Recensione: “Holly” di Stephen King

Genere: thriller

5 ++ ⭐️

Questo è forse tra i libri di questa serie il più terrificante, e non c’è nulla di sovrannaturale, nessun “mostro” se non la folle malvagità degli esseri umani.

Insomma, la quintessenza di ciò che King non ha fatto che sottolineare in ogni suo libro, esistenza o meno di creature non umane.

Ho amato Holly dalla sua prima apparizione nel primo volume di Mr. Mercedes, e continuo ad amarla. Per alcune cose, mi ci rivedo: ipocondria, tendenza a non credere mai del tutto in se stessi, ma senza arrendersi mai.

In questo thriller, a tratti davvero disturbante, Holly si ritrova ad affrontare diverse difficili prove, sia a livello personale che nel caso su cui indaga. Scoperte in ogni ambito che metterebbero in discussione la sanità mentale di chiunque.

Per fortuna, Holly non è come gli altri. Lei è diversa, con tutte le sue ossessioni, manie e insicurezze. È talmente abituata ad affrontare la vita sempre in salita da non fermarsi nemmeno davanti a traumi che continuano a tormentarla ogni giorno e ogni notte, con la voce di una madre che non ha fatto altro che sminuirla e manipolarla fino al suo ultimo istante.

In tutto questo, applicare la mente su un caso di scomparsa che si complica fino a divenire molto, ma molto di più di quello che all’inizio sembrava, per Holly diventa un modo per “distrarsi” e non lasciare che gli eventi personali la riportino a rinchiudersi nella sua tana.

Anche se, va detto, le persone di cui si è circondata negli anni non gliel’avrebbero mai permesso. Pete, Jerome e, soprattutto questa volta, Barbara.

Abbiamo conosciuto Barb in Mr  Mercedes come una bambina vivace, ora è una giovane donna e fondamentale per la vita di Holly.

Il ritmo, che dire, è pazzesco. Soprattutto sulla parte finale che mi ha tenuta inchiodata e con il fiato sospeso.

Insomma, se avete lo stomaco forte, ve lo consiglio senza alcun dubbio!

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