti loro rimarranno per sempre nel mio cuore: Seth, incrollabile nella sua onestà e devozione, Gibby, unica e geniale, Jazz, che nessuno di noi vorrebbe mai avere come nemica (fa più paura lei con una forchettina di plastica o un tacco a spillo di un esercito di straordinari messi assieme) e tutti la vorremmo avere come amica fedele e sempre capace di sostenerci nel miglior modo possibile.
Per non parlare della “papà squad”, di Mateo (mai mettersi contro una Drag Queen), di Chris, Cap, e dell’incredibile Burrito Jerry.
Li amo tutti e mi fanno solo desiderare di averli come amici e famiglia. Vorrei trasferirmi subito a Nova City.
E poi ci sono gli antagonisti, che mi hanno sorpresa e non poco.
Da un lato Simon Burke (non so voi, ma per me è la personificazione di alcuni personaggi reali che ai giorni nostri rischiano di portare il mondo al collasso) e dall’altro personaggi che ribaltano tutto ciò che credevi di sapere o che ti lasciano con la sensazione di non riuscire a dar loro ogni colpa, pur non giustificandoli.
Insomma, come sempre Klune è riuscito a dire tanto pur con una storia che, in apparenza, sembra essere un romanzo di supereroi bizzarri e adolescenti che ne combinano di ogni.
E chiudo questa recensione riallacciandomi alla dedica iniziale del libro: i veri supereoi sono tutte le persone queer che nel mondo ogni giorno lottano per essere se stesse… cosa c’è di più “straordinario” di questo?
