Recensione: “Zenith (Lake Prophet Mistery Vol. 3)” di Eli Easton e RJ Scott

Genere: MM Thriller

5 ⭐️

E così è finita questa bella avventura durata per tre libri, e si è conclusa rispettando le aspettative.

Come già detto, a volte (spesso nel mio caso) mi capita di intuire la soluzione di alcuni misteri piuttosto in fretta, ma se permangono dubbi, se non so come e in che modo i protagonisti ne verranno a capo, se resto con il fiato sospeso fino all’ultimo, il thriller per me ha tenuto benissimo.

Anche questo terzo volume, come il secondo, ha rispettato questi punti e, quindi, promosso a pieni voti.

Il focus, comunque, rimane Tiber e la sua capacità di empatia con gli animali come con gli esseri umani. Ho adorato lui e il branco dal primo momento e ammetto di aver tremato di paura in più punti per alcuni di loro.

Anche Gabriel, comunque, è un personaggio molto bello. Ciò che ha dovuto affrontare, gli incubi che lo tormentano e il passato che gli presenta il conto sono scogli durissimi da superare.

Lascio adesso tutti loro: Tiber, Gabriel, il loro intero branco, la found family che si è creata tra legami di sangue e di amicizia e i paesaggi suggestivi in cui Prophet è immersa.

E ne sento già la nostalgia.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Un volo per Sara” di Maurizio De Giovanni

Genere: thriller

4–⭐️

Preciso subito che per i personaggi, la storia, la trama mozzafiato e lo stile il libro meriterebbe anche più di 5 ⭐️

Ho dato una stella in meno a causa di quello che, senza fare spoiler, considero un buco di trama “informatico”, qualcosa che personaggi che lavorano nei servizi segreti e occulti avrebbero dovuto prevedere, ma soprattutto avrebbero dovuto farlo editor e chiunque abbia lavorato a questo romanzo.

Se questo “errore” lo avesse fatto un autorə self sarebbe statə massacratə da chi ha un minimo di conoscenza informatica.

Premesso ciò, la storia per il resto è bellissima. Adoro Sara, quanto adoro Viola, Pardo, il piccolo Massi, il tremendo Boris, la particolare Teresa e l’altrettanto particolarissimo Andrea e, non ultimo, anche Nico.
Ognuno ha una caratterizzazione approfondita, tante sfaccettature che rendono i personaggi umani, con le loro zone grigie, i loro errori ma anche la capacità di rialzarsi e, dove possibile, migliorarsi.

La trama che viaggia tra passato e presente, tra indagini che pescano nel torbido della corruzione passata e presente mi affascina moltissimo, nonostante avessi previsto il finale, proprio per quell’errore informatico di cui prima. Un errore accettabile da un personaggio comune, non da chi opera in determinati ambiti da una vita.

Detto ciò, ho già in mano il successivo della serie pronta a iniziarlo e, probabilmente, a finirlo in tre giorni come questo!

Recensione: “Equinox (Lake Prophet Mistery Vol. 2)” di Eli Easton e RJ Scott

Genere: MM Thriller

5 ⭐️

Anche questo secondo libro della serie è volato e non ha deluso le mie aspettative, nonostante avessi individuato il probabile colpevole già dai primi capitoli.

A volte capita che io intuisca quasi da subito il colpevole in un thriller, ma se non ne ho la certezza, se non capisco il “come” e il “perché” fino alla fine, ecco che il mistero per me tiene benissimo. Anzi, in questi casi sono portata a credere che da parte di chi ha scritto ci fosse la volontà di indicare in qualche modo il probabile colpevole per poi lasciarti nel dubbio su tutto il resto.

La struttura thriller, quindi, per me ha funzionato bene.

Ma è tutto il resto che, come nel primo libro, ho particolarmente amato: il particolare dono di Tiber, il contatto tra lui e gli animali, che lo porta ad avere una sensibilità accentuata verso il mondo che lo circonda. Tutto ciò che ha riguardato il branco di lupi mi ha fatto battere forte il cuore per più motivi.

Tiber e la sua empatia, verso gli animali ma anche verso gli esseri umani, sono al centro di questo libro.
Lui la percepisce in alcuni casi una debolezza che lo porta a credersi ingenuo, incapace di combattere chi ha cercato (e ancora cerca) di manipolarlo.
In realtà è la sua forza.
La debolezza risiede in chi non è in grado di instaurare rapporti sani, come il suo ex Jeff, che usa sopraffazione psicologica e manipolazione per ottenere ciò che vuole: persone che lo facciano sentire superiore.

Non è nemmeno amore tossico, è soltanto desiderio di possesso per fagocitare il proprio ego.

Mi è piaciuto molto che in questi due libri, soprattutto nel secondo, si sia affrontato questo tema e sottolineata la differenza tra un rapporto malato e uno sano.

Gabriel è l’esatto opposto di Jeff e Tiber lo ha capito subito, ma è in questo volume che impara a credere in se stesso, nella propria capacità di vedere la differenza tra uno e l’altro. Un percorso lungo che, forse, avrà bisogno di altro tempo, ma intenso e con una bellissima crescita personale.

Anche Gabriel, però, ha i suoi demoni e un passato che fino a ora è venuto a galla solo in frammenti di incubi. Un passato che, temo, arriverà come un tornado nel prossimo libro.

Io mi ci sono già buttata, il che vi fa capire quanto abbia apprezzato questo libro e quanto stia amando questa serie!

Recensione: “Holly” di Stephen King

Genere: thriller

5 ++ ⭐️

Questo è forse tra i libri di questa serie il più terrificante, e non c’è nulla di sovrannaturale, nessun “mostro” se non la folle malvagità degli esseri umani.

Insomma, la quintessenza di ciò che King non ha fatto che sottolineare in ogni suo libro, esistenza o meno di creature non umane.

Ho amato Holly dalla sua prima apparizione nel primo volume di Mr. Mercedes, e continuo ad amarla. Per alcune cose, mi ci rivedo: ipocondria, tendenza a non credere mai del tutto in se stessi, ma senza arrendersi mai.

In questo thriller, a tratti davvero disturbante, Holly si ritrova ad affrontare diverse difficili prove, sia a livello personale che nel caso su cui indaga. Scoperte in ogni ambito che metterebbero in discussione la sanità mentale di chiunque.

Per fortuna, Holly non è come gli altri. Lei è diversa, con tutte le sue ossessioni, manie e insicurezze. È talmente abituata ad affrontare la vita sempre in salita da non fermarsi nemmeno davanti a traumi che continuano a tormentarla ogni giorno e ogni notte, con la voce di una madre che non ha fatto altro che sminuirla e manipolarla fino al suo ultimo istante.

In tutto questo, applicare la mente su un caso di scomparsa che si complica fino a divenire molto, ma molto di più di quello che all’inizio sembrava, per Holly diventa un modo per “distrarsi” e non lasciare che gli eventi personali la riportino a rinchiudersi nella sua tana.

Anche se, va detto, le persone di cui si è circondata negli anni non gliel’avrebbero mai permesso. Pete, Jerome e, soprattutto questa volta, Barbara.

Abbiamo conosciuto Barb in Mr  Mercedes come una bambina vivace, ora è una giovane donna e fondamentale per la vita di Holly.

Il ritmo, che dire, è pazzesco. Soprattutto sulla parte finale che mi ha tenuta inchiodata e con il fiato sospeso.

Insomma, se avete lo stomaco forte, ve lo consiglio senza alcun dubbio!

Recensione: “Solstice (Lake Prophet Mistery Vol. 1)” di Eli Easton e RJ Scott

Genere: MM Thriller/paranormal

5 ⭐️

Questo thriller con un accenno di paranormal mi ha incantata da subito.

La parte delle indagini e il particolare omicidio è ben strutturata e intrigante. Niente di scontato e, anzi, fino all’ultimo non avrei saputo predire la soluzione dell’enigma.

I due protagonisti li ho amati subito.
Tiber, con la sua capacità di empatizzare con i cani e il modo di comprenderli, mi ha commossa e affascinata, più del dono che gli permette in alcuni momenti di vedere i ricordi di questi animali.

Ho sofferto e non poco nella parte iniziale nel seguire il dolore di Duke, il cane della vittima, e seguito con apprensione la sua lentissima elaborazione del lutto. Chi dice che gli animali non abbiano emozioni? Anzi, a volte sanno essere più “umani” di molte persone.

Se Tiber, per ovvie ragioni, è proprio il tipo di personaggio che amo (solitario, con un passato ingombrante che lo ha portato a fidarsi solo degli animali di cui si circonda, all’apparenza “fragile”, ma capace invece di grande forza e con doni particolari), Gabriel è riuscito ugualmente a conquistarmi.

Gabriel, il detective scappato da Los Angeles per lasciarsi indietro una vita di missioni sotto copertura, che ancora popolano i suoi incubi. Un uomo che decide di tornare nel suo paese di origine, senza riuscire a riavvicinarsi al fratello e alla sua famiglia. Il suo passato è ugualmente ingombrante e gli impedisce di potersi aprire come vorrebbe.
Potrebbe sembrare un uomo rigido, grazie alla natura del suo lavoro, ma di fronte a un omicidio da risolvere riesce a superare le sue barriere mentali.

La storia di questi due uomini, diversi, opposti, ma da un certo punto di vista simili, è a lenta cottura. Un particolare che me li fa amare ancora di più e che mi spinge a iniziare subito il secondo della serie.

Insomma, non posso che consigliarvelo.

Recensione: “Uccidi i ricchi” di Sandrone Dazieri

Genere: thriller

5 ⭐️

Non mi ero resa conto di quanto mi fossero mancati Dante e Colomba prima di leggere questa loro nuova avventura.

Un libro che avevo acquistato già all’uscita nel 2025 ma, come sempre, ho atteso il momento in cui ho sentito il bisogno e desiderio di leggerlo, ed è capitato a fagiolo vista l’uscita del nuovo libro con questi due incredibili personaggi.

Iniziamo con il dire che la trama thriller è così ben strutturata (e terribilmente attuale e realistica) da avermi tenuta inchiodata alle pagine. Impossibile risolvere il mistero fino all’ultimo e non sono stati pochi i momenti di caos da cardiopalma.

Colomba è sempre istintiva e impossibile da imbrigliare, sia da un punto di vista professionale che sentimentale, nonostante inizi a mostrare qualche crepa nella dura corazza che ha costruito per difendersi.

Dante è la solita mente geniale e un concentrato di traumi con i quali è costretto a convivere. Ci sono momenti in cui lo prenderesti a schiaffoni per le idee assurde che gli vengono (anche se assolutamente efficaci) e altre in cui vorresti solo stringerlo e coccolarlo. Ammetto di avere sempre avuto un debole per lui.

L’ambientazione milanese l’ho adorata e mi ha permesso di avere uno sguardo diverso su ciò che ho tutti i giorni sotto gli occhi, ma anche tutte le altre sono dettagliate e affascinanti.

Quando ho chiuso il volume, molte sono state le riflessioni sulle varie sfumature di colpe e responsabilità che ogni personaggio ha mostrato, dalle vittime a chi ha commesso i crimini.

Una cosa è certa: ora vorrei buttarmi subito sul nuovo libro, perché Dante e Colomba li ho ormai nel cuore.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Il pesatore di anime” di Olivier Norek

Genere: thriller

5⭐️

Avevo questo thriller da leggere da quando l’avevo visto la prima volta in una libreria. La cover mi aveva trasmesso subito le giuste “vibrazioni” e la trama mi aveva convinta.
L’ho finito due giorni fa e mi ha convinta fino all’ultima frase.

È un thriller che non fa sconti, senza una linea netta tra bene e male e con personaggi così veri e umani da essere un perfetto mix di forze e fragilità.

Coste e Russo, i due poliziotti che in luoghi diversi seguono lo stesso caso alla caccia di un terribile serial killer, sono quelli che ho maggiormente preferito

Coste è un uomo spezzato, che si è rifugiato in un isola e dal mondo dopo eventi che lo hanno internamente distrutto. È un solitario, non dà confidenza a nessuno tranne che ai suoi vicini di casa. Dirige una casa di sorveglianza per “pentiti” che nessuno conosce, nemmeno sull’isola, e il suo lavoro è quello di ottenere le informazioni utili da chi gli viene affidato prima che venga passato al servizio di protezione testimoni.

Una routine che lo calma e gli permette di avere ancora un lavoro, ma lontano dal resto del mondo. L’incontro con una vittima, da cui serve ottenere le informazioni per scovare il serial killer, sconvolge la sua vita da ogni punto di vista e in questo percorso si trova ad affrontare decisioni difficili, che per quanto terribili possano sembrare non riesci a condannare.

Nonostante alcune cose le avessi intuite, il romanzo è riuscito a sorprendermi fino all’ultimo tenendomi con il fiato sospeso. Inoltre, l’ambientazione così particolare è stato un bonus non da poco.

Insomma, un bel thriller che mi sento di consigliare.

Recensione: “Il sistema di salvataggio del peggiore dei cattivi – Vol. 4 – Fili rossi” di Mo Xiang Tong Xiu

Genere: DanMei Xianxia

5+++ ⭐️

Se mi aveva sorpresa in modo positivo la rilettura dei primi tre volumi, il quarto composto di solito extra mi ha letteralmente estasiata.

Non penso di averli mai letti questi extra, e non credevo mi avrebbero appassionata in questo modo. Non semplici raccontini, ma parte fondamentale di tutto il DanMei che danno uno spessore maggiore a tutti i personaggi e non soltanto ai due protagonisti.

Ho amato vedere certi “missing moments”, che hanno svelato alcuni particolari, permettendomi di vedere sotto una diversa luce Luo Binghe. Potrebbero essere paragonati a veri colpi di scena, che ti fanno capire cosa sia realmente accaduto in alcuni momenti.
Ho adorato gli extra che seguono LuoLuo e il suo Shizun nel periodo successivo alla fine del terzo libro. In alcuni ho riso come una matta, in altri ho dovuto prendere in prestito il ventaglio di Shen Qingqiu!

Quelli che mi hanno deliziata (e fatto scendere una lacrimuccia, lo ammetto) sono invece gli extra su altri personaggi che hanno dato loro una profondità maggiore e hanno reso tutta l’opera ancor più bella.

Insomma, decisamente rivalutato tutto il DanMei rispetto a quando lo lessi nel 2019.

Nota di merito alla traduttrice che, per me, ha fatto un ottimo lavoro. Ho apprezzato tantissimo anche le note a piè di pagina.

Assolutamente consigliato!

Recensione: “Il sistema di salvataggio del peggiore dei cattivi – Vol. 2 – Il demone” di Mo Xiang Tong Xiu

Genere: DanMei Xianxia

5+++ ⭐️

E anche il secondo volume è volato e, se non avessi avuto altri impegni durante il giorno, probabilmente lo avrei finito in meno tempo.

Ribadisco quando già detto alla rilettura del primo: mi sta piacendo molto più di quanto ricordassi.

Di sicuro influisce il fatto che oggi, dopo aver letto per interi sei DanMei, ho una visione più ampia e noto sfumature e dettagli che all’epoca non avevo colto. Nel 2019, lo lessi subito dopo “Il gran maestro della scuola demoniaca” e, quindi, l’enorme differenza di tipo di storia e personaggi mi aveva un attimo spiazzata.

Nonostante questo secondo volume ci faccia vedere un Luo Binghe decisamente più “disturbante”, nemmeno per un attimo viene romanticizzata quella che è una evidente ossessione tossica di un discepolo verso il suo maestro. Il punto di vista dello Shizun, ironico ma anche inamovibile e concreto, impedisce a chi legge di interpretare in modo errato gli atteggiamenti malati, a volte anche estremi, di Luo Binghe. Allo stesso tempo, c’è quella voglia di andare avanti nella lettura per capire come si evolveranno i personaggi e la storia.

Per quanto io ricordi la trama generale, non rammento nulla dei particolari. È davvero come se fosse una prima lettura, ma di una me più “matura” con gli strumenti adatti ad apprezzare al meglio il romanzo, che continua ad essere ironico, a tratti assurdo ma geniale, intenso e travolgente.

Inutile dirlo… in piena notte sono passata direttamente al terzo!

Recensione: “Accademia Crono – Il sicario e l’immortale” di Maria Francesca Obinu

Genere: MM Sci-Fi

5 ⭐

Avevo comprato questo libro al Salone di Torino del 2025, attirata prima dalla cover (Giulia Calligola non ne sbaglia una), che mi ha spinta a leggere la trama. Non avevo ancora letto nulla dell’autrice, ma l’acquisto compulsivo è stato più forte di me (come sempre).

Ho deciso di leggerlo solo adesso (al momento giusto, as usual) ed ero ben disposta avendo già letto nel frattempo un altro romanzo della stessa penna.

Neanche a dirlo, a stento ho riletto la trama e nemmeno ricordavo di cosa parlasse.
Neanche a dirlo, la storia mi ha trascinata dal primo nanosecondo!

Un immortale, un sicario che viaggia nel tempo, salti temporali tra varie epoche passate, presenti e future e spesso con ambientazioni italiane, una trama ben architettata di intrighi e accadimenti che ti tiene con il fiato sospeso fino alla fine e due personaggi, Cassio e Davide, di cui ti innamori dal primo momento.

Se Cassio mi ha catturata all’istante, Davide l’ho amato facendone la conoscenza. Bellissimo il loro rapporto, che cresce attraverso le epoche in un su e giù emozionale che ti strappa il cuore. Ottima la crescita che entrambi fanno, perché l’Amore, quello vero, non è mai egoista e non è qualcosa che si comprende subito, a volte nemmeno dopo centinaia di anni di vita.

Unico difetto? Avrei voluto che ce ne fosse subito un altro pronto da leggere, perché di Davide e Cassio non ti stanchi mai e ne vorresti ancora e ancora.

Ps: gli speciali sono una chicca imperdibile e li ho amati tutti.

Assolutamente consigliato!